{"id":3634,"date":"2021-07-15T14:23:33","date_gmt":"2021-07-15T12:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3634"},"modified":"2021-07-15T14:23:34","modified_gmt":"2021-07-15T12:23:34","slug":"in-slovenia-lungo-il-corso-del-fiume-isonzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/07\/15\/in-slovenia-lungo-il-corso-del-fiume-isonzo\/","title":{"rendered":"In Slovenia, lungo il corso del fiume Isonzo"},"content":{"rendered":"\n<p>di\u00a0Marco Ranocchiari del 14\/07\/202 da OBCT<\/p>\n\n\n\n<p>Con quasi 700 mila voti contrari e poco pi\u00f9 di 100 mila favorevoli, gli sloveni hanno detto no alla nuova legge sull\u2019acqua del governo Jan\u0161a. Al referendum Za pitno vodo (\u2018Per l\u2019acqua potabile\u2019, come \u00e8 stato battezzato dagli ambientalisti che l\u2019hanno proposto) dello scorso 11 luglio ha partecipato il 46% degli aventi diritto, pi\u00f9 del doppio del quorum previsto per questo tipo di consultazione.&nbsp; Un risultato quasi eccezionale in un paese caratterizzato da anni di scarsa affluenza alle urne, che mette in seria difficolt\u00e0 l\u2019esecutivo del paese proprio all\u2019inizio del suo semestre di presidenza al Consiglio europeo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Slovenia-braccio-di-ferro-sull-acqua-210535\">Il referendum pendeva<\/a>&nbsp;su alcune modifiche alla legge che tutela le risorse idriche del paese, approvate dal parlamento alla fine di marzo. Il passaggio pi\u00f9 contestato prevedeva la possibilit\u00e0 di costruire \u2018opere a uso pubblico\u2019 in prossimit\u00e0 delle sponde dei corsi d\u2019acqua e delle coste, in zone dove finora era prevista una salvaguardia pressoch\u00e9 assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli emendamenti erano stati approvati con una procedura abbreviata, mentre le modifiche pi\u00f9 sostanziali erano state inserite dopo il decorrere delle due settimane riservate alla discussione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<h3>Una mobilitazione allargata<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando la raccolta firme \u00e8 stata lanciata nello scorso aprile, forse in pochi avrebbero scommesso in un successo degli ambientalisti. Con la pandemia che imperversava e le sue pesantissime ripercussioni economiche, gli sloveni sembravano avere altre cose di cui preoccuparsi. In un periodo in cui la fiducia nella politica \u00e8 ai minimi storici, specialmente tra i giovani, la categoria pi\u00f9 sensibile alle questioni ambientali, il quorum sembrava difficilmente raggiungibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il tempo sembrava remare contro i proponenti. All\u2019inizio della campagna le limitazioni agli assembramenti rendevano difficile raccogliere le firme e fare manifestazioni; la domenica della consultazione poi, \u00e8 caduta in una splendida giornata di sole, dove la tentazione di recarsi al mare, in montagna o oltre le frontiere appena riaperte era fortissima.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte della campagna elettorale \u00e8 stata portata avanti da volontari, spesso non affiliati ad alcuna organizzazione, online e tramite un volantinaggio capillare, a volte addirittura tramite lettere scritte personalmente ai vicini di casa degli attivisti e consegnati manualmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, il fronte referendario si allargava, fino a coinvolgere settori normalmente poco inclini a schierarsi cos\u00ec in politica, come il Club Alpino, gli scout e le associazioni dei pescatori e cacciatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Su un fronte pi\u00f9 istituzionale, hanno avuto un peso le prese di posizione dell\u2019Universit\u00e0 di Lubiana e l\u2019Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti, che in un comunicato ha dichiarato che aumentare le possibilit\u00e0 di interventi sui terreni costieri \u00e8 \u201cinaccettabile in un momento in cui cresce la pressione sull\u2019acqua e sull\u2019ambiente\u201d. Anche il presidente della Repubblica Pahor, sia pure senza schierarsi apertamente, ha fatto capire di non aver gradito la riforma e i modi in cui \u00e8 stata proposta.