{"id":2999,"date":"2020-05-16T09:04:00","date_gmt":"2020-05-16T07:04:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2999"},"modified":"2020-05-16T09:29:28","modified_gmt":"2020-05-16T07:29:28","slug":"giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/16\/giustizia\/","title":{"rendered":"Giustizia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Riccardo Cattarini del 16\/5\/2020<\/strong> &#8211; Forse a molti, in tempi in cui, i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni, persino le nostre speranze sono monopolizzati dalla terribile pandemia che ci ha colpito, parlare di giustizia penale, per arrivare a quell\u2019argomento negletto che sono nel nostro Paese le prigioni, pu\u00f2 sembrare un modo un poco eccentrico di profittare del tempo e della pazienza dei lettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Roba da \u201czecche rosse\u201d buoniste, insomma, che si preoccupano di cose desuete come i diritti degli svantaggiati, di quelli che stanno peggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Che sottocultura!<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno incappa nella ruota stritolante dei Tribunali, ci racconta questa sottocultura, \u201cqualcosa avr\u00e0 pure fatto\u201d. Se la Polizia ha scritto nei suoi verbali che un tale \u00e8 colpevole, e un Pubblico Ministero ha chiesto che venga processato, qualcosa avr\u00e0 pur fatto, e perch\u00e9 buttiamo via un sacco di soldi per fare una cosa lunga, faticosa e costosissima come un processo, per decidere se \u00e8 colpevole o innocente?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo hanno scritto i giornali, il giorno dell\u2019arresto, che quello \u00e8 il colpevole, lo hanno detto i poliziotti e i Pubblici Ministeri (che non sono, vi prego, Giudici) che il responsabile \u00e8 stato \u201cassicurato alla Giustizia\u201d. Che altro serve? Perch\u00e9 preoccuparsi se quello, dopo essere stato arrestato, va a finire in un carcere costruito a met\u00e0 dell\u2019800, dove qualche volta non ci sono neppure i vetri alle finestre, in una cella progettata centocinquanta anni fa per due persone dove ne trova almeno il doppio, e se sta male il medico non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 i servizi sanitari di quelle strutture sono sotto organico del 50%?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 da molto che mi chiedo perch\u00e9, in un Paese come il nostro, che pur con qualche incertezza appartiene a quelli cosiddetti \u201cavanzati\u201d, si viva la Giustizia penale in questo modo incongruente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si inizia presto: nelle scuole, neppure superiori, nessuno ti spiega che non si deve rubare e che bisogna pagare le tasse. Solo in qualche istituto tecnico c\u2019\u00e8 qualche, debolissimo, accenno di diritto, per lo pi\u00f9 commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studente tedesco o francese a quattordici anni ha gi\u00e0 imparato, per esempio, che se vieni arrestato hai diritto alla difesa tecnica, e che puoi non rispondere alle domande che i poliziotti ti fanno. In Italia, un tempo la \u201cPatria del diritto\u201d, queste semplici cose le ha in mente si e no il dieci per cento di noi. Il resto delle persone ha in mente un\u2019idea confusa che per la maggior parte proviene da programmi televisivi americani, film e docufiction, raramente rispondente alla realt\u00e0 delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un perch\u00e9? Si, c\u2019\u00e8 sempre un perch\u00e9, anzi in questo caso ce ne sono parecchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo viene da lontano: siamo sempre stati, tutti, indipendentemente dalle posizioni individuali, portatori di una cultura per la quale il diritto non era, come avviene nelle democrazie avanzate, il modo normale di risolvere i conflitti tra i consociati. Il diritto era da sempre, piuttosto, un qualcosa da iniziati, a fianco del potere tanto da, rispetto al potere, agire in modo da rafforzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mondo esclusivo, dal quale stare lontani fino a quando, pi\u00f9 o meno a forza, ci si veniva trascinati.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo, per limitarci all\u2019esempio pi\u00f9 evidente, lo storico rifiuto delle giurie popolari, delegando il sistema l\u2019amministrazione della giustizia a soggetti scelti per le capacit\u00e0 tecniche, e non altro. Soggetti, fino agli anni 20 del secolo scorso, di nomina reale e di provenienza pressoch\u00e9 esclusivamente aristocratica, pur essendosi da tempo stabilito un sistema costituzionale fondato sul consenso popolare, e poi, nel ventennio fascista, accuratamente selezionata sulla base dell\u2019affidabilit\u00e0 politica.