{"id":6992,"date":"2026-06-11T14:00:08","date_gmt":"2026-06-11T12:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6992"},"modified":"2026-06-11T09:25:45","modified_gmt":"2026-06-11T07:25:45","slug":"il-pallone-a-stelle-e-strisce","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/06\/11\/il-pallone-a-stelle-e-strisce\/","title":{"rendered":"Il pallone a stelle e strisce"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Stefano Pizzin.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I Mondiali di calcio del 2026 tra geopolitica, figuracce annunciate e il Presidente strambo in campo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pronti al calcio d&#8217;inizio: l&#8217;11 giugno 2026, alla SoFi Stadium di Inglewood, ribattezzata per l&#8217;occasione \u00abLos Angeles Stadium\u00bb, cominceranno i Mondiali di calcio probabilmente pi\u00f9 caotici della storia. Stati Uniti, Canada e Messico co-ospitano il torneo pi\u00f9 seguito della terra: 104 partite, 48 nazionali, sedici sedi sparse sul continente americano. Chi ha resistito alle interminabili code digitali per acquistare un biglietto, o i nababbi che hanno potuto permettersi i prezzi del mercato secondario della FIFA, dove un posto al sole per la finale al MetLife Stadium \u00e8 stato quotato fino a quasi due milioni di dollari (non \u00e8 un errore di battitura), avr\u00e0 finanziato la macchina pi\u00f9 redditizia dello sport mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il calcio, almeno quello dei Mondiali, non \u00e8 mai soltanto calcio. Non lo \u00e8 stato dal 1934, quando Mussolini us\u00f2 il torneo italiano come piattaforma di propaganda fascista; non lo \u00e8 stato nel 1954 quando una miracolosa, e per alcuni miracolata, nazionale tedesca vinse la coppa, riprendendosi dalle ferite della guerra, non lo \u00e8 stato nel 1978, quando la giunta militare argentina organizz\u00f2 la Coppa del Mondo mentre nelle carceri segrete si torturava, non lo \u00e8 stato nel 2018 in Russia n\u00e9 nel 2022 in Qatar, dove decine di migliaia di lavoratori migranti morirono sui cantieri degli stadi nel disinteresse generale. Ogni edizione dei Mondiali \u00e8, in qualche misura, una storia di potere che si maschera da festa. Quella del 2026 non fa eccezione, anzi, aggiunge qualche capitolo inedito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La FIFA e Trump: un&#8217;amicizia utile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che i Mondiali si svolgessero negli Stati Uniti era tutt&#8217;altro che scontato. Nel 2018, la FIFA aveva assegnato l&#8217;edizione 2026 al consorzio North American bid, battendo il Marocco in una votazione che segn\u00f2 un&#8217;inequivocabile inversione di tendenza dopo anni di tornei assegnati a Paesi autoritari. Il presidente della FIFA Gianni Infantino, svizzero di nascita, cosmopolita di professione e opportunista di vocazione, ha coltivato fin dall&#8217;inizio un rapporto di stretta prossimit\u00e0 con Donald Trump, che nel frattempo \u00e8 tornato alla Casa Bianca. Trump ha istituito una task force presidenziale ad hoc per i Mondiali, ha ricevuto Infantino a Washington e ha fatto del torneo uno strumento di proiezione dell&#8217;America First anche nel campo del soft power. La FIFA, in cambio, ha potuto contare sulla promessa di un mercato di consumatori vasto, ricco e disposto, si sperava, a pagare prezzi altrove inimmaginabili. In pi\u00f9, per aggiungere un tocco di grottesco: la FIFA si \u00e8 inventata il premio per la pace da dare a Trump come risarcimento per il mancato Nobel. S\u00ec, lo stesso presidente che bombarda l&#8217;Iran, sequestra il presidente del Venezuela, che vuole annettersi la Groenlandia e invadere Cuba.