{"id":7111,"date":"2026-07-22T19:00:00","date_gmt":"2026-07-22T17:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7111"},"modified":"2026-07-22T18:35:15","modified_gmt":"2026-07-22T16:35:15","slug":"divieto-di-protestare-quando-il-dissenso-diventa-un-problema-per-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/07\/22\/divieto-di-protestare-quando-il-dissenso-diventa-un-problema-per-la-democrazia\/","title":{"rendered":"&#8220;Divieto di protestare&#8221;: quando il dissenso diventa un problema per la democrazia"},"content":{"rendered":"\n<p>Redazione<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A venticinque anni dal G8 di Genova, Annalisa Camilli riflette sull&#8217;evoluzione dei movimenti di protesta e sul crescente ricorso a strumenti legislativi che rischiano di restringere gli spazi del dissenso nelle democrazie contemporanee.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono libri che arrivano nel momento giusto perch\u00e9 aiutano a comprendere trasformazioni profonde della societ\u00e0.&nbsp;<em>Divieto di protestare<\/em>, l&#8217;ultimo lavoro della giornalista&nbsp;<strong>Annalisa Camilli<\/strong>, \u00e8 uno di questi.<\/p>\n\n\n\n<p>Camilli \u00e8 una delle voci pi\u00f9 autorevoli del giornalismo italiano sui temi dei diritti umani, delle migrazioni e dei conflitti. Dopo aver lavorato per Associated Press e RaiNews24, dal 2014 segue le rotte migratorie verso l&#8217;Europa, raccontando le storie di uomini e donne in fuga da guerre, persecuzioni e povert\u00e0. Nel 2017 ha ricevuto l&#8217;Anna Lindh Mediterranean Journalist Award per l&#8217;inchiesta&nbsp;<em>La barca senza nome<\/em>. Tra i suoi libri figurano&nbsp;<em>La legge del mare<\/em>&nbsp;(2019), dedicato ai soccorsi nel Mediterraneo,&nbsp;<em>Un giorno senza fine. Storie dell&#8217;Ucraina in guerra<\/em>&nbsp;(2022) e&nbsp;<em>L&#8217;ultimo bisonte<\/em>&nbsp;(2023).<\/p>\n\n\n\n<p>Con&nbsp;<strong><em>Divieto di protestare<\/em><\/strong>&nbsp;l&#8217;autrice affronta un tema cruciale per ogni democrazia contemporanea: il rapporto tra sicurezza e libert\u00e0, tra ordine pubblico e diritto al dissenso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"536\" height=\"916\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7114\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1.jpg 536w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1-176x300.jpg 176w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1-85x146.jpg 85w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1-29x50.jpg 29w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divieto-1-44x75.jpg 44w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni, osserva Camilli, la risposta prevalente dei governi occidentali alle crescenti tensioni economiche e sociali \u00e8 stata quella di rafforzare gli strumenti della sicurezza. La crisi dello Stato sociale, l&#8217;indebolimento delle forme tradizionali della rappresentanza politica e la crescente sfiducia nelle istituzioni hanno trovato spesso una risposta non nel rilancio della partecipazione democratica, ma nell&#8217;espansione degli strumenti repressivi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo quadro che il libro analizza l&#8217;evoluzione dei movimenti di protesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle mobilitazioni del movimento no global ai Fridays for Future, dalle azioni di Ultima Generazione fino alle grandi manifestazioni internazionali nate dopo la guerra di Gaza, il dissenso ha assunto forme nuove: meno gerarchiche, pi\u00f9 reticolari, capaci di coinvolgere giovani, studenti e cittadini normalmente lontani dall&#8217;impegno politico organizzato. Accanto alle manifestazioni tradizionali si sono diffuse pratiche di resistenza passiva, blocchi simbolici, boicottaggi e forme di disobbedienza civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Camilli, proprio questa trasformazione ha prodotto una risposta legislativa sempre pi\u00f9 orientata alla prevenzione penale. Non \u00e8 tanto il reato gi\u00e0 commesso a essere perseguito, quanto la presunta pericolosit\u00e0 di determinati comportamenti o, in alcuni casi, la semplice appartenenza a gruppi considerati potenzialmente conflittuali. Una logica che rischia di spostare il baricentro del diritto penale dalla punizione dei fatti alla prevenzione delle intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il riferimento all&#8217;attualit\u00e0 italiana \u00e8 evidente<\/strong>. I recenti provvedimenti in materia di sicurezza hanno riaperto un dibattito delicato: fino a che punto uno Stato democratico pu\u00f2 comprimere il diritto di manifestare per garantire l&#8217;ordine pubblico? Dove si colloca il confine tra tutela della sicurezza collettiva e limitazione delle libert\u00e0 costituzionali?