{"id":6736,"date":"2026-04-01T09:00:00","date_gmt":"2026-04-01T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6736"},"modified":"2026-03-30T19:31:06","modified_gmt":"2026-03-30T17:31:06","slug":"ma-quella-vittoria-non-e-proprieta-dei-partiti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/04\/01\/ma-quella-vittoria-non-e-proprieta-dei-partiti\/","title":{"rendered":"Ma quella vittoria non \u00e8 propriet\u00e0 dei partiti"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Franco Belci.<\/p>\n\n\n\n<h4>La partita in gioco oggi non \u00e8 quella delle primarie, ma del recupero di senso della politica<\/h4>\n\n\n\n<p>Alle volte un sasso che rotola da un pendio costituisce il preannuncio di uno smottamento che avviene, magari, per cedimenti successivi.<br>E quel sasso \u00e8 rotolato sotto la spinta della vittoria del NO al referendum, colpendo l\u2019intero schieramento di centrodestra, anche se la Lega, in ragione del successo di segno opposto nelle Regioni da essa governate, si \u00e8 autoassolta.<br>Ma sono crollati all\u2019improvviso i bunker che hanno visto arroccati per molto tempo il viceministro Delmastro e la ministra Santanch\u00e8, \u00e8 stata sacrificata la \u201czarina\u201d del Ministero della Giustizia Bartolozzi, nonostante la strenua difesa di Nordio, e in FI \u00e8 stata pesantemente messa in discussione da Marina Berlusconi la leadership di Tajani, che ha poi portato alle dimissioni di Gasparri: del resto non \u00e8 che FI si sia mai staccata da una visione aziendale, anche per la sua dipendenza economica dalla famiglia del fondatore.<br>Si pu\u00f2 stare certi che, se avesse vinto il S\u00cc, sarebbero rimasti tutti al loro posto, confidando nella scarsa capienza della memoria degli italiani, abituati a divorare ogni giorno quantit\u00e0 di nuove informazioni senza aver neppure avuto il tempo di elaborare quelle precedenti.<br>Insomma, il centrodestra si \u00e8 reso conto del significato politico della sconfitta, ma ha scelto per adesso la via pi\u00f9 facile: quella dei capri espiatori. Non si vede per ora nessuna riflessione e nessuna modifica della propria impostazione.<br>I veri responsabili della sconfitta, la premier e il ministro della Giustizia, se la sono cavata fischiettando: la prima forte della sua anticipata assicurazione sulla vita della premiership, il secondo perch\u00e9 le sue dimissioni avrebbero prodotto un inevitabile effetto domino sul governo: dunque, meglio tenere lui e scaricare Santanch\u00e8.<br>In realt\u00e0, quella che oggi \u00e8 stata battuta \u00e8 la voracit\u00e0 di potere, la voglia di comandare senza l\u2019intralcio delle regole e del pluralismo, l\u2019impudenza con la quale si sono somministrate dosi massicce di bugie a salvaguardia delle proprie posizioni. Insomma, \u00e8 proprio il progetto del centrodestra che \u00e8 stato battuto nelle urne: concentrare nella politica ogni scelta e ogni decisione, svuotando il principio dell\u2019equilibrio e della separazione dei poteri che la Costituzione ha individuato come limite invalicabile per chi governa.<br>Quello che il 54% degli italiani ha voluto dunque confermare \u00e8 un riferimento fondamentale che la maggioranza voleva esplicitamente aggredire: non basta vincere le elezioni, secondo una schietta concezione populista, ma occorre governare secondo le regole che, come \u00e8 stato detto, sono state stabilite quando il popolo era sobrio, proprio per impedire le ubriacature di potere, tanto pi\u00f9 nel momento in cui la politica si trova nella parte pi\u00f9 bassa della parabola della rappresentativit\u00e0.<br>La maggioranza degli italiani ha dunque capito ci\u00f2 che veniva messo in gioco, rispondendo con un\u2019affluenza che \u00e8 andata ben oltre le previsioni.<br>Alla fine \u00e8 stato chiaro che l\u2019effetto della modifica costituzionale avrebbe indebolito ruolo e funzione della magistratura in tre mosse: snaturando e dividendo il CSM, introducendo quello che sarebbe stato a tutti gli effetti un giudice speciale (l\u2019Alta Corte), sottraendo all\u2019organo di autogoverno le modalit\u00e0 elettive, quasi che la cosa pi\u00f9 urgente fosse cercare di indebolire le correnti e col sorteggio si potesse venirne a capo. Una questione che non era facile spiegare, perch\u00e9 non era di per s\u00e9 evidente, ma implicita nelle norme, e che le dichiarazioni degli esponenti del centrodestra hanno certamente aiutato a decifrare.