<\/p>\n\n\n\n<p>La campagna referendaria, amplificata anche dalla presa di posizione di musicisti, attori e artisti, ha toccato gli sloveni su un terreno sensibile. I proponenti sono stati abili nel mettere in relazione la protezione dei fiumi con la salute delle falde acquifere, da cui attinge la stragrande maggioranza degli acquedotti del paese. La conservazione della natura, e tra questa la bellezza dei suoi laghi e fiumi, \u00e8 uno dei marchi distintivi della Slovenia, che \u00e8 anche uno dei pochi paesi al mondo ad aver inserito il diritto all\u2019acqua potabile nella propria Costituzione nel 2016.<\/p>\n\n\n\n<h3>Tra propaganda e fake news<\/h3>\n\n\n\n<p>Se il referendum ha scaldato cos\u00ec tanto gli animi, per\u00f2, \u00e8 anche merito, o demerito, dell\u2019attuale esecutivo e alla sua straordinaria capacit\u00e0 di dividere gli elettori. Stretto alleato del vicino Orb\u00e1n, il premier Jan\u0161a&nbsp; \u00e8 stato accusato di aver approfittato della pandemia per limitare le libert\u00e0 civili nel paese e in particolare delle organizzazioni per i&nbsp; diritti civili e ambientaliste.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la campagna referendaria, secondo i comitati promotori, le posizioni governative avrebbero monopolizzato i media nazionali. In molti tra gli attivisti dichiarano di aver avuto i loro account Facebook e Instagram sospesi con l\u2019accusa di diffondere notizie false fino a pochi giorni prima delle votazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il ministro dell\u2019Ambiente Andrej Vizjak, contestatissimo dalle opposizioni per il suo passato nell\u2019industria idroelettrica, tutta la campagna referendaria sarebbe stata d\u2019altro canto solo una sorta di gigantesca fake news. \u201cCon l&#8217;emendamento alla legge sull\u2019acqua\u201d, aveva dichiarato, il governo voleva soltanto \u201ctutelare e salvaguardare ulteriormente le risorse idriche\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova legge eliminava in effetti la possibilit\u00e0 di chiedere un\u2019autorizzazione al governo per costruire in deroga, in casi eccezionali, lungo la fascia costiera. Il ministro si guardava per\u00f2 dal ricordare che con le nuove norme poter costruire alcune opere fin sulle sponde dei fiumi sarebbe diventata la norma e non pi\u00f9 l\u2019eccezione. Glissava anche sul fatto che fino a poco tempo prima, in una versione della nuova legge poi ritirata, il governo voleva addirittura autorizzare l\u2019uso di sostanze \u201cpericolose\u201d nelle aree di rispetto dei corsi d\u2019acqua, un trascorso difficile da conciliare con l\u2019immagine di un esecutivo che si batte per la tutela della risorsa idrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro terreno su cui le due parti si sono accusate reciprocamente di dire falsit\u00e0 \u00e8 quello della protezione delle alluvioni. Secondo i proponenti del referendum e molti accademici, le nuove opere autorizzate avrebbero ostacolato il deflusso delle acque aumentando il pericolo di inondazioni, ed entrando in aperto contrasto con la Direttiva Acque dell\u2019Unione europea. Il governo, dal canto suo, faceva notare che l\u2019articolo contestato prevedeva anche lo stanziamento di 17 milioni per la manutenzione ordinaria dei fiumi.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, per il governo tutta la campagna referendaria sarebbe stata sostanzialmente una montatura da parte di chi era \u201ccontro il governo in quanto tale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3>\u201cNessun dramma\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p>Che l\u201911 luglio, almeno in parte, il referendum sia stato proprio su Jan\u0161a non c\u2019\u00e8 dubbio. Mentre le opposizioni ne chiedono le dimissioni, in molti si aspettano almeno un parziale cambio di rotta. Il premier, per\u00f2, almeno a parole, tira dritto. \u201cNessun dramma\u201d, ha scritto su Twitter, domandandosi poi, sarcasticamente, se un governo di sinistra si sia mai dimesso per aver perso un referendum. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi sei mesi, in ogni caso, la Slovenia avr\u00e0 un ruolo importante nei dossier da portare avanti in sede europea, compreso il Green Deal e la lotta al cambiamento climatico. Per farsi sentire gli ambientalisti non potevano scegliere un momento migliore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Marco Ranocchiari del 14\/07\/202 da OBCT Con quasi 700 mila voti contrari e poco pi\u00f9 di 100 mila favorevoli, gli sloveni hanno detto no alla nuova legge sull\u2019acqua del governo Jan\u0161a. 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