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, l&#8217;entusiasmo di Trump per i Mondiali non ha impedito alla sua amministrazione di mettere in atto una delle politiche migratorie pi\u00f9 restrittive della storia recente degli Stati Uniti. Con il risultato che il paese ospitante ha rivolto al resto del mondo, nello stesso momento, due messaggi contraddittori: \u00abBenvenuti ai Mondiali\u00bb e \u00abAttenzione ai controlli alle frontiere\u00bb. Insomma, rischi di pagare fior di quattrini per goderti il miglior calcio del momento per poi farti fermare alla frontiera e finire in qualche carcere in El Salvador.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un evento troppo grande per un Paese solo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, negli ultimi anni, i Mondiali vengano assegnati a consorzi di pi\u00f9 Paesi? Il problema sta nel gigantismo insostenibile dell&#8217;evento. Nel 2022, il Qatar aveva potuto reggere logisticamente grazie alle sue dimensioni ridotte e a un budget pressoch\u00e9 illimitato. La FIFA, sotto la presidenza Infantino, ha espanso il torneo da 32 a 48 squadre: 104 partite da organizzare, stadi da costruire o ristrutturare, infrastrutture di trasporto da adeguare. Nessun paese di dimensioni normali pu\u00f2 permetterselo da solo senza compromettere il proprio bilancio. L&#8217;edizione 2030 \u00e8 stata assegnata a un&#8217;altra coalizione: Marocco, Spagna, Portogallo e con tre partite simboliche in Sudamerica per celebrare il centenario del torneo. Quella del 2034 andr\u00e0 in Arabia Saudita, Paese senza problemi di portafoglio e dove i diritti umani sono, diciamo, in lavorazione. La FIFA, dunque, ha trovato la formula perfetta: quando un singolo Paese non basta, si mettono insieme pi\u00f9 Paesi; quando nessun Paese democratico accetta le condizioni, si va dagli autocrati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il triangolo impossibile: USA, Messico, Canada<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per co-ospitare un evento come un Mondiale ci vuole una certo tasso di collaborazione e \u00abamicizia tra i diversi Paesi\u00bb. Le relazioni tra USA e Canada e, soprattutto, tra USA e Messico hanno avuto alti e bassi ma con l&#8217;arrivo di Trump hanno toccato il minimo storico: dazi punitivi, minacce di annessione del Canada, retoriche nazionaliste aggressive e un premier canadese che vince le elezioni perch\u00e9 percepito come il pi\u00f9 anti-Trump tra tutti i candidati. Cos\u00ec il Canada, mentre il Messico ha dovuto fare i conti con una amministrazione statunitense che lo ha definito un \u00abnarco-stato\u00bb, e la presidente Claudia Sheinbaum ha dovuto trovare tutti i modi, anche i pi\u00f9 spicci, per non apparire subalterna a Trump; inoltre, la sede messicana del torneo \u00e8 diventata un rifugio per le squadre che non possono o non vogliono entrare negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caso Iran<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda dell&#8217;Iran richiede qualche riga in pi\u00f9. La nazionale iraniana si \u00e8 qualificata per i Mondiali \u2014 la sua quarta partecipazione consecutiva \u2014 con le partite del girone previste negli USA (a Los Angeles e Seattle). Ma nel febbraio 2026 la situazione geopolitica nel Medio Oriente \u00e8 precipitata: gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi contro l&#8217;Iran, uccidendo la Guida Suprema. L&#8217;Iran ha risposto militarmente e in questi giorni continuano a spararsi. In questo contesto, Trump ha scritto sui suoi canali social che l&#8217;Iran \u00e8 \u00abbenvenuto\u00bb ai Mondiali, \u00abma non credo sia appropriato che siano l\u00ec, per la loro stessa vita e sicurezza\u00bb: vieni pure, ma sarebbe meglio di no.