{"id":6458,"date":"2026-01-23T18:04:57","date_gmt":"2026-01-23T17:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6458"},"modified":"2026-01-23T18:04:57","modified_gmt":"2026-01-23T17:04:57","slug":"scuola-violenza-e-altre-questioni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/01\/23\/scuola-violenza-e-altre-questioni\/","title":{"rendered":"Scuola, violenza e altre questioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Fulvio Ervas.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accoltellamento mortale di uno studente da parte di un compagno e all\u2019interno di un istituto scolastico ha suscitato molta attenzione e anche molto dibattito. &nbsp;E\u2019 un episodio che svanir\u00e0 dalle cronache, sempre travolte da bufere di accadimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Meriterebbe,\u00a0 invece, qualche riflessione perch\u00e9 sono emersi molti\u00a0 temi importanti: l\u2019aggressivit\u00e0 che pare serpeggiare tra i giovani, la diffusione dei coltelli (migliaia secondo alcuni articoli) e la dissacrazione di un luogo, come la scuola, dove la violenza dovrebbe essere bandita totalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ministro dell\u2019istruzione e del merito, Valditara,&nbsp; ha colto il momento per lanciare una proposta stringente: inserire negli istituti uno strumento concepito come prevenzione, cio\u00e8 il metal detector. Proposta che non ha entusiasmato il mondo di chi opera negli istituti, siano dirigenti che professori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sindaco di La Spezia, luogo in cui \u00e8 accaduto il tremendo fatto delittuoso, si \u00e8 spinto nell\u2019affermare che solo certe etnie&nbsp; hanno l\u2019abitudine di ricorrere alle lame in precisi frangenti e contesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sia la proposta del metal detector, quanto l\u2019accusa che di coltello si muoia solo per mano di nordafricani ( queste sono le etnie di cui il sindaco &nbsp;faceva cenno) sono il solito, superficiale, approccio a problemi complessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Temo che, semmai l\u2019idea del metaldetector superi la fase della sparata propagandistica, difficilmente vedremo lo strumento davanti all\u2019entrata dei licei classici o nelle scuole pi\u00f9 prestigiose del Regno. Sar\u00e0 pi\u00f9 facile vederlo proporre in certi istituti tecnici o professionali, dove l\u2019ISEE famigliare non scala il Monte Bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 questo un punto su cui riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Cogliere l\u2019occasione, se si ha il vizio di guardare in modo pi\u00f9 ampio, per ragionare quale sia la natura profonda di questi eventi, se essi siano occasionali inciampi del vivere, quindi statisticamente fastidiosi ma eccezionali, o&nbsp; se invece siano sintomi di dinamiche sociali pi\u00f9 ampie.<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo a ragionare su un primo fatto: come fa&nbsp; crescere i giovani un mondo&nbsp; in cui, nell\u2019ultimo decennio, in tutti i paesi avanzati (figuriamoci in quelli pi\u00f9 poveri)&nbsp; la ricchezza si \u00e8 concentrata a dismisura rispetto alla sua distribuzione?<\/p>\n\n\n\n<p>Quote irrisorie della popolazione sono ricchissime e la stragrande maggioranza dei cittadini vivacchiano con differenti difficolt\u00e0 tra un supermercato e un mutuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mondo siffatto, spudorato per certi aspetti, pu\u00f2 essere un mondo privo di tensioni? Un cittadino normale, soprattutto nella sua fase giovanile, vive&nbsp; convintamente felice delle proprie condizioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo.<\/p>\n\n\n\n<p>E in quali fasce della popolazione si concentreranno i grovigli di tali difficolt\u00e0? Quelli che hanno il commercialista o quelli che si affidano al CAF per la dichiarazione dei redditi?<\/p>\n\n\n\n<p>E nell\u2019ampia comunit\u00e0 dei poco ricchi, se non dei poveri, quale sua parte vivr\u00e0 con maggiori tensioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente quella ancora pi\u00f9 ai margini, quella di persone poco considerate, alle volte derise, spesso impiegate in lavori con professionalit\u00e0 ridotta. E come cresceranno i figli, i giovani, di questo strato di popolazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Tranquilli e pacifici?&nbsp; O, probabilmente, con una certa insoddisfazione che pu\u00f2 sfociare in rabbia e anche violenza?<\/p>\n\n\n\n<p>E il mondo di questi ultimissimi anni \u00e8 forse un esempio positivo per i giovani di ogni luogo&nbsp; o, per usare il pessimo termine del sindaco di La Spezia, di ogni etnia?<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente sentono salire la rabbia. Probabilmente una mano tesa &nbsp;non solo per discutere ma per sciogliere nodi potrebbe esser d\u2019 aiuto.&nbsp; Ma l\u2019esempio del mondo adulto, delle alte sfere,&nbsp; educa a ragionare, confrontarsi, a trovare soluzioni condivise?<\/p>\n\n\n\n<p>Troppe domande, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 proprio qui che nascono le scorciatoie per accusare i giovani di violenza: non porsi le domande corrette e non cercare percorsi per affrontare seriamente le contraddizioni il che equivale a pensare di fermare un fiume impetuoso a valle.<\/p>\n\n\n\n<p>Non funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo bisogno di intelligenza e di visione proiettata nel futuro, non di strumenti preistorici anche quando funzionano con la corrente elettrica come il metal detector.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Fulvio Ervas. 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