{"id":7362,"date":"2026-11-08T11:19:59","date_gmt":"2026-11-08T10:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7362"},"modified":"2026-11-08T11:20:00","modified_gmt":"2026-11-08T10:20:00","slug":"il-miracolo-di-lula","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/11\/08\/il-miracolo-di-lula\/","title":{"rendered":"Il miracolo di Lula"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Stefano Pizzin.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica sera del 25 ottobre, passando per piazza Navona, ho trovato una folla di brasiliani che aspettavano lo spoglio dei voti dei connazionali in Italia ed erano convinti, ma convinti davvero, che Lula avrebbe vinto. Quella loro convinzione poggiava su assai poco di concreto; i numeri dei sondaggisti erano implacabili: la media di tredici rilevazioni, calcolata dai giornali brasiliani mostravano un 51,16 per cento per il candidato della destra con i mercati di previsione che gli attribuivano oltre l&#8217;ottanta per cento di probabilit\u00e0 di vittoria. Eppure avevano ragione loro e torto tutti gli altri: Lula ha vinto con il 51,79 per cento, circa 64,3 milioni di voti con uno scarto di 4 milioni e 400 mila. I sondaggisti non hanno solo sbagliato le previsioni, hanno sbagliato elezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire la dimensione della cosa bisogna tornare a domenica 4 ottobre, al&nbsp; primo turno Fl\u00e1vio Bolsonaro, il figlio dell\u2019ex presidente Jair ora in carcere per tentato golpe, aveva preso il 47,03 per cento (56,1 milioni di voti), Lula il 45,16 (53,9 milioni), e gli altri candidati, prevalentemente di destra, si erano spartiti le briciole, il 7,81. La destra era avanzata al Senato e alla Camera, e a San Paolo Tarc\u00edsio de Freitas, il loro candidato, era stato rieletto governatore al primo colpo, battendo Fernando Haddad, che Lula aveva indicato come proprio erede. Quella sera Fl\u00e1vio aveva annunciato \u201cla fine dell&#8217;era del Pt\u201d (Il <em>Partido dos Trabalhadores<\/em>, il Partito dei lavoratori fondato dallo stesso Lula), e il coro dei congratulanti si era fatto sentire in tempo reale: Milei, Netanyahu e, naturalmente, Donald Trump, che aveva parlato di \u201cgrande vittoria, molto risicata ma impressionante contro il comunista Lula\u201d. Dal ritorno della democrazia, nel 1989, nessun candidato arrivato secondo al primo turno aveva mai vinto il ballottaggio. Lula lo ha fatto a ottant&#8217;anni (il marted\u00ec successivo ne ha compiuti ottantuno, l&#8217;et\u00e0 in cui altri presidenti scrivono le memorie) e in un continente che da due anni scivola a destra: Milei in Argentina, Noboa in Ecuador, Paz in Bolivia, Asfura in Honduras, Kast in Cile, Keiko Fujimori in Per\u00f9 e in Colombia Abelardo de la Espriella. Se Fl\u00e1vio avesse vinto, il Messico e l\u2019Uruguay sarebbero rimasti i soli governi di centrosinistra in tutta l\u2019America latina. Lula ha interrotto una striscia di diciotto mesi di sconfitte per la sinistra a sud del Rio Grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cmiracolo\u201d (lo scrivo tra virgolette perch\u00e9 i miracoli in politica hanno poche preghiere e molta organizzazione alle spalle) non \u00e8 nato dal nulla. Lula ha perso al primo turno e ha avuto il merito rarissimo di capire perch\u00e9. Andr\u00e9 Janones, il suo uomo del web, lo ha detto senza giri di parole: \u201cAbbiamo perso il primo turno solo sui social. Ci si poteva rassegnare, oppure ci si poteva ricordare di essere il partito che porta la gente in strada, e il Pt ha scelto la seconda via\u201d. Dopo il 4 ottobre la campagna si \u00e8 