{"id":3463,"date":"2021-03-30T18:54:51","date_gmt":"2021-03-30T16:54:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3463"},"modified":"2021-03-30T18:54:52","modified_gmt":"2021-03-30T16:54:52","slug":"del-cammino-come-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/03\/30\/del-cammino-come-opportunita\/","title":{"rendered":"Del cammino come opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 30\/03\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1989, in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Giovani, indetta dalla Chiesa Cattolica a Santiago de Compostela, fu rilanciato da papa Woityla il \u201cCammino\u201d per eccellenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La principale via di pellegrinaggio medievale, lo specchio sulla terra della celeste \u201cVia Lattea\u201d, il punto focale di un indimenticabile film di Luis Bunuel, era a quel tempo percorso, dai Pirenei alla Galizia, da circa 30.000 persone ogni anno. Non erano poche, in verit\u00e0, tenendo presente che in quel tempo era richiesta una posta di bilancio familiare piuttosto elevata oppure, in alternativa, una forte capacit\u00e0 di adattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>30 anni dopo, prima del tracollo di tutte le forme di turismo determinata dalla pandemia, quasi 300.000 persone avevano percorso a piedi o in bicicletta almeno 100 chilometri, ricevendo al termine della loro fatica quella specie di \u201cricevuta del viaggio\u201d chiamata \u201cCompostela\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 stato in mezzo? La lungimiranza degli spagnoli che hanno saputo approfittare della situazione. I pellegrini medievali si mettevano in viaggio soprattutto per motivi religiosi, ma il lungo periodo fuori casa aggiungeva alla loro intenzione originaria molte altre motivazioni. Attorno ai viandanti fioriva un indotto straordinario, decine di migliaia di persone percorrevano in lungo e in largo l\u2019Europa, 30-40 chilometri al giorno. Avevano bisogno di alloggi per dormire, di locande per mangiare, di farmacie per alleviare i dolori, di tribunali per dirimere gli inevitabili litigi, oltre che naturalmente di chiese in cui pregare e monasteri in cui riversare i fardelli dell\u2019anima. I siti benedettini e le vie dei pellegrini costituivano una specie di internet tutt\u2019altro che virtuale, dove circolavano notizie, proposte culturali, narrazioni di storie realmente accadute o totalmente inventate.<\/p>\n\n\n\n<p>La Spagna, tra la fine del XX e l\u2019inizio del XXI secolo, ha provato a riproporre, in forma attualizzata, la stessa intuizione, indebolendone la componente esclusivamente fideistica a vantaggio di quella culturale e anche \u2013 in certo qual modo \u2013 sportiva. In altre parole, sulla base della consapevolezza che camminare fa bene all\u2019anima, al corpo e allo spirito, si \u00e8 creata una rete straordinaria di infrastrutture, in grado di offrire a un pubblico molto vasto la possibilit\u00e0 di dedicare un mese della propria vita a s\u00e9 stessi, senza per questo azzerare i conti in banca o rischiare la pelle nei nuovi deserti della societ\u00e0 del Capitale. Il risultato \u00e8 facile da constatare, con un semplice sguardo alla matematica: se circa mille persone al giorno camminano o vanno in bicicletta, i paesi attraversati, non a caso dislocati con distanze di circa trenta chilometri l\u2019uno dall\u2019altro, devono preparare 1000 posti letto, 1000 cene, un centinaio di visite farmacistiche, una chiesa e cos\u00ec via. E\u2019 facile capire come mai tutti i villaggi situati lungo il cammino siano letteralmente rinati, quelli disabitati hanno ripreso a vivere, le strutture in rovina sono state rialzate, la disoccupazione \u00e8 stata ridotta. Insomma, anche se molto distante da quella dei predecessori medievali, \u00e8 un\u2019esperienza divertente e senza ordinari pericoli per un cittadino della civilt\u00e0 dell\u2019opulento Occidente che si pu\u00f2 misurare con la propria capacit\u00e0 di costruire relazioni semplici e non inquinate dal tran tran della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi dieci anni l\u2019esempio della Spagna \u00e8 stato seguito un po\u2019 ovunque, con la proposta di una miriade di strade da percorrere a piedi, con esiti pi\u00f9 o meno soddisfacenti. La Via Francigena, da Canterbury a Roma sulle tracce di un antico diario di viaggio di tal Sigerico, vissuto oltre mille anni fa, consente l\u2019attraversamento di paesaggi incantevoli e di indimenticabili citt\u00e0 d\u2019arte. Solo nell\u2019ultimo decennio \u00e8 stata progressivamente attrezzata, giungendo a richiamare nel 2019 intorno ai 15.000 visitatori. Sono nate poi le \u201cVie\u201d di Francesco, di Benedetto, di Antonio da Padova, di San Michele e cos\u00ec via, per rimanere solo alle pi\u00f9 conosciute italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la nostra Regione \u00e8, come del resto nell\u2019antichit\u00e0, un incrocio di questo tipo di percorsi. Aquileia \u00e8 una tappa fondamentale dei cammini Jacopei che attraversano la Slovenia e l\u2019Austria prima di affrontare la Pianura Padana. Nella frazione di san Tomaso a Maiano \u00e8 stato splendidamente restaurato di recente e riportato alla sua struttura originaria un luogo di accoglienza costruito sul modello dell\u2019\u201dHospitale dei pellegrini\u201d di san Giovanni a Gerusalemme. L\u2019ambiente, molto suggestivo e divenuto centro culturale internazionale, si trova sulla Via d\u2019Alemagna, dalla Germania verso Roma e verso la Terra Santa.