{"id":7173,"date":"2026-08-25T15:59:20","date_gmt":"2026-08-25T13:59:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7173"},"modified":"2026-08-25T15:59:22","modified_gmt":"2026-08-25T13:59:22","slug":"migranti-europa-italia-alcune-domande-e-risposte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/08\/25\/migranti-europa-italia-alcune-domande-e-risposte\/","title":{"rendered":"Migranti, Europa, Italia: alcune domande e risposte"},"content":{"rendered":"\n<p>di Redazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ceuta, Schengen e Italia: una crisi migratoria o qualcosa di pi\u00f9<\/strong><strong>?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0?ui=2&amp;ik=eca9511b21&amp;attid=0.1&amp;permmsgid=msg-f:1874468714487662260&amp;th=1a03735d4d9ec6b4&amp;view=fimg&amp;fur=ip&amp;permmsgid=msg-f:1874468714487662260&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ-7LbePB4JWLnNYMeomAhrqtPdrAe0O0ykv4ZFBJOgp5_McEO-rB-Tr2tSPoh-WIWN04q_o0MT_e6SpU4ymPyqE34-1y3X-S6BKE3jArSwfNYXqYpyGJvSoVh8&amp;disp=emb&amp;zw\" alt=\"Spain and Immigration:Lessons for Europe \u2013 NAOC\" width=\"543\" height=\"325\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La vicenda di Ceuta, nelle ultime settimane, ha riportato al centro dell&#8217;attenzione una questione che riguarda non soltanto la Spagna e l&#8217;Italia, ma l&#8217;intera costruzione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Ceuta \u00e8 territorio spagnolo, quindi territorio dell&#8217;Unione Europea, ma si trova sulla costa africana, al confine con il Marocco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una delle frontiere esterne pi\u00f9 particolari e delicate dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio da Ceuta che possiamo partire per cercare di capire una questione apparentemente semplice, ma in realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi entra irregolarmente a Ceuta \u00e8 automaticamente entrato in Europa e pu\u00f2 quindi proseguire liberamente verso la Spagna e gli altri Paesi europei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 no. Arrivare a Ceuta non significa essere liberi di andare in Europa. Questo \u00e8 il primo punto che sarebbe importante chiarire. Ceuta fa parte della Spagna e Schengen si applica anche a Ceuta, ma <strong>esiste per questo territorio un regime particolare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi entra irregolarmente a Ceuta non acquisisce automaticamente il diritto di raggiungere la Spagna continentale e, tantomeno, di circolare liberamente negli altri Paesi dell&#8217;area Schengen.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si lascia Ceuta per raggiungere la Spagna peninsulare o altri Paesi Schengen sono infatti previsti controlli sull&#8217;identit\u00e0 e sui documenti. Questo significa che l&#8217;ingresso irregolare a Ceuta non equivale automaticamente alla possibilit\u00e0 di entrare e circolare liberamente nell&#8217;Europa continentale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una precisazione importante perch\u00e9, nel dibattito politico, le frontiere vengono spesso rappresentate in modo molto pi\u00f9 semplice di quanto siano nella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 allora l&#8217;Italia ha deciso di intervenire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"656\" height=\"492\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7174\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1.jpg 656w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1-195x146.jpg 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1-50x38.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ceuta-1-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La questione \u00e8 prettamente politica.<\/strong> A seguito della crisi migratoria di Ceuta, il Governo italiano ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alla frontiera con la Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p>La motivazione ufficiale \u00e8 stata quella di prevenire possibili movimenti secondari di migranti verso l&#8217;Italia, ma si tratta di una possibilit\u00e0 quasi inesistente. Chi entra irregolarmente a Ceuta non pu\u00f2 semplicemente imbarcarsi e raggiungere liberamente la Spagna continentale e poi l&#8217;Italia. La decisione italiana, cos\u00ec, merita di essere valutata anche sotto il profilo della sua effettiva necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una scelta politica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non dimentichiamo che i due Paesi sono oggi guidati da governi di orientamento molto diverso. In Italia governa una coalizione di destra guidata da Giorgia Meloni; in Spagna, un governo socialista guidato da Pedro S\u00e1nchez. Le divergenze tra i due governi su numerosi temi europei sono note.