{"id":3512,"date":"2021-05-01T11:14:21","date_gmt":"2021-05-01T09:14:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3512"},"modified":"2021-05-01T11:14:21","modified_gmt":"2021-05-01T09:14:21","slug":"quale-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/05\/01\/quale-futuro\/","title":{"rendered":"Quale futuro?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 1\/5\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; molto interessante il dibattito aperto dal deputato Pettarin, intorno a Nova Gorica e Gorizia. La sua proposta, sostanzialmente, \u00e8 quella di orientarsi verso una citt\u00e0 unita, con uno statuto speciale derivato dalla collocazione all&#8217;interno di due diversi Stati.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non essere d&#8217;accordo? Importante per\u00f2 \u00e8 che il percorso verso una simile prospettiva sia costruito insieme, fin dalla sua ideazione. C&#8217;\u00e8 in effetti il rischio &#8211; come nei commenti finora riportati dai quotidiani sembra in effetti accadere &#8211; che la questione venga affrontata soltanto da una parte, senza il coinvolgimento dell&#8217;altra. Se non si partisse da subito da una precisa volont\u00e0 di ragionare insieme, al di l\u00e0 delle proposte dell&#8217;uno o dell&#8217;altro, non si arriverebbe sicuramente da nessuna parte. Anzi, potrebbe essere suscitata l&#8217;impressione di un insopportabile paternalismo da parte di chi &#8220;gi\u00e0 sa&#8221; quale dovrebbe essere il bene per l&#8217;altro, paralizzando cos\u00ec ogni tentativo di oltrepassare il livello minimo delle formalistiche relazioni reciproche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente la prospettiva in s\u00e9 \u00e8 condivisibile ed entusiasmante. Parlando di questo argomento, occorre forzare la grammatica, con l&#8217;articolo al plurale e il nome della citt\u00e0 al singolare: &#8220;le&#8221; unica Gorizia. Non \u00e8 solo una formalit\u00e0 linguistica, ma il segno di una precisa scelta. Non si tratta infatti di omologazione o assimilazione, bens\u00ec di rispetto della specificit\u00e0 dell&#8217;una e dell&#8217;altra parte. L&#8217;unit\u00e0 presuppone la diversit\u00e0, l&#8217;unicit\u00e0 presuppone la pluralit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; vero che l&#8217;ormai famoso &#8220;sguardo dal Sabotino&#8221; abbraccia un territorio evidentemente unitario, ma quello stesso punto di vista rileva immediatamente anche le differenze urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche che caratterizzano &#8220;le&#8221; unica realt\u00e0. Il richiamo allora acquista un senso compiuto e del tutto condivisibile, solo se si tengono presenti alcuni aspetti che dovrebbero essere al centro dell&#8217;attenzione anche per ci\u00f2 che concerne il percorso verso &#8220;le&#8221; Capitale europea della cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto \u00e8 necessario che si studino seriamente le lingue. Si \u00e8 ancora molto lontani, soprattutto per ci\u00f2 che concerne le persone in et\u00e0 adulta, da un autentico bi o tri-linguismo. E&#8217; molto difficile immaginare le citt\u00e0 unita, l\u00e0 dove non viene considerata una priorit\u00e0 la possibilit\u00e0 di comprendersi reciprocamente, senza costringere l&#8217;interlocutore a parlare sempre una lingua diversa dalla propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre poi moltiplicare le occasioni per una conoscenza di base. La percezione di una realt\u00e0 con caratteristiche comuni non pu\u00f2 nascere (solo) da decisioni prese nei sacri palazzi e nelle sedi istituzionali. A questi livelli &#8220;alti&#8221;, Gorizia e Nova Gorica hanno avviato contatti da moltissimo tempo, basti pensare alle frequenti relazioni tra esponenti politici ancora ai tempi della Jugoslavia, ai contatti culturali fra gli istituti accademici, agli sforzi comuni nell&#8217;abbattimento delle reti confinarie, alle costanti relazioni di buon vicinato tra le comunit\u00e0 cattoliche delle diocesi di Gorizia e Koper, ai progetti condivisi nell&#8217;ambito degli Incontri Culturali Mitteleuropei, alle ormai gi\u00e0 antiche &#8220;marce dell&#8217;amicizia&#8221; di qua e di l\u00e0 dei vecchi confini, solo per portare qualche esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che ancora manca \u00e8 la proposta di costruire occasioni che favoriscano il nascere di un&#8217;autentica amicizia tra le persone. Gi\u00e0 si \u00e8 constatato come gli straordinari &#8220;concerti sul confine&#8221;, promossi soprattutto dai due Kulturni dom, abbiano portato nella Trg Evropa\/Piazza Transalpina migliaia di persone, soprattutto giovani, unite dalla passione per la bellezza e per la musica. Importanti sono stati gli scambi della luce della pace di Betlemme ogni vigilia natalizia, gli annuali pellegrinaggi condivisi a Sveta Gora, come pure le belle iniziative promosse in anni recenti da Forum per Gorizia in accordo con alcune realt\u00e0 slovene, tra esse l&#8217;abbattimento simbolico del muro di cartone e il grande pranzo collettivo sul confine. Tuttavia si \u00e8 ancora lontani dalla &#8220;normalit\u00e0&#8221; dei rapporti affettivi, vero fondamento di qualsiasi progetto autenticamente innovativo. Ne \u00e8 prova lo stesso dibattito aperto in questo periodo, di fatto finora &#8220;a senso unico&#8221;, con interventi di ogni tipo ma quasi nella totalit\u00e0 provenienti da esponenti residenti nella parte italiana. E ne \u00e8 prova l&#8217;assenza quasi totale di strumenti di comunicazione bilingui, quotidiani o riviste, in grado di raccontare il territorio. E&#8217; difficile pensare al&#8221;le&#8221; citt\u00e0 unita, quando nessuno a Nova Gorica legge Il Piccolo e ben pochi lo stesso Primorski dnevnik o a Gorizia il Primorske novice, solo per citare i tre principali quotidiani locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le relazioni interpersonali, le interazioni ordinarie, la vera forza che reclama attenzione alla Cultura (con la C maiuscola) e alla Politica (anche con la P maiuscola). Le istituzioni funzionano se esprimono &#8211; in termini democratici e rappresentativi &#8211; proprio la vivacit\u00e0 di un territorio che &#8220;si pensa&#8221; insieme, che &#8220;dialoga&#8221; insieme e che &#8220;progetta&#8221; insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, una volta accolto il principio della priorit\u00e0 della relazione interpersonale sulla struttura che ne dovrebbe essere espressione, non \u00e8 tanto importante che le citt\u00e0 si dotino di uno strumento amministrativo unitario, sarebbe molto pi\u00f9 interessante la presenza di formazioni politiche trans-nazionali, in grado di lavorare ordinariamente insieme sui temi condivisi e anche, se possibile, di presentarsi con un programma complementare alle elezioni in Slovenia e in Italia. In altre parole, l&#8217;appello all&#8217;unit\u00e0 del territorio non pu\u00f2 essere una battuta superficiale e decontestualizzata, ma deve radicarsi in una visione filosofica antropologica, internazionalista e solidaristica, fondata sul riconoscimento e sul rispetto reciproci. Ci\u00f2 implica anche una visione del futuro ambientale, imprenditoriale e turistico, con una serie di opportunit\u00e0 straordinarie, offerte dal paesaggio, dalla storia (soprattutto del Novecento) e dalla creativit\u00e0 dei &#8220;goriziani&#8221;. Per questi motivi, senza trascurare il resto, le priorit\u00e0, condizioni imprescindibili, dovrebbero essere: l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente naturale con la denuncia dei loschi interessi di chi guarda pi\u00f9 al proprio arricchimento che alla salute delle persone; la scelta storica decisiva e ineludibile per il pacifismo e l&#8217;antifascismo su un ex confine storicamente devastato dalle due guerre mondiali e dai crimini del nazifascismo con tutte le loro conseguenze; la scelta della Cultura della valorizzazione della ricchezza di tutte le diversit\u00e0 e l&#8217;apertura all&#8217;accoglienza illimitata di chi proviene dai mondi della fame e della guerra come fondamento di ogni successiva azione e conseguente scelta politica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi termini, il dibattito pu\u00f2 e deve continuare, ma senza trascurare neppure per un istante, la parola &#8220;skupaj, insieme&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 1\/5\/2021 E&#8217; molto interessante il dibattito aperto dal deputato Pettarin, intorno a Nova Gorica e Gorizia. 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