{"id":7217,"date":"2026-09-11T16:19:54","date_gmt":"2026-09-11T14:19:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7217"},"modified":"2026-09-11T16:19:55","modified_gmt":"2026-09-11T14:19:55","slug":"due-mondi-quello-reale-e-quello-digitale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/09\/11\/due-mondi-quello-reale-e-quello-digitale\/","title":{"rendered":"Due mondi: quello reale e quello digitale"},"content":{"rendered":"\n<h1><strong>DUE MONDI: QUELLO REALE E QUELLO DIGITALE<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p>Di Yuleisy Cruz Lezcano.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi viviamo sempre pi\u00f9 in due mondi. C&#8217;\u00e8 un mondo reale e c&#8217;\u00e8 un mondo digitale. E troppo spesso questi due mondi non si somigliano pi\u00f9. Nel mondo digitale si possono costruire immagini, fabbricare comunicazione, moltiplicare messaggi, creare paure e trasformare una provocazione in una notizia globale nel giro di pochi minuti. \u00c8 un mondo nel quale una fotografia, un video o un post possono diventare pi\u00f9 importanti della realt\u00e0 che dovrebbero raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Donald Trump ha trasformato questa dinamica in uno degli strumenti pi\u00f9 potenti della propria comunicazione politica. Pubblica continuamente immagini, dichiarazioni e messaggi provocatori. Ogni pubblicazione genera reazioni, ogni reazione diventa una nuova notizia e ogni nuova notizia alimenta il ciclo successivo. Le masse vengono intrattenute, i media vengono costretti a inseguire l&#8217;ultima provocazione e l&#8217;attenzione collettiva viene spostata continuamente da un argomento all&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 necessario che tutto ci\u00f2 che viene pubblicato sia falso. \u00c8 sufficiente produrre cos\u00ec tanto rumore da rendere difficile distinguere ci\u00f2 che conta davvero da ci\u00f2 che serve soltanto a occupare lo spazio dell&#8217;informazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che il mondo digitale pu\u00f2 diventare pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mentre milioni di persone discutono dell&#8217;ultima immagine pubblicata da Trump, nel mondo reale continuano ad accadere cose che non hanno nulla di virtuale. Si prendono decisioni politiche concrete. Si esercitano pressioni economiche. Si mettono in discussione principi democratici. Si alimentano paure e divisioni. Si normalizzano linguaggi sempre pi\u00f9 aggressivi e si moltiplicano episodi di violenza e discriminazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo digitale si pu\u00f2 fabbricare quasi tutto: consenso, paura, indignazione, nemici e persino una realt\u00e0 alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo reale, invece, le conseguenze hanno un peso diverso. Le persone perdono diritti, famiglie vengono separate, intere comunit\u00e0 vengono criminalizzate, la dignit\u00e0 umana viene calpestata e la violenza pu\u00f2 diventare progressivamente qualcosa di normale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa distanza tra i due mondi che dobbiamo imparare a riconoscere.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mentre il mondo digitale ci intrattiene, il mondo reale continua ad avanzare.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando il rumore diventa assordante, quando ogni giorno arrivano decine di nuove provocazioni, quando siamo costretti a reagire continuamente all&#8217;ultima immagine o all&#8217;ultima dichiarazione, rischiamo di non vedere pi\u00f9 ci\u00f2 che accade davanti ai nostri occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione diventa allora uno strumento di distrazione e l&#8217;informazione viene sommersa dall&#8217;intrattenimento; La paura diventa una forma di controllo e la provocazione diventa una tecnica per occupare permanentemente lo spazio pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una dinamica che ricorda terribilmente quella descritta anni fa da Steve Bannon, uno degli ideologi del movimento MAGA, quando parl\u00f2 della necessit\u00e0 di \u201cinondare la zona\u201d di contenuti per impedire ai media di fermarsi, analizzare e pensare. Non \u00e8 necessario che ogni messaggio sia credibile. L&#8217;importante \u00e8 che arrivi il prossimo, e poi quello successivo, e ancora un altro. Cos\u00ec la societ\u00e0 corre dietro alle notizie mentre la realt\u00e0 cambia sotto i suoi piedi. Ed \u00e8 proprio qui che bisogna aprire gli occhi. Perch\u00e9 il problema non \u00e8 soltanto ci\u00f2 che Trump pubblica ma ci\u00f2 che rischiamo di non vedere mentre guardiamo ci\u00f2 che Trump pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre sullo schermo scorrono immagini costruite digitalmente, provocazioni territoriali e messaggi studiati per suscitare indignazione, nel mondo reale possono avanzare politiche che mettono sotto pressione le istituzioni democratiche, i diritti fondamentali e la dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando vengono riproposti simboli, linguaggi e gesti che ricordano periodi bui della storia, non possiamo limitarci a considerarli semplicemente contenuti digitali. La storia ci ha insegnato che la normalizzazione dell&#8217;odio non avviene in un solo giorno. Avviene lentamente, attraverso parole ripetute, immagini normalizzate, discriminazioni tollerate e violenze alle quali ci abituiamo poco alla volta. Prima ci si abitua alle parole, poi alle immagini, poi alle discriminazioni, poi alla violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E infine si rischia di non riconoscere pi\u00f9 il buio quando \u00e8 ormai arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo dobbiamo recuperare la capacit\u00e0 di distinguere il mondo digitale dal mondo reale. Dobbiamo verificare, contestualizzare, rallentare. Dobbiamo chiederci non soltanto \u201cche cosa sta pubblicando oggi Trump?\u201d, ma soprattutto \u201cche cosa sta accadendo realmente mentre tutti guardano quello schermo?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 una societ\u00e0 democratica non pu\u00f2 essere governata dalle notifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pu\u00f2 decidere il proprio futuro inseguendo ogni provocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E non pu\u00f2 permettere che l&#8217;intrattenimento permanente diventi una cortina di fumo dietro la quale avanzano la discriminazione, la violenza e la perdita della dignit\u00e0 umana. Il mondo digitale pu\u00f2 fabbricare paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la paura diventa reale quando viene trasformata in politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo digitale pu\u00f2 fabbricare una narrazione. Ma la narrazione diventa pericolosa quando sostituisce la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo digitale pu\u00f2 distrarci. Ma siamo noi che dobbiamo scegliere di guardare oltre lo schermo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DUE MONDI: QUELLO REALE E QUELLO DIGITALE Di Yuleisy Cruz Lezcano. Oggi viviamo sempre pi\u00f9 in due mondi. C&#8217;\u00e8 un mondo reale e c&#8217;\u00e8 un mondo digitale. E troppo spesso questi due mondi non si somigliano pi\u00f9. 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