rimessa in moto da sola, con studenti, volontari e influencer che hanno riempito il vuoto lasciato da una macchina rimasta per qualche giorno a leccarsi le ferite, e le piazze si sono riempita, a Rio, San Paolo e in altre citt\u00e0. Tra il primo e il secondo turno Lula ha guadagnato pi\u00f9 di dieci milioni di voti, Fl\u00e1vio meno di quattro. Il Nordeste ha dato a Lula il 69,4 per cento, il Nord ha superato il cinquanta, e all&#8217;estero ha preso il 53,9; il Sud e il Centro-Ovest hanno votato per Fl\u00e1vio con il 62,6 e il 60 per cento, e Rio de Janeiro con il 53,1. Eppure anche negli Stati dove ha perso il presidente uscente ha preso pi\u00f9 voti nelle grandi citt\u00e0, come Rio, San Paolo e Porto Alegre.<\/p>\n\n\n\n<p>Andr\u00e9 Singer in <em>Os sentidos do lulismo<\/em> (2012) ha descritto il rapporto di Lula con la parte pi\u00f9 povera del Paese come il sentimento di chi sa che il presidente gli ha riempito il frigorifero. Con il Brasile pi\u00f9 povero Lula ha costruito un patto concreto e materiale, pi\u00f9 solido di qualsiasi ideologia; negli ultimi mesi glielo ha ricordato e ha rinnovato quel patto: diciassette giorni prima del primo turno aveva alzato il Bolsa Fam\u00edlia (il sussidio alle classi pi\u00f9 povere) del 15,04 per cento (il minimo mensile \u00e8 passato da 600 a 691 reais), il 16 ottobre \u00e8 stato promulgato l&#8217;emendamento costituzionale che abolisce la scala 6&#215;1, sei giorni di lavoro e uno di riposo, con la settimana a quaranta ore da raggiungere per gradi entro dicembre 2027, a ci\u00f2 si sono aggiunti l&#8217;esenzione dall&#8217;imposta sul reddito fino a 5.000 reais mensili, l&#8217;azzeramento dell&#8217;imposta sulle piccole spedizioni dall&#8217;estero, il sostegno per le famiglie indebitate e quello per gli studenti e, su tutto, il racconto delle cose gi\u00e0 fatte nei suoi lunghi anni di presidenza con la povert\u00e0 ridotta e il Brasile uscito dalla mappa della fame ed entrato in quella dei Paesi che contano.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro i dibattiti televisivi hanno fatto a Fl\u00e1vio pi\u00f9 danno di quanto i suoi strateghi avessero previsto, perch\u00e9 Lula li ha adoperati abilmente per ci\u00f2 che sono: un teatro dove vince chi tiene meglio la scena. Il primo si \u00e8 tenuto domenica 18 ottobre: Fl\u00e1vio ha chiesto al presidente di spiegare perch\u00e9 il 73 per cento dei detenuti avesse votato per lui al primo turno (senza citare alcuna fonte) e ha aggiunto che Lula aveva avuto \u201cvoti di stupratori, di rapinatori, di gente della peggior specie\u201d; Lula ha risposto: \u201cVoglio che votino tutti al cento per cento, anche tuo padre\u201d (Jair Bolsonaro \u00e8 stato condannato a 27 anni e tre mesi per il tentato golpe). Il colpo \u00e8 stato di una precisione chirurgica. Il secondo \u00e8 quello organizzato da Rete Globo venerd\u00ec 23. Parlando di salario minimo, Fl\u00e1vio ha detto che non serve a niente se con una mano dai e con \u201cnove dita\u201d togli. \u201cNove dita\u201d: il riferimento \u00e8 al dito che Lula perse da operaio metalmeccanico. Ecco, se&nbsp; dovessi spiegare che cosa sia il disprezzo di buona parte dell&#8217;\u00e9lite sudamericana per i ceti popolari, non gli parlerei di sfruttamento, liberismo o altre questioni teoriche, gli farei sentire quella frase che non \u00e8 solo un insulto a un uomo, \u00e8 un insulto ai poveri, agli ultimi, specie se come Lula hanno avuto l\u2019ardire di protestare, lottare e diventare presidente. Stavolta Lula non ha risposto con una battuta ma ha detto: \u201cNon permetter\u00f2 che un miliziano mi chiami