{"id":6927,"date":"2026-05-23T09:00:00","date_gmt":"2026-05-23T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6927"},"modified":"2026-05-22T21:14:57","modified_gmt":"2026-05-22T19:14:57","slug":"ospedali-per-acuti-e-ospedali-di-comunita-un-alleanza-necessaria-per-le-persone-e-per-il-sistema","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/05\/23\/ospedali-per-acuti-e-ospedali-di-comunita-un-alleanza-necessaria-per-le-persone-e-per-il-sistema\/","title":{"rendered":"Ospedali per acuti e Ospedali di Comunit\u00e0: un&#8217; alleanza necessaria per le persone e  per il sistema"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Franco Perazza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Salvare la sanit\u00e0 pubblica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il buon funzionamento del Servizio Sanitario&nbsp; pretende un incremento del suo finanziamento e la promozione di un grande piano di assunzioni di medici e infermieri per abbattere le liste di attesa e per bloccare la fuga degli operatori verso il privato. Ma non basta: serve una profonda&nbsp; riorganizzazione,&nbsp; in particolare della <em>primary health care, <\/em>&nbsp;che tenga conto dell&#8217;invecchiamento della popolazione, di famiglie sempre pi\u00f9 piccole, dei progressi in campo scientifico e tecnologico legati all&#8217; intelligenza artificiale,&nbsp; e dell&#8217;aumento enorme delle patologie di lunga assistenza. Questi cambiamenti richiedono una riforma complessiva che deve essere realizzata nel segno dell&#8217;equit\u00e0, dell&#8217;appropriatezza, della sostenibilit\u00e0.&nbsp; Ogni ritardo allarga spazi di interesse per il privato, danneggia la salute dei cittadini, alimenta le disuguaglianze sociali, mina la coesione sociale.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Gorizia accadono cose.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gorizia si sta impegnando nella difesa dei propri servizi sanitari con esiti incerti e non rassicuranti: l&#8217;Amministrazione regionale mortifica l&#8217;operativit\u00e0 di Urologia; non sapiamo quanto e come sopravviver\u00e0 Cardiologia. Se non superiamo il dualismo mortifero con Monfalcone per trasformarlo in una forte alleanza, il graduale declino del presidio ospedaliero goriziano \u2013 e forse la sua vendita al privato &#8211; diventer\u00e0 un incubo. In questo scenario di grande incertezza va accolta con soddisfazione la recente attivazione dell&#8217;Ospedale di Comunit\u00e0 che, assieme alla Casa della Comunit\u00e0 e alla COT (Centrale Operativa Territoriale), ha trovato collocazione nella sede del ex Sanatorio di via Vittorio Veneto. Questo edificio, oggetto di un&#8217; importante ristrutturazione, \u00e8 ora la sede autonoma e prestigiosa della sanit\u00e0 territoriale goriziana. E&#8217; un fatto di grande valore oggettivo e simbolico per tre motivi: la sanit\u00e0 territoriale non \u00e8 pi\u00f9 la sorella minore di quella ospedaliera; alle persone afflitte da patologie di lunga assistenza viene riconosciuto il&nbsp; diritto a un luogo di cura adeguato alle loro necessit\u00e0 e non <em>di risulta;<\/em> gli operatori dispongono di una sede che li fa sentire <em>a casa loro, <\/em>rafforza la loro identit\u00e0<em> e<\/em> riconosce il valore di chi fa sanit\u00e0 sul territorio, li colloca in una dimensione di pari dignit\u00e0 con I colleghi che lavorano negli ospedali per acuti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La cornice di senso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La realizzazione di queste strutture a livello nazionale, e dunque anche a livello locale, \u00e8&nbsp; frutto di una nuova cultura della&nbsp; sanit\u00e0 sostenuta convintamente dai partiti di centrosinistra,&nbsp; collegata a due principi che consideriamo fondamentali per riformare il Servizio Sanitario nel segno dell&#8217; universalit\u00e0,&nbsp; dell&#8217;eguaglianza e della solidariet\u00e0 che ispirarono la sua nascita&nbsp; nel 1978.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 quello di perseguire una <em>maggiore<\/em> <em>prossimit\u00e0<\/em> attraverso la realizzazione di una nuova rete di servizi territoriali &#8211; costituiti per l&#8217;appunto da Ospedale di Comunit\u00e0, Casa della Comunit\u00e0, COT &#8211; sapendo che non bastano le strutture fisiche, ma sono necessari investimenti in termini di risorse umane e professionali, oltre che tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo \u00e8 quello di realizzare una <em>vera<\/em> <em>integrazione tra sanitario e sociale <\/em>per assicurare risposte adeguate alle persone con patologie di lunga durata, pi\u00f9 fragili, con particolare riguardo alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Ospedale di Comunit\u00e0 a Gorizia: un caso particolare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;O.d.C.