{"id":7073,"date":"2026-07-15T16:13:03","date_gmt":"2026-07-15T14:13:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7073"},"modified":"2026-07-15T16:13:10","modified_gmt":"2026-07-15T14:13:10","slug":"le-giravolte-del-presidente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/07\/15\/le-giravolte-del-presidente\/","title":{"rendered":"Le giravolte del Presidente"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poteva andare peggio: \u00e8 il sentimento diffuso presso gli alleati europei dopo il Vertice NATO di Ankara. Le dichiarazioni di Donald Trump alla fine contraddicono coerentemente quelle all\u2019apertura. Prima gli alleati erano infingardi e inaffidabili, poi percepisce un sentimento di amore, sar\u00e0 per i 250 anni degli Stati Uniti o per il tempo che scorre prima che egli lasci la Casa Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La gestione del caso Iran risponde alla logica del dico e contraddico nell\u2019arco della giornata. Il cessate il fuoco, di cui al memorandum d\u2019intesa di giugno, \u00e8 carta straccia, complice l\u2019articolo 5 redatto in modo tale da prestarsi ad interpretazioni discordanti. E cio\u00e8: si riconosce all\u2019Iran, e all\u2019Oman, il diritto di proteggere la sicurezza della rotta marittima. Di qui l\u2019interpretazione estensiva di Teheran per cui la protezione, essendo un servizio, va remunerata. Non un pedaggio, ma il giusto compenso per una facilitazione marittima, come le pilotine nei nostri porti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La libert\u00e0 di navigazione \u00e8 a rischio, tuona il Presidente, spetta agli Stati Uniti, strutturalmente liberali e liberisti, garantirla contro chi la minaccia. La US Navy garantir\u00e0 il passaggio sicuro ai mercantili che solcano Hormuz. Solo che anche questo \u00e8 un servizio, la protezione costa, va compensata con il 20% del valore trasportato. Ma allora la libert\u00e0 di navigazione non \u00e8 pi\u00f9 libera? Ed infatti il Ministro degli Esteri d\u2019Iran coglie l\u2019argomento per dare ragione al Presidente americano. Una esazione va prelevata a carico degli armatori: non una tangente, il pagamento di un servizio. Che a garantirlo sia la neonata Autorit\u00e0 marittima iraniana o la US Navy poco cambia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I consiglieri del Presidente, sempre in ritardo rispetto alle sue esternazioni, cominciano il lavorio di messa a punto, fino a contraddire il contraddetto. Sembra un gioco di parole, \u00e8 il groviglio in cui si \u00e8 ficcata la diplomazia americana d\u2019improvviso povera dei diplomatici professionali, quelli adusi a centellinare le parole. Qualcuno addebita al Vicepresidente Vance l\u2019accettazione del controverso articolo 5: nell\u2019ansia del risultato, non si sarebbe accorto della trappola linguistica in cui si infilava.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si rinuncia al pedaggio del 20%, si opta per una rete di accordi con i paesi costieri &#8211; i pi\u00f9 ricchi al mondo, rammenta il Presidente \u2013 perch\u00e9 contribuiscano alle spese per la libert\u00e0 della rotta, con investimenti massicci negli Stati Uniti. Un impegno del genere era stato sottoscritto nel corso della prima missione presidenziale nel Golfo, e gi\u00e0 allora fioccavano i fantastiliardi da Riad &amp; Co verso Washington. Non si capisce se la nuova rete di accordi comporti la conferma del gi\u00e0 promesso o una promessa ulteriore. Si capisce in filigrana che le monarchie del Golfo, in cerca di rinnovata stabilit\u00e0, dubitano della stabilit\u00e0 della politica americana, sono disposte a sforzi considerevoli per ritrovare il filo di una vicenda apparentemente fuori controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019Iran non sta a guardare. Sopito il fronte libanese con l\u2019accordo romano fra Israele e Libano e l\u2019impegno delle IDF di lasciare alcune postazioni, si riapre il fronte yemenita. Dopo il cessate il fuoco del 2025 fra Yemen (Sana\u2019a) e Arabia Saudita, il clima si scalda di nuovo. I sauditi, pare con l\u2019aiuto del Governo riconosciuto di Aden, bombardano l\u2019aeroporto di Sana\u2019a mentre rientra la delegazione degli Houthi proveniente da Teheran per i funerali dell\u2019Ayatollah Khamenei.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Trump avrebbe autorizzato il Principe Mohammed bin Salman a dare una lezione ai ribelli yemeniti. Con il rischio, anche qui non si sa quanto calcolato, che la loro reazione porti a minacciare di nuovo il transito nel Mar Rosso verso il Canale di Suez. Con le due rotte di Hormuz e Suez sotto scacco iraniano, diretto o indiretto, la partita della libert\u00e0 di navigazione conoscerebbe un nuovo inquietante capitolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non \u00e8 pi\u00f9 il momento per l\u2019Europa di stare a guardare, specie da parte dei paesi che hanno alimento da Suez per i loro traffici. \u00c8 il caso dell\u2019Italia e non solo. L\u2019attendismo finora \u00e8 apparso un segno di saggezza (la tattica del wait and see), per quanto stigmatizzato dall\u2019amico americano. Se il gioco si fa duro, \u00e8 il caso che ci attrezziamo a dovere. La nostra priorit\u00e0 \u00e8 il libero traffico attraverso Suez e l\u2019approvvigionamento dei porti mediterranei.<\/p>\n\n\n\n<p>A Gibilterra cade la barriera fra Regno Unito e Spagna: almeno questa \u00e8 una buona notizia in un bollettino fosco per i mari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poteva andare peggio: \u00e8 il sentimento diffuso presso gli alleati europei dopo il Vertice NATO di Ankara. Le dichiarazioni di Donald Trump alla fine contraddicono coerentemente quelle all\u2019apertura. 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