<\/p>\n\n\n\n<p>La Federazione calcistica iraniana &#8211; il calcio in Iran \u00e8 uno sport amatissimo &#8211; ha risposto con una controquerela alla FIFA chiedendo che fossero gli Stati Uniti a essere esclusi dal torneo. I giocatori iraniani sono cos\u00ec arrivati in Messico, a Tijuana, e si muoveranno negli USA solo per disputare le partite, con visti concessi con dieci giorni di anticipo rispetto alla prima gara. Diversi membri dello staff tecnico non hanno ottenuto i documenti. La FIFA, interpellata, ha dichiarato di non avere competenza sui processi migratori del paese ospitante. Il segretario generale Mattias Grafstr\u00f6m ha avuto una \u00abconversazione positiva\u00bb con il presidente della federazione iraniana: nel lessico diplomatico della FIFA, \u00abconversazione positiva\u00bb significa che i problemi rimangono ma che non se ne parla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;ICE al Mondiale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma il tema dell&#8217;immigrazione non riguarda solo l&#8217;Iran. Da mesi, le organizzazioni per i diritti civili e le federazioni del giornalismo sportivo avvertivano che tenere i Mondiali negli Stati Uniti del secondo mandato Trump, cio\u00e8 negli USA che hanno condotto le deportazioni di massa, che hanno espanso il travel ban, che hanno militarizzato il controllo delle frontiere, avrebbe creato problemi enormi per gli spettatori. Amnesty International ha pubblicato un rapporto a fine marzo 2026 denunciando una \u00abemergenza dei diritti umani\u00bb nel paese ospitante. Human Rights Watch ha documentato che quasi tutte le citt\u00e0-sede avevano prodotto piani per la tutela dei diritti umani del tutto inadeguati e di norma le citt\u00e0 sono amministrate dai democratici e assai pi\u00f9 accoglienti del governo federale.<\/p>\n\n\n\n<p>I fatti hanno confermato i timori. Il fotografo ufficiale della nazionale irachena, Talal Salah, \u00e8 stato fermato alla frontiera e trattenuto per oltre dieci ore prima di essere rimandato indietro. Il Senegal \u00e8 invece atterrato a New York e i giocatori sono stati sottoposti a una perquisizione degna dei narcotrafficanti: scarpe tolte, borse aperte, cani antidroga. La nazionale dell&#8217;Uzbekistan \u2014 alla sua prima storica partecipazione mondiale, guidata dalla leggenda del calcio italiano Fabio Cannavaro \u2014 \u00e8 stata accolta all&#8217;arrivo per un&#8217;amichevole di preparazione da metal detector e cani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il miglior arbitro africano rispedito a casa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il caso pi\u00f9 simbolicamente pesante \u00e8 quello di Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo selezionato dalla FIFA come uno dei 52 direttori di gara del torneo: il primo somalo nella storia a raggiungere questo traguardo, Artan, considerato il miglior arbitro africano, aveva gi\u00e0 arbitrato la finale della CAF Champions League e la Coppa d&#8217;Africa. Aveva il visto, \u00e8 atterrato a Miami il 7 giugno, dove \u00e8 stato fermato, sottoposto a \u00abulteriore ispezione\u00bb, e rimandato indietro: \u00abinadmissible due to vetting concerns\u00bb. La Somalia \u00e8 nella lista dei paesi soggetti al travel ban di Trump \u2014 lo stesso ban rispetto al quale Trump aveva pi\u00f9 volte dichiarato che la carve-out per gli atleti dei Mondiali avrebbe garantito loro l&#8217;accesso. Artan non era un atleta ma un arbitro: la distinzione, a quanto pare, \u00e8 stata considerata rilevante. Il Consiglio sulle relazioni islamo-americane (CAIR) ha protestato. La FIFA ha espresso rammarico. Nessuno ha risolto nulla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Seattle, il Pride e il doppio standard della FIFA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 26 giugno, al Lumen Field di Seattle, Egitto e Iran (sempre loro) si affrontano nel Girone G. Prima che il calendario fosse reso noto, il comitato organizzativo locale di Seattle aveva gi\u00e0 designato quella data come \u00abPride Match\u00bb, una partita celebrativa della comunit\u00e0 LGBTQ+, in coincidenza con il Pride Weekend della citt\u00e0. Il sorteggio ha poi assegnato proprio quella data e quello stadio alla sfida tra due Paesi in cui i rapporti omosessuali sono illegali (in Iran possono essere puniti con la morte). Entrambe le federazioni hanno protestato formalmente presso la FIFA, chiedendo la cancellazione delle iniziative Pride. Il comitato di Seattle ha risposto che andr\u00e0 avanti come previsto, perch\u00e9 la cultura LGBTQ+ \u00e8 \u00abparte integrante\u00bb dell&#8217;identit\u00e0 della citt\u00e0. Come andr\u00e0 a finire? Boh. Comunque un pezzo dei sostenitori di Trump sull&#8217;omosessualit\u00e0 la pensano quasi come gli iraniani.