{"id":7027,"date":"2026-06-25T16:15:36","date_gmt":"2026-06-25T14:15:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7027"},"modified":"2026-06-25T16:15:37","modified_gmt":"2026-06-25T14:15:37","slug":"mattarella-celebra-gli-80-anni-della-costituente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/06\/25\/mattarella-celebra-gli-80-anni-della-costituente\/","title":{"rendered":"Mattarella celebra gli 80 anni della Costituente"},"content":{"rendered":"\n<p>Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l\u2019iniziativa di rendere onore \u2013 alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale &#8211; alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente \u2013 in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori &#8211; seppero dare forma alla libert\u00e0 e alla democrazia degli italiani, all\u2019indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l\u2019indipendenza.<br>Il percorso, il progresso che l\u2019Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni \u00e8 motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia.<br>Non fu agevole la strada che port\u00f2 al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946.<br>Fu un prezzo alto quello che consent\u00ec agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra.<br>Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Sal\u00f2, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell\u2019Italia e alla costruzione di una nuova societ\u00e0 che non vedesse l\u2019oppressione dell\u2019uomo sull\u2019uomo.<br>Fu tutto questo che consent\u00ec alla Costituente di essere assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori ad opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell\u2019Asse, dove questo movimento non si manifest\u00f2.<br>Una classe dirigente non compromessa col regime fascista \u2013 regime che aveva messo a rischio la stessa unit\u00e0 d\u2019Italia &#8211; fu in grado di assumere le responsabilit\u00e0 della transizione, in attesa del voto.<br>Nonostante l\u2019inettitudine manifestata dalla monarchia, l\u2019Italia non era \u201cterra di nessuno\u201d.<br>Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini.<br>E il Governo Militare Alleato si trov\u00f2 a dover interloquire con loro.<br>La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall\u2019acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III.<br>Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato.<br>Contestualmente alla apertura delle urne in Italia si scatenava una sanguinosa guerra civile in Grecia; la pressione sovietica nei Paesi dell\u2019Est europeo ne cancellava le attese di libert\u00e0.<br>Gli equilibri fra potenze tracciati nella prima met\u00e0 del Novecento, con i loro riti, volgevano al termine.<br>Si affermavano spinte verso nuovi assetti internazionali pi\u00f9 efficaci, insieme alla competizione tra sistemi politici ed economici diversi e l\u2019avvio di un imponente processo di decolonizzazione.<br>Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi &#8211; presidente del Comitato di Liberazione nazionale &#8211; a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta \u201cCostituzione provvisoria\u201d, che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuit\u00e0, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale.<br>Un passaggio che rappresent\u00f2 l\u2019atto di nascita del nuovo ordinamento italiano.<br>Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto \u201cper deliberare la nuova Costituzione dello Stato\u201d.<br>Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica.<br>Nelle giornate del 2 e 3 giugno 1946 con il voto si sarebbe consumata la fine della breve monarchia dei Savoia Re d\u2019Italia e realizzato il sogno risorgimentale di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi: una assemblea per il patto costituzionale tra gli italiani; un nuovo Stato per l\u2019Italia unita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe stato Alcide De Gasperi, ultimo Presidente del Consiglio del Regno e alla guida del primo governo della Repubblica a riassumere, nella sua qualit\u00e0 di Capo provvisorio dello Stato, nel radiomessaggio rivolto agli italiani il 14 giugno del 1946, la sfida che si presentava, dicendo: \u201cUn immenso lavoro ricostruttivo abbiamo davanti a noi. La salita \u00e8 faticosa. Diamoci la mano, uomini di buona volont\u00e0: comunque sia stato il vostro e il nostro voto, perch\u00e9, altrimenti, senza questo sforzo comune, non riusciremo. Ma riusciremo: ho fede che il popolo italiano ha gi\u00e0 nel cuore questo fermo proposito e che gi\u00e0 sente le immediate esigenze sociali ed economiche. Bisogna mantenere l\u2019ordine, bisogna lavorare, bisogna produrre.