<\/p>\n\n\n\n<p>La Costituzione Repubblicana, ponendosi come obiettivo prevalente quello di evitare la dipendenza della Magistratura dalla politica, ha creato, quasi per reazione, un vero e proprio terzo potere, del tutto indipendente dal legislativo e dall\u2019esecutivo, cui si accede solo sulla base delle competenze tecniche (credute dai costituenti le uniche politicamente neutre) e l\u2019accesso \u00e8 gestito, con meccanismi di autogoverno, dal potere giudiziario stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni la politica era forte, con il carico di autorevolezza che veniva direttamente dalla lotta di liberazione e dalla fondazione della Repubblica, e nessuno poteva prevedere che a poco a poco vi sarebbe stato un fenomeno di indebolimento della politica e che il cosiddetto \u201cterzo potere\u201d, la Magistratura, avrebbe a poco a poco acquisito funzioni di controllo sugli altri due, senza che &#8211; belle pagine su questo di Luciano Violante &#8211; vi sia un corrispondente e simmetrico potere di controllo del Parlamento e del Governo sulla Magistratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se sia una dimenticanza dei costituzionalisti, o se il clima politico di quegli anni non consentisse davvero di prevedere questo fenomeno, ma \u00e8 certamente vero che la Costituzione (art. 104) prevede l\u2019indipendenza della Magistratura, ma non prevede l\u2019indipendenza del Governo e del Parlamento dalla Magistratura, in particolare dopo che, sull\u2019onda emozionale della cosiddetta Tangentopoli degli anni 90, \u00e8 stata ridotta fino a quasi farla scomparire la cosiddetta immunit\u00e0 parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo tassello di questo sistema \u00e8 l\u2019appartenenza dell\u2019organo dell\u2019accusa, il Pubblico Ministero, all\u2019Ordine Giudiziario come i Giudici, e tra i due ruoli, diversissimi, vi sono frequenti passaggi ed \u00e8 frequentissimo che lo stesso soggetto faccia una parte della sua carriera il Pubblico Ministero e per altra il Giudice.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un sistema che, fatta eccezione per il Portogallo che ha un sistema misto, non ha uguali nelle democrazie avanzate, nelle quali l\u2019organo dell\u2019Accusa \u00e8 organo dipendente dal potere esecutivo (seppure con accentuate garanzie di indipendenza) del tutto separato dal sistema giudicante. Tradizionale infine, in particolare nei paesi anglosassoni, un sistema elettivo a suffragio universale sia per i Pubblici Ministeri che per i Giudici, fatti salvi i livelli apicali, nei quali \u00e8 prevista la nomina diretta (per esempio Presidenziale negli USA e Reale negli UK).<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ricaviamo da questa carrellata?<\/p>\n\n\n\n<p>Un sistema anomalo ed in forte crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Due i principali punti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo: dalla crisi politica e istituzionale degli anni \u201990, i magistrati del pubblico ministero sono divenuti per larghe fasce di popolo una sorta di riferimento sociopolitico, venendo ritenuti l\u2019unica istituzione affidabile ed esente da momenti di illegalit\u00e0: un vero e proprio consenso politico, assai abilmente utilizzato. Forte di questo consenso i magistrati non solo oggi influiscono, anche tramite la loro potente associazione e direttamente nei media, sui processi legislativi, ma ambiscono espressamente ad una sorta di diritto di veto, questo si inaccettabile, rispetto all\u2019emanazione di leggi non gradite. Frasi come \u201ci magistrati si oppongono a quel progetto di legge\u201d sono un nonsenso istituzionale, ma incontrano largo favore nell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo: interventi approfonditi da parte delle Procure delle Repubblica nelle procedure amministrative, spesso con larga diffusione nei mezzi di comunicazione, su appalti pubblici, concorsi per l\u2019assunzione di personale e altri momenti di amministrazione della cosa pubblica, hanno fatto in modo che le Procure uscissero dal loro ruolo istituzionale, che \u00e8 quello, verrebbe da dire ovviamente, di occuparsi di reati gi\u00e0 avvenuti, e segnalati da altri, ma partecipassero all\u2019organizzazione interna e infine alla quotidiana attivit\u00e0 delle amministrazioni deputate all&#8217;accertamento di fatti illeciti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne \u00e8 stato esempio in questo territorio il noto \u201cProtocollo\u201d dei primi anni 2000 tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Procura generale di Trieste per le indagini sull\u2019amianto.