<\/p>\n\n\n\n<p>La FIFA si trova in una posizione magnificamente imbarazzante. Nel 2022, in Qatar \u2014 dove l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 anch&#8217;essa reato (ma \u00absolo\u00bb con una pena da uno a sette anni di reclusione) \u2014 la stessa FIFA aveva vietato ai capitani delle nazionali europee di indossare la fascia \u00abOneLove\u00bb contro le discriminazioni, minacciando sanzioni. Aveva, insomma, tutelato i \u00abvalori culturali\u00bb del Paese ospitante contro quelli dei Paesi ospiti. Adesso il paese ospitante ha valori diversi, e la FIFA deve scegliere se tutelare i valori culturali di Seattle o quelli del Cairo e di Bagdad. Finora, il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I problemi che verranno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il torneo sta per cominciare mentre scrivo queste righe e i problemi gi\u00e0 enumerati sono soltanto quelli emersi in fase di preparazione. Ce ne saranno altri. Cinquantatr\u00e9 paesi sono soggetti a restrizioni di viaggio variabili verso gli Stati Uniti: alcuni hanno squadre qualificate, altri hanno tifosi che vorranno seguirle. Haiti \u00e8 qualificata ed \u00e8 nella lista dei Paesi con divieto totale di ingresso negli USA. Le 48 squadre provengono da tutto il mondo; i loro tifosi anche. Non tutti avranno la stessa facilit\u00e0 ad attraversare la frontiera.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione mediatica del torneo \u00e8, d&#8217;altra parte, senza precedenti. Con 104 partite e 16 sedi, il numero di eventi da coprire ha moltiplicato esponenzialmente la presenza di accreditati da tutto il mondo, giornalisti, fotografi, operatori, produttori. Per alcuni di loro, le stesse restrizioni che colpiscono i tifosi si applicano in egual misura. La FIFA ha venduto i diritti televisivi a oltre cento Paesi: il mondo guarder\u00e0 e la domanda \u00e8 se quello che vedr\u00e0 sar\u00e0 anche una pubblicit\u00e0 efficace per gli USA, oppure il contrario. Immaginatevi l&#8217;ICE &#8211; quelli delle \u00abesecuzioni\u00bb di Minneapolis &#8211; che prima della partita picchia e deporta i tifosi di qualche Paese sgradito a Washington.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La bulimia da partite e la possibile figuraccia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la questione del formato. Il passaggio da 32 a 48 squadre, deciso da Infantino nel 2017, contro il parere di molti tecnici ed esperti, ha prodotto un torneo che dura quaranta giorni, con partite che spesso vedono in campo nazionali di livello modesto contro avversari che le sovrastano. Alcuni gironi sono gi\u00e0 decisi e privi di interesse agonistico e trovare partite di un certo interesse nella prima fase non sar\u00e0 un&#8217;impresa semplice. Possiamo dire che la FIFA ha raddoppiato la quantit\u00e0 di prodotto senza necessariamente raddoppiarne la qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 infine la questione dell&#8217;organizzazione logistica. Gli Stati Uniti non hanno un campionato calcistico nazionale di primo livello mondiale (la MLS esiste, ma non \u00e8 la Premier League); gli stadi scelti per il torneo sono spesso impianti da football americano o da baseball, adattati con interventi che i professionisti del settore hanno definito con aggettivi poco lusinghieri; le distanze tra le sedi sono tali che alcune squadre potrebbero percorrere pi\u00f9 chilometri in aereo per spostarsi da una partita all&#8217;altra che l&#8217;intera lunghezza dell&#8217;Europa. Il tutto in un contesto di infrastrutture pubbliche di trasporto che negli USA non sono, come noto, il punto forte del sistema. Si ricorder\u00e0 che la NJ Transit aveva inizialmente annunciato un biglietto di