\u201d E ancora: \u201cUniamoci, Italiani, nel pensiero della Patria e dimostriamo la saldezza della nostra unit\u00e0 &#8211; lavoratori, forze armate, organi dello Stato, ceti tutti\u2026\u201d<br>Concordia e unit\u00e0, questo il programma della nuova Italia repubblicana, riassunto dal Presidente della ricostruzione, con un atto di fede nella virt\u00f9 della democrazia.<br>Il secondo atto di fede democratica fu l\u2019Assemblea Costituente.<br>La sua formazione era stata preceduta dalla istituzione della Consulta azionale che accompagn\u00f2 le diverse tappe di ripristino della democrazia, sino alla elezione della Costituente.<br>Due espressioni di Italia si incontrarono in questa esperienza: quella del Governo del Regno del Sud e quella della Resistenza, dei Comitati di Liberazione Nazionale.<br>Organo consultivo, provvisoriamente rappresentativo del popolo italiano in un Paese nuovamente unito, la Consulta nazionale si adun\u00f2 in questa stessa aula della Camera dei Deputati dandole nuova vita.<br>A comporla furono chiamati ex parlamentari antifascisti dichiarati decaduti dal regime; senatori nominati prima della dittatura (fra essi Enrico De Nicola, che la Costituente avrebbe poi voluto Capo provvisorio dello Stato), esponenti dei sei Partiti del Comitato di Liberazione Nazionale; i membri dei primi Governi formati dal Comitato di Liberazione Nazionale; rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle categorie imprenditoriali; reduci di guerra; esponenti della cultura e delle professioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riprendeva a votare: primo atto fu l\u2019elezione a Presidente di Carlo Sforza, gi\u00e0 Ministro degli esteri nel governo Giolitti, Ambasciatore a Parigi dimissionario all\u2019avvento del fascismo, poi esule negli Stati Uniti.<br>Si rimette in moto la vita democratica.<br>Per la prima volta nella storia della nazione le donne partecipano appieno alla vita politica. Tredici le Consultrici e toccher\u00e0 ad Angela Guidi Cingolani essere la prima a prendere la parola a Montecitorio, pochi giorni dopo l\u2019insediamento, il 1\u00b0 ottobre 1945, con un elevato discorso di pace.<br>Una anticipazione &#8211; ancora non elettiva &#8211; di quello che, dopo la Costituente, sarebbe stato il Parlamento della Repubblica.<br>\u200bNel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l\u2019Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un\u2019Europa pacificata e solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla Consulta tocc\u00f2 un compito non di secondo piano, quello di contribuire ad affrontare il nodo dei limiti dei poteri dell\u2019Assemblea Costituente.<br>L\u2019aspetto principale, vale a dire l\u2019affidamento al popolo della scelta tra Repubblica e Monarchia, era stato risolto, superando le preoccupazioni di una parte degli schieramenti politici che immaginavano un vantaggio per la parte monarchica.<br>De Gasperi ebbe a spiegare cos\u00ec, in una lettera a Luigi Sturzo, questo orientamento: \u201dsolo un referendum pu\u00f2 dare il senso democratico e pacificatore di una suprema decisione popolare e di un consenso esplicito della maggioranza della popolazione\u201d.<br>Vennero, contemporaneamente, definiti altri compiti: oltre, naturalmente, alla materia costituzionale, alla Costituente veniva demandata la approvazione delle leggi elettorali e la ratifica dei trattati internazionali, quest\u2019ultima rilevantissima in vista del Trattato di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora, la Consulta ebbe ad esaminare la legge per la elezione dei membri della Assemblea Costituente, con un\u2019avvertenza all\u2019art. 1: \u201cL&#8217;esercizio del voto \u00e8 un obbligo al quale nessun cittadino pu\u00f2 sottrarsi senza venir meno ad un suo preciso dovere verso il Paese in un momento decisivo della vita nazionale\u201d.