{"id":3466,"date":"2021-04-06T17:22:52","date_gmt":"2021-04-06T15:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3466"},"modified":"2021-04-06T17:22:52","modified_gmt":"2021-04-06T15:22:52","slug":"parole-e-cambiamento-nel-linguaggio-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/04\/06\/parole-e-cambiamento-nel-linguaggio-politico\/","title":{"rendered":"Parole e cambiamento nel linguaggio politico"},"content":{"rendered":"\n<p>di Bianca Della Pietra del 6\/4\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Leggo frequentemente sui social che seguo, commenti del tipo: \u201cMa\u2026e se avesse fatto Conte quel che sta facendo Draghi?\u201d oppure \u201c Sono tutti uguali: pensano solo a se stessi\u201d, solo per citarne alcuni largamente diffusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quanto contano i commenti? Quanto ci \u00e8 dato davvero di comprendere la politica dei nostri governanti centrali, ma anche amministratori locali, da ci\u00f2 che ci riportano i media e i social media?<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile, per noi semplici cittadini, comprendere e quindi sostenere una posizione o l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio politico \u00e8 molto cambiato sia nelle parole che vengono usate che nei mezzi tecnologici che lo veicolano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impoverimento lessicale, spesso condito da termini che attengono al mondo economico, espressi anche in lingua inglese, la semplificazione della struttura della frase, la sua brevit\u00e0 legata alla necessit\u00e0 di esprimersi in tempi molto rapidi sui social network, sono sotto gli occhi di tutti. Inoltre i luoghi del dibattito politico, se ancora cos\u00ec possa essere chiamato, sono i salotti in cui il <em>talk <\/em>diventa <em>show<\/em> e l\u2019argomentazione non trova lo spazio temporale per esprimersi, in favore di chi riesce a reiterare un\u2019idea, spesso giudicante, con frequenza martellante, nel minor tempo possibile, magari anche con un tono della voce pi\u00f9 alto di quello che il contesto richiederebbe. Queste trasmissioni si qualificano quindi sempre pi\u00f9 come contesti di intrattenimento piuttosto che di informazione e men che meno di cultura. Quasi una contrapposizione tra produrre divertimento e produrre noia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante per\u00f2 tener conto che \u201cGli individui che comunicano \u2026 appartengono a contesti multipli e le relazioni che essi stabiliscono sono condizionate sia dal contesto nel qui ed ora dell\u2019interazione, che dalle relazioni tra i diversi sistemi d\u2019appartenenza. La comunicazione, in questo senso, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata come la semplice addizione tra emittente e ricevente: essa si attua invece con la compenetrazione di sistemi pi\u00f9 ampi e di sottosistemi*, che durante l\u2019interazione incidono in maniera dirompente sulla sua evoluzione. Durante una semplice conversazione, ad esempio, potrebbe essere l\u2019influenza della cultura, della posizione sociale, dell\u2019appartenenza al proprio contesto familiare, ad influire sull\u2019esito dei processi di codifica e di decodifica del messaggio.\u201d<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Bronfenbrenner ci precisa molto bene questo quadro di appartenenze sistemiche, visivamente quasi concentriche&nbsp; che definisce \u201cmodello ecologico\u201d dell\u2019ambiente di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosimo di Bari<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>, nel suo saggio sull\u2019attualit\u00e0 di Postman, afferma: \u201cDato che ogni soggetto si inserisce in un contesto culturale e, conseguentemente, in una \u2018realt\u00e0 simbolica\u2019 che accompagna la \u2018realt\u00e0 fisica\u2019, la percezione che ogni individuo ha di ci\u00f2 che \u00e8 \u2018vero\u2019 o \u2018reale\u2019 \u00e8 determinata dai simboli e dalle istituzioni che gestiscono (o \u201cmanipolano\u201d) questi simboli.<\/p>\n\n\n\n<p>La lingua diviene cos\u00ec strumento \u2018sovversivo\u2019 e pu\u00f2 essere considerato vettore di riscatto e di emancipazione per i soggetti \u201c<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> e, su questa linea, ci ricorda anche il pensiero di Paulo Freire e don Lorenzo Milani.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza entrare nel merito dell\u2019interessantissimo pensiero di Postman, vorrei proseguire il ragionamento&nbsp; prendendo a spunto alcuni articoli sulle parole<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> utilizzate da due importanti personaggi di governo che si sono avvicendati proprio in questi ultimi mesi, Conte e Draghi, per giungere a condividere successivamente ad un punto di vista proprio sul linguaggio politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i soggetti presentano il proprio programma di governo del Paese con una prospettiva di lungo termine, ovvero fino alla scadenza naturale della Legislatura. Ricordiamo per\u00f2 che Giuseppe Conte ha dovuto rimettere e rinnovare il suo incarico, mentre Draghi lo ha assunto solo di recente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>Conte 1<\/strong><\/td><td><strong>Conte 2<\/strong><\/td><td><strong>Draghi<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Cittadini<\/td><td>Cittadini<\/td><td>Cittadini<\/td><\/tr><tr><td>Paese<\/td><td>Paese<\/td><td>Vaccino\/vaccinazione<\/td><\/tr><tr><td>Popolo (2vv)<\/td><td>Popolo (1v)<\/td><td>Pandemia (20vv)<\/td><\/tr><tr><td>Governo<\/td><td>Governo<\/td><td>Governo<\/td><\/tr><tr><td>Sociale (9vv)<\/td><td>Sociale (18vv.)