{"id":7169,"date":"2026-08-24T18:32:59","date_gmt":"2026-08-24T16:32:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7169"},"modified":"2026-08-24T18:35:12","modified_gmt":"2026-08-24T16:35:12","slug":"poca-pace-e-molta-guerra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/08\/24\/poca-pace-e-molta-guerra\/","title":{"rendered":"Poca pace e molta guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La stagione estiva continua rovente lungo le nostre coste. Non basta a mitigare il clima l\u2019alta retorica di Leone sul primato da accordare alle persone rispetto ai confini ed all\u2019amicizia fra i popoli rispetto alle ostilit\u00e0. Le ostilit\u00e0 pregresse si incancreniscono, le nuove si affacciano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La controffensiva ucraina nel cuore delle citt\u00e0 russe trova la risposta russa sulle citt\u00e0 ucraine. Vladimir Putin minaccia \u201cazioni distruttive\u201d, come se quelle finora perpetrate fossero di beneficenza. Il suo Ministro degli Esteri non intende discutere con gli interlocutori europei, praticamente tutti, che assistono il regime nazistoide ucraino. E d\u2019altronde nessun leader europeo si distingue per uno straccio di iniziativa diplomatica. Vi \u00e8 come una generale assuefazione ad una guerra prolungata e senza concrete prospettive di soluzione a breve. Finch\u00e9 uno dei contendenti non cessa per esaurimento delle riserve di uomini da schierare al fronte e di armi da lanciare?<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro \u00e8 desolante. L\u2019Unione europea \u00e8 concentrata sul gioco interno dei \u201cdublinanti\u201d: quanti migranti irregolari sono approdati sul tuo territorio e passati nel mio. Te li restituisco in blocco o a gruppi? Persino un paese terzo come la Svizzera, in quanto parte del sistema Schengen, reclama la quota di \u201cdublinanti\u201d da restituire all\u2019Italia.&nbsp; La politica migratoria \u00e8 dettata dai trafficanti di esseri umani e dai paesi terzi, sia i rivieraschi che i paesi lontani (Russia e Turchia), che adoperano la tattica del rubinetto. Aprirlo e chiuderlo in base a qualche interesse da affermare, ad una minaccia da esporre nel modo pi\u00f9 convincente. Contano sul fatto che, nei democratici stati membri, una elezione \u00e8 sempre alle porte ed il flusso migratorio orienta il corpo elettorale. L\u2019intreccio fra politica migratoria \u201calloctona\u201d e campagna elettorale \u201cautoctona\u201d \u00e8 perverso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Donald Trump avrebbe rinunciato alla carta militare contro l\u2019Iran e optato per quella commerciale: il \u201cD-Day delle sanzioni\u201d, la definisce con il solito understatement. Si colpiscono anche i paesi terzi colpevoli di trafficare con la Repubblica Islamica. Qualcuno alligna fra gli amici del Golfo. Malgrado i colpi ricevuti da Teheran, gli Emirati Arabi Uniti manovravano con il vicino. La minaccia americana convince Abu Dhabi a sospendere qualsiasi transazione. Che lo si voglia o no, l\u2019ombrello americano \u00e8 per ora insostituibile. Il che vale anche per l\u2019Arabia Saudita. Non basta il patto sulla difesa con Turchia e Pakistan per fare a meno di Washington, un partner di lunga data di cui Riad conosce qualit\u00e0 e limiti. Da ultimo quello della imprevedibilit\u00e0 del Presidente pro tempore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Jared Kushner incontra al Cairo il leader superstite di Hamas e ne riceve la garanzia che il movimento disarmer\u00e0. Non \u00e8 chiaro a quali condizioni. La notizia \u00e8 che dell\u2019incontro \u00e8 data notizia ufficiale. Anche prima sono intercorsi rapporti fra USA e Hamas, questa \u00e8 la prima volta dell\u2019annuncio pubblico: a mostrare che l\u2019Amministrazione fa sul serio. Subito dopo Kushner vola a Gerusalemme per indurre Benjamin Netanyahu a mitigare la presa su Gaza: ad avviare in sostanza il ritiro delle IDF.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua ambiguit\u00e0, in questo l\u2019israeliano somiglia all\u2019amico americano, il Primo Ministro ordina alle IDF di allentare il controllo, salvo emettere il contrordine, che \u00e8 poi l\u2019istruzione di sempre, che di ritiro effettivo si possa parlare quando Hamas sar\u00e0 disarmato. Non basta l\u2019impegno del leader del movimento a Kushner per sbloccare la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019Ambasciatore americano a Gerusalemme, sempre aperto alle ragioni dei coloni, taccia di \u201corribile\u201d l\u2019assalto alle case dei Palestinesi in Cisgiordania. Il grido di dolore non smuove le coscienze. Il Ministro della Difesa annuncia l\u2019intenzione di passare il controllo della zona alla polizia sottraendolo alle IDF. Un modo per difendere le forze armate dalle accuse di connivenza con gli assalitori, ma anche un artifizio per configurare la Cisgiordania come affare interno di Israele e non come territorio occupato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La soluzione a due stati appare non solo remota ma progressivamente improbabile. Neppure l\u2019opposizione al Governo di destra si dichiara favorevole. Gabi Eisenkot, accreditato di un vantaggio sul Likud, sostiene che non \u00e8 per ora e neppure per il prossimo Governo, quello da lui auspicabilmente guidato. L\u2019elettorato israeliano \u00e8 in larga misura spaventato dall\u2019idea di convivere con uno stato palestinese, il timore non far\u00e0 che crescere con l\u2019approssimarsi del terzo anniversario del pogrom di ottobre 2023. I Palestinesi sono considerati come interlocutori ostili, con loro il compromesso sarebbe prova di debolezza e non di lungimiranza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Governo sblocca gli appalti per costruire 1234 unit\u00e0 abitative fra Gerusalemme Est e Ma\u2019ale Adumin, in modo da spezzare la continuit\u00e0 territoriale della Cisgiordania e isolare Gerusalemme, la futura capitale dello Stato di Palestina, dal territorio restante.&nbsp; Dal 1967 il corridoio E1 \u00e8 stato lasciato libero, le decisioni di occuparlo dei Governi successivi sono rimaste inapplicate per le pressioni internazionali. Queste si fanno subito avvertire all\u2019annuncio della nuova decisione. L\u2019Unione europea, comprese Italia e Germania, starebbe per varare nuove sanzioni a carico di Israele. Torna di attualit\u00e0 la sospensione almeno parziale dell\u2019accordo di associazione, rimasto finora vigente malgrado le pressioni di alcune delegazioni e dell\u2019Alta Rappresentante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le elezioni del 27 ottobre in Israele saranno seguite dal duplice turno elettorale (novembre e gennaio) dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. &nbsp;Tutto congiura perch\u00e9 il fronte mediorientale, al pari dell\u2019ucraino, resti aperto alle scorribande di chi usa le ostilit\u00e0 come ragione d\u2019essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La stagione estiva continua rovente lungo le nostre coste. Non basta a mitigare il clima l\u2019alta retorica di Leone sul primato da accordare alle persone rispetto ai confini ed all\u2019amicizia fra i popoli rispetto alle ostilit\u00e0. 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