{"id":6693,"date":"2026-03-17T09:00:00","date_gmt":"2026-03-17T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6693"},"modified":"2026-03-16T18:33:39","modified_gmt":"2026-03-16T17:33:39","slug":"la-guerra-lunga","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/03\/17\/la-guerra-lunga\/","title":{"rendered":"La guerra lunga"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi e Giorgio Starace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La \u201coperazione speciale di Trump\u201d in Iran deborda dalle iniziali previsioni del Presidente americano.&nbsp; Doveva essere un\u2019iniziativa diretta a smantellare l\u2019apparato militare e l\u2019industria della difesa&nbsp;&nbsp; del Paese.&nbsp;&nbsp; L\u2019iniziativa avrebbe richiesto un grande sforzo della marina e dell\u2019aviazione degli Stati Uniti, coadiuvate dagli alleati israeliani e per un periodo di tempo limitato. Trump ha infatti parlato di quattro settimane o poco pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo \u00e8 sempre stata presente con riguardo agli obiettivi precisi dell\u2019intera operazione, sia riguardo alla strategia americana che alla strategia israeliana. Qualche commentatore americano \u201camico\u201d ritiene che Trump sia stato manovrato da Netanyahu per un conflitto che non risponde all\u2019interesse nazionale. L\u2019Iran non sarebbe una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, ancorch\u00e9 si affermi che i missili balistici potrebbero minacciare l\u2019Europa e l\u2019America.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Netanyahu punta a destabilizzare l\u2019Iran e distruggerne l\u2019arsenale militare, oltre ad azzerare la ricerca dell\u2019arma nucleare. Per lo Stato di Israele \u00e8 vitale che crolli il regime che mira ad annientarlo. L\u2019Iran dovrebbe entrare in uno stadio di debolezza strutturale e di frammentazione. La moderna Persia \u00e8 abitata da una molteplicit\u00e0 di popoli e comunit\u00e0 linguistiche, diversi fra loro e con aspirazioni neanche tanto sopite all\u2019autonomia se non alla separazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per Trump il <em>regime change<\/em> non \u00e8 una priorit\u00e0. La lezione dell\u2019Iraq durante l\u2019Amministrazione Bush insegna. Come nel caso del Venezuela, egli punta pragmaticamente al <em>regime adaptation<\/em>: eliminare il leader e la cerchia dei collaboratori pi\u00f9 stretti, cercare poi gli interlocutori attenti agli interessi politici ed economici di Washington in seno agli stessi regimi eventualmente riformati dall\u2019interno. Una chiara virata rispetto alla visione ammantata di principi etico-ideologici delle Amministrazioni democratiche e, per motivi parzialmente diversi, delle correnti Neo-Con.<\/p>\n\n\n\n<p>La strategia economica si unisce a quella politica e segna la divaricazione degli obiettivi tra USA ed Israele.&nbsp; Gerusalemme persegue la priorit\u00e0 vitale di garantire la sicurezza dello Stato da tutti i nemici e, allo scopo, mantenere la superiorit\u00e0 strategica regionale. Le armi pi\u00f9 avanzate, le forze armate pi\u00f9 efficienti, i servizi pi\u00f9 spregiudicati. I risultati hanno dato ragione allo Stato: fino alla rottura dell\u2019ottobre 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>I dubbi circa l\u2019apparato militare e di sicurezza corrodono il consenso interno, le IDF sono infatti \u201cesercito di popolo\u201d. Un\u2019ombra si riversa sulla efficacia della politica estera basata sulla deterrenza anzich\u00e9 sulla diplomazia. Il trattamento praticato a Gaza esemplifica i momenti di difficolt\u00e0 nel rapporto con gli Stati Uniti. La risposta americana \u00e8 stata l\u2019internazionalizzazione dell\u2019affare Striscia e le ripetute riserve sull\u2019annessione della Cisgiordania. L\u2019attacco delle IDF al Libano rientra coerentemente nella strategia della deterrenza mediante occupazione degli spazi altrui per liberarli dai nemici. A Gaza i miliziani di Hamas, in Libano quelli di Hezbollah, in Siria la debolezza del nuovo regime.<\/p>\n\n\n\n<p>Washington gioca una partita globale con particolare attenzione alla Cina: il rivale sistemico degli USA, da contenere politicamente e possibilmente indebolire economicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lo stretto di Hormuz diventa il nodo della questione.&nbsp;&nbsp; Il possibile invio di marines americani sull\u2019isola di Kharg, il principale terminale petrolifero dell\u2019Iran, mostra l\u2019intenzione di Trump di controllare le rotte del petrolio.