{"id":2954,"date":"2020-05-15T17:29:52","date_gmt":"2020-05-15T15:29:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2954"},"modified":"2020-05-15T18:45:49","modified_gmt":"2020-05-15T16:45:49","slug":"di-condizione-precaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/di-condizione-precaria\/","title":{"rendered":"Di condizione precaria"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel corso di appena un ventennio il termine precariet\u00e0 ha assunto una rilevanza<br>davvero significativa all\u2019interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni<br>delle scienze sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto nell\u2019ambito di un dibattito internazionale<br>intrecciato con altri temi cruciali nello studio delle societ\u00e0 contemporanee: la<br>globalizzazione dell\u2019economia, la disoccupazione, le trasformazioni produttive<br>e dell\u2019organizzazione dell\u2019impresa, la crisi finanziaria ed economica, la questione<br>delle disuguaglianze sociali. Il termine precariet\u00e0 rappresenta uno di quei casi<br>in cui gli sforzi delle scienze sociali di definire e studiare un fenomeno sotto gli<br>occhi di tutti contribuisce altres\u00ec ad alimentare la funzione riflessiva della societ\u00e0<br>su s\u00e9 stessa.<br>Un\u2019abbondante mole di contribuiti sulla diffusione e le cause della precariet\u00e0<br>del lavoro si \u00e8 cos\u00ec accumulata in quest\u2019ultimo periodo. Il fenomeno \u00e8 stato ampiamente<br>indagato. Diverse ipotesi sono state proposte nel tentativo di fissare i<br>motivi di questa diffusione cos\u00ec pervicace e ciascuna disciplina delle scienze sociali<br>ha contribuito ad analizzarne i diversi effetti per la popolazione.<br>Se qui riproponiamo il tema \u00e8 soprattutto per fare, attraverso uno sguardo<br>multidisciplinare, il punto su alcuni nodi teorici cruciali: la questione del confronto<br>storico con le forme passate della precariet\u00e0, il ruolo delle decisioni politiche<br>che hanno spianato la strada alla deregolamentazione dei mercati del lavoro,<br>la convergenza tra precariet\u00e0 occupazionale nei paesi del Nord e lavoro informale<br>luca salmieri<br>ariella verrocchio<br>8<br>nei paesi del Sud del globo, la finanziarizzazione dell\u2019economia, il passaggio dal<br>modello fordista a quello post-fordista, le politiche di austerity, lo smantellamento<br>del welfare e la crescita della disoccupazione, i driver economici e finanziari<br>che hanno ampliato le disuguaglianze1. Abbiamo poi ritenuto fondamentale declinare<br>queste riflessioni in un\u2019ottica di genere, poich\u00e9 la precariet\u00e0 del lavoro ha<br>radici storiche e lontane che, in spazi e tempi diversi, richiamano quasi sempre<br>condizioni di lavoro femminili peggiori di quelle maschili, con statuti di diritti e<br>protezioni residuali rispetto agli standard garantiti agli uomini: il fatto che storicamente<br>il lavoro femminile sia stato considerato aggiuntivo o complementare<br>rispetto a quello maschile, che ancora oggi disoccupazione, sottoccupazione, povert\u00e0<br>economica e vulnerabilit\u00e0 sociale colpiscano prevalentemente le donne e<br>che il dilemma della conciliazione tra lavoro familiare non retribuito e lavoro per<br>il mercato abbiano rappresentato una problematica tutta al femminile attestano<br>che il lavoro delle donne pu\u00f2 essere ricostruito senz\u2019ombra di dubbio come una<br>precariet\u00e0 ante-litteram.<br>L\u2019analisi della precariet\u00e0 inoltre reca automaticamente con s\u00e9 la necessit\u00e0 di<br>chiarire sovrapposizioni e distinzioni rispetto al concetto e alla pratica della flessibilit\u00e0,<br>altro lemma solitamente coniugato in chiave femminile. Infatti, la flessibilit\u00e0<br>oggi richiesta e praticata pressoch\u00e9 in tutti gli ambiti lavorativi ricorda<br>sommariamente la duttilit\u00e0 e le capacit\u00e0 di adattamento che un certo essenzialismo<br>di genere accorda alle donne come qualit\u00e0 estrinseche al sesso, consolidando<br>cos\u00ec il binomio stereotipato di flessibilit\u00e0-femminilit\u00e02.<br>L\u2019occasione \u00e8 dunque utile prima di tutto per riconfermare ulteriormente la<br>distinzione netta tra precariet\u00e0 e flessibilit\u00e0, due fenomeni diversi che, sebbene<br>spesso si accompagnino, hanno origini diverse, mostrano possibilit\u00e0 indipendenti<br>di applicazione e producono effetti differenti3. In seconda battuta questa<br>distinzione consente anche di mettere meglio a fuoco il rapporto tra genere e<br>precariet\u00e0 e tra genere e flessibilit\u00e0. Infine, aspetto ancora pi\u00f9 importante per<br>le sue implicazioni \u2018\u2018politiche\u2019\u2019, i diversi saggi di questa raccolta e in particolare<br>quello di Jan Breman e Marcel van der Linden, consentono di esplicitare con fine<br>precisione cosa \u00e8 la precariet\u00e0 e come deve essere inquadrata nello scenario sociale<br>attuale. Essa si riferisce alle condizioni di instabilit\u00e0 lavorativa, di fragilit\u00e0<br>economica e di subordinazione del lavoro rispetto alla forza del capitale al cui interno<br>viene a trovarsi una massa crescente di soggetti nel quadro dell\u2019economia<br>1 Questo volume prende le mosse dal workshop \u201cDi condizione precaria. Sguardi tra lavoro e<br>non lavoro\u201d promosso e organizzato dall\u2019Istituto Livio Saranz nella giornata del 1\u00b0 ottobre 2014<br>presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Trieste.