{"id":7076,"date":"2026-07-17T14:55:52","date_gmt":"2026-07-17T12:55:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7076"},"modified":"2026-07-17T15:38:09","modified_gmt":"2026-07-17T13:38:09","slug":"una-riforma-elettorale-che-indebolisce-la-nostra-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/07\/17\/una-riforma-elettorale-che-indebolisce-la-nostra-democrazia\/","title":{"rendered":"Una riforma elettorale che indebolisce la nostra democrazia"},"content":{"rendered":"\n<p>di&nbsp;<strong>Paolo Polli<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Stefano Pizzin<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le democrazie raramente cambiano all&#8217;improvviso. Pi\u00f9 spesso si trasformano lentamente, attraverso una successione di riforme che, prese singolarmente, possono apparire ragionevoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 soltanto osservandole nel loro insieme che emerge il disegno complessivo<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;approvazione in prima lettura alla Camera del nuovo testo di legge elettorale merita di essere letta proprio in questa prospettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Le leggi elettorali non appartengono alla maggioranza che le approva, ma alla Repubblica. Per questo dovrebbero nascere dal confronto pi\u00f9 ampio possibile, perch\u00e9 regolano il modo in cui il popolo esercita la propria sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il testo approvato dalla Camera sembra invece muoversi in una direzione diversa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-1024x535.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7087\" width=\"526\" height=\"275\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-1024x535.jpeg 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-300x157.jpeg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-768x401.jpeg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-1536x802.jpeg 1536w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-2048x1070.jpeg 2048w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-260x136.jpeg 260w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-50x26.jpeg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/articolo-1-costi.-1-144x75.jpeg 144w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 garantire stabilit\u00e0, ma il fine vero \u00e8 forzare il sistema &nbsp;per facilitare la vittoria della destra<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno mette in discussione che un Paese abbia bisogno di governi solidi e capaci di decidere. Ma quando la governabilit\u00e0 diventa il criterio dominante, mentre la rappresentanza passa in secondo piano, il rischio \u00e8 quello di alterare gli equilibri sui quali si fonda la nostra democrazia costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che il provvedimento abbia gi\u00e0 suscitato le critiche di numerosi costituzionalisti, che ne hanno evidenziato diversi possibili profili di contrasto con i principi della Carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo riguarda il ruolo del Presidente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;indicazione preventiva del Presidente del Consiglio, dichiarata nel programma dei partiti e non sulla scheda, non modifica formalmente l&#8217;articolo 92 della Costituzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma ne modifica profondamente la sostanza<\/strong>. La nomina del Capo del Governo rimarrebbe formalmente nelle mani del Capo dello Stato, ma diventerebbe sempre pi\u00f9 difficile esercitare quella funzione di garanzia che i Costituenti gli hanno affidato. La prerogativa costituzionale rischia di trasformarsi in una semplice ratifica di una scelta gi\u00e0 compiuta .<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 un passaggio che merita molta attenzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la forza della nostra Costituzione non risiede soltanto nelle norme scritte, ma negli equilibri che i Padri costituenti costruirono dopo l&#8217;esperienza del fascismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Essi diffidavano della concentrazione del potere e disegnarono un sistema di pesi e contrappesi nel quale nessun organo dello Stato potesse prevalere sugli altri. \u00c8 proprio questo equilibrio ad aver consentito all&#8217;Italia di attraversare crisi politiche, maggioranze fragili e momenti di forte tensione senza mettere in discussione la tenuta democratica delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il nuovo meccanismo di attribuzione della maggioranza lascia aperti interrogativi tutt&#8217;altro che marginali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il premio cambia veste, ma non natura<\/strong>. Continua a produrre una significativa alterazione del rapporto tra voti espressi e seggi assegnati, premio di maggioranza alle coalizioni che raggiungono il 42% dei votanti, consentendo a una forza politica di ottenere una maggioranza parlamentare molto pi\u00f9 ampia del consenso realmente raccolto nel Paese. Una soluzione che molti osservatori considerano un tentativo di riproporre, con strumenti diversi, questioni che la giurisprudenza costituzionale aveva gi\u00e0 affrontato in passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte delle preferenze, poi, si conferma il meccanismo delle liste bloccate che, assieme al listino nazionale e alle pluricandidature non solo impedisce agli elettori di esprimere una scelta ma perfino rende impossibile conoscere compiutamente i candidati che si vanno a eleggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un ulteriore meccanismo, all\u2019apparenza solo tecnico, si rischia di cancellare i voti a quei partiti che, dentro una coalizione, fossero i secondi a non raggiungere il 3% e cos\u00ec, senza i loro voti, una coalizione con meno consensi potrebbe vincere su quella pi\u00f9 votata.