{"id":6517,"date":"2026-02-04T09:00:00","date_gmt":"2026-02-04T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6517"},"modified":"2026-02-02T10:53:43","modified_gmt":"2026-02-02T09:53:43","slug":"le-complesse-vicende-del-confine-orientale-italiano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/02\/04\/le-complesse-vicende-del-confine-orientale-italiano\/","title":{"rendered":"Le complesse vicende del confine orientale italiano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>venerd\u00ec 13 febbraio, ore 18<\/strong><br><strong>Gradisca d\u2019Isonzo,\u00a0<\/strong>sala Civica Bergamas &#8211; Via Antonio Bergamas, 3<\/p>\n\n\n\n<p>Nel marzo 2004 il Parlamento italiano, con un voto pressoch\u00e9 unanime, ha istituito la&nbsp;&nbsp;<em>Giornata del Ricordo&nbsp;<\/em>dedicata&nbsp;alle foibe, all\u2019esodo giuliano\u2011dalmata e alla complessa vicenda del confine orientale.<\/p>\n\n\n\n<p>La data scelta,&nbsp;il 10 febbraio, coincide con la firma del Trattato di pace del 1947, con il quale l\u2019Istria, Fiume e le isole quarnerine furono assegnate alla Jugoslavia. Da allora il tema \u00e8 uscito dall\u2019area del \u201cnon dicibile\u201d politico, ma non si \u00e8 ancora trasformato in una memoria davvero condivisa: molti ne ignorano ancora il significato, non mancano posizioni negazioniste, altri ne hanno una visione distorta e senza contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia delle foibe \u2013 e ancor pi\u00f9 la lunga rimozione che le ha accompagnate \u2013 rappresenta uno specchio delle contraddizioni italiane, tra omissioni, ipocrisie e difficolt\u00e0 nel fare i conti con il passato. Le cause di quella tragedia rimandano a una duplice dinamica: da un lato, la politica di italianizzazione forzata perseguita dal regime fascista nelle aree mistilingue dell\u2019Istria e del confine orientale, con la sistematica snazionalizzazione delle comunit\u00e0 slovena e croata, dall\u2019altro, l\u2019espansionismo della nuova Jugoslavia guidata da Tito, intenzionata ad annettere Istria, Dalmazia e Trieste e a consolidare il regime che stava costruendo. Nel maggio\u2011giugno 1945, con l\u2019arrivo delle truppe jugoslave a Trieste e l\u2019instaurazione di proprie autorit\u00e0 amministrative, si scaten\u00f2 una repressione in cui si intrecciarono risentimenti nazionali e volont\u00e0 epurativa.<\/p>\n\n\n\n<p>A questa pagina dolorosa si \u00e8 aggiunta, per decenni, una rimozione altrettanto significativa. Perch\u00e9 non si \u00e8 parlato degli infoibati? Perch\u00e9 si \u00e8 taciuto sulle migliaia di profughi italiani costretti a lasciare le loro terre passate sotto sovranit\u00e0 jugoslava e accolti in 109 campi di raccolta in tutta la penisola? Questa \u201cmemoria negata\u201d si fonda su tre grandi silenzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 il&nbsp;&nbsp;<em>silenzio internazionale<\/em>: dopo la rottura tra Stalin e Tito nel 1948, la Jugoslavia divenne per l\u2019Occidente un interlocutore strategico, e la diplomazia evit\u00f2 accuratamente di sollevare questioni imbarazzanti. Il secondo \u00e8 il&nbsp;&nbsp;<em>silenzio di partito<\/em>, il terzo quello&nbsp;&nbsp;<em>di Stato<\/em>. L\u2019Italia uscita dalla guerra cerc\u00f2 di autorappresentarsi come Paese vincitore, utilizzando la Resistenza \u2013 pur fondamentale ma minoritaria \u2013 come elemento identitario capace di assolvere collettivamente il Paese dalle responsabilit\u00e0 del ventennio fascista e del conflitto. Una narrazione che favor\u00ec sia la sinistra comunista, sia le forze moderate impegnate nella ricostruzione dello Stato. Affrontare apertamente il passato avrebbe significato mettere in discussione equilibri politici delicati: prevalse cos\u00ec la scelta di rimuovere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sostenere l\u2019immagine di un\u2019Italia \u201cvincitrice\u201d, era necessario cancellare tutto ci\u00f2 che ricordava la sconfitta. Da qui i silenzi sui prigionieri di guerra, sui crimini italiani, sui mancati processi di estradizione e, soprattutto, sulle foibe e sull\u2019esodo: nessun Paese vincitore, infatti, subisce dopo la fine del conflitto la perdita di migliaia di cittadini e la fuga di centinaia di migliaia di altri. Nella memoria repubblicana non trov\u00f2 spazio n\u00e9 chi fu ucciso nel Nord\u2011Est, n\u00e9 chi visse la dolorosa esperienza dell\u2019esilio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019istituzione della&nbsp;&nbsp;<em>Giornata del Ricordo<\/em>&nbsp;ha rappresentato un risarcimento simbolico e un passo importante per sottrarre questa vicenda alle polemiche e alle strumentalizzazioni. Tuttavia, il percorso per trasformare la tragedia del confine nord\u2011orientale in una consapevolezza collettiva pienamente condivisa \u00e8 ancora lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte c\u2019\u00e8 chi se ne \u00e8 appropriato facendo della storia un uso politico e dimenticato il carico di odio e violenza che il fascismo porto in quelle terre a partire dal \u201822, dall\u2019altra che minimizza se non addirittura nega restando prigioniero di schemi mentali buoni per gli anni \u201850.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne parler\u00e0 pi\u00f9 diffusamente il prof. Raoul Pupo,&nbsp;storico&nbsp;italiano, gi\u00e0 professore di&nbsp;Storia contemporanea&nbsp;all&#8217;Universit\u00e0 di Trieste, dov\u2019\u00e8 attualmente senior scientist, e tra i massimi conoscitori dell&#8217;Esodo giuliano-dalmata&nbsp; e delle tragiche vicende&nbsp; del confine orientale italiano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato componente delle Commissioni storico-culturali italo-slovena e italo-croata, nonch\u00e9 del comitato scientifico dell\u2019Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, ora Istituto Parri. E\u2019 autore di moltissime pubblicazioni e ha curato programmi di alta divulgazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Introdurr\u00e0 Giulia Castellan, associazione culturale Apertamente, letture a cura di Cinzia Benussi. Il sindaco Pagotto porter\u00e0 il saluto del Comune di Gradisca d\u2019Isonzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;evento \u00e8 parte del progetto &#8220;Memorie Vive&#8221; promosso dal Comune di Gradisca d&#8217;Isonzo e cofinanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"483\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-483x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6518\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-483x1024.jpg 483w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-141x300.jpg 141w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-724x1536.jpg 724w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-69x146.jpg 69w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-24x50.jpg 24w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA-35x75.jpg 35w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/RICORDO-GRADISCA.jpg 754w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>venerd\u00ec 13 febbraio, ore 18Gradisca d\u2019Isonzo,\u00a0sala Civica Bergamas &#8211; Via Antonio Bergamas, 3 Nel marzo 2004 il Parlamento italiano, con un voto pressoch\u00e9 unanime, ha istituito la&nbsp;&nbsp;Giornata del Ricordo&nbsp;dedicata&nbsp;alle foibe, all\u2019esodo giuliano\u2011dalmata e alla complessa vicenda del confine orientale. 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