<br>2 Al riguardo ci permettiamo di rimandare a: L. Salmieri, Dentro, ma in basso. Le donne nel mercato<br>del lavoro post-fordista, in A. Bellavitis, S. Piccone Stella (a cura di) Flessibili\/precarie, in \u201cGenesis\u201d,<br>vol. VII, n.1-2, 2008, pp. 63-85.<br>3 Parimenti alle precise definizioni dei due fenomeni \u2013 flessibilit\u00e0 e precariet\u00e0 \u2013 che ricorrono<br>nei saggi di questo volume, segnalo anche la distinzione analitica presente in L. Salmieri, Coppie<br>flessibili. Progetti e vita quotidiana dei lavoratori atipici, Il Mulino, Bologna 2006.<br>introduzione 9<br>globale. Da tale condizione discendono tutte le perdite di sicurezza sociale che<br>si osservano nell\u2019arena simbolica e nel piano concreto dell\u2019impoverimento delle<br>capabilities e dell\u2019accesso alla piena cittadinanza nei regimi europei di democrazia<br>sociale dove l\u2019altra faccia della stessa medaglia \u00e8 data dalla crisi del welfare, dalla<br>privatizzazione dei servizi pubblici e dalla riduzione dei salari reali.<br>Sebbene non siano mancate numerose sottolineature del grave errore di<br>sinonimia tra precariet\u00e0 e flessibilit\u00e0, ancor oggi i due concetti viaggiano insieme,<br>laddove il secondo tende a giustificare e legittimare nella sua inevitabilit\u00e0<br>l\u2019estrema consequenzialit\u00e0 del primo. Si \u00e8 precari perch\u00e9 bisogna essere<br>flessibili! In parte la sovrapposizione \u00e8 provocata dalla frequenza con la quale<br>effettivamente le modalit\u00e0 flessibili di organizzazione del lavoro scivolano nella<br>precariet\u00e0, laddove l\u2019assenza di diritti e regole depotenzia le istanze dei soggetti<br>che vorrebbero aver maggior voce in capitolo nel definire tempi, luoghi e risorse<br>\u2013 materiali e immateriali \u2013 del proprio lavoro. Tuttavia, poche volte si \u00e8 abbastanza<br>sottolineato che si pu\u00f2 essere (e spesso lo si \u00e8) flessibili, senza per questo<br>subire la precariet\u00e0.<br>Il fatto \u00e8 che la supposta equivalenza tra flessibilit\u00e0 e precariet\u00e0 \u00e8 stata e continua<br>ad essere l\u2019espediente ideologico grazie al quale la sburocratizzazione degli<br>assetti organizzativi della societ\u00e0 fordista ha fruttato un doppio risultato: da un<br>lato, la rottura delle rigide gabbie in cui erano formalizzati e imprigionati i processi<br>routinari e le competenze del lavoro \u2013 rottura avallata e in parte persino<br>auspicata dai movimenti operai che intendevano cos\u00ec liberare il lavoro dalla ripetizione<br>alienante di marca taylorista \u2013 dall\u2019altro la profonda de-regolamentazione<br>dei rapporti e delle forme di negoziazione e compromesso tra lavoro e capitale. E<br>cos\u00ec, sebbene la flessibilit\u00e0 abbia a che fare con specifiche modalit\u00e0 di organizzazione<br>(individuale o di gruppo) del lavoro che non per forza comportano condizioni<br>di precariet\u00e0, quest\u2019ultima invece riguarda una condizione di vulnerabilit\u00e0<br>economico-sociale derivante dall\u2019assenza o dalla parziale presenza di quei diritti,<br>tutele e protezioni \u2013 una volta formalmente regolamentate e sostanzialmente garantite<br>\u2013 dipendenti dalla status occupazionale delle persone. Fondere i due concetti<br>in uno stesso significato, approfittando di una realt\u00e0 che li rende integrati,<br>portare cio\u00e8 le condizioni precarie del lavoro a scomparire dal discorso pubblico<br>per essere inglobate nel refrain di mitizzazione della flessibilit\u00e0 del lavoro, significa<br>\u201cprivatizzare\u201d, nascondere e individualizzare l\u2019esperienza dell\u2019instabilit\u00e0<br>lavorativa e del lavoro senza diritti. In altre parole renderla soggettiva, unica e<br>priva di potere identificativo delle condizioni di vita di molti.<br>Del resto, su un altro versante, lo sganciamento del capitale dalle basi materiali<br>e personalizzate dell\u2019imprenditore, del datore di lavoro, del tycoon o del capitalista<br>e la sua smaterializzazione finanziaria sotto forma di moneta di debito e<br>di credito sottoposta ai capricci aleatori dei mercati delle scommesse e delle speculazioni<br>di breve termine, ha prodotto una sorta di progressiva emancipazione<br>del capitale rispetto al lavoro. Tale nuova forma di autonomia si scorge laddove<br>il profitto viene perseguito secondo le regole della rendita e della speculazione<br>10<br>finanziaria, gli investimenti si territorializzano per poi de-territorializzarsi,<br>precarizzando ulteriormente le basi produttive e cognitive del lavoro. \u00c8 proprio<br>questo il passaggio storico che sancisce le differenze con le forme di precariet\u00e0<br>che pure hanno contraddistinto diverse fasi della modernit\u00e0, prima che i Gloriosi<br>Trenta del secondo Novecento portassero a completamento i processi di compromesso<br>tra stato, mercato e famiglia4.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso di appena un ventennio il termine precariet\u00e0 ha assunto una rilevanzadavvero significativa all\u2019interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazionidelle scienze sociali. 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