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi e altri elementi mettono la legge fortemente a rischio di una bocciatura da parte della Corte costituzionale, ma allora, la destra escogita un\u2019altra furbata: arrivare al voto prima che la Corte si esprima, portando il Paese alle urne con una sistema elettorale incostituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo assume un significato ancora pi\u00f9 rilevante se inserito nel contesto politico degli ultimi mesi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"801\" height=\"516\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7080\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449.png 801w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449-300x193.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449-768x495.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449-227x146.png 227w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449-50x32.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-17-145449-116x75.png 116w\" sizes=\"(max-width: 801px) 100vw, 801px\" \/><figcaption>i 4 pilastri della democrazia: legislativo, esecutivo, giudiziario, stampa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La legge elettorale non arriva da sola<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva dopo il progetto di premierato. Si accompagna alla, tentata e bocciata, riforma della separazione delle carriere. Si inserisce in una stagione nella quale il ruolo degli organi di garanzia viene sempre pi\u00f9 spesso rappresentato come un ostacolo anzich\u00e9 come una componente essenziale della democrazia costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il recente richiamo del Quirinale al ministro Carlo Nordio sul tema della grazia va letto in questo contesto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente della Repubblica ha semplicemente ricordato ci\u00f2 che la Costituzione stabilisce con chiarezza: alcune prerogative appartengono al Capo dello Stato e non possono essere ridimensionate n\u00e9 per via legislativa n\u00e9 attraverso prassi politiche che ne svuotino il significato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Presi singolarmente, questi episodi potrebbero apparire fisiologici. Considerati insieme, raccontano invece una tendenza precisa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di una democrazia nella quale gli organi di garanzia devono progressivamente arretrare per lasciare spazio a un esecutivo sempre pi\u00f9 forte e politicamente investito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una visione teoricamente legittima sul piano del confronto politico. Ma \u00e8 una visione che modifica profondamente il modello costituzionale immaginato dai Costituenti, fondato non sulla concentrazione del potere, bens\u00ec sul suo equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La governabilit\u00e0 \u00e8 un valore<\/strong>,&nbsp;<strong>ma non \u00e8 l&#8217;unico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La rappresentanza \u00e8 un valore. Il pluralismo \u00e8 un valore. L&#8217;autonomia degli organi di garanzia \u00e8 un valore. Il ruolo del Presidente della Repubblica \u00e8 un valore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando questi principi vengono progressivamente ridimensionati in nome dell&#8217;efficienza, il rischio non \u00e8 soltanto quello di avere una diversa legge elettorale.&nbsp;<strong>Il rischio \u00e8 di avere una diversa idea di Repubblica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione aperta non riguarda soltanto il modo in cui eleggeremo il prossimo Parlamento ma&nbsp;il tipo di democrazia che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia insegna che le democrazie non si indeboliscono soltanto quando si limita il diritto di voto. Si indeboliscono anche quando il voto conta sempre meno, quando gli organi di garanzia vengono progressivamente svuotati delle loro funzioni e quando l&#8217;equilibrio tra i poteri lascia il posto alla loro concentrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La stabilit\u00e0 \u00e8 &nbsp;preziosa<strong>.&nbsp;<\/strong>Ma non pu\u00f2 diventare il fine che giustifica ogni mezzo. Perch\u00e9 una democrazia non \u00e8 davvero pi\u00f9 forte quando il governo \u00e8 pi\u00f9 forte<strong>. \u00c8 pi\u00f9 forte quando nessun potere diventa cos\u00ec forte da non avere pi\u00f9 contrappesi<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Paolo Polli&nbsp;e&nbsp;Stefano Pizzin. Le democrazie raramente cambiano all&#8217;improvviso. Pi\u00f9 spesso si trasformano lentamente, attraverso una successione di riforme che, prese singolarmente, possono apparire ragionevoli.&nbsp; \u00c8 soltanto osservandole nel loro insieme che emerge il disegno complessivo. L&#8217;approvazione in prima lettura alla Camera del nuovo testo di legge elettorale merita di essere letta proprio in questa prospettiva. Le leggi elettorali non appartengono alla maggioranza che le approva, ma alla Repubblica. 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