<\/td><td>Diseguaglianza\/e<\/td><\/tr><tr><td>Politica\/e<\/td><td>Politica\/e<\/td><td>Politica\/e<\/td><\/tr><tr><td>Sistema<\/td><td>Sistema<\/td><td>Transizione<\/td><\/tr><tr><td>Sviluppo<\/td><td>Sviluppo<\/td><td>Orientare<\/td><\/tr><tr><td>Contratto<\/td><td>Qualit\u00e0<\/td><td>Donne<\/td><\/tr><tr><td>Responsabilit\u00e0<\/td><td>Progetto<\/td><td>Ambiente<\/td><\/tr><tr><td>Crescita (9vv)<\/td><td>Crescita (13vv.)<\/td><td>Turismo<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><td>Imprese<\/td><td>Riforme<\/td><\/tr><tr><td>Cambiamento<\/td><td>Prospettiva<\/td><td>Cambiamento Programma<\/td><\/tr><tr><td>Investimenti (2vv)<\/td><td>Investimenti (12vv)<\/td><td>Investimenti<\/td><\/tr><tr><td>Giovani (2vv)<\/td><td>Giovani (11vv)<\/td><td>Giovani<\/td><\/tr><tr><td>Immigrazione\/immigrati (3vv)<\/td><td>Immigrazione\/immigrati (2vv)<\/td><td>Ricostruzione<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><td>Piano Vita<\/td><td>Scuola<\/td><\/tr><tr><td>Sicurezza (5vv)<\/td><td>Sicurezza (2vv)<\/td><td>Unit\u00e0<\/td><\/tr><tr><td>Tutti<\/td><td>Opportunit\u00e0<\/td><td>Emergenza<\/td><\/tr><tr><td>Europa (5vv)\/Unione Europea (3vv)<\/td><td>Europa (5vv) Unione Europea (11vv)<\/td><td>Europa\/Unione Europea<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><td>Sobriet\u00e0\/sobri (3vv) &nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa tabella, autoprodotta, non pu\u00f2 sicuramente dirsi esaustiva non basandosi su fonti analoghe e quindi comparative, ma pu\u00f2 darci un\u2019idea dell\u2019approccio e, soprattutto, dei contesti temporali in cui i discorsi di impegno sono stati pronunciati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo Governo Conte \u00e8 durato dal 1\/06\/2018 al 4\/09\/2019; il secondo dal 5 settembre&nbsp;2019 al 13 febbraio 2021. Della pandemia non se ne conosceva il tema quando il discorso di Conte fu pronunciato nel settembre 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole estrapolate dal contesto e non analizzate in termini di frequenza d\u2019uso, potrebbero anche dirsi un esercizio inutile, ma potrebbero invece dare l\u2019avvio ad analisi pi\u00f9 attente e approfondite, e a problematizzazioni successive sicuramente interessanti, ragionando ad esempio sui significati che le parole veicolano alle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Certi sono gli impegni in continuit\u00e0 con quelli precedentemente assunti da Conte: \u201cLe Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l\u2019innovazione, la digitalizzazione, la competitivit\u00e0 e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilit\u00e0 sostenibile; la formazione e la ricerca; l\u2019equit\u00e0 sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.&nbsp;\u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Molti ricercano gli elementi di cambiamento ma, questa parola spesso associata a \u201cesigenze di stabilit\u00e0\u201d, pu\u00f2 essere vista sotto due fondamentali aspetti: uno pi\u00f9 superficiale in cui nulla realmente si modifica (cambiamento1). \u201cPi\u00f9 si cambia, pi\u00f9 \u00e8 la stessa cosa\u201d ci dice P. Watzlawick che, con altri due colleghi, scrive il famoso libro <em>CHANGE. Sulla formazione e la soluzione dei problemi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro tipo di cambiamento (cambiamento2) \u00e8 profondo, fa ricorso a soluzioni originali, ma realmente pi\u00f9 produttive mettendo in evidenza che non si pu\u00f2 trovare un\u2019uscita produttiva se le soluzioni tentate rappresentano il problema affrontato. \u00c8 necessario, secondo gli autori, ristrutturare. \u201cRistrutturare significa, dunque, dare una nuova struttura alla visione del mondo concettuale e\/o emozionale del soggetto e porlo in condizione di considerare i \u2018fatti\u2019 che esperisce da un punto di vista tale da permettergli di affrontare meglio la situazione anzich\u00e9 eluderla, perch\u00e9 il modo nuovo di guardare la realt\u00e0 ne ha mutato completamente il senso\u201d (op. cit., pag. 103).