{"id":6410,"date":"2025-12-30T09:00:00","date_gmt":"2025-12-30T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6410"},"modified":"2025-12-22T15:57:29","modified_gmt":"2025-12-22T14:57:29","slug":"quando-la-salute-mentale-unisce-i-territori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/12\/30\/quando-la-salute-mentale-unisce-i-territori\/","title":{"rendered":"Quando la Salute Mentale unisce i territori."},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Perazza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>FRANCO BASAGLIA<strong>. Oltre i confini. Pratiche di libert\u00e0<\/strong>.<\/em> \u00e8 il titolo del convegno internazionale che si \u00e8 svolto a novembre tra Gorizia e Nova Gorica, <em>dove tutto \u00e8 cominciato<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione dell&#8217;anno della prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera, mi era parso doveroso portare un contributo alla sua buona riuscita attraverso la realizzazione di un evento a cavallo tra Italia e Slovenia che tenesse assieme le due rivoluzioni che questo territorio poteva narrare.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima era quella direttamente collegata alle motivazioni che avevano portato la giuria di esperti della Commissione europea a scegliere come Capitale europea della Cultura le due citt\u00e0 di Nova Gorica e Gorizia, tra loro unite, per l&#8217;anno 2025.&nbsp; Un fatto rivoluzionario che aveva reso possibile nel presente qualcosa che per molti anni era sembrata soltanto immaginabile: un confine tragico e doloroso che aveva tenute divise le due citt\u00e0,&nbsp; si era trasformato in un esempio di integrazione e cooperazione a livello internazionale. L&#8217; <em>utopia della realt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altra si riferiva alla rivoluzione che aveva preso avvio proprio ai margini di quel confine che negli anni &#8217;60&nbsp; divideva l&#8217;Italia dalla Jugoslavia, e dove il parco dell&#8217;Ospedale Psichiatrico Provinciale faceva materialmente da confine. In quel ospedale, grazie al lavoro di&nbsp; Franco Basaglia, era avvenuta una rivoluzione, destinata a cambiare il modo di intendere la malattia mentale e di dare cura alle persone che nella loro vita fanno l&#8217;esperienza della sofferenza mentale; da quel luogo si diffondeva il messaggio che si poteva realmente far fronte alla sofferenza mentale e alla fragilit\u00e0, che sono tratti costitutivi della condizione umana, in un altro modo: rispettoso, giusto, buono. Anche in questo caso l&#8217; <em>utopia della realt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non mi \u00e8 stato difficile convincere il direttore del programma di GO! 2025, Stojan Pelco, che Franco Basaglia sarebbe stato il testimonial ideale per rappresentare la cornice di senso per l&#8217;assegnazione del titolo a Nova Gorica e Gorizia,&nbsp; presente nel titolo stesso dell&#8217;evento: <em>GO ! Borderless.&nbsp; <\/em>Infattilo psichiatra veneziano in tutta la sua vita era stato maestro dell&#8217;attraversamento di confini, in particolare quelli tra il mondo della ragione e il mondo della follia, tra il mondo dei diritti e il mondo delle persone a cui tutti i diritti venivano negati. E aveva capito il valore e il ruolo fondamentale della Cultura, ben pi\u00f9 dei tecnicismi e degli specialismi, per scardinare i luoghi della repressione e dell&#8217;isolamento, per creare inedite alleanze, per ricercare collaborazioni indispensabili a costruire nuovi percorsi di cura, inventare nuove opportunit\u00e0 di vita, aiutare la societ\u00e0 a confrontarsi con l&#8217;Altro e con le figure del disagio che essa stessa produce.