<\/p>\n\n\n\n<p>Camilli non propone risposte semplici, ma invita il lettore a osservare una tendenza che attraversa molte democrazie occidentali:&nbsp;<strong>la progressiva criminalizzazione del conflitto sociale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa riflessione occupa un posto centrale il&nbsp;<strong>G8 di Genova del 2001<\/strong>. Per l&#8217;autrice quella vicenda rappresenta uno spartiacque nella storia repubblicana. Le violenze avvenute durante quei giorni \u2014 culminate nei fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto \u2014 furono definite da Amnesty International &#8220;la pi\u00f9 grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale&#8221;. A distanza di venticinque anni quella ferita continua a interrogare le istituzioni italiane sul rapporto tra uso della forza pubblica e garanzie costituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il merito principale del libro consiste proprio nel ricostruire il filo che collega Genova alle vicende pi\u00f9 recenti. Non attraverso forzature ideologiche, ma mostrando come alcune categorie giuridiche e culturali elaborate all&#8217;inizio degli anni Duemila siano progressivamente entrate nel lessico della sicurezza contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"653\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-1024x653.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7113\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-1024x653.png 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-300x191.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-768x490.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-229x146.png 229w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-50x32.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317-118x75.png 118w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-22-182317.png 1168w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per un&#8217;associazione come&nbsp;<strong>Apertamente<\/strong>, che si richiama alla tradizione del socialismo democratico e del liberalismo riformatore, la lettura di questo volume assume un significato particolare. La cultura riformista si fonda infatti su un principio essenziale: i diritti e la sicurezza non sono valori alternativi, ma devono rafforzarsi reciprocamente. Una democrazia matura non teme il dissenso; al contrario, lo riconosce come componente fisiologica della vita pubblica, purch\u00e9 esercitato nel rispetto della legalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente lo Stato ha il dovere di prevenire violenze e tutelare cittadini, istituzioni, la legge. Ma proprio per questo ogni limitazione delle libert\u00e0 fondamentali deve essere proporzionata, motivata e sottoposta al controllo delle garanzie costituzionali. Quando il dissenso viene percepito come una minaccia in s\u00e9, il rischio \u00e8 che si restringano progressivamente gli spazi della partecipazione democratica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Divieto di protestare<\/em><\/strong>&nbsp;\u00e8 dunque molto pi\u00f9 di un libro dedicato ai movimenti di protesta. \u00c8 una riflessione sullo stato di salute delle democrazie contemporanee e sul delicato equilibrio tra libert\u00e0 e sicurezza. Un tema che riguarda non soltanto gli attivisti, ma tutti i cittadini, perch\u00e9 la qualit\u00e0 di&nbsp;<strong>una democrazia si misura anche dalla capacit\u00e0 di garantire il diritto di dissentire<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una lettura rigorosa, documentata e ricca di riferimenti storici e giuridici, capace di stimolare un confronto serio, senza indulgere alla semplificazione. Per questo merita di essere discussa: non solo da chi si occupa di politica o di diritto, ma da chiunque ritenga che il pluralismo, il confronto e la libert\u00e0 di manifestazione del pensiero costituiscano il fondamento di una societ\u00e0 realmente democratica.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Divieto di protestare<\/em>&nbsp;di Annalisa Camilli offre una riflessione documentata su uno dei nodi pi\u00f9 delicati del nostro tempo: come conciliare sicurezza e libert\u00e0 senza indebolire i principi dello Stato democratico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione A venticinque anni dal G8 di Genova, Annalisa Camilli riflette sull&#8217;evoluzione dei movimenti di protesta e sul crescente ricorso a strumenti legislativi che rischiano di restringere gli spazi del dissenso nelle democrazie contemporanee. Ci sono libri che arrivano nel momento giusto perch\u00e9 aiutano a comprendere trasformazioni profonde della societ\u00e0.&nbsp;Divieto di protestare, l&#8217;ultimo lavoro della giornalista&nbsp;Annalisa Camilli, \u00e8 uno di questi. Camilli \u00e8 una delle voci pi\u00f9 autorevoli del giornalismo italiano sui temi dei diritti umani, delle migrazioni e dei<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7112,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7111"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7111"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7116,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7111\/revisions\/7116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7112"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}