{"id":6584,"date":"2026-02-16T13:51:46","date_gmt":"2026-02-16T12:51:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6584"},"modified":"2026-02-16T13:51:48","modified_gmt":"2026-02-16T12:51:48","slug":"i-grundsatzredem-di-merz-e-la-competitivita-europea","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/02\/16\/i-grundsatzredem-di-merz-e-la-competitivita-europea\/","title":{"rendered":"I Grundsatzredem di Merz e la competitivit\u00e0 europea"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>Friedrich Merz pronuncia i discorsi sui fondamentali, i Grundsatzredem, alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. Il giorno prima si \u00e8 trattenuto in conclave con i colleghi del Consiglio europeo nel Castello di Alden Biesen, impropriamente definito un\u2019abbazia per la somiglianza ad un complesso monastico. Il Belgio \u00e8 ricco di castelli e abbazie, alcune spillano la famosa Bi\u00e8re d\u2019Abbaye, pronti ad accogliere i grandi d\u2019Europa per le loro riflessioni sugli affari del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>A Biesen, puntualmente, il Cancelliere critica la proposta francese di una nuova emissione di obbligazioni europee, gli eurobond, sulla falsariga di Next Generation EU, volta a finanziare l\u2019autonomia strategica. La nozione di autonomia cambia significato in relazione a chi la pronuncia. Emmanuel Macron si riferisce principalmente al sistema di sicurezza, altri leader alla crescita complessiva dell\u2019Unione in settori anche non securitari e militari.<\/p>\n\n\n\n<p>La dottrina tedesca, e dei \u201cfrugali\u201d, non cambia: il debito europeo \u00e8 un unicum irripetibile, specie in circostanze che non si ritengono eccezionali. Come se la guerra nel cuore d\u2019Europa non fosse un\u2019eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cancelliere prende atto che fra Europa e Stati Uniti \u00e8 in corso la dissociazione. Inquieta la deriva autoritaria di certe decisioni presidenziali, non solo la famigerata ICE mandata a presidiare le citt\u00e0, ma anche la politica di remigrazione, i respingimenti forzati se non violenti degli immigrati illegali. Un non senso per la storia americana che su un certo tasso d\u2019immigrazione ha fondato il primato civile e tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>La dissociazione \u00e8 politica. In Europa, alcuni leader evocano l\u2019esigenza di tornare a parlare con Vladimir Putin. Si noti bene: non con la Russia in quanto tale, un paese che si vorrebbe comunque amico, ma con il Presidente destinatario di mandato della Corte Penale Internazionale. Altri leader notano che Donald Trump intende chiudere la partita ucraina nel giugno 2026, ma che Putin la trasciner\u00e0 per tutto l\u2019anno se non oltre. Alcune visioni europee trovano il riflesso rovesciato a Washington.<\/p>\n\n\n\n<p>Riabilitato grazie allo spirito di Anchorage, Putin \u00e8 l\u2019interlocutore preferito di Trump e dei suoi emissari, gli immancabili Steve Witkoff e Jared Kushner, che con lui esibiscono un rapporto pi\u00f9 che cordiale, apertamente amichevole. Mentre Trump addebita a Volodymyr Zelenskyy la responsabilit\u00e0 di tirarla per le lunghe. Zelenskyy si lascerebbe irretire dagli onori che riceve in Europa oltre che dalle incaute promesse di restare al fianco dell\u2019Ucraina ora e per sempre. Solo che senza l\u2019aiuto americano il sostegno europeo non \u00e8 tale da fronteggiare la Russia. Zelenskyy deve prendere atto della situazione e \u201cdarsi una mossa\u201d, se come il resto del mondo vuole porre fine alla carneficina di giovani ucraini e russi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti conducono le trattative con la Russia negli Emirati Arabi Uniti, nella palese esclusione degli Europei. Allestiscono la governance per Gaza e in prospettiva per il Medio Oriente con il solo sostegno di Israele ed escludendo gli Europei. Questi saranno semmai chiamati a fare da ad intervenire a decisioni prese. L\u2019Unione ed il Regno Unito sono variabili dipendenti delle posizioni americane. Il dato \u00e8 incontrovertibile dopo un anno di Amministrazione Trump, in parte per la determinazione americana e in parte per l\u2019inerzia europea.