{"id":6887,"date":"2026-05-10T19:56:35","date_gmt":"2026-05-10T17:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6887"},"modified":"2026-05-10T19:56:36","modified_gmt":"2026-05-10T17:56:36","slug":"perche-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/05\/10\/perche-la-guerra\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la guerra?"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>Feltrinelli raccoglie nel libretto <em>Perch\u00e9 la guerra? <\/em>(2026) la corrispondenza fra Albert Einstein e Sigmund Freud nonch\u00e9 alcuni loro scritti, fra cui le <em>Considerazioni <\/em>di Freud sulla guerra e sulla morte e <em>La mia immagine del mondo <\/em>di Einstein.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La scelta di ripubblicare proprio ora lo scambio fra i due geni del Novecento, l\u2019uno il creatore della fisica moderna e l\u2019altro della psicanalisi, ambedue germanofoni vivendo il primo a Berlino ed il secondo a Vienna, le leggi razziali erano imminenti ma non attuali, \u00e8 felice e tempestiva. Alcuni argomenti sembrano logorati dal tempo, altri rivelano una straordinaria attualit\u00e0. Anzitutto la domanda di fondo: perch\u00e9 la guerra?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La guerra pareva passata di moda, almeno nell\u2019emisfero civilizzato, con la Carta di San Francisco e l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite. Non che fosse finita come pratica per risolvere le controversie fra le nazioni, ma come esercizio generalizzato del dominio di una parte sull\u2019altra. Appunto come conflitto mondiale, sia pure nella accezione riduttiva di Papa Francesco della guerra mondiale a pezzetti. Le guerre imperversano nel mondo civilizzato, sempre che questo sia civilizzato davvero, e minacciano dappresso la civilt\u00e0 europea, quella alla quale assegniamo, forse indebitamente, l\u2019estremo baluardo della razionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutto parte dalla Societ\u00e0 delle Nazioni che, nei Trenta del XX secolo, invita i grandi intellettuali a scambiare opinioni sullo stato del mondo. Albert Einstein \u00e8 chiamato a collaborare al progetto e sceglie Sigmund Freud come interlocutore. Facile immaginare il perch\u00e9, anche se Freud nella risposta manifesta sorpresa. Freud \u00e8 appunto un innovatore, \u00e8 germanofono, \u00e8 un ebreo laico, studia l\u2019immensamente piccolo della psiche umana. \u00c8, per contrasto, il migliore <em>discussant <\/em>del fisico che, con la teoria della relativit\u00e0, si avvicina alla legge fondamentale grazie alla frase volutamente paradossale di \u201cDio che non gioca a dadi con l\u2019universo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La guerra \u00e8 abiezione, i Due concordano pienamente nel giudizio. La guerra \u00e8 parte del comportamento umano, della pulsione all\u2019aggressivit\u00e0 che si manifesta nei rapporti fra persone e stinge, ingigantita, nei rapporti fra le nazioni. Essi hanno in comune la lettura del classico di Immanuel Kant, il testo \u00e8 citato nel carteggio: <em>Per la pace perpetua<\/em>, <em>un progetto filosofico<\/em>, il pamphlet di fine Settecento con cui il filosofo di Heidelberg detta le condizioni per la cessazione delle ostilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I Due concordano anche sul rimedio fondamentale per superare la bellicosit\u00e0 e risolvere in via transattiva le controversie. Le nazioni devono rinunciare ad una quota della sovranit\u00e0 nazionale a favore di un organismo sovranazionale dotato di poteri efficaci per fare rispettare le proprie decisioni. Per dirla con Einstein: \u201cil cammino verso la sicurezza internazionale passa dalla rinuncia incondizionata degli stati a una parte della loro libert\u00e0 di azione, vale a dire della loro sovranit\u00e0, e dovrebbe essere del tutto indubitabile che non c\u2019\u00e8 altra strada che garantisca quella sicurezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Dichiarazione Schuman, ne rinnoviamo ritualmente il ricordo con la Festa d\u2019Europa di maggio, prende le mosse dalla stessa constatazione. Le sovranit\u00e0 nazionali vanno limitate consensualmente a favore di un\u2019autorit\u00e0 sovranazionale, da dotare di poteri tali da imporre il proprio volere nei confronti delle parti costituenti. Quando il trasferimento delle quote di sovranit\u00e0 si inceppa e le parti tornano nel possesso della sua totalit\u00e0, la forza prevale sul diritto e cerca di modulare un nuovo diritto a propria convenienza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E cos\u00ec Freud: \u201cil punto di partenza corretto per la nostra indagine [\u00e8] il rapporto tra diritto e forza. Posso permettermi di sostituire la parola \u201cforza\u201d con il termine pi\u00f9 forte e stridente \u201cviolenza\u201d? Oggi, ai nostri occhi, diritto e violenza appaiono contrapposti. Eppure, \u00e8 facilmente dimostrabile come l\u2019uno si sia sviluppato dall\u2019altro\u201d. La violenza bellica produce, appunto, un nuovo diritto pi\u00f9 consono all\u2019interesse di chi esercita la violenza con maggiore efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A volere trasporre l\u2019asserzione alla situazione attuale si leggono con altri occhi le vicende che oppongono la Russia all\u2019Ucraina e Stati Uniti (con Israele) all\u2019Iran. Il diritto pattizio quale scritto nelle varie intese \u2013 per l\u2019Ucraina il rispetto dell\u2019indipendenza sin dal collasso dell\u2019Unione Sovietica, per l\u2019Iran il Piano d\u2019Azione sul nucleare \u2013 viene meno quando le parti non lo riconoscono pi\u00f9 come vincolante. Tendono a modificarlo con la forza (la violenza, per parafrasare Freud) e cos\u00ec produrre un nuovo diritto. L\u2019Ucraina torni nell\u2019orbita russa, l\u2019Iran rinunci al nucleare militare e garantisca la libera navigazione nel Golfo Persico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perch\u00e9 reagiamo con indignazione alla guerra, si chiede Freud: \u201cperch\u00e9 non la accettiamo invece come un\u2019altra delle molte penose necessit\u00e0 della vita? La guerra, in fondo, sembra essere conforme alla natura, biologicamente fondata e praticamente quasi inevitabile\u201d. La risposta alla domanda retorica viene poco dopo: la guerra \u201cannienta vite umane piene di speranza, mette l\u2019individuo in condizioni degradanti, costringendolo a uccidere altri esseri umani, contro la sua stessa volont\u00e0, e perch\u00e9 la guerra distrugge beni materiali frutto del lavoro umano, e molto altro ancora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo stesso Freud, nello scritto di apertura del libro, conclude le <em>Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte <\/em>(1915, allo scoppio della Grande Guerra)<em>, <\/em>con una riflessione sul dialogo fra Odisseo vivo e Achille defunto (Omero, <em>Odissea<\/em>). Ribalta cos\u00ec l\u2019antico adagio \u201csi vis pacem, para bellum\u201d in \u201cSi vis vitam, para mortem\u201d. Perch\u00e9 \u201csopportare la vita resta pur sempre il primo dovere di ogni essere vivente\u201d. E la guerra \u00e8 la negazione dell\u2019illusione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"402\" height=\"645\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6889\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608.png 402w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608-187x300.png 187w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608-91x146.png 91w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608-31x50.png 31w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-10-195608-47x75.png 47w\" sizes=\"(max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. 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