{"id":6669,"date":"2026-03-10T20:05:03","date_gmt":"2026-03-10T19:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6669"},"modified":"2026-03-10T20:05:04","modified_gmt":"2026-03-10T19:05:04","slug":"guerra-breve-o-lunga","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/03\/10\/guerra-breve-o-lunga\/","title":{"rendered":"Guerra breve o lunga?"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Terza Guerra del Golfo, le prime due furono combattute contro l\u2019Iraq di Saddam Hussein, vede un bilancio in chiaroscuro. La controffensiva iraniana continua, rabbiosa e indiscriminata, verso i vari bersagli, segnatamente le postazioni militari USA nell\u2019area e Israele nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I missili ed i droni colpiscono i paesi arabi del Golfo. Gli episodi pi\u00f9 clamorosi sono a danno di Dubai, la piattaforma araba verso la comunit\u00e0 mondiale degli affari e del turismo. L\u2019aeroporto riapre su scala ridotta, la vita riprende con qualche apprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente emiratino Mohammed bin Zayed, considerato lo stratega pi\u00f9 fine del Golfo, ed il Principe di Dubai Hamdan bin Mohammed Al Maktun passeggiano nel centro commerciale e si trattengono al ristorante. Bisogna rassicurare il pubblico straniero che il pericolo \u00e8 cessato, anche se l\u2019immagine di paese sicuro \u00e8 stata scalfita nei due giorni di spavento collettivo e di inefficacia della difesa contraerea.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Colpite le basi americane in Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, neppure l\u2019Oman, il mediatore della prima ora, \u00e8 risparmiato dalla vendetta iraniana. Tutti i paesi limitrofi sono responsabili di intelligenza con il nemico e di sostanziale solidariet\u00e0 con Israele. Nessuno per\u00f2 dei paesi colpiti interviene direttamente nelle ostilit\u00e0. Il Principe saudita Mohammed bin Salman valuta e per il momento si astiene. Un impegno diretto porterebbe il Regno al fianco di Israele, uno stato che si \u00e8 impegnato a riconoscere a conclusione della causa palestinese. Il prezzo politico sarebbe maggiore del vantaggio da ricavare nel porsi in seno alla coalizione vincente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019attacco alla base britannica a Cipro porta l\u2019Unione europea, non la NATO di cui Nicosia non \u00e8 membro, al centro del mirino. Il Regno Unito invia alcune navi a protezione. L\u2019Unione europea non trova una posizione comune. La Spagna si chiama fuori con un \u201cno\u201d di principio a qualsiasi guerra. Francia, Germania, Italia si coordinano militarmente con il Regno Unito. Roma fa la sua parte con l\u2019invio di alcune navi verso Cipro.<\/p>\n\n\n\n<p>La divisione verte sulla valutazione giuridica dell\u2019intervento americano-israeliano: legittimo in quanto \u201cpre-emptive attack\u201d (l\u2019attacco nell\u2019imminenza dell\u2019attacco nemico), oppure illegittimo in quanto \u201cpreventive attack\u201d (l\u2019attacco in assenza di una effettiva e imminente minaccia). Alcuni richiamano il precedente della Seconda Guerra del Golfo. Gli Americani e la coalizione dei volenterosi attaccarono l\u2019Iraq sulla base della (falsa) asserzione che Saddam Hussein accumulava armi di distruzione di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La rappresaglia iraniana si \u00e8 ridotta dell\u201980% rispetto ai primi giorni. L\u2019esaurimento delle scorte ed il disordine decisionale a Teheran pesano quanto le continue raffiche di bombardamenti. L\u2019onda lunga riguarda lo Stretto di Hormuz, le navi non battenti la bandiera amica cinese non passano. Il prezzo del petrolio schizza oltre i cento dollari al barile, le borse sono in calo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema iraniano cerca di uscire dallo stato confusionale della prima ora e nomina Mojtaba Khamenei successore del padre nella carica di Guida Suprema. Una personalit\u00e0 da valutare per le sue sfaccettature, si sa degli immobili di propriet\u00e0 a Londra e della propensione ad abitarli. Le forze armate, nelle loro varie componenti, mantengono una certa autonomia decisionale e continuano a contrattaccare sia pure con minore intensit\u00e0. Le cellule dei \u201cproxies\u201d, le milizie amiche sparse nel quadrante arabo, colpiscono ai fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In Yemen, gli Houthi si muovono con circospezione, probabilmente per capire come volge il conflitto e dimostrare una certa indipendenza di azione. In Libano, Hezbollah \u00e8 attivo. Il Governo libanese bandisce la milizia armata, ma non ha la forza per disarmarla. Le IDF hanno cos\u00ec l\u2019occasione per penetrare nel sud del Paese e completare la pulizia interrotta nei mesi scorsi a seguito dell\u2019intesa. Si sospetta che le IDF siano entrate in Libano per restarci a tempo indeterminato, essendo improbabile che le LAF (Lebanese Armed Forces) siano in grado di prendere il controllo. Dopo Gaza scarnificata ed affidata ad una guida internazionale e l\u2019annessione strisciante della Cisgiordania, si arricchirebbe cos\u00ec il disegno del Grande Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il regime regge, la perdita di oltre 50 alti dignitari lo ha fiaccato e non divelto. I bombardamenti hanno fortemente ridotto il numero dei missili balistici e dei lanciatori. Si evoca il ricorso alle forze terrestri per recuperare l\u2019uranio arricchito. La prospettiva inquieta sia per la difficolt\u00e0 di penetrare nei siti che per le prevedibili perdite.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario del cambio di regime appare dunque meno viabile, prende corpo l\u2019ipotesi che il conflitto duri a lungo e veda uno sbocco grazie ad un accomodamento con la leadership in carica e non con una nuova. Si conta sulla stanchezza che prevarr\u00e0 a Washington dopo la lunga e dispendiosa azione militare senza lo sbocco auspicato sul piano politico. Anche se il Presidente potr\u00e0 annunciare la vittoria avendo distrutto buona parte dell\u2019arsenale nemico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Governo di Israele ha perci\u00f2 premura di raggiungere l\u2019obiettivo di sempre: distruggere o fortemente ridurre la capacit\u00e0 militare d\u2019Iran. La contesa politica interna vive una fase di fair-play. Gli oppositori plaudono all\u2019azione congiunta con gli Americani. Si preparano alla scadenza elettorale di giugno, sperano di rovesciare la coalizione di destra e destituire Benjamin Netanyahu.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Hanno una insperata sponda presso alcuni Repubblicani d\u2019America. Donald Trump sarebbe stato spinto da Netanyahu e dai suoi sodali a Washington verso una guerra che non incontra l\u2019interesse nazionale: l\u2019Iran non sarebbe una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Terza Guerra del Golfo, le prime due furono combattute contro l\u2019Iraq di Saddam Hussein, vede un bilancio in chiaroscuro. La controffensiva iraniana continua, rabbiosa e indiscriminata, verso i vari bersagli, segnatamente le postazioni militari USA nell\u2019area e Israele nel suo complesso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I missili ed i droni colpiscono i paesi arabi del Golfo. Gli episodi pi\u00f9 clamorosi sono a danno di Dubai, la piattaforma araba verso la comunit\u00e0 mondiale degli affari e del turismo. 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