{"id":6727,"date":"2026-03-29T20:38:51","date_gmt":"2026-03-29T18:38:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6727"},"modified":"2026-03-29T20:38:52","modified_gmt":"2026-03-29T18:38:52","slug":"la-scuola-deve-ritrovare-dignita-e-anche-i-suoi-protagonisti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/03\/29\/la-scuola-deve-ritrovare-dignita-e-anche-i-suoi-protagonisti\/","title":{"rendered":"LA SCUOLA deve ritrovare dignit\u00e0. E anche i suoi protagonisti."},"content":{"rendered":"\n<p>Di Simonetta Lucchi.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un problema grave, urgente, inquietante: la scuola. L\u2019episodio della docente di Bergamo accoltellata da uno studente tredicenne \u00e8 una tragedia annunciata. E il mondo della scuola si deve finalmente interrogare, la societ\u00e0 si deve interrogare. Perch\u00e9 non \u00e8 \u201covunque cos\u00ec\u201d. Non \u00e8 \u201ccolpa della pandemia\u201d, non sono \u201ci tempi\u201d e nemmeno i social. O forse, anche, ma non solo. Ci sono motivi, cause, problemi insoluti e frustrazione, tanta, anche soprattutto in chi nella scuola \u00e8 in prima linea. E il disagio giovanile di cui tutti parlano e scrivono, evitando accuratamente di includere chi sarebbe necessario: chi la scuola la conosce direttamente, ovvero, i docenti. Viviamo in una societ\u00e0 nella quale chi potrebbe maggiormente aiutare a comprendere il problema viene svilito e ridicolizzato, al punto che il termine \u201cpubblico ufficiale\u201d sembra quasi una beffa. Tra innumerevoli interventi di opinionisti, psicologi, storici e pedagogisti non passa giorno che qualcosa accada. E forse \u00e8 proprio dal basso che invece sarebbe meglio partire, da ci\u00f2 che appare un \u201cdisagio normalizzato\u201d.&nbsp; Da abitudini prive di un contesto, o di un motivo. Si sono avuti momenti di apprensione la mattina del 23 gennaio, in un istituto di Pistoia, le lezioni interrotte bruscamente, studenti e personale scolastico al pronto soccorso a causa di un ragazzino che ha usato uno spray al peperoncino nei corridoi, invadendo in breve l\u2019intera struttura. Oppure vediamo altre sedicenni che, quasi contemporaneamente, a Sacile (Pordenone), alle otto e mezzo di mattina bevono spritz: vestite elegantemente, alla domanda del giornalista incontrato casualmente nel locale rispondono ridendo. \u201cFa bene alla salute\u201d. Il tono \u00e8 apparentemente banale, divertente, ma l\u2019effetto finale \u00e8 surreale: minori che bevono alcolici prima delle 9, scuole saltate con leggerezza, assenza totale di un controllo da parte degli adulti. Ma tuttavia: da dove viene la disinvoltura con cui parlano di assenze scolastiche e bevute mattutine? Ecco, al di l\u00e0 dei moralismi e dei \u201cin fondo tutti abbiamo fatto cos\u00ec\u201d. <em>\u201cFa bene alla salute\u201d<\/em>, \u00e8 il sintomo e non la causa. Inquadrare tutto come semplice trasgressione adolescenziale o provocazione da social, scomodare la pandemia o la politica rischia di diventare una facile scorciatoia. Non \u00e8 solo questione di alcol: \u00e8 assenza di alternative, di spazi altri, di prospettive, altre. Secondo i dati sarebbero circa 83 mila gli studenti in classe con un coltello: nulla giustifica apparentemente una tale escalation di violenza. E sarebbe arrivato anche il momento di ricordare agli adulti il motivo per cui l&#8217;alcol \u00e8 vietato ai minori. L&#8217; alcol&nbsp;compromette la corteccia prefrontale, area del cervello che controlla giudizio, autocontrollo e decisioni, riducendone l&#8217;attivit\u00e0 e causando disinibizione, impulsivit\u00e0 e difficolt\u00e0 nel valutare i rischi. Quindi, al di l\u00e0 che adolescenza fa rima con incoscienza, e questo si sa, oltre al tema dei video con i telefonini, ma la sottovalutazione di potenziali conseguenze e pericoli immediati sono strettamente correlati a cause specifiche. Questi sono i giorni del dolore anche per le vittime e i feriti della tragedia di Crans &#8211; Montana ma deve essere anche il momento delle riflessioni, per adulti, genitori, educatori e ancora di pi\u00f9 per i giovani, perch\u00e9 imparino a difendersi loro stessi. Secondo i dati emersi dall\u2019indagine conoscitiva della Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza lo scorso tre dicembre quasi il 40% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha consumato almeno una sostanza psicoattiva. Consumare cinque o pi\u00f9 bevande alcoliche in un breve lasso di tempo \u00e8 diventato un comportamento normalizzato, comune anche tra le ragazze, che hanno ormai raggiunto e superato i coetanei maschi in termini di consumo, senza grandi differenze di aree geografiche o estrazione sociale. La Svizzera ha celebrato cinque giorni di lutto per la tragedia di Crans \u2013 Montana, ma non ha controllato un locale rinomato in cui non venivano rispettate le pi\u00f9 elementari regole di sicurezza, e frequentato da ragazzi anche minorenni: ha permesso al principale responsabile, indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi, di uscire dal carcere grazie a duecentomila franchi di cauzione pagata da un amico. Quale esempio stanno dando gli adulti alle nuove generazioni, e cosa sta succedendo nelle classi? Lo si chieda agli insegnanti, sono tanti: loro forse lo sanno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Simonetta Lucchi. C\u2019\u00e8 un problema grave, urgente, inquietante: la scuola. L\u2019episodio della docente di Bergamo accoltellata da uno studente tredicenne \u00e8 una tragedia annunciata. E il mondo della scuola si deve finalmente interrogare, la societ\u00e0 si deve interrogare. Perch\u00e9 non \u00e8 \u201covunque cos\u00ec\u201d. Non \u00e8 \u201ccolpa della pandemia\u201d, non sono \u201ci tempi\u201d e nemmeno i social. O forse, anche, ma non solo. 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