andata e ritorno da 150 dollari per il treno da Penn Station a New York al MetLife Stadium nel New Jersey, un percorso che normalmente costa 13 dollari. Dopo le proteste, ha ridotto il prezzo a novantotto dollari. Un vero gesto di magnanimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Infantino e la macchina mangia-soldi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gianni Infantino guida la FIFA dal 2016 con uno stile che combina la retorica dello sviluppo globale del calcio con una competenza manageriale di prim&#8217;ordine nell&#8217;arte di monetizzare qualsiasi cosa si muova. I biglietti per la finale al MetLife hanno raggiunto prezzi che sfidano la gravit\u00e0: fino a undici milioni di dollari sulla piattaforma di rivendita ufficiale della FIFA stessa, che preleva una commissione del quindici per cento su ogni transazione. I prezzi base per il settore economico dell&#8217;incontro inaugurale degli USA (contro il Paraguay, il 12 giugno a Los Angeles) erano di 1.940 dollari. Trump stesso, che non \u00e8 esattamente un paladino dei consumatori, ha detto al New York Post che non avrebbe pagato mille dollari per un posto in gradinata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli attorney general di New York e New Jersey hanno avviato un&#8217;indagine sulle pratiche di biglietteria della FIFA. I fan europei, abituati ad altri standard di accessibilit\u00e0, hanno parlato di \u00abtradimento monumentale\u00bb. Miguel Poiares Maduro, gi\u00e0 presidente del comitato di governance della FIFA, ha accusato l&#8217;organizzazione di aver fatto prevalere gli interessi commerciali su quelli degli appassionati. La risposta di Infantino \u00e8 stata perfettamente onesta nel suo cinismo: gli americani pagano di pi\u00f9 per la rivendita dei biglietti, \u00e8 il mercato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una nota finale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La nazionale italiana non ci sar\u00e0. Per la terza volta consecutiva, dopo il mancato accesso a Russia 2018 e Qatar 2022: una tragedia sportiva che ha gi\u00e0 i contorni di un&#8217;abitudine. Vedremo i Mondiali in televisione, come il resto del mondo, con la differenza che il resto del mondo avr\u00e0 qualcosa per cui tifare. Potremmo raccontarci la storia che evitiamo i mondiali degli autocrati, e aspiranti tali, e di chi non rispetta i diritti umani, invece siamo solo diventati scarsi nello sport pi\u00f9 popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto: vedremo quale sar\u00e0 il livello tecnico, probabilmente saranno caotici, sicuramente costosi, politicamente imbarazzanti e calcisticamente ineguali. La FIFA incasser\u00e0 miliardi, Trump user\u00e0 il torneo come palcoscenico con il rischio di beccarsi un concerto di fischi come alle finali della NBA, l&#8217;Iran giocher\u00e0 scortata, il Senegal ricorder\u00e0 la perquisizione in pista, l&#8217;arbitro somalo guarder\u00e0 ingiustamente le partite dalla Somalia. Ma da qualche parte, in uno stadio da baseball convertito alla bell&#8217;e meglio, qualcuno segner\u00e0 un gol bellissimo, una nazionale esibir\u00e0 schemi innovativi e qualche promessa del calcio sboccer\u00e0, e tutto ci\u00f2 far\u00e0 dimenticare ogni cosa a noi appassionati del pallone.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 noi devoti a quella che Gianni Brera chiamava la dea Eupalla, ci scordiamo presto di tutto. In fondo, per parafrasare quello che cantavano i Rolling Stones: \u00abit&#8217;s only football (o soccer) but i like it\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefano Pizzin. I Mondiali di calcio del 2026 tra geopolitica, figuracce annunciate e il Presidente strambo in campo Pronti al calcio d&#8217;inizio: l&#8217;11 giugno 2026, alla SoFi Stadium di Inglewood, ribattezzata per l&#8217;occasione \u00abLos Angeles Stadium\u00bb, cominceranno i Mondiali di calcio probabilmente pi\u00f9 caotici della storia. 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