<\/p>\n\n\n\n<p>La dissociazione, sempre secondo Merz, \u00e8 in un generale atteggiamento offensivo verso la civilt\u00e0 europea, impastata di tolleranza e valori democratici che le pulsioni autoritarie, persino nella capitale delle libert\u00e0, mettono in discussione. Dobbiamo avere l\u2019orgoglio delle nostre tradizioni, uscire dalle retrovie della storia, tornare ad essere un modello di avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passaggio saliente del discorso riguarda la sicurezza: la Bundeswehr sar\u00e0 l\u2019esercito pi\u00f9 forte d\u2019Europa. Si cancellano cos\u00ec i timori, ancora presenti all\u2019epoca dell\u2019unificazione, di una Germania militarizzata che corresse verso il Quarto Reich. La Germania di oggi \u00e8 inserita nel quadro europeo e atlantico.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla stessa linea del Cancelliere, e con qualche ambiguit\u00e0 sulla terminologia, si colloca il Presidente francese. Gli fa eco il Primo Ministro britannico, il meno sospetto di antipatie americane ed invece il pi\u00f9 consapevole che qualcosa nella speciale relazione transatlantica si \u00e8 rotta con l\u2019Amministrazione Trump e con il complesso del tecno-capitalismo che la sostiene.<\/p>\n\n\n\n<p>Starmer con Macron evoca, ragionevolmente a porte chiuse, la possibilit\u00e0 di estendere l\u2019ombrello nucleare franco-britannico all\u2019Europa. Il Regno Unito sta fuori dall\u2019Unione ma anche fuori dallo spirito Brexit, concluderebbe un patto sulla difesa comune.<\/p>\n\n\n\n<p>La Spagna si chiama fuori dal discorso preferendo il basso profilo in materia di sicurezza e l\u2019apertura in materia migratoria. Si risente, il Primo Ministro di Madrid, per essere escluso a Biesen dal prevertice, come se non fosse pi\u00f9 ben accetto nel salotto buono dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 presente al conclave in maniera insolitamente numerosa. Alla Presidente del Consiglio in carica si aggiungono due suoi predecessori in qualit\u00e0 di consiglieri speciali dell\u2019Unione. Il paradosso vuole che Giorgia Meloni si opponesse ai Governi di Enrico Letta e Mario Draghi, ambedue autori di documenti sulla competitivit\u00e0 europea. La Presidente non si reca a Monaco per un concomitante impegno in Africa. Il che le evita di prendere posizione circa la intemerata tedesca sui rapporti transatlantici. Meloni ha ricevuto da poco a Milano il Vicepresidente Vance e tiene aperto il canale con Washington pur senza dissentire apertamente con i colleghi europei.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Lungo la stessa linea decide di accettare l\u2019invito al Board of Peace, come osservatore e in attesa di conoscere gli orientamenti dei colleghi europei. Critica certi eccessi verbali di Merz, col quale ha da poco vantato un\u2019intesa speciale, per ribadire che Europa e Stati Uniti sono indissolubilmente legati.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fa eco il Segretario di Stato a Monaco. Marco Rubio si ritaglia il ruolo del repubblicano ragionevole a cospetto del repubblicano duro alla Vance. Parte la corsa alla candidatura per la Casa Bianca, i due rivali si profilano diversamente, ciascuno per attrarre una parte dell\u2019elettorato repubblicano. Vance mira all\u2019eredit\u00e0 di Trump nella sua totalit\u00e0, Rubio a quella fascia insoddisfatta&nbsp; dalle forzature del Presidente, si veda il voto al Congresso sui dazi. La partita si gioca in parte sul campo europeo. Non a caso Rubio rammenta le origini piemontesi della famiglia. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. Friedrich Merz pronuncia i discorsi sui fondamentali, i Grundsatzredem, alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. Il giorno prima si \u00e8 trattenuto in conclave con i colleghi del Consiglio europeo nel Castello di Alden Biesen, impropriamente definito un\u2019abbazia per la somiglianza ad un complesso monastico. Il Belgio \u00e8 ricco di castelli e abbazie, alcune spillano la famosa Bi\u00e8re d\u2019Abbaye, pronti ad accogliere i grandi d\u2019Europa per le loro riflessioni sugli affari del mondo. 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