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a ci\u00f2, pare evidente che la scelta italiana risponda a esigenze interne e di propaganda. Un governo che arriva alla fine della legislatura stanco, senza avere portato a casa nessun risultato, in un Paese sfibrato da diseguaglianze sempre maggiori e impoverito, cavalca l&#8217;unico strumento elettorale che gli rimane: la paura dell&#8217;immigrazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E il nuovo sistema europeo dell&#8217;asilo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro elemento che rende la vicenda ancora pi\u00f9 interessante. Per anni abbiamo parlato del &#8220;Regolamento di Dublino&#8221;, secondo il quale, in determinate circostanze, la responsabilit\u00e0 dell&#8217;esame di una domanda di asilo ricadeva sul Paese europeo di primo ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal giugno 2026 il sistema \u00e8 cambiato. Il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l&#8217;asilo ha sostituito il vecchio sistema di Dublino con nuove regole che stabiliscono quale Stato debba essere responsabile della domanda di protezione internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il principio della responsabilit\u00e0 del Paese di ingresso non \u00e8 scomparso. Questo significa che, se una persona entra nell&#8217;Unione attraverso la Spagna e successivamente arriva in Italia chiedendo asilo, pu\u00f2 certamente essere previsto il trasferimento verso la Spagna qualora, secondo le nuove regole, sia questo il Paese responsabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non significa che l&#8217;Italia possa automaticamente respingere chiunque sia arrivato dalla Spagna. Occorre verificare la situazione individuale, stabilire quale Stato sia effettivamente responsabile e rispettare le garanzie previste dal diritto europeo. \u00c8 una distinzione fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Respingere, rimpatriare, trasferire: non sono la stessa cosa, anche se nel linguaggio politico e giornalistico queste situazioni vengono spesso confuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cosa \u00e8 il respingimento alla frontiera, un&#8217;altra \u00e8 il rimpatrio verso un Paese che non appartiene all&#8217;Unione Europea e un&#8217;altra ancora \u00e8 il trasferimento di una persona verso un altro Stato europeo che, secondo le regole dell&#8217;Unione, risulta responsabile della sua domanda di asilo. Confondere queste tre situazioni porta inevitabilmente a semplificare un problema che semplice non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo sistema europeo non d\u00e0 quindi all&#8217;Italia una sorta di &#8220;licenza di respingere&#8221;. Stabilisce invece procedure attraverso le quali deve essere individuato lo Stato responsabile e, quando ne ricorrono le condizioni, pu\u00f2 essere effettuato un trasferimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma allora il problema \u00e8 soltanto migratorio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente no. La decisione italiana di reintrodurre i controlli alla frontiera con la Spagna non riguarda soltanto l&#8217;immigrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguarda anche Schengen e il futuro dell&#8217;integrazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Schengen non \u00e8 semplicemente la possibilit\u00e0 per un cittadino italiano di andare in Spagna senza mostrare il passaporto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno dei risultati pi\u00f9 concreti del processo di integrazione europea. Significa che gli Stati membri hanno deciso di eliminare, almeno in larga parte, i controlli alle proprie frontiere interne perch\u00e9 hanno scelto di condividere uno spazio comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, gli accordi prevedono la possibilit\u00e0 di reintrodurre temporaneamente i controlli in determinate situazioni. Il problema nasce quando una misura concepita come eccezionale rischia di diventare una risposta sempre pi\u00f9 frequente alle crisi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vi \u00e8 il rischio dell&#8217;effetto domino?