{"id":4856,"date":"2023-10-27T17:27:17","date_gmt":"2023-10-27T15:27:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4856"},"modified":"2023-10-27T17:27:18","modified_gmt":"2023-10-27T15:27:18","slug":"il-medio-oriente-e-la-distopica-utopia-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/10\/27\/il-medio-oriente-e-la-distopica-utopia-delleuropa\/","title":{"rendered":"Il Medio Oriente e la distopica utopia dell\u2019Europa."},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 27\/10\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione europea ritrova l\u2019apparente unit\u00e0 in seno al Consiglio europeo. Le divergenze dei giorni scorsi sembrano accantonate a favore del messaggio unitario: solidariet\u00e0 a Israele per l\u2019attacco subito e appello a non calcare la mano nella reazione; richiamo dei diritti del popolo palestinese da riconsegnare alla guida dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tradotto dal linguaggio diplomatico, l\u2019appello europeo significa sostanziale equilibrio\u00a0 fra le parti, \u00a0con un occhio di riguardo a Israele stavolta in veste di aggredito e non di occupante. Il terrorismo spaventa non solo per gli scempi che compie nella regione ma per i cascami nel cuore d\u2019Europa. Ne \u00e8 prova la stessa Bruxelles che ospita il vertice, per non parlare della Francia, ormai teatro prediletto del terrore in versione export.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 ebraica francese, che ancora conta centinaia di migliaia di cittadini, ne \u00e8 comprensibilmente scossa. E d\u2019altronde alcuni ostaggi nelle mani di Hamas hanno la cittadinanza della Repubblica, anche se i sequestratori considerano come israeliani anche i cittadini dal doppio passaporto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto saliente del comunicato europeo riguarda la riapertura di credito all\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, nello sforzo audace di distinguere fra i Palestinesi \u201caffidabili\u201d, quelli amministrati dalla AP e dal Partito Fatah, ed i Palestinesi \u201cinaffidabili\u201d, quelli amministrati da Hamas. Estromettere Hamas da Gaza, ripristinare nella Striscia il potere dell\u2019AP, riannodare il negoziato con Israele verso la soluzione due popoli \u2013 due stati.<\/p>\n\n\n\n<p>La formula sacramentale risale agli Accordi di Oslo dei primi Novanta, \u00e8 rilanciata nei consessi internazionali fino alle ultime dichiarazioni dell\u2019Amministrazione americana, le sole che contano nella politica mediorientale, di fatto \u00e8 messa a repentaglio dagli sviluppi sul terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infittirsi degli insediamenti ebraici in Cisgiordania rende impossibile la continuit\u00e0 territoriale dello stato palestinese, sempre che gli insediamenti non siano dichiarati parte integrante dello Stato d\u2019Israele o sgomberati con la forza. Il precedente fu quando il Premier Ariel Sharon decise di abbandonare Gaza e sfratt\u00f2 i coloni in malo modo. Allora si trattava di qualche migliaio di persone, ora si tratta di centinaia di migliaia con una rappresentanza nel Governo di destra \u2013 destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Gabinetto di guerra a Gerusalemme non \u00e8 lo stesso del Governo precedente il 7 ottobre 2023, ha natura provvisoria, dovrebbe durare finch\u00e9 dura l\u2019emergenza bellica. Poi le posizioni torneranno quelle di prima?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utopia distopica dell\u2019Unione sta nella chiamata all\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. Si omette \u00a0che la leadership di Abu Mazen e Fatah non riceve il bagno elettorale dal 2006, che le nuove elezioni sempre promesse sono sempre rinviate, che i sondaggi favoriscono la crescita di Hamas. Vincere le eventuali elezioni con l\u2019aiuto delle forze armate di Israele, entrare a Gaza su un carro armato di Tsahal \u2013 \u00e8 l\u2019immagine della compagna di Marwan Barghouti, essendo questi all\u2019ergastolo e impedito di parlare all\u2019esterno \u2013 non \u00e8 il viatico giusto per ripristinare il prestigio dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora argomenta che Marwan, prigioniero o libero, vincerebbe le nuove elezioni, costituirebbe un gabinetto di trentenni in rottura con gli ottuagenari o quasi dell\u2019AP attuale, proseguirebbe la lotta per spingere la controparte al negoziato. Non siamo terroristi, siamo agenti della liberazione. Che poi l\u2019assetto futuro sia quello bi-statuale o confederale, \u00e8 da vedere. Ci\u00f2 che importa \u00e8 che la futura Palestina abbia un governo giovane e intraprendente. E perci\u00f2 autorevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito in seno alla comunit\u00e0 palestinese \u00e8 sfiorato dal dibattito in seno al Consiglio europeo. In questa fase bisogna superare lo stallo delle tre posizioni ai vertici istituzionali: di Charles Michel, di Ursula von der Leyen, di Josep Borrell. Per non parlare delle esternazioni dei dirigenti nazionali che si sono recati in missione in Medio Oriente per solidarizzare con Israele e \u00a0trattare la sorte degli ostaggi nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra Presidente del Consiglio si \u00e8 inserita nella teoria dei missionari, con Scholz, Macron, Sunak. Putin resta a Mosca, i suoi diplomatici ricevono le rappresentanze di Hamas, Hezbollah, Iran. La Russia si pone &nbsp;in controtendenza: a mostrare che c\u2019\u00e8 sempre laddove si pu\u00f2 creare un problema agli Stati Uniti. In questo caso la vicinanza ai movimenti islamisti contrasta la tradizionale politica interna di lotta all\u2019islamismo: si veda il caso Cecenia. La coerenza stinge a favore della convenienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 27\/10\/2023 L\u2019Unione europea ritrova l\u2019apparente unit\u00e0 in seno al Consiglio europeo. Le divergenze dei giorni scorsi sembrano accantonate a favore del messaggio unitario: solidariet\u00e0 a Israele per l\u2019attacco subito e appello a non calcare la mano nella reazione; richiamo dei diritti del popolo palestinese da riconsegnare alla guida dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. 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