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Aquileia si dipana anche la Via Postumia che tagliando in due la pianura, conduce i viandanti fino a Genova, come pure transita la Romea Strata, frutto di accurata ricostruzione storica, che identifica la via dei \u201cromei\u201d verso la tomba di Pietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cammino meno pretenzioso, ma proprio per questo pi\u00f9 facilmente percorribile da chi non pu\u00f2 investire pi\u00f9 di dieci giorni, \u00e8 l\u2019Iter Aquileiense, altrimenti detto Cammino Celeste. Dopo un prologo dall\u2019Isola di Barbana e Grado, il primo giorno prevede una quindicina di chilometri per raggiungere Aiello, il \u201cpaese delle meridiane\u201d. Poi si toccano Cormons, Castelmonte, Cividale, le selvagge Valli del Natisone, la Val Resia e quella di Dogna, per scendere in Val Saisera e risalire sul Monte Santo di Lussari lungo la \u201cvia dei pellegrini\u201d, da Camporosso. E\u2019 proposta anche un\u2019alternativa in territorio austriaco \u2013 dal santuario di Gurk, inserito nella rete di cammini dell\u2019Alpe Adria \u2013 e una in territorio sloveno \u2013 dal santuario mariano di Brezje, a nord di Lubiana. L\u2019organizzazione di un \u201ccammino\u201d \u00e8 pi\u00f9 semplice immaginarla che realizzarla. Occorrono una forte attenzione al territorio, la relazione costante con gli enti locali, la collaborazione con l\u2019amministrazione regionale, il controllo costante della percorribilit\u00e0 dei sentieri e delle condizioni degli alloggi individuati, l\u2019opera di divulgazione e di \u201cpubblicizzazione\u201d, le cartine di orientamento, le guide, il rapporto con i media, la sinergia con gli altri simili percorsi e cos\u00ec via. C\u2019\u00e8 bisogno di tanto impegno, da parte di associazioni e singoli appassionati, oltre che di sostegno anche finanziario, proporzionale alla visibilit\u00e0 dell\u2019iniziativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso la ricaduta sui territori non \u00e8 secondaria. Sempre fino al 2019 (ma in questo caso anche il 2020 non \u00e8 stato inferiore) tra le 500 e le 600 persone hanno percorso, nei mesi estivi, il Cammino Celeste. Osservandolo da un punto specifico di passaggio, che \u00e8 il paese di Aiello del Friuli, si pu\u00f2 dire che se certamente non si hanno i numeri e le derivazioni del Cammino di Santiago o della Via Francigena, nel suo piccolo l\u2019Iter Aquileiense permette di portare una ventata di freschezza e di novit\u00e0. Si rendono possibili incontri con persone che provengono da tutto il mondo, si riempiono \u2013 almeno i certi periodi \u2013 le case adibite all\u2019accoglienza turistica, si offrono opportunit\u00e0 a chi gestisce esercizi commerciali finalizzati a fornire cibo e bevande. Unito alle opportunit\u00e0 del reticolo di vie ciclabili in fase di avanzata progettazione esecutiva che consentiranno ai ciclisti della ciclabile FVG1 Alpe Adria di variare il percorso tra Palmanova e Aquileia, il cammino celeste, esistente da meno di 15 anni, si pu\u00f2 configurare come una grande opportunit\u00e0 per l\u2019intera Bassa Friulana. Certamente, \u00e8 un\u2019occasione anzitutto spirituale, culturale, naturalistica o sportiva, ma anche un esempio innovativo, significativo, ecologico e umano, di come si possa valorizzare il tessuto economico e produttivo di un particolare territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ulteriori informazioni relative all\u2019Iter Aquileiense (o Cammino Celeste), si rinvia al sito: <a href=\"http:\/\/www.camminoaquileiese.it\">www.camminoaquileiese.it<\/a>. Per un approfondimento dei temi legati al senso attuale del \u201ccammino\u201d, la bibliografia \u00e8 immensa e c\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta. Per rimanere all\u2019autore di questo articolo si consiglia la lettura del libro <em>Lo spirito dei piedi, <\/em>della \u201cPiccola filosofia di viaggio\u201d dell\u2019ottimo editore Ediciclo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 30\/03\/2021 Nel 1989, in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Giovani, indetta dalla Chiesa Cattolica a Santiago de Compostela, fu rilanciato da papa Woityla il \u201cCammino\u201d per eccellenza. La principale via di pellegrinaggio medievale, lo specchio sulla terra della celeste \u201cVia Lattea\u201d, il punto focale di un indimenticabile film di Luis Bunuel, era a quel tempo percorso, dai Pirenei alla Galizia, da circa 30.000 persone ogni anno. 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