{"id":5247,"date":"2024-07-09T18:34:47","date_gmt":"2024-07-09T16:34:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5247"},"modified":"2024-07-09T18:34:48","modified_gmt":"2024-07-09T16:34:48","slug":"isola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/07\/09\/isola\/","title":{"rendered":"Isola"},"content":{"rendered":"\n<p>di Senko Karuza &#8211; Meridiano 13, recensione di Sara Verghi*<\/p>\n\n\n\n<p>Un azzurro cristallino, come quello di un mare limpidissimo e un uomo al centro di questa distesa celeste che sonnecchia su di una barchetta. Sembra la descrizione di un quadro, invece \u00e8 la pittoresca copertina della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bottegaerranteedizioni.it\/product\/isola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuova uscita di Bottega Errante Edizioni<\/a>:&nbsp;Isola.&nbsp;Quale modo migliore per inaugurare l\u2019inizio imminente dell\u2019estate, se non mettersi comodi come quest\u2019uomo in mezzo al blu e lasciarsi trasportare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Isola&nbsp;\u00e8 una raccolta di racconti dello scrittore, poeta, filosofo e chef Senko Karuza. Tradotto dal croato da Ginevra Pugliese, questo caleidoscopio di brevi storie vi far\u00e0 esplorare, scoprire e conoscere le innumerevoli sfaccettature di un microcosmo costellato di personaggi, usanze, oggetti, animali, persone e molto altro, il tutto ambientato sull\u2019isola dalmata di Vis.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I racconti di Karuza sono molto brevi, ma molto densi ed incisivi: in una pagina e mezza vi verr\u00e0 raccontata una storia, ma anche voi che non siete n\u00e9 di Vis, n\u00e9 della Dalmazia e n\u00e9 croati, avrete da riflettere su ci\u00f2 che avete letto. In questa scrittura concisa, ma che punta dritto al lettore, c\u2019\u00e8 molto filosofeggiare (Karuza ha studiato filosofia a Zagabria), si entra dunque nel profondo di ci\u00f2 che \u00e8 stato messo nero su bianco, ma che fa parte anche dell\u2019essere umano e del viaggio della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Guida all\u2019isola&nbsp;\u00e8 la prima parte della raccolta, nella quale i protagonisti possono essere&nbsp;La barca,&nbsp;La torza marmorizzata,&nbsp;Il vigneto,&nbsp;I turisti. Chi di noi, almeno una volta, non si \u00e8 trovato a riflettere su quel dolcetto preparato dalla nonna, su quel podere ereditato, sul lento vivere degli antenati come se all\u2019improvviso avessero acquisito la preziosit\u00e0 di un tesoro immateriale, ma che in passato abbiamo snobbato perch\u00e9 non volevamo altro che allontanarci da questa quotidianit\u00e0 troppo famigliare e troppo povera di stimoli?<\/p>\n\n\n\n<p>Karuza \u00e8 il portavoce di coloro che hanno deciso di rimanere, una&nbsp;restanza isolana&nbsp;che \u00e8 l\u2019essere radicati ai gesti del passato, ai luoghi che solo in pochi riescono a non abbandonare del tutto e a un orgoglio tenace che guarda con leggero scherno ironico e un pizzico di coraggioso vanto al continentale, poverino lui in mezzo alla citt\u00e0 e chiuso in un ufficio per la quasi totalit\u00e0 del suo essere adulto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cosa che certamente chiunque pu\u00f2 apprezzare, anche nel suo quotidiano cittadino, \u00e8 il godere del qui e ora, dell\u2019apprezzare sia il buon cibo che la compagnia della propria famiglia:<\/p>\n\n\n\n<p>Mangiamo con le dita perch\u00e9 abbiamo confidenza con il pesce, non ci d\u00e0 fastidio il bicchiere unto d\u2019olio e con i pezzettini di pesce appiccicati, conosciamo bene il colore del nostro&nbsp;plavac. Soddisfatti borbottiamo e barbugliamo, e ripetiamo che tutto \u00e8 buono e meglio di ieri, che era un po\u2019 asciutto, sar\u00e0 che il pesce veniva dal porto come quello dell\u2019altroieri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Semplicit\u00e0, genuinit\u00e0 e territorialit\u00e0: questo e non solo sono i motivi della&nbsp;restanza isolana&nbsp;che attraversa i racconti di Karuza. Un tema che ricorre spesso \u00e8 il confronto con i turisti, passeggero e liminale, ma soprattutto con chi ha deciso di lasciare l\u2019isola e di tornarci quando pu\u00f2. Un dilemma che ha attraversato la vita del lupo di mare che ci svela i segreti della sua isola, ma che sa di aver risolto anni fa, quando prese la decisione di restare perch\u00e9, anzich\u00e9 cercare qualcosa che non si ha, ci si pu\u00f2 stupire ogni giorno:<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda parte della raccolta,&nbsp;Camera obscura, \u00e8 permeata da un senso di malinconia e di ricerca di un senso ancora pi\u00f9 forte dell\u2019essere isolani. Non c\u2019\u00e8, per\u00f2, n\u00e9 un totale sconforto, n\u00e9 un tentativo di marcia indietro su ci\u00f2 che si \u00e8 e sulle proprie scelte, semplicemente l\u2019inevitabile incontro e scontro con l\u2019Altro fa scaturire riflessioni, sempre profonde e sempre speranzose.