{"id":3005,"date":"2020-05-16T08:28:00","date_gmt":"2020-05-16T06:28:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3005"},"modified":"2020-05-16T09:28:55","modified_gmt":"2020-05-16T07:28:55","slug":"senza-soldi-risorse-e-speranze-storia-di-henry-miller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/16\/senza-soldi-risorse-e-speranze-storia-di-henry-miller\/","title":{"rendered":"Senza soldi, risorse e speranze. Storia di Henry Miller"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Medeossi del 16\/5\/2020 &#8211;  <em>Rileggendo lo scrittore americano a 40 anni dalla morte. Scrisse: \u201cNon ho soldi, n\u00e9 risorse, n\u00e9 speranze. Sono l&#8217;uomo pi\u00f9 felice del mondo\u201d. Sembra detto e pensato ieri o l&#8217;altro ieri, o domani, da un ottimista oltre misura. Invece sono parole di novant&#8217;anni fa e dintorni. Allora ci si pu\u00f2 incuriosire a un simile personaggio, nei cui testi probabilmente \u00e8 annidato qualcosa che ci riguarda da vicino, pur lui non conoscendo noi e l&#8217;epoca nella quale siamo immersi e ci dibattiamo, epidemia global compresa. Parole poi assolutamente necessarie e preziose per chi ama le ricorrenze d&#8217;effetto. Il 7 giugno prossimo saranno passati 40 anni dalla morte di Henry Miller, lo scrittore hippy ed errante che tanti ragazzi nei Sessanta lessero con fervore e ardore, facendolo diventare un manifesto esistenziale e un punto di riferimento. C&#8217;\u00e8 chi, con in tasca \u201cTropico del cancro\u201d, si mise in viaggio per l&#8217;Europa e per il mondo prima di tornare a casa pronto ad affrontare abitudini e ritmi normali, ma intanto aveva acceso dentro di s\u00e8 una piccola fiammella di trasgressione mai pi\u00f9 spenta o domata. <\/em>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Leggere Miller, in tempi nei quali moltissimi si ritrovano senza denaro, speranze, prospettive, sorrisi, pu\u00f2 donare allora un pizzichino di incoraggiamento e ottimismo (\u201cSe ce l&#8217;ha fatta lui, che poi si illuminava d&#8217;immenso tra le difficolt\u00e0!\u201d). Tutto serve, mentre ci si aggrappa anche a paroline che giungono dal passato per andare avanti e capire un po&#8217; quanto sta accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora sotto con un paio di citazioni milleriane, da antologia, con l&#8217;invito poi ad andare a leggere tutto quanto ci sta attorno. La vita di Henry fu un susseguirsi di spostamenti, fughe, immersioni in mondi diversi e poi in ritorni, con un&#8217;altalena di esaltazioni, fatte di poco, e di delusioni, fatte di tutto. Dopo un lungo auto-esilio parigino tra anni Venti e Trenta, mentre la guerra stava esplodendo, Miller decise di raggiungere la Grecia, che raccont\u00f2 nel bellissimo \u201cIl colosso di Marussi\u201d, libro ristampato di recente. Ecco un paio di frasi cult, giusto per capirne il tono: \u201cA Eleusi ci si accorge che non c&#8217;\u00e8 salvezza nell&#8217;adattarsi a un mondo dissennato. A Eleusi ci si adatta al cosmo. Esteriormente, Eleusi pu\u00f2 sembrare diroccata, un rudere del passato; in realt\u00e0 \u00e8 ancora intatta, e siamo noi i ruderi, con la nostra civilt\u00e0 moderna, la ruina dispersa, sbriciolata in polvere. Eleusi vive, vive eternamente in un mondo agonizzante. L&#8217;uomo che ha colto questo spirito di perennit\u00e0 onnipresente in Grecia e che ne ha pervaso la sua poesia \u00e8 Giorgio Seferiades, il cui nome di battaglia \u00e8 Seferis&#8230; E&#8217; appassionato del suo paese, della sua gente, non in modo tradizionalmente sciovinistico, ma come frutto di pazienti scoperte&#8230; Una Grecia resuscitata pu\u00f2 con ogni probabilit\u00e0 alterare l&#8217;intero destino dell&#8217;Europa. La Grecia non ha bisogno di archeologi, ma di rimboschitori, d&#8217;arboricoltura. Una Grecia verdeggiante pu\u00f2 dare speranza a un mondo oggi corroso dalla putredine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Corf\u00f9, Atene e Creta, Miller torn\u00f2 a inizio anni Quaranta in America e part\u00ec in macchina, imparando cos\u00ec a guidare, alla sua riscoperta, da americano critico, ma curioso finalmente di vedere davvero cos&#8217;era la sua terra nativa. Il viaggio dur\u00f2 quasi tre anni, dei quali ci lasci\u00f2 un ritratto spietato, fazioso, di una bellezza appassionata e quasi barbarica, alla Pasolini, nel libro \u201cL&#8217;incubo ad aria condizionata\u201d, altro testo sacro per chi vuole affrontare i grandi sentieri del mondo. Anche qui qualche rapida citazione tratta dall&#8217;Henry-pensiero: \u201cSiamo abituati a considerarci un popolo emancipato; diciamo di essere democratici, amanti della libert\u00e0, liberi da pregiudizi e dall&#8217;odio. Questo \u00e8 il crogiuolo, la sede di un grande esperimento umano. Belle parole, piene di nobilt\u00e0 e idealismo. In realt\u00e0 siamo una turba volgare e aggressiva le cui passioni sono agevolmente mobilitate da demagoghi, giornalisti, ciarlatani della religione, agitatori e roba simile. Chiamarla una societ\u00e0 di liberi \u00e8 una bestemmia&#8230; Non vogliano pi\u00f9 soccorrere gli oppressi e i senza tetto; non c&#8217;\u00e8 posto in questa terra vuota per coloro che, come i nostri antenati prima di noi, cercano ora un rifugio. E intanto il mondo ci guarda con una disperazione quale non ha mai conosciuto prima\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande Henry. Ancora una frasetta, una freccia proprio acuminata: \u201cLa cosa pi\u00f9 tremenda dell&#8217;America \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 scampo alla macina da mulino che abbiamo creato&#8230;\u201d. Tutto insomma da leggere e rileggere. E&#8217; Miller la dimostrazione che si pu\u00f2 essere vitali, acuti e vigili, non succubi dunque di slogan e imbonimenti, anche quando si ha poco e niente. Storie di ieri e di oggi, nel 2020 tutto da ricostruire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Medeossi del 16\/5\/2020 &#8211; Rileggendo lo scrittore americano a 40 anni dalla morte. 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