<\/p>\n\n\n\n<p>Su forte sollecitazione della pubblica opinione, davvero sconcertata da visibili ritardi, sia delle Aziende Sanitarie sia delle Procure, Gorizia, con giurisdizione sul territorio pi\u00f9 colpito, in testa, sulle evidenti responsabilit\u00e0 di alcuni dirigenti della cantieristica per le morti da esposizione all\u2019amianto, allora Presidente della Regione e il Procuratore Generale della Repubblica di Trieste firmarono un atto con il quale concordavano le modalit\u00e0 della forte sollecitazione, che effettivamente ci fu, alle indagini che portarono ai noti processi.<\/p>\n\n\n\n<p>Opportuno politicamente, e utile per riempire un vuoto, ma certo istituzionalmente preoccupante, in quanto si attribuiva all\u2019organo dell\u2019accusa un ruolo che non gli compete: quello di influire sulle modalit\u00e0 con le quali opera un ente locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo abbiamo visto iniziative della Magistratura che hanno fatto cadere Governi,<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 cambiata la situazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Si, ma in peggio!<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019evaporare delle ideologie, l\u2019ultimo decennio ha visto la forte crescita di un movimento populista che ha attribuito ad alcuni Pubblici Ministeri ruoli politici primari, e a questa tendenza non si sono sottratti i partiti, diciamo cos\u00ec \u201ctradizionali\u201d. Nel 2013 c\u2019\u00e8 voluta tutta l\u2019autorevolezza di un Presidente della Repubblica giustamente rigidissimo sugli equilibri costituzionali per rigettare la proposta del Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, di nomina di un Pubblico Ministero a Ministro della Giustizia, come sappiamo sostituito poi, quasi all\u2019ultimo momento, con Orlando, persona dal percorso tutto politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Assai preoccupante, infine, l\u2019ultimo notissimo episodio di un pubblico ministero che, in una trasmissione televisiva, ha accusato il Ministro della Giustizia in carica di concordare nomine di altissimi dirigenti ministeriali (tra le quali, guarda caso, la sua) niente pop di meno che con pericolosissimi mafiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho forti personali dubbi sulle capacit\u00e0 dell\u2019attuale ministro, ma so perfettamente che in quel Paese \u201cnormale\u201d che tutti vorremmo un magistrato che ipotizzi pubblicamente un fatto cos\u00ec terribile, in difetto di qualsiasi prova, verrebbe semplicemente cacciato, ed in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Che fare, come diceva quello?<\/p>\n\n\n\n<p>Facile a dirsi: recuperare l\u2019autorevolezza della politica. Pi\u00f9 difficile a farsi, certo impossibile dare una ricetta qui: ricostruire la classe dirigente, reimpostare il rapporto con i cittadini, eliminare porzioni, molto minoritarie ma di sicuro presenti, di palese disonest\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto sforzarsi di formare una cultura diversa: nelle democrazie avanzate di magistratura si parla poco, di giustizia in genere ancora meno. I cittadini considerano i Tribunali luoghi dove, con efficienza e senza troppi riflettori, dopo una discussione sempre pacata, si condannano i colpevoli e si assolvono gli innocenti, punto. Luoghi dove si dirimono le controversie, non certo luoghi dove si decidono i destini dei paesi. Ma quelli, appunto, sono paesi \u201cnormali\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Cattarini del 16\/5\/2020 &#8211; Forse a molti, in tempi in cui, i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni, persino le nostre speranze sono monopolizzati dalla terribile pandemia che ci ha colpito, parlare di giustizia penale, per arrivare a quell\u2019argomento negletto che sono nel nostro Paese le prigioni, pu\u00f2 sembrare un modo un poco eccentrico di profittare del tempo e della pazienza dei lettori. 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