&nbsp; In questo decennio gli USA sono diventati il primo produttore di petrolio al mondo. Potenziale militare e leva energetica sono elementi di una strategia diretta a mantenere il predominio, anche al prezzo di danneggiare le economie di altri Paesi che fino a ieri venivano considerati partner privilegiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Con disarmante franchezza, Trump sostiene che l\u2019aumento dei prezzi del petrolio \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di guadagno per l\u2019economia americana.&nbsp; Deve per\u00f2 sbloccare, a tempo determinato, le sanzioni nei confronti del petrolio russo destinato all\u2019India. Lo spinge il Segretario al Tesoro, che vede un aumento record dei prezzi del greggio americano &nbsp;(+ 35% in una settimana) con&nbsp;&nbsp; effetti inflazionistici sull\u2019economia. Un piacere a Modi ma anche a Putin, che \u00e8 a corto di risorse per la guerra in Ucraina e cos\u00ec incassa un miliardo di dollari in pi\u00f9.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per passare all\u2019Italia. Da Hormuz non transitano significative quantit\u00e0 di greggio e gas a noi destinate. La crisi provoca una prevedibile impennata dei prezzi del petrolio a barile sul mercato internazionale e l\u2019Italia, come diversi Paesi europei, sconter\u00e0 un aumento nelle bollette energetiche e una crescente inflazione qualora la situazione degeneri.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 globale e non si limita alla bolletta energetica.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito sono i primi mercati di sbocco del made in Italy.&nbsp; Quei Paesi attraversano una crisi congiunturale ed una fase di difficolt\u00e0 politica. Le nostre PMI, dando prova di flessibilit\u00e0, hanno scommesso sulla diversificazione delle rotte dell\u2019export dedicandosi anche ai&nbsp;&nbsp; Paesi del Golfo con risultati degni di nota.&nbsp; La crisi pu\u00f2 creare problemi anche in quell\u2019area, bersagliata com\u2019\u00e8 dagli attacchi iraniani. Dubai, il centro degli affari e del turismo, si spopola progressivamente. La risposta delle monarchie del Golfo \u00e8 all\u2019insegna della prudenza: difendersi dagli attacchi senza contrattaccare. Non vogliono che l\u2019operazione a marca israelo-americana diventi regionale, l\u2019imbarazzo di schierarsi al fianco di Israele supererebbe i benefici dell\u2019intervento.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La sottovalutazione degli effetti del conflitto \u00e8 evidente. \u00c8 parimenti evidente lo sconcerto degli alleati europei riguardo a scelte che non hanno condiviso e di cui sono stati informati a cose fatte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una flotta europea, guidata dalla portaerei francese Charles De Gaulle e integrata dalla fregata italiana della categoria FREMM Federico Martinengo, incrocia nel Mediterraneo orientale. Il Presidente francese propone Parigi come sede del negoziato fra Israele e Libano per disinnescare la crisi in quel Paese ed evitare l\u2019avvitamento della crisi generale dell\u2019area.&nbsp; Questo \u00e8 il ruolo cui sono chiamate le cancellerie europee. Il Presidente del Consiglio italiano ed il Cancelliere federale dichiarano che non aderiscono alle operazioni militari in corso nello stretto di Hormuz, non possono per\u00f2 sottrarsi all\u2019impegno diplomatico per ricondurre i belligeranti alla trattativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Serve la coesione se non l\u2019unit\u00e0 di intenti fra i Ventisette ed in seno ai singoli stati membri. A cominciare dal nostro, appena si sar\u00e0 esaurita la campagna referendaria. Eloquente \u00e8 l\u2019appello del Presidente della Repubblica a convergere sulle priorit\u00e0 di politica estera a cospetto di inusitate sfide strategiche e di messa in discussione dei pilastri dell\u2019ordinamento internazionale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con il rispetto dovuto all\u2019importanza delle battaglie referendarie che in questo Paese sembrano anticipare l\u2019Armageddon nel caso che vinca l\u2019una o l\u2019altra parte, bisogna avvedersi che viviamo in un\u2019epoca in cui le forze politiche non possono pi\u00f9 permettersi il lusso di dividersi sulle questioni concernenti il futuro dell\u2019Italia e la sicurezza dei cittadini.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi e Giorgio Starace. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La \u201coperazione speciale di Trump\u201d in Iran deborda dalle iniziali previsioni del Presidente americano.&nbsp; Doveva essere un\u2019iniziativa diretta a smantellare l\u2019apparato militare e l\u2019industria della difesa&nbsp;&nbsp; del Paese.&nbsp;&nbsp; L\u2019iniziativa avrebbe richiesto un grande sforzo della marina e dell\u2019aviazione degli Stati Uniti, coadiuvate dagli alleati israeliani e per un periodo di tempo limitato. 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