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio della seconda parte \u00e8 la voce narrante a esporci la necessit\u00e0 di questo errare sull\u2019isola e, al contempo, filosofeggiare errante:<\/p>\n\n\n\n<p>Questi testi sono il tentativo di registrare la trasformazione di un mondo in un altro, il morire e il nascere, un flusso di cose che, credo, \u00e8 ugualmente tragico e comico \u2013 come i tanti altri eventi che giungevano sull\u2019isola e la lasciavano insistentemente sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Inevitabilmente le isole sono sempre state periferiche, ma in questa nostra epoca del tutto e subito e della competitivit\u00e0 tossica tra simili, le isole sono pi\u00f9 periferiche che mai, fanno gola agli investitori e il fatto di viverci in momenti in cui non sono prese d\u2019assalto dai turisti, fa degli isolani quasi degli eremiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema dell\u2019essere sia croati che europei attanaglia ancor pi\u00f9 coloro che sono lontani dai tanto agognati e, a volte, odiati centri del continente, ma l\u2019omologazione non piace a tutti:<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026] adesso da noi \u00e8 come da loro, e anche se non siamo mai stati a Francoforte, d\u2019ora in poi Francoforte \u00e8 la nostra seconda casa. [\u2026] E ora per la prima volta nella nostra vita non possiamo spiegare a qualcuno quanto ci fa male dover essere uguale a loro.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La paura della perdita della propria identit\u00e0, del proprio lento vivere secondo ritmi non dettati dalle logiche economiche e politiche dell\u2019Unione, \u00e8 concreta, ma ancora una volta Karuza sapr\u00e0 stupirci perch\u00e9 in un modo o nell\u2019altro, \u00e8 sempre possibile tornare ad occuparsi della propria quotidianit\u00e0 in maniera testarda, ma pur sempre bonaria e in armonia con ci\u00f2 che si sente dal continente, basta non farci troppo caso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 sempre speranza e c\u2019\u00e8 sempre un modo: questo impariamo dalle&nbsp;storie di un filosofo-chef dal cuore dell\u2019Adriatico, che lascia in una di queste il pi\u00f9 importante degli insegnamenti, che vale per tutti, per isolani, per continentali, per chi resta e per chi se ne va:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di fare come tutti i nostri, che da tanto tempo sono senza lavoro e passeggiano tutto il giorno sul lungomare aspettando l\u2019estate per riempire quei loro due appartamenti che gli permettono di vivere come piccoli signori [\u2026] invece di passeggiare con loro e piangere su tutte le ingiustizie di questo mondo, stiamo curvi sulla nostra terra e piangiamo dentro di noi. Ci sembra di aver creato il nostro sincero nemico contro il quale combatteremo fino alla fine di entrambi, ma almeno sapremo cosa siamo e chi siamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della lettura, forse, vi appisolerete e dopo un po\u2019 farete capolino dalla barchetta&nbsp; e vi verr\u00e0 spontanea una domanda: la letteratura e la vita si sono unite e non ne percepite pi\u00f9 il confine, allora l\u2019orizzonte che divide cielo e mare \u00e8 l\u2019unico confine reale?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>* Insegnante e traduttrice, si interessa a tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019est Europa, in particolare la letteratura. Collabora dal 2021 con Est\/ranei. Russista di formazione e balcanista per passione, crede che costruire ponti interculturali sia una missione in cui vale ancora (e sempre) la pena credere. Andri\u0107 docet!&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SENKO KARUZA<\/strong>&nbsp;\u00e8 uno scrittore, poeta e intellettuale croato (ma anche filosofo, chef sopraffino, produttore di vini e lupo di mare). Nato a Spalato il 18 giugno 1957, ha trascorso l\u2019infanzia e la giovinezza sull\u2019isola di Vis (Lissa). Ha frequentato le scuole a Spalato e poi ha studiato filosofia a Zagabria. A differenza di altri colleghi che hanno lasciato la periferia per fermarsi a vivere e lavorare in citt\u00e0, Karuza ha lasciato la citt\u00e0 per ritirarsi sull\u2019isola di Vis, dove in estate accoglie i naviganti e i turisti nella sua originale&nbsp;konoba&nbsp;(cantina) in una baia sperduta. Ha pubblicato otto raccolte di racconti e due sillogi, tradotte in diverse lingue straniere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Senko Karuza &#8211; Meridiano 13, recensione di Sara Verghi* Un azzurro cristallino, come quello di un mare limpidissimo e un uomo al centro di questa distesa celeste che sonnecchia su di una barchetta. 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