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se uno Stato europeo ripristina i controlli nei confronti di un altro Stato, quest&#8217;ultimo pu\u00f2 reagire e, se questo comportamento si diffonde, rischiamo di assistere a un vero e proprio effetto domino. Una frontiera viene controllata. Poi un&#8217;altra. Poi un&#8217;altra ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>E quello che era nato come uno spazio europeo senza frontiere interne rischia lentamente di trasformarsi in una somma di Stati che tornano a proteggersi gli uni dagli altri. \u00c8 un rischio che non riguarda soltanto i migranti. Riguarda tutti i cittadini europei. Perch\u00e9 la libera circolazione delle persone, delle merci e delle attivit\u00e0 economiche \u00e8 una delle conquiste pi\u00f9 importanti dell&#8217;integrazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Per difendere la sovranit\u00e0 nazionale si rischia infatti di indebolire proprio quelle strutture comuni che rendono possibile la cooperazione tra gli Stati europei. Schengen \u00e8 una di queste. Il mercato unico \u00e8 un&#8217;altra. La politica comune sull&#8217;asilo e sull&#8217;immigrazione dovrebbe essere un&#8217;altra ancora.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 Europa o meno Europa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La domanda che la vicenda di Ceuta ci pone, allora, \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quella relativa ai migranti. Di fronte a una crisi, gli Stati europei possono scegliere di reagire singolarmente, proteggendo ciascuno i propri confini. Oppure possono cercare una risposta comune. La prima soluzione pu\u00f2 apparire pi\u00f9 semplice. La seconda \u00e8 certamente pi\u00f9 difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se ogni problema europeo viene trasformato in un problema nazionale, se ogni Stato cerca di trasferire sugli altri la responsabilit\u00e0 e se le frontiere interne tornano a essere utilizzate come strumento politico, rischiamo di indebolire progressivamente l&#8217;idea stessa di Unione Europea, e questo sarebbe un paradosso. Perch\u00e9 una politica nata per difendere gli interessi nazionali potrebbe finire per indebolire la costruzione europea che, da decenni, rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti risultati politici del nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come andrebbe affrontato il problema?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sicurezza delle frontiere \u00e8 un problema reale. L&#8217;immigrazione deve essere governata. Le domande di asilo devono essere esaminate rapidamente e secondo regole chiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati che si trovano alle frontiere esterne dell&#8217;Unione non possono essere lasciati soli. Ma proprio per questo la risposta non pu\u00f2 essere quella di indebolire progressivamente le regole comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera sfida dovrebbe essere un&#8217;altra: rafforzare la frontiera esterna europea, applicare correttamente il nuovo Patto sulla migrazione, distribuire le responsabilit\u00e0 tra gli Stati e garantire il rispetto dei diritti fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un&#8217;ultima questione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui abbiamo parlato dell&#8217;immigrazione irregolare e dei richiedenti asilo. Ma questa \u00e8 una frazione minimale dei flussi migratori, quella che appare all&#8217;opinione pubblica perch\u00e9 amplificata dai media e cavalcata dalle destre. Il tema vero \u00e8 che dell&#8217;immigrazione l&#8217;Europa ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 vivere di demagogia, ma i dati sono chiari: il nostro continente \u00e8 in profonda crisi demografica e invecchia. Ci sono posti di lavoro che vanno occupati e un sistema pensionistico e assistenziale che non pu\u00f2 reggersi con la nostra demografia. Lo sanno anche i governi di destra, come quello di Meloni, che negli ultimi anni ha concesso pi\u00f9 permessi di lavoro rispetto agli esecutivi precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera sfida \u00e8 regolare l&#8217;immigrazione, selezionarla, non farla impattare negativamente sul nostro tessuto sociale. Ci vogliono risorse e intelligenza, e bisogna capire anche che non \u00e8 un passaggio semplice sul piano culturale. L&#8217;integrazione funziona se si muovono entrambi i soggetti: chi accoglie, offrendo possibilit\u00e0, protezione e pari diritti, e chi arriva, facendo propri il rispetto delle leggi e i fondamenti delle libert\u00e0 occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 continuare con la demagogia, ma la realt\u00e0, prima o poi, presenta il conto, ed \u00e8 spesso molto salato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Redazione. 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