<br>Con la Resistenza e i Comitati di liberazione nazionale, la partecipazione popolare era divenuta protagonista e, con essa, la stagione dei partiti di massa.<br>Dalla Consulta alla Costituente si celebra la consegna del testimone tra la vecchia classe dirigente pre-fascista ai nuovi protagonisti.<br>Giuseppe Saragat &#8211; futuro quinto Presidente della Repubblica &#8211; eletto Presidente della Assemblea, si riferisce alla propria generazione, quella intermedia, ai giovani che, nel 1922, \u201channo raccolto con le loro deboli forze, ma con una fede stimolata dall&#8217;esempio dei loro padri, la fiaccola della libert\u00e0 e della giustizia. &#8216;Molti giovani ne sono stati arsi ed \u00e8 per questo che pochi sono i superstiti: tutti ne sono stati illuminati\u201d.<br>E rivolgendosi ai Costituenti aggiunge: \u201ca voi tocca dare un volto alla Repubblica, un&#8217;anima alla democrazia, una voce eloquente alla libert\u00e0\u201d.<br>I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell\u2019Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l\u2019invocato volto all\u2019Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilit\u00e0 alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell\u2019Italia e promosso il progresso del Paese.<br>Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale.<br>Crudelmente, a pagare il prezzo delle avventure di guerra furono gli abitanti di confine delle Province di Bolzano, Gorizia, Trieste e Venezia Giulia, Fiume, Pola, Zara. Rimasero vuoti i 18 seggi loro assegnati.<br>Al centro di difficili controversie internazionali, quelle terre rimasero escluse dal poter partecipare alla nascita della Repubblica.<br>Protagonista della Costituente fu il divenire della forma di democrazia del Novecento, fondata sui partiti e sulla visione del mondo di cui ciascuno di essi si presentava come interprete.<br>E\u2019, sotto questo profilo, ancora pi\u00f9 apprezzabile il lavoro di sintesi compiuto nella redazione della Costituzione, il cui punto di partenza risiedeva proprio nel significato \u201ccostituente\u201d dell\u2019opera.<br>La soluzione di continuit\u00e0 tra caratteri della democrazia pre-fascista e caratteri della democrazia repubblicana avrebbe trovato espressione evidente nel dibattito che oppose tra loro Vittorio Emanuele Orlando e Costantino Mortati nella seduta del 23 aprile 1947 dell\u2019Assembla Costituente.<br>L\u2019anziano statista &#8211; rimasto fuori dalla Commissione dei 75 incaricata della redazione del testo costituzionale &#8211; sostenne la tesi della arbitrariet\u00e0 della collocazione nella Carta delle disposizioni relative ai \u201crapporti etico-sociali\u201d, famiglia, scuola, salute, arte, scienza, ritenendole di scarso valore normativo e comunque temi estranei alla materia costituzionale. Si manifestavano due sensibilit\u00e0. Mortati osserv\u00f2 che \u201cnon esistono materie assolutamente legislative e materie assolutamente costituzionali,\u201d.<br>L\u2019esperienza di ottant\u2019anni ha mostrato la rilevanza di quella scelta: si affermavano i diritti sociali.<br>La crisi di civilt\u00e0 indotta dalle nefaste dittature novecentesche sollecitava una chiara presa di posizione: l\u2019opzione per una Costituzione \u201cpersonalista\u201d, con il primato della persona rispetto allo Stato.<br>Sarebbe stata una delle caratteristiche proprie alla Costituzione italiana quella di voler essere anche una carta di valori, di avviare un processo per la loro attuazione, con le norme definite programmatiche.<br>Giovanni Spadolini avrebbe individuato, in questo, la fusione tra gli ideali di indipendenza e unit\u00e0 del Risorgimento con gli ideali \u2018nuovi\u2019 della Resistenza e della lotta contro la tirannide.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell\u2019Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla pi\u00f9, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri.<br>Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si \u00e8, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica \u00e8 di tutti.<br>La fecondit\u00e0 della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: n\u00e9 rivoluzione in corso tradita n\u00e9 rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bens\u00ec sapiente indirizzo dell\u2019equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunit\u00e0.<br>Il metodo consensuale che ha caratterizzato, sin dalla Costituzione, la vita della Repubblica nelle occasioni pi\u00f9 rilevanti \u00e8 apparso prezioso.<br>All\u2019epoca, la frattura avvenuta in occasione del referendum istituzionale era ancora viva nella societ\u00e0 italiana.<br>Preoccupazione dei partiti fu, dunque, sollecitare il massimo di consenso nei confronti del testo che sarebbe stato posto definitivamente in votazione il 22 dicembre 1947, registrando 453 voti a favore e 62 contrari.<br>Vale quello che ebbe modo di osservare Piero Calamandrei: \u201cLa Costituzione conserva intatto, per chi resta fedele alla Resistenza, il suo valore di messaggio. Dai suoi articoli parlano a noi le voci familiari, auguste e venerande, del nostro Risorgimento. La Repubblica dell\u2019art. 1 \u2013 proseguiva &#8211; la Repubblica pacifica dell\u2019art. 11 che \u2018ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli\u2019, \u00e8 Giuseppe Mazzini; lo \u2018spirito democratico\u2019 che, secondo l\u2019art. 52, deve presiedere alla ricostruzione dell\u2019esercito, \u00e8 Giuseppe Garibaldi. Nell\u2019art. 8, che proclama tutte le confessioni religiose \u2018ugualmente libere dinanzi alla legge\u2019, par di riconoscere la voce di Camillo Cavour; dall\u2019art. 27, che abolisce la pena di morte, parla Cesare Beccaria; dall\u2019art. 115, che riconosce l\u2019autonomia regionale, riecheggia, dopo un secolo, il monito di Carlo Cattaneo: \u2018bisogna che le regioni si sveglino alla vita pubblica\u2026\u2019\u201d.<br>Voltata pagina con il referendum, mentre l\u2019Assemblea si apprestava a definire i caratteri della democrazia italiana, sul destino della penisola incombeva una sfida decisiva.<br>La conferenza di pace di Parigi aveva ultimato il testo del Trattato e l\u2019Italia si trovava ad affrontare il lascito avvelenato della guerra.<br>Nonostante la riconosciuta condizione di co-belligeranza a fianco degli Alleati contro la Germania &#8211; intervenuta nell\u2019ottobre del 1943 &#8211; alla Repubblica Italiana fu concesso di esporre le sue ragioni ma non di prendere parte alle decisioni.<br>L\u2019aveva gi\u00e0 espresso, alla Consulta, il Presidente del Consiglio di quei mesi, Ferruccio Parri: \u201cPesa gravemente &#8211; ebbe a dire &#8211; sul nostro senso di dignit\u00e0 nazionale la parte che ci \u00e8 riservata, di nazione vinta, ammessa a difendere la sua ragione, non a negoziare\u201d.<br>Le clausole apparvero assai dure e se \u00e8 vero che quelle relative alle riparazioni di guerra videro Regno Unito, Stati Uniti e Francia rinunciare, il tema delle modifiche di confine invocate era di grande sofferenza, a fronte dei sacrifici affrontati dalla giovent\u00f9 italiana nella Prima guerra mondiale.<br>Il risarcimento danni di guerra riguard\u00f2 l\u2019Unione Sovietica, la Jugoslavia, l\u2019Etiopia, la Grecia, l\u2019Albania.<br>Per mettere la parola fine occorreva un gesto di coraggio e lungimiranza e fu quello che ebbe a compiere il Governo De Gasperi, assumendo la responsabilit\u00e0 di sottoscrivere il Trattato, per sottoporlo poi alla approvazione della Costituente.<br>Carlo Sforza, ministro degli esteri, lesse alla radio il comunicato del governo: l\u2019Italia era pronta a sostenere \u201cgli atti pi\u00f9 dolorosi per affrontare l\u2019avvento di una nuova vera pace costruttiva nel mondo\u201d. L\u2019Italia pagava duramente la scelta della guerra accanto al nazismo: \u201cammonizione \u2013 disse Sforza &#8211; per non ripetere gli stessi errori, dando credito alle illusioni imperiali e di potenza che avevano spinto il Paese alla guerra di aggressione\u201d. Il 24 luglio, nel presentare in assemblea la ratifica, concludeva: \u201cFra qualche decennio parr\u00e0 miracoloso ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 compiuto per rifare l\u2019Italia dopo lo sfacelo del 1943\u201d.