<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto viene ripreso da George Lakoff<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> (pur non citando espressamente Watzlawick). Si tratta del <em>reframing<\/em> che consiste nel \u201ctrovare un linguaggio adatto alla nostra visione del mondo. Ma ovviamente non \u00e8 soltanto una questione di linguaggio. Prima ancora vengono le idee: il linguaggio serve a evocare e a veicolare le idee\u201d. Un esempio ci viene offerto dall\u2019utilizzo della parola \u201c<em>green<\/em>\u201d: green economy, green life, green factory\u2026L\u2019idea retrostante \u00e8 quella di una naturalit\u00e0 espressa appunto dall\u2019aggettivo <em>green<\/em> che richiama a contesti puliti e rispettosi dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento1 potrebbe quindi essere paragonato ad una visione causale in cui la linearit\u00e0 conduce il ragionamento e l\u2019analisi da A a B, un ragionamento semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento2 implicherebbe una visione sistemica in cui elementi attinenti a sistemi diversi (in cui certamente conta la causalit\u00e0 ma non basta), vengono posti in relazione tra di loro e di questa relazione si tiene conto per le sue ricadute sul problema, sul pensiero e sulla comprensione profonda della conoscenza individuale e, non da ultimo, di conseguenza, sul discorso politico. E se di questo si tiene conto, allora si pu\u00f2 far emergere la moralit\u00e0 della politica e non solo i suoi aspetti superficiali, giocati sul campo della contesa elettorale, mai sopita, ed espressa anche tramite il canale corporeo\u2026giacch\u00e8 tutti ci esprimiamo anche con il nostro corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio concreto pu\u00f2 essere visto nella parola sicurezza che metaforicamente evoca la protezione, la difesa da\u2026, quindi la necessit\u00e0 di un intervento esterno in azione contro qualcosa o qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un r<em>eframing<\/em> (riformulazione, ri-significazione) pu\u00f2 essere fatto con parole positive quali empatia, comprensione, rispetto, responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle scoperte della scienza cognitiva (Bruner) \u00e8 stato mettere in luce come le persone pensano in termini di metafore e narrazioni, spesso inconsce. I bambini ne rappresentano l\u2019essenza: pensiamo al loro rapporto con le fiabe.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Lakoff i valori condivisi, spesso relegati nell\u2019inconscio, devono essere esplicitati in modo da poter essere discussi, condivisi e diffusi. Ma non \u201csparati\u201d, diffusi con costanza, impegno, semplicit\u00e0&nbsp; (non semplificazione), fino a diventare parte integrante del discorso pubblico quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Riformulazione quindi di idee e di comportamenti, dialogo e non monologhi, frasi articolate e non slogan. Termino con le conclusioni di Lakoff, sintetiche ma a cui non mi pare sia necessario o utile aggiungere nulla:<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>\u201cEssere rispettosi.<\/li><li>&nbsp;Rispondere riformulando i frame.<\/li><li>Pensare e parlare in termini di valori<\/li><li>Dire ci\u00f2 in cui si crede davvero.\u201d<\/li><\/ol>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.istitutopsicoterapie.com\/la-scuola-di-palo-alto\/\">https:\/\/www.istitutopsicoterapie.com\/la-scuola-di-palo-alto\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/core.ac.uk\/download\/pdf\/228532532.pdf\">https:\/\/core.ac.uk\/download\/pdf\/228532532.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Le parole sono state tratte da:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/conte-1-e-conte-2-due-discorsi-la-fiducia-visti-le-parole-piu-usate-ACgkT0i?refresh_ce=1\">https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/conte-1-e-conte-2-due-discorsi-la-fiducia-visti-le-parole-piu-usate-ACgkT0i?refresh_ce=1<\/a> <a href=\"https:\/\/www.metropolitano.it\/governo-draghi-parole-chiave\/\">https:\/\/www.metropolitano.it\/governo-draghi-parole-chiave\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per un\u2019analisi autonoma e approfondita:<\/p>\n\n\n\n<h6><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/09\/04\/news\/programma_governo_conte_2_bis-235177774\/\">https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2019\/09\/04\/news\/programma_governo_conte_2_bis-235177774\/<\/a><\/h6>\n\n\n\n<h6><a href=\"https:\/\/www.money.it\/Programma-Mario-Draghi-dieci-punti-cosa-fara-nuovo-governo\">https:\/\/www.money.it\/Programma-Mario-Draghi-dieci-punti-cosa-fara-nuovo-governo<\/a><\/h6>\n\n\n\n<h6>https:\/\/www.ilmessaggero.it\/politica\/discorso_integrale_draghi_diretta_cosa_ha_detto_senato_ultima_ora-5772693.html<\/h6>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> G. Lakoff, Non pensare all\u2019elefante! Come riprendersi il discorso politico, chiarelettere, edizione italiana, Maggio 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bianca Della Pietra del 6\/4\/2021 Leggo frequentemente sui social che seguo, commenti del tipo: \u201cMa\u2026e se avesse fatto Conte quel che sta facendo Draghi?\u201d oppure \u201c Sono tutti uguali: pensano solo a se stessi\u201d, solo per citarne alcuni largamente diffusi. Ma quanto contano i commenti? Quanto ci \u00e8 dato davvero di comprendere la politica dei nostri governanti centrali, ma anche amministratori locali, da ci\u00f2 che ci riportano i media e i social media? 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