nove dita\u201d, e ha preteso le scuse in diretta. Fl\u00e1vio, spiazzato, ha detto \u201cLula, se ti ho offeso chiamandoti nove dita, ti chiedo scusa, davvero\u201d e nella politica televisiva c&#8217;\u00e8 un momento in cui si capisce chi comanda: quando l&#8217;altro chiede scusa. Nella stessa serata, Lula ha osservato che nel quartiere privato dove abita Fl\u00e1vio nessuno soffre la fame, segnando cos\u00ec ancora di pi\u00f9 la differenza tra i due: lui l&#8217;operaio mutilato diventato presidente da una parte e, dall\u2019altra, il figlio di pap\u00e0 dei quartieri alti che pensa di essere di una razza superiore. Il caso di Ana Clara, la bambina di cinque anni uccisa a Rio da un poliziotto militare che Fl\u00e1vio aveva difeso, \u00e8 stato il filo rosso dei due confronti e a Globo, parlandone, Fl\u00e1vio ha sbagliato il nome della madre, chiamandola con quello della figlia morta. Un errore che pu\u00f2 capitare a chiunque, ma non a chi sta cercando di convincere un paese di essere pronto a governarlo e che dimostra, un\u2019altra volta, la distanza emotiva siderale tra il Brasile dei ricchi e quello dei poveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Fl\u00e1vio era anche accompagnato da diversi scheletri che nessun consulente d&#8217;immagine riesce a rimettere nell&#8217;armadio. Il suo nome compare nell&#8217;inchiesta sull&#8217;avvocato Willer Tomaz, in cui la Polizia federale indaga su un presunto riciclaggio legato a societ\u00e0 e case di scommesse, e nella quale il giudice Alexandre de Moraes ha disposto il blocco di beni fino a sei miliardi di reais. C&#8217;\u00e8 poi il capitolo del film <em>Dark Horse<\/em>, la biografia cinematografica di Jair Bolsonaro con Jim Caviezel nel ruolo del protagonista, per il cui finanziamento, secondo messaggi e audio rivelati da The Intercept Brasil, Fl\u00e1vio come senatore avrebbe trattato con Daniel Vorcaro, il banchiere del Banco Master, per circa 24 milioni di dollari. Fl\u00e1vio nega ogni irregolarit\u00e0 e sostiene che i fondi fossero privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte consistente del Brasile vota anche in nome di Dio. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una grande crescita delle chiese evangeliche protestanti, e proprio il voto evangelico \u00e8 diventato la base pi\u00f9 solida dell\u2019elettorato di destra. Secondo Datafolha, Fl\u00e1vio aveva il 62 per cento tra gli evangelici e Lula il 29; un&#8217;altra rilevazione (Meio\/Ideia) dava al candidato della destra quasi il 70 per cento di quell&#8217;elettorato, mentre Lula risultava avanti con il 55 tra i cattolici. Nonostante ci\u00f2 la campagna di Lula ha provato a bussare alla loro porta. Il presidente ha pubblicato una \u00abCarta aos Evang\u00e9licos\u00bb in cui afferma di rispettare la fede cristiana e parla di sanit\u00e0, tutela delle donne, crimine organizzato, economia, e dove scrive di sapere che nelle famiglie evangeliche tutto si decide in preghiera. La mossa, rivolta in particolare alle donne capofamiglia, con il pacchetto economico (stop alle scommesse, fine della 6&#215;1, rinegoziazione dei debiti, nuovo tetto per i microimprenditori), ha trovato qualche alleato, come il pastore Renan Mendon\u00e7a, candidato del Republicanos che ha dichiarato di aver scelto Lula, o il Fronte degli evangelici per lo Stato di diritto, ma \u00e8 stata attaccata con durezza da Silas Malafaia e da Valdemiro Santiago, i due predicatori pi\u00f9 rumorosi dell&#8217;area di destra. Ronaldo de Almeida, in <em>Bolsonaro presidente: conservadorismo, evangelismo e a crise brasileira<\/em> (2019), ha inserito