<br>Il dibattito che precedette la ratifica \u2013 nel Paese e nella stessa Assemblea &#8211; fu, naturalmente, molto intenso.<br>A prevalere furono la consapevolezza delle drammatiche condizioni materiali in cui si trovava la popolazione italiana, largamente dipendente per la sopravvivenza dagli aiuti statunitensi.<br>Cos\u00ec come la coscienza che, per riprendersi, occorreva in primo luogo sopravvivere e che, infine, le scelte di politica estera dovevano anzitutto mirare a salvaguardare l\u2019indipendenza politica della neonata Repubblica.<br>Senza Trattato di pace &#8211; conseguenza della sconfitta &#8211; l\u2019Italia si sarebbe trovata di fronte alla insostenibile condizione della prosecuzione del regime di armistizio.<br>A scrutinio segreto, con 262 voti a favore, 80 astenuti (da sinistra) e 68 contrari (da destra), l\u2019Assemblea Costituente ratificava il trattato.<br>Si chiudeva una fase della storia.<br>Toccava a una classe dirigente perseguitata dalla dittatura, e che non era stata certamente all\u2019origine della guerra, gestirne l\u2019ingrata eredit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo una nuova condizione internazionale si manifestava.<br>La Repubblica si apprestava a giocare un ruolo significativo nella costruzione della unit\u00e0 del continente europeo e nell\u2019architettura di sicurezza delle democrazie.<br>Seppe, con le scelte di politica estera, superare l\u2019emarginazione dalla comunit\u00e0 internazionale in cui l\u2019Italia si era collocata con le scelte di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019Assemblea Costituente, cento anni dopo lo Statuto Albertino concesso dal monarca al Regno di Sardegna, il popolo italiano si dava una Costituzione repubblicana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel concludere i lavori, il Presidente della Assemblea, Umberto Terracini, lanci\u00f2 un messaggio di pacificazione agli italiani, ricordando che la Costituente aveva sollecitato al Presidente della Repubblica un gesto di clemenza.<br>Queste le sue parole: \u201cAl suo primo sorgere, la Repubblica volle stendere le sue mani indulgenti e volgere il suo sguardo benigno e sereno verso tanti, che pure non avevano esitato a straziare la Patria italiana, ad allearsi con i suoi nemici, a colpirne i figli pi\u00f9 eroici. Il rinnovato gesto di amist\u00e0, del quale vi siete fatti promotori, vuole oggi esprimere lo spirito che ha informato i nostri lavori, in ognuno di noi, su qualunque banco si sedesse, a qualunque ideologia ci si richiami. L\u2019Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un solenne patto di amicizia e fraternit\u00e0 di tutto il popolo italiano, cui essa lo affida perch\u00e9 se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Aprendo i lavori della Costituente il Presidente Saragat aveva esortato: \u201cfate che il volto della Repubblica sia un volto umano\u201d.<br>Il volto e l\u2019anima che abbiamo avuto consegnato &#8211; e che i cittadini sentono propri &#8211; \u00e8 quello della Costituzione.<br>Frutto di una assemblea di donne e uomini liberi.<br>Viva la Repubblica, viva la Costituzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l\u2019iniziativa di rendere onore \u2013 alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale &#8211; alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente \u2013 in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori &#8211; seppero dare forma alla libert\u00e0 e alla democrazia degli italiani, all\u2019indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l\u2019indipendenza.Il percorso, il progresso che l\u2019Italia repubblicana ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7028,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7027"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7027"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7029,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7027\/revisions\/7029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7028"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}