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 nata l&#8217;dea del convegno, realizzato poi assieme agli altri componenti del Comitato scientifico: Roberto Mezzina, Vito Flaker e Jost Cafuta. Ed \u00e8 stato cos\u00ec che i partecipanti al convegno, attraversando pi\u00f9 volte al giorno il confine&nbsp; tra Italia e Slovenia per raggiungere le diverse sedi dei lavori collocate alcune a Gorizia e altre a Nova Gorica, hanno avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di sperimentare in vivo un<em> confine che unisce<\/em>. Per poi riflettere e approfondire, nel corso dei lavori in aula, i principi e i valori del <em>sapere pratico<\/em> basagliano. Due rivoluzioni, due storie identitarie del nostro territorio, due <em>messaggi <\/em>che parlano&nbsp; di diritti, di libert\u00e0, di riconoscimento, di solidariet\u00e0, di pace. Due storie che scansano il richiamo insidioso delle nostalgie, riconoscono valori e principi universali di cui sono portatrici, e indicano nella Cultura lo strumento principale per attraversare i confini, di qualsiasi natura essi siano, e costruire assieme il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 di sessanta relatori provenienti da tutto il mondo, compresa la Direttrice dell&#8217;area Salute Mentale dell&#8217;Organizzazione Mondiale&nbsp; della Sanit\u00e0 di Ginevra Devora Kestel, si sono confrontati per capire quali sono le migliori politiche per la salute mentale,&nbsp; quale assetto organizzativo devono avere i servizi,&nbsp; quali sono le pratiche pi\u00f9 efficaci del fare salute mentale di comunit\u00e0, quale il ruolo delle persone che nella loro vita affrontano la sofferenza mentale, quanto \u00e8 ancora necessario il lavoro di deistituzionalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Impressionano i dati relativi alla regione europea dell&#8217;OMS che confermano l&#8217;urgenza di interventi mirati. Una persona su sei accusa un disturbo mentale, una su tre non riceve cure efficaci. La situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 critica per chi fa l&#8217;esperienza della psicosi: una persona su quattro non ha accesso ad alcuna forma di trattamento formale. Ogni anno 150.000 persone si tolgono la vita, il suicidio \u00e8 oggi la principale causa di morte tra i giovani di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 29 anni. Oltre\u00a0 l&#8217; 11 % degli adolescenti mostra comportamenti problematici legati all&#8217;uso dei social media. Una persona su quattro sopra i 60 anni dichiara di vivere nella solitudine. Durante la pandemia da COVID \u2013 19 , la prevalenza di ansia e depressione \u00e8 cresciuta del 25% su scala globale.\u00a0 A tutto ci\u00f2 si aggiunge una drammatica carenza di operatori della salute mentale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-1024x681.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6412\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-1024x681.png 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-300x199.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-768x511.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-220x146.png 220w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-50x33.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1-113x75.png 113w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Basaglia-1.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La recente <em>Dichiarazione di Parigi<\/em> del giugno 2025 promossa dall&#8217;OMS e sottoscritta da 31 paesi europei richiama l&#8217;urgenza di affrontare la crisi della salute mentale&nbsp; con un approccio integrato e trasversale, promuovendo il benessere psicologico in tutte le politiche pubbliche. Sottolinea anche la necessit\u00e0 di allineare responsabilit\u00e0 e finanziamenti tra i diversi livelli di governo e i diversi settori della pubblica amministrazione; coinvolgere le persone con disturbo mentale gi\u00e0 nelle fasi di progettazione delle politiche; creare spazi pubblici&nbsp; che favoriscano l&#8217;inclusione e la connessione sociale; sviluppare strategie di prevenzione che partano dalle scuole, dai luoghi di lavoro, dalle carceri, dai media e dai contesti urbani;&nbsp; infine promuovere&nbsp; un uso sicuro del digitale in particolare per tutelare i pi\u00f9 giovani on line. L&#8217;Europa sollecita i decisori e responsabili delle politiche pubbliche affinch\u00e9 la salute mentale non sia relegata ai margini, ma venga riconosciuta come fondamento essenziale per la dignit\u00e0, il benessere e la coesione sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il benessere psicologico, solitamente inteso come condizione in cui l&#8217;individuo pu\u00f2 realizzare il proprio potenziale, affrontare le sfide