il voto evangelico dentro un&#8217;ondata conservatrice pi\u00f9 larga che ha colpito il continente americano negli ultimi anni, partendo da nord. Rodrigo Toniol, antropologo dell&#8217;Universit\u00e0 federale di Rio, ha detto qualcosa di simile con parole pi\u00f9 brutali: \u201cquello di Lula con gli evangelici non \u00e8 un problema di comunicazione, \u00e8 un problema di relazione\u201d. Il problema non \u00e8, dunque, la fede, ma la politica progressista che per anni ha lasciato quell&#8217;elettorato senza interlocutori, e una lettera, per quanto abile, non cancella quel vuoto. Quanto ai pastori, nelle ore dopo il voto hanno oscillato tra due toni. Malafaia ha pubblicato un video in cui dice di lamentare profondamente il risultato, pur riconoscendo che le urne hanno parlato, chiude invocando che \u201cDio abbia misericordia del Brasile\u201d, e accusando Lula del \u201cpi\u00f9 grande abuso di potere economico della storia politica del Brasile\u201d, difendendo il diritto di Fl\u00e1vio di contestare (\u201cin qualsiasi nazione democratica, chi perde ha il diritto di mettere in dubbio\u201d), e dando degli \u201comissivi e codardi\u201d agli altri leader evangelici che non si sono esposti. Il vescovo Robson Rodovalho, pi\u00f9 sobrio, ha scritto che \u201cdemocrazia \u00e8 questo, vince chi riesce a comunicare e a convincere la maggioranza\u201d, ammettendo che Lula \u201cha saputo giocare\u201d. Sul fronte cattolico la musica \u00e8 stata diversa. La Conferenza nazionale dei vescovi (Cnbb) ha diffuso una nota in cui si congratula con Lula e gli chiede \u201cgesti concreti di pacificazione\u201d, rispetto per le differenze e difesa delle istituzioni democratiche, mettendo in agenda, per il quarto mandato, la lotta alla fame e alla miseria, il lavoro dignitoso, la salute, l&#8217;istruzione e la casa, i popoli indigeni e la cura dell\u2019ambiente. Non \u00e8 una novit\u00e0 che i vescovi brasiliani siano i custodi di una certa idea di giustizia sociale: il Pt \u00e8 nato, nel 1980, anche dalle comunit\u00e0 ecclesiali di base che la Chiesa del Concilio e della teologia della liberazione aveva seminato nelle periferie. La maggioranza dei vescovi ha scelto di non schierarsi ma in un Brasile in cui la destra evangelica ha gridato forte, il silenzio della Chiesa cattolica \u00e8 sembrato una dichiarazione di voto dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 il capitolo digitale: nel 2018 Bolsonaro padre vinse grazie a una macchina di mobilitazione orizzontale, fatta di gruppi e di messaggi, in cui la distinzione tra militante e propagandista era scomparsa. Nel 2026 la sinistra ha fatto sua la lezione. Dopo il primo turno Janones ha trasformato un canale di WhatsApp nell&#8217;\u00abEsercito di Lula\u00bb, dove si autodefinisce \u00abGenerale di Lula\u00bb e assegna ai membri missioni quotidiane di diffusione dei contenuti; ricoverato in terapia intensiva per un&#8217;aritmia dopo un dibattito, \u00e8 uscito dall&#8217;ospedale per annunciare, con la sobriet\u00e0 che gli \u00e8 nota, di essere pronto a comandare \u201cil pi\u00f9 grande esercito democratico del mondo\u201d nella \u201cbattaglia finale\u201d. Il ruolo di Facebook merita una analisi particolare: il 10 ottobre la campagna di Lula ha accusato l&#8217;azienda, proprietaria di Instagram, Facebook e WhatsApp, di aver ridotto la portata dei post del presidente e di aver favorito, con il proprio algoritmo, quelli di Fl\u00e1vio. Il 9 ottobre, ha denunciato il Pt, il profilo di Lula non riusciva a creare inserzioni a partire dai post gi\u00e0 pubblicati. I profili della sinistra, sostiene la campagna, sarebbero stati per un po&#8217; tolti dalla ricerca di Instagram e secondo un&#8217;analisi del partito la pagina di Fl\u00e1vio aveva un coinvolgimento 2,96 volte superiore a quella di Lula pur avendo il 17,2 per cento di follower in meno. Secondo un\u2019inchiesta di Metr\u00f3poles la campagna di Fl\u00e1vio ha speso almeno 1,6 milioni di reais per promuovere diciannove post contro Lula. In un&#8217;epoca in cui l&#8217;algoritmo \u00e8 il vero moderatore del dibattito pubblico, la tesi che una multinazionale californiana possa spostare il vento pu\u00f2 essere paranoica ma ha un sostanzioso fondo di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriviamo a Trump, che in questa storia recita da regista invisibile e da spettatore deluso. Se dopo il primo turno aveva esaltato Fl\u00e1vio, dopo il secondo la Casa Bianca non ha riconosciuto pubblicamente la vittoria di Lula, e il presidente americano \u00e8 intervenuto sistematicamente con il suo solito carico di contraddizioni. Prima con \u201csembra esserci stata una frode\u201d e poi \u201cmi piace Lula, ho un ottimo rapporto con lui, io non sto governando il Brasile, sto governando gli Stati Uniti\u201d. Washington voleva un alleato a Brasilia, per la guerra ai cartelli, l&#8217;accesso ai minerali critici e lo sfruttamento pi\u00f9 facile dell\u2019Amazzonia e ora si ritrova un presidente che difende la sovranit\u00e0 nazionale. A novembre 2025 Trump aveva imposto dazi punitivi al Brasile nel tentativo di aiutare Bolsonaro ma secondo diversi osservatori quei dazi hanno finito per rilanciare Lula. Il Brasile non \u00e8 l\u2019Argentina o qualche piccola nazione dell\u2019America centrale, ma ha una identit\u00e0 nazionale forte e Lula lo sa benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica sera Bolsonaro aveva denunciato una presunta frode e preteso l&#8217;annullamento delle elezioni, per poi fare marcia indietro luned\u00ec, dopo che diversi suoi sostenitori di rilievo lo hanno spinto a riconoscere il risultato, il suo Partito Liberale ha riconosciuto l&#8217;esito del voto e cos\u00ec i suoi alleati. Nel frattempo la magistratura, riprendendo in mano le vecchie inchieste, aveva cancellato i suoi passaporti e la Polizia federale gli aveva ordinato di consegnarli entro 24 ore. Marted\u00ec, raggiunta l\u2019Argentina clandestinamente, con l\u2019aiuto di Milei \u00e8 volato negli Stati Uniti, da dove, tanto per aggiungere un tocco di farsa alla sua fuga, si \u00e8 paragonato al generale De Gaulle che lasci\u00f2 la Francia occupata dai nazisti per dirigere la resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa viene adesso? Bolsonaro probabilmente sverner\u00e0 a Miami e Trump, che ha i suoi problemi e non ama i perdenti, si dimenticher\u00e0 di lui. Lula invece di problemi ne ha nonostante la vittoria; la destra \u00e8 avanzata nel Congresso e la prima sfida sar\u00e0 legislativa: il debito pubblico si sta deteriorando e la campagna elettorale ha moltiplicato le promesse (Bolsa Fam\u00edlia, fine della 6&#215;1, gratuit\u00e0 del trasporto pubblico, penne dimagranti), la sua la squadra economica ha gi\u00e0 avvertito che sar\u00e0 necessario contenere la spesa per evitare una \u201cbomba fiscale\u201d. Lula sostiene di voler tassare di pi\u00f9 i contribuenti ad alto reddito e rivedere i benefici fiscali a certi settori. Il secondo problema \u00e8 il tempo. Nel 2030 Lula avr\u00e0 85 anni e un terzo mandato consecutivo gli \u00e8 in ogni caso vietato dalla Costituzione. Il suo partito ha da quarant&#8217;anni ha un solo leader e ha il problema di trovarne un successore. Ad agosto, alla