{"id":3430,"date":"2021-03-16T20:23:19","date_gmt":"2021-03-16T19:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3430"},"modified":"2021-03-16T20:23:20","modified_gmt":"2021-03-16T19:23:20","slug":"il-numero-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/03\/16\/il-numero-2\/","title":{"rendered":"Il numero 2"},"content":{"rendered":"\n<p>di Bianca Della Pietra del 16\/03\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stata a Berlino un mese per fare la nonna a tempo pieno, in supporto alla mamma del mio nipotino di 22 mesi. Da quando sono a contatto cos\u00ec stretto con lui ho osservato parecchie evoluzioni e in particolare dal punto di vista concettuale e linguistico:<\/p>\n\n\n\n<p>ha incominciato a usare gli aggettivi possessivi IO, TUO, SUO (su quest\u2019ultimo, mi pare che non ne abbia ben capito la relativit\u00e0) e gli indicatori di quantit\u00e0 UNO e DUE.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiederete che cosa c\u2019entri questo con un articolo per Apertamente. Ve lo dimostrer\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un collegamento che mi \u00e8 venuto in mente, un collegamento tra la politica e il concetto di reciprocit\u00e0 che cercher\u00f2 di sostenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di reciprocit\u00e0 si sviluppa a partire dal riconoscimento dell\u2019Altro inteso come realt\u00e0 esterna, separata da s\u00e9, ma in relazione a s\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo comporta la fatica del mutuo conoscersi e riconoscersi che, come il corso della vita, richiede continua negoziazione e prevede sviluppi sempre diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Presuppone l\u2019esistenza di un Altro simile a noi. Siamo inseriti in un contesto all\u2019interno del quale si contrassegnano le individualit\u00e0 e le proprie estensioni (propriet\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo di questi concetti si \u00e8 manifestato in contemporaneit\u00e0. Questo mi ha fatto pensare che, nel personale processo di individuazione, vengono identificate e riconosciute anche le diverse parti della realt\u00e0 in termini quantitativi. Uno per il singolare, due per il plurale generalizzato: non solo due, ma il concetto di \u201cpi\u00f9 di uno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco quindi che il mio nipotino, uscito dal generoso e allargato contenimento materno, anche grazie all\u2019acquisita autonomia di movimento, dopo essersi ripetutamente incontrato e scontrato con i diversi aspetti del reale, produce concetti espressi con le parole, sorrette con il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come collegare questa normale fase dello siluppo con la politica? La sfera pubblica, campo di lavoro della politica, rappresenta il contesto in cui esprimere la relazionalit\u00e0 aperta e plurale che favorisce l\u2019incontro con l\u2019Altro rappresentato dagli Altri (plurale), dalle istituzioni che li rappresentano, governano, amministrano, supportano. Questi sono i contesti della reciprocit\u00e0 dove, con costanza e fatica, avviene il confronto per la crescita e lo sviluppo delle potenzialit\u00e0 dei cittadini. Cittadini anche i piccoli: alla nascita, si riceve dopo pochi giorni il codice fiscale, codice identificativo di un cittadino riconosciuto esistente in quello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>La politica ha il compito di far dialogare i molti con l\u2019uno che li rappresenta e l\u2019uno si trova nella difficile funzione di rappresentare i molti: un\u2019evoluzione della corrispondenza biunivoca della quantit\u00e0. Una persona che rappresenta un gruppo, un insieme. Ha il compito inoltre di favorire la socializzazione le risorse, trasformando il \u201cmio\u201d in \u201cnostro\u201d, passando per il riconoscimento del \u201ctuo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Malinowski definisce la reciprocit\u00e0 come \u00abintrinseca simmetria di tutte le transazioni sociali\u00bb anche al di l\u00e0 della concezione espressa da Mauss secondo cui il principio di reciprocit\u00e0, composto da tre obblighi fondamentali: il dare, il ricevere e il ricambiare.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto per\u00f2, il mio nipotino scopre che lui pu\u00f2 (salvo esplicito e perentorio divieto) prendere i giochi degli altri, ma se gli altri prendono qualcosa di suo, si oppone con decisione. \u00c8 il famoso momento di \u201cquel che \u00e8 mio \u00e8 mio, e quel che \u00e8 tuo \u00e8 mio\u201d. Nello sviluppo psicologico del bambino, questo esprime l\u2019affermazione del S\u00e9, quasi una sorta di manifesto comunista, con il quale si afferma il legame con l\u2019oggetto e ci si dichiara al mondo senza paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Riportato il tutto alla situazione politica attuale in cui emerge, tra le tante, la difficolt\u00e0 a rappresentare e a essere rappresentati, l\u2019esplosione delle individualit\u00e0 e l\u2019incapacit\u00e0 di assunzione di responsabilit\u00e0, mi sembra di vedere la fase dello sviluppo che sta vivendo il mio nipotino, senza per\u00f2 la fiducia che lui esprime nei confronti dell\u2019Altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco un altro elemento che la politica ha tradito oppure che i cittadini \u2026 non conoscono pi\u00f9? Se la fiducia sta alla base del rapporto di delega, l\u2019eccesso di individualismo non ammette pi\u00f9 la delega? Oppure gli unici a poter essere delegati sono gli avvocati che si assumono la \u201cparte contro o di difesa\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>La fatica delle relazioni umane sta anche e proprio nello scambio fiducioso in base al quale io posso rappresentare i miei bisogni (quindi aprirmi) all\u2019Altro che sapr\u00e0 indirizzarmi verso qualche strada, sostenermi per una parte del percorso, bloccarmi se necessario o negare l\u2019accesso se serva.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una dinamica costante che non pu\u00f2 mai essere data per scontata e che richiede, anche solo in specifici contesti, un vigile affidamento che andrebbe anche utilmente accompagnato da riconoscimento e\/o gratitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora un elemento che da questa breve e intensiva esperienza di nonna mi porto a casa: la difficolt\u00e0 di condividere. Che sia un aspetto innaturale della vita sociale umana? No. Dagli studiosi delle dinamiche relazionali, questo non risulta essere vero. In questo tempo in cui si incentiva la <em>Sharing economy<\/em>, sembra che la fiducia e la collaborazione che ne sono alla base, non possano essere trasferite ad altri ambiti (interessante sarebbe approfondire anche il concetto di trasferibilit\u00e0\u2026 oltre le best practices). Ambiti di quotidiano interesse come la politica, la partecipazione o cittadinanza attiva, il volontariato, la collaborazione tra enti del medesimo grado (es. Comuni).<\/p>\n\n\n\n<p>Branko Milanovic suggerisce di \u201cprendere per le corna \u201c le disuguaglianze, progetto politico fondamentale per mantenere e ridare dignit\u00e0 a tutti i cittadini. Lui lo applica all\u2019ambito economico. Io utilizzo questa frase estrapolandola da quel contesto per sottolinearne la valenza positiva della differenza: Io <strong>e<\/strong> Tu, non Io o Tu. Uno <strong>e<\/strong> Due, non Uno o Due.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Da: http:\/\/fareantropologia.cfs.unipi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/slide-capitolo-11.pdf<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bianca Della Pietra del 16\/03\/2021 Sono stata a Berlino un mese per fare la nonna a tempo pieno, in supporto alla mamma del mio nipotino di 22 mesi. 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