quotidiane, lavorare in modo produttivo, contribuire alla propria comunit\u00e0, pu\u00f2 essere visto, dunque, come un obiettivo individuale, un diritto umano fondamentale, un bene pubblico che riguarda tutta la societ\u00e0. La salute mentale tuttavia non riguarda solo la sfera individuale, \u00e8 un bene collettivo strettamente intrecciato alla coesione sociale, e alla qualit\u00e0 di vita di un&#8217;intera comunit\u00e0. Dunque lo spostamento verso la cura nella comunit\u00e0, deve promuovere nuove forme di solidariet\u00e0, di cui c\u2019\u00e8 assoluto bisogno nell\u2019attuale momento storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Se consideriamo il nostro territorio, comprendiamo che queste indicazioni e questi obiettivi possono essere perseguiti pi\u00f9 efficacemente attraverso la cooperazione transfrontaliera. Lo scopo della collaborazione attraverso il confine, tra le altre cose, pu\u00f2 fornire risposte all\u2019armonizzazione delle possibilit\u00e0 di cura, all\u2019implementazione del diritto all\u2019assistenza nella comunit\u00e0, che al momento \u00e8 diseguale dalle due parti del confine. Tuttavia la cooperazione transfrontaliera necessita di essere considerata non solo come un esperimento pilota, isolato e conchiuso &#8211; come accaduto con i progetti promossi dal GECT GO per la costruzione di un network di servizi sociosanitari &#8211; ma pienamente valutata riguardo agli obiettivi raggiunti, alla sua sostenibilit\u00e0 e al suo potenziale per la generalizzazione e messa a sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>In tal senso il lascito del Convegno sar\u00e0 da un lato la costituzione di una rete internazionale per la Salute Mentale costituita dai relatori che hanno partecipato al convegno e che intendono mantenere Gorizia e Nova Gorica come sede di iniziative culturali e scientifiche internazionali nel campo della saute mentale. Dall&#8217;altro sar\u00e0 la diffusione di un documento approvato in un&#8217; assemblea dei partecipanti al convegno, con cui si chiede alle&nbsp; Autorit\u00e0 municipali di Gorizia, Nova Gorica, e Sempeter-Vrtojba in qualit\u00e0 di comuni fondatori del GECT GO, alla Presidenza del GECT GO, al Consiglio d&#8217;Europa e al Parlamento dell&#8217;Unione Europea, alle Autorit\u00e0 nazionali&nbsp; competenti in materia di salute mentale di:<\/p>\n\n\n\n<p>1. riconoscere la&nbsp; salute mentale quale fondamento essenziale per la dignit\u00e0, il benessere e la coesione sociale<\/p>\n\n\n\n<p>2. rafforzare le azioni per rendere la salute mentale elemento centrale in tutte le politiche pubbliche (\u2018Mental Health in All Policies\u2019)<\/p>\n\n\n\n<p>3. sviluppare un&#8217;azione per la messa in comune, lo scambio e la diffusione delle migliori pratiche in deistituzionalizzazione e salute mentale comunitaria, attraverso reti internazionali come quella costituitasi al convegno&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>4. sostenere e rilanciare&nbsp; le esperienze transfrontaliere, il che comprende la destinazione di fondi adeguati per la prosecuzione e la messa a sistema delle esperienze di successo,&nbsp; a partire da quelle&nbsp; fin qui realizzate nell&#8217;ambito territoriale del GECT GO con Gorizia, Nova Gorica, Sempeter Vrtojba&nbsp; e con Duvtolje, che, se sostenute adeguatamente,&nbsp; potrebbero costituire un modello di pratiche innovative, e fino ad ora mai realizzate di salute mentale comunitaria transfrontaliera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>5. rafforzare e rilanciare il coinvolgimento delle comunit\u00e0 locali di confine, in quanto risorsa preziosa per modelli di convivenza e coesione transnazionali, nella creazione di conoscenza condivisa e nello scambio di innovazioni, culture di pace, azioni di sviluppo sostenibile e sinergie a tutti i livelli&nbsp; delle politiche di salute e di sviluppo del capitale sociale e umano.<\/p>\n\n\n\n<p>6. coinvolgere l&#8217;OMS e le sue organizzazioni partner, come la World Federation for Mental Health, nella valorizzazione, diffusione, trasmissione e messa in rete di tali pratiche.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Perazza. 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