{"id":6672,"date":"2026-03-13T09:00:00","date_gmt":"2026-03-13T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6672"},"modified":"2026-03-14T09:51:21","modified_gmt":"2026-03-14T08:51:21","slug":"perche-no","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/03\/13\/perche-no\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 NO"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Polli.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo chiamati a votare su una riforma costituzionale che interviene su uno dei pilastri dell\u2019architettura repubblicana: l\u2019ordine giudiziario e l\u2019equilibrio tra i poteri dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi la propone la presenta come una modernizzazione necessaria, un passo avanti nel nome dell\u2019efficienza e del garantismo. Ma se si guarda con attenzione al suo contenuto, appare evidente un paradosso: la riforma non affronta i problemi reali della giustizia italiana e, nello stesso tempo, rischia di alterare uno degli equilibri pi\u00f9 delicati della nostra Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La divisione della magistratura in due corpi separati \u2014 giudicante e requirente \u2014 la trasformazione dei meccanismi di rappresentanza, l\u2019indebolimento del sistema di autogoverno: tutti questi elementi compongono un disegno che, lungi dal rafforzare la giustizia, rischia di renderla pi\u00f9 vulnerabile nei confronti del potere politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi conosce la storia della nostra Repubblica sa bene che l\u2019indipendenza della magistratura non \u00e8 un dettaglio tecnico. \u00c8 una delle garanzie fondamentali della libert\u00e0 dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>I Costituenti del 1948 \u2014 reduci da una stagione in cui la giustizia era stata piegata alla volont\u00e0 del regime \u2014 costruirono un sistema di contrappesi limpido e rigoroso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non per diffidenza verso la politica in quanto tale, ma per la consapevolezza che ogni democrazia ha bisogno di limiti, di equilibri, di istituzioni che si controllino reciprocamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo equilibrio che oggi rischia di essere incrinato.<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere il quadro ancora pi\u00f9 preoccupante contribuisce il clima politico nel quale questa riforma viene proposta. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi verbali nei confronti della magistratura provenienti da esponenti di primo piano dell\u2019esecutivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole utilizzate dalla Presidente del Consiglio hanno assunto spesso toni che, per il ruolo istituzionale che ricopre, dovrebbero essere improntati a maggiore equilibrio e senso delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meno problematiche appaiono alcune posizioni espresse dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e ancor pi\u00f9 alcune prese di posizione provenienti dal suo capo di gabinetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quando presentate come critiche legittime al funzionamento del sistema giudiziario, queste dichiarazioni contribuiscono ad alimentare un clima di contrapposizione con la magistratura che non pu\u00f2 non suscitare preoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In una democrazia matura il confronto tra poteri dello Stato \u00e8 fisiologico. Ma quando la critica assume il tono di una sistematica delegittimazione, il rischio \u00e8 quello di incrinare quel principio di reciproco rispetto istituzionale su cui si fonda l\u2019equilibrio costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sarebbe un errore, in questo momento, fermarsi alla sola dimensione tecnico-giuridica. La questione \u00e8, prima ancora, politica e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa riforma non nasce nel vuoto. Si inserisce in un processo pi\u00f9 ampio di revisione degli assetti istituzionali: dal premierato all\u2019autonomia differenziata, fino alle future modifiche della legge elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tasselli diversi di un progetto che tende a ridefinire in profondit\u00e0 l\u2019equilibrio della nostra Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo i problemi concreti del Paese restano largamente irrisolti.<\/p>\n\n\n\n<p>La giustizia continua a soffrire di carenze strutturali: personale insufficiente, risorse limitate, uffici sovraccarichi, processi troppo lunghi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 su questo terreno che servirebbero riforme coraggiose e investimenti seri. Non su quello di un intervento costituzionale che rischia di indebolire un equilibrio costruito con tanta prudenza dai padri della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutto questo accade in una fase storica particolarmente complessa. L\u2019Italia si muove dentro una delle stagioni pi\u00f9 incerte dalla fine della Seconda guerra mondiale: tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche profonde, nuove competizioni tra grandi potenze.<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto del genere servirebbe <strong>una classe dirigente<\/strong>, visione europea, capacit\u00e0 di interpretare il tempo che stiamo vivendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Preoccupa, invece, vedere affermarsi una linea politica che oscilla tra provincialismo e subordinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato una crescente fascinazione per modelli politici estranei alla tradizione europea \u2014 basti pensare alla disinvolta sintonia con figure come Donald Trump \u2014 dall\u2019altro un progressivo raffreddamento del rapporto con i partner naturali dell\u2019Italia: <strong>gli altri Paesi europei<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una scelta miope.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un Paese della dimensione economica e geopolitica dell\u2019Italia, l\u2019Europa non \u00e8 semplicemente uno scenario internazionale tra gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la condizione stessa della nostra forza politica, economica e diplomatica. Fuori da quella dimensione, il rischio \u00e8 quello di diventare \u2014 per usare una celebre immagine \u2014 un vaso di coccio tra vasi di ferro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: <strong>modelli come Trump o Orb\u00e1n<\/strong> sono quelli di chi vuole superare la divisione dei poteri e cerca di assoggettare la giustizia al potere dell\u2019esecutivo. Lo ha fatto Orb\u00e1n in Ungheria, e Trump ha pi\u00f9 volte mostrato di volerlo fare negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il voto su questa riforma assume un significato che va oltre il suo contenuto immediato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire NO significa difendere l\u2019indipendenza della magistratura e l\u2019equilibrio tra i poteri dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma significa anche riaffermare una certa idea della Repubblica: quella nata nel 1948, fondata sulla divisione dei poteri, sul pluralismo delle istituzioni, sulla vocazione europea del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La Costituzione non \u00e8 un reperto del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la bussola che continua a orientare la nostra vita democratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Difenderla oggi non \u00e8 un gesto rituale.<\/p>\n\n\n\n<p>La democrazia resta forte solo finch\u00e9 qualcuno ha il coraggio di dire NO.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Polli. Siamo chiamati a votare su una riforma costituzionale che interviene su uno dei pilastri dell\u2019architettura repubblicana: l\u2019ordine giudiziario e l\u2019equilibrio tra i poteri dello Stato. Chi la propone la presenta come una modernizzazione necessaria, un passo avanti nel nome dell\u2019efficienza e del garantismo. Ma se si guarda con attenzione al suo contenuto, appare evidente un paradosso: la riforma non affronta i problemi reali della giustizia italiana e, nello stesso tempo, rischia di alterare uno degli equilibri pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6686,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11,10,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6672"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6672"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6688,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6672\/revisions\/6688"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6686"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}