<br>Mi riesce tuttora oscuro, invece, come esponenti del PD e illustri giuristi che si rifanno a posizioni progressiste abbiano sostenuto la posizione opposta nell\u2019ambito di una lettura astratta ed accademica, priva di qualsiasi riferimento a tre aspetti essenziali per ogni valutazione, anche di natura giuridica: il metodo, il contesto, gli obiettivi di chi quella legge costituzionale ha voluto.<br>Posto che su quest\u2019ultimo aspetto governo e maggioranza non hanno nascosto nulla, anzi (\u201cpunire la magistratura\u201d), giova ricordare oggi che quel provvedimento \u00e8 stato proposto dal governo e blindato in Parlamento, tanto che il testo che ne \u00e8 uscito \u00e8 stato uguale a quello che \u00e8 entrato: nessuna apertura, nessuna discussione. In quanto al contesto, la spinta alla concentrazione del potere \u00e8 ormai un mantra della nuova destra: ce ne possiamo difendere soltanto consolidando i meccanismi del pluralismo.<br>La maggioranza degli italiani, e soprattutto la stragrande maggioranza dei giovani, ha capito la natura dell\u2019operazione e ha reagito opponendosi a una deformazione della Costituzione che rimane l\u2019unico riferimento ideale in un mondo nel quale sembrano contare solo potere e interessi da difendere con le armi: \u00e8 stato questo il senso del voto, che non pu\u00f2 essere confuso con il consenso ai partiti dell\u2019opposizione, che pure si sono molto impegnati nella campagna.<br>Non si tratta di un risultato che si pu\u00f2 dare per scontato nell\u2019attesa di replicarlo, ma di una fiducia da riconquistare proseguendo coerentemente nel percorso. Da questo punto di vista \u00e8 apparso davvero incomprensibile che, subito dopo lo spoglio, si sia introdotto nel dibattito politico il tema delle \u201cprimarie\u201d, quasi che la vittoria del NO appartenesse tutta ad alcune forze politiche: una posizione del tutto autoreferenziale che tende a proiettarsi esclusivamente sui gruppi dirigenti dei partiti, sulle loro aspettative, sui loro linguaggi, in un\u2019ottica di competizione proiettata da qui a un anno. In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcun legame tra le due partite e non c\u2019era alcun motivo per accelerare sulla questione e inserirla all\u2019ordine del giorno.<br>Per ridare una prospettiva a un Paese oggi bloccato e prigioniero delle scelte di Trump, \u00e8 indispensabile iniziare a costruire un programma strutturato su alcune priorit\u00e0 condivise, senza pensare di poter avere l\u2019unanimit\u00e0 su tutto e senza illudere gli italiani che in una legislatura tutti i problemi si possano risolvere: \u00e8 importante per\u00f2 che si indichino con precisione priorit\u00e0 e direzione di marcia.<br>Occorre agire soprattutto fuori dal perimetro dei gruppi dirigenti, sul territorio, coinvolgendo, come \u00e8 stato fatto nella campagna per il NO, associazioni, organizzazioni, comitati, cittadini.<br>Non esiste una scorciatoia e le semplificazioni sono destinate a fallire. In questi pochi mesi \u00e8 cambiato il contesto internazionale, l\u2019economia arranca, le prospettive sono indecifrabili e il compito dell\u2019opposizione sar\u00e0 quello, difficilissimo, di ricostruire una prospettiva e di recuperare la coesione sociale.<br>La scommessa da fare \u00e8 quella sui giovani, non solo perch\u00e9 il loro contributo \u00e8 quantitativamente decisivo, ma anche perch\u00e9 hanno idee, sensibilit\u00e0 e visioni che sono in grado di incidere sulla natura e la qualit\u00e0 della politica. Non li attireremo con la personalizzazione, ma con i contenuti e con le proposte.<br>La partita in gioco oggi non \u00e8 quella delle primarie, ma del recupero di senso della politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Franco Belci. 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