convenzione, Lula ha lanciato il nome di Haddad,&nbsp; \u201cquando tu, Haddad, dopo aver governato San Paolo per otto anni, vorrai fare il presidente\u201d, aveva detto, ma pochi mesi dopo Haddad ha perso con Tarc\u00edsio al primo turno. Restano in lista il governatore del Piau\u00ed Rafael Fonteles, Jo\u00e3o Campos del Psb, candidato in Pernambuco, e Alckmin, vicepresidente e garanzia del centro, oltre al guru dei social Janones. Dall&#8217;altra parte, uno dei veri vincitori di questa storia \u00e8 Tarc\u00edsio: rieletto al primo turno e volto presentabile del bolsonarismo per la rivincita elettorale tra quattro anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordate il pendolo sudamericano che oscilla incessante tra destra e sinistra? Sta tornando a sinistra? Albert Hirschman, in <em>Shifting Involvements<\/em> (1982), sosteneva che le societ\u00e0 oscillano tra periodi di ritiro nel privato e periodi di impegno pubblico non per un mutamento di principi, ma per delusione: ogni polo, una volta raggiunto, genera la propria stanchezza, e spinge la societ\u00e0 nella direzione opposta. \u00c8 una lettura che si adatta bene all&#8217;America Latina contemporanea, dove, come sostengono diversi analisti, pi\u00f9 che uno spostamento a destra si sta verificando uno spostamento contro chi sta al governo: i presidenti in carica perdono, i nuovi vincono, finch\u00e9 non sono a loro volta in carica e deludono le aspettative di chi li aveva votati. Il caso di Lula contraddice la regola, ed \u00e8 questo che lo rende interessante: \u00e8 il presidente uscente che vince, in una continente che punisce gli uscenti, e vince perch\u00e9 l&#8217;alternativa era considerata peggiore. A gennaio un sondaggio Quaest registrava che il 46 per cento degli intervistati temeva di pi\u00f9 il ritorno dei Bolsonaro al potere, contro il 40 per cento che temeva la continuit\u00e0 di Lula, e la campagna elettorale ha fatto il resto. La vittoria di Lula potrebbe segnare il punto in cui l&#8217;onda comincia a ritirarsi, con Kast e Milei gi\u00e0 in calo di consensi in Cile e Argentina. Io sarei pi\u00f9 prudente: Lula ha vinto per ragioni sue, materiali, organizzative, in parte irripetibili; ha vinto perch\u00e9 ha ancora qualcosa da dare alle sua gente e gli viene riconosciuto ci\u00f2 che finora ha fatto; esattamente quello che sentivano i brasiliani in piazza Navona quella domenica sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso gli resta la parte pi\u00f9 difficile nella carriera di ogni statista: saper consegnare la sua eredit\u00e0 a una nuova generazione. Una cosa alle volte pi\u00f9 difficile del fare miracoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefano Pizzin. Domenica sera del 25 ottobre, passando per piazza Navona, ho trovato una folla di brasiliani che aspettavano lo spoglio dei voti dei connazionali in Italia ed erano convinti, ma convinti davvero, che Lula avrebbe vinto. Quella loro convinzione poggiava su assai poco di concreto; i numeri dei sondaggisti erano implacabili: la media di tredici rilevazioni, calcolata dai giornali brasiliani mostravano un 51,16 per cento per il candidato della destra con i mercati di previsione che gli attribuivano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7363,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7362"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7362"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7364,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7362\/revisions\/7364"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7363"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}