&nbsp; \u00e8 una struttura sanitaria di ricovero afferente all&#8217;assistenza territoriale con funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, e fa capo al Distretto Sanitario Alto Isontino. Opera su un bacino di utenza di 64.379 abitanti. E&#8217; collocato nel ex Pneumologico di via V.Veneto, dove occupa un&#8217;area di 827 mq. al secondo piano dell&#8217;edificio e dispone di 20 posti letto di degenza suddivisi in: 9 stanze di degenza con due posti letto, 2 stanze di degenza singola . Opera sulle 24 h, sette gioni su sette, e articola l&#8217;attivit\u00e0 con le unit\u00e0 operative ospedaliere e territoriali, offrendo assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Attualmente sono presenti 3 medici, 2 terapisti della riabilitazione, 1 coordinatore infermieristico, 11 infermieri, 20 OSS. I ricoveri hanno diverse finalit\u00e0, tra cui: gestione clinica e trattamento, dimissioni protette e continuit\u00e0 della cura, recupero funzionale e riabilitazione, prevenzione delle ospedalizzazioni improprie, supporto alla fragilit\u00e0 e sollievo. Alcuni esempi di indicazioni all&#8217;accoglimento in O.d.C. sono: pazienti fragili con patologie croniche, con pi\u00f9 patologie, con necessit\u00e0 di affiancamento,&nbsp; educazione e addestramento loro e dei caregiver prima di un rientro a domicilio, o che necessitano di supporto riabilitativo-rieducativo per il ripristino delle condizioni di autosufficienza e autonomia. Purtroppo sul piano delle risorse di personale<strong>&nbsp; <\/strong>&nbsp;la situazione si \u00e8 presentata da subito deficitaria, tale da mette a rischio l&#8217;operativit\u00e0 della struttura. Saremo attenti e vigili senza fare sconti all&#8217;attuale Amministrazione regionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La sfida delle complessit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli operatori degli Ospedali di Comunit\u00e0&nbsp; devono cimentarsi con due complessit\u00e0: quella clinica legata alle molteplici patologie da trattare e alla fragilit\u00e0 delle persone; quella organizzativa, derivante dalla necessit\u00e0 di&nbsp; integrare sanitario e sociale, che rappresenta la mission principale della struttura. Infatti il buon esito dei percorsi di cura dipende dalla capacit\u00e0 di tenere assieme culture, saperi, pratiche, professioni diverse &#8211; alcune provenienti dal settore sanitario, altre dal mondo dei servizi sociali, altre ancora da quello del Terzo settore &#8211; ma indispensabili alla <em>presa in carico globale<\/em> delle persone&nbsp; malate, alla costruzione di percorsi di cura innovativi, alla ricerca di nuove possibilit\u00e0 di vita realizzabili solo con risposte integrate e continuative, capaci di superare logiche episodiche e frammentate&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il valore delle persone.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso ci si dimentica che il valore delle persone, la loro dignit\u00e0, i loro diritti&nbsp; sono gli stessi sia quando nel corso della loro vita attraversano una patologia acuta &#8211; nel qual caso la risposta della sanit\u00e0 \u00e8 pronta e adeguata &#8211; sia quando molte fragilit\u00e0 diventano compagne impietose della loro esistenza.&nbsp; E&#8217; in questa condizione che, oltre all&#8217;agire tecnico, c&#8217;\u00e8 bisogno di tempo, di ascolto, di accoglienza. Anche la bellezza del luogo della cura \u00e8 un diritto essenziale, una componente della cura stessa. Per questo riconosciamo che aver realizzato a Gorizia una sede bella dove accogliere queste persone&nbsp; \u00e8 un primo passo nella giusta direzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gioco delle parti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come a volte accade, chi aveva pensato questo cambio di paradigma nella sanit\u00e0 e aveva disposto per legge la realizzazione di queste strutture &#8211; cio\u00e8 le forze politiche di centrosinistra &#8211; non ha potuto tagliare il nastro dell&#8217;inaugurazione a Gorizia. Invece chi ha tagliato il nastro lo ha dovuto fare in applicazione di leggi emanate da altri, e dunque dimostra di non preoccuparsi di garantire le risorse umane e professionali necessarie, mettendo a rischio il buon funzionamento della struttura. Conclusione: se le cose dovessero andar male sar\u00e0 colpa degli operatori. Nel mezzo gli operatori: quei pochi che hanno coraggiosamente accettato la sfida e con passione, fatica, e competenza ci provano. E noi da che parte vogliamo stare?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rigenerare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un edificio storico \u00e8 stato rigenerato. L&#8217;intera area della citt\u00e0 che lo ospita si appresta ad essere rigenerata. Si potr\u00e0 anche rigenerarepi\u00f9 facilmentela collaborazione transfrontaliera sul tema della sanit\u00e0 territoriale. Ora serve una <em>rigenerazione umana<\/em>&nbsp; &#8211; riguarda per ora Gorizia, ma interroga tutti i territori &#8211; che attraverso l&#8217;alleanza tra cittadini responsabili e operatori coraggiosi,&nbsp; dia vita ad una C<em>omunit\u00e0 che si prende cura<\/em>&nbsp; di chi oggi, anziano o fragile o malato cronico, patisce la cultura dello scarto,che invece&nbsp; dobbiamo&nbsp; contrastare con forza e convinzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Perazza. 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