{"id":6342,"date":"2025-12-09T17:08:19","date_gmt":"2025-12-09T16:08:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6342"},"modified":"2025-12-09T17:08:20","modified_gmt":"2025-12-09T16:08:20","slug":"sacro-e-profano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/12\/09\/sacro-e-profano\/","title":{"rendered":"Sacro e profano"},"content":{"rendered":"\n<p>di Massimo Bulli.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa lega tre episodi recentemente accaduti nel panorama politico italiano e finiti sulle prime pagine dei giornali, seppure con enfasi diverse? Il primo riguarda Salvini a Bari che, durante un comizio elettorale, riferendosi agli immigrati, ripete pi\u00f9 volte l\u2019espressione \u201ccristianamente e generosamente fuori dalle palle\u201d. Il secondo episodio vede la Presidente del Consiglio Meloni che, insieme ai vicepresidenti e ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre a Maurizio Lupi e ad altri esponenti della destra al Governo, durante un comizio a Napoli si mette a saltellare e ballare al coro di \u201cchi non salta comunista \u00e8\u201d. Il terzo, infine, \u00e8 il gravissimo attacco del Governo al Presidente della Repubblica, scaturito da un articolo estremamente fazioso pubblicato da un giornale che della faziosit\u00e0 \u00e8 quasi un simbolo. In quell\u2019articolo sarebbero state riportate alcune frasi, di provenienza non chiara, attribuite a una conversazione privata cui avrebbe partecipato un Consigliere del Presidente, frasi peraltro interpretabili in modi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che unisce questi episodi \u00e8 una radice comune: la volont\u00e0, dimostrata da parte della destra al Governo, di dissacrare e azzerare quei valori che finora hanno rappresentato punti di riferimento etici, morali e politici nel nostro Paese. L\u2019obiettivo \u00e8 proporsi come unico erogatore di verit\u00e0, come accadeva nel romanzo <em>1984<\/em> di Orwell, dove il \u201cReality control\u201d \u2013 il controllo della realt\u00e0 \u2013 stabilisce che vero non \u00e8 ci\u00f2 che accade, ma ci\u00f2 che il Partito decide debba essere vero secondo la propria narrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per raggiungere questo scopo \u00e8 necessario svalutare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 alimentare un pensiero critico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Salvini, a Bari, afferma: \u201cL\u2019Europa sta permettendo a troppi migranti soprattutto islamici di entrare nel nostro Paese e di distruggere il nostro tessuto valoriale e sociale. Il problema \u00e8 pretendere che chi arriva a Bari rispetti la nostra cultura, la nostra religione, la nostra Costituzione. Quelli che non sono disposti a farlo, cristianamente e generosamente fuori dalle palle\u201d, compie un atto che sfiora la bestemmia. \u201cCristianamente\u201d significa \u201csecondo i dettami di Cristo\u201d, il quale per\u00f2 non avrebbe mai espresso un concetto simile. Il Cristianesimo \u00e8 accoglienza (Matteo 25), il Cristianesimo \u00e8 perdono (Matteo 5, 38). Le parole di Salvini risultano dunque blasfeme e mirano a sdoganare una versione semplificata e strumentale del Cristianesimo, utilizzandolo come sostegno alle proprie tesi. Si insinua cos\u00ec l\u2019idea che i valori cristiani \u2013 in particolare l\u2019amore per il prossimo \u2013 non siano universali, ma possano essere modulati secondo convenienza, e che proprio lui possa ergersi a giudice di tale convenienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non va dimenticato, inoltre, l\u2019uso frequente \u2013 soprattutto da parte della Lega \u2013 dell\u2019accostamento tra valori sacri come il Natale e simboli laici come il presepe, l\u2019albero di Natale o persino il panettone. Si crea cos\u00ec l\u2019idea che i simboli cristiani possano essere manipolati a seconda dell\u2019opportunit\u00e0 politica del momento, suggerendo una sostanziale inconsistenza del messaggio evangelico a favore di un simbolismo consumistico e di circostanza, utile come etica di facciata o come \u201cgrandstanding\u201d morale. Il tutto accompagnato da una strizzata d\u2019occhio ai propri sostenitori, con il messaggio implicito di sempre: per chi \u00e8 amico della destra, le regole non valgono o si interpretano. Anche quelle religiose.<\/p>\n\n\n\n<p>I membri del Governo che saltellano al coro di \u201cchi non salta comunista \u00e8\u201d compiono, innanzitutto, un gesto dissacrante nei confronti della dignit\u00e0 del Governo e delle Istituzioni. Il ruolo di Presidente del Consiglio \u2013 e, a seguire, quello dei Ministri \u2013 viene cos\u00ec ridotto a quello di un \u201cCapo\u201d circondato da attendenti di un gruppo di potere, pi\u00f9 che a figure chiamate a gestire la cosa pubblica. \u00c8 difficile immaginare gli statisti del passato comportarsi in modo tanto indecoroso. Verrebbe piuttosto in mente un personaggio grottesco come quello creato da Antonio Albanese, Cetto La Qualunque. Ma qui non c\u2019\u00e8 ingenuit\u00e0: c\u2019\u00e8 appropriazione di potere, c\u2019\u00e8 lo spostamento del confine tra ci\u00f2 che \u00e8 etico e ci\u00f2 che non lo \u00e8. \u00c8 come schioccare le dita sotto il naso di chi ha rispetto per le istituzioni, trattandole come un foglio di carta da appallottolare e gettare in un angolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un modo per affermare: \u201cil potere sono io, e non devo rendere conto a nessuno\u201d, tantomeno alla Storia o alla dignit\u00e0 del Paese. Il ruolo istituzionale diventa cos\u00ec un cappotto da indossare o togliere a seconda della convenienza, un orpello da esibire quando serve, non un impegno da vivere con convinzione. L\u2019effetto \u00e8 quello di un barbaro che entra in un museo e usa un dipinto del Caravaggio come bersaglio per le freccette.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi un altro aspetto: la tendenza a considerare chiunque non sia di destra non come un avversario, ma come un nemico. Tutto ci\u00f2 che rappresenta pensiero critico o semplicemente diverso dalla linea del \u201cregime\u201d viene confezionato sotto l\u2019etichetta di \u201ccomunista\u201d. Secondo questa semplificazione grossolana \u2013 ma purtroppo strategicamente efficace \u2013 non esisterebbero pi\u00f9 correnti di pensiero differenti: riformismo progressista, socialdemocrazia, liberal-progressismo, socialismo democratico, sinistra ecologista, ambientalismo, cattolicesimo sociale, civismo progressista, europeismo progressista, democrazia\u2026 tutto scompare. Resta solo un nemico \u201ccomunista\u201d, da ridicolizzare con un balletto idiota.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intento \u00e8 evidente: spaccare la societ\u00e0 in due. Da un lato la destra, dall\u2019altro il nemico, chiunque la pensi diversamente. \u00c8 la svalorizzazione del pensiero in favore dell\u2019esaltazione dello slogan, del tifo calcistico. Il risultato \u00e8 l\u2019azzeramento del dubbio, della domanda fondamentale: il Governo sta facendo bene o male? L\u2019importante, come nel calcio, \u00e8 vincere la partita, il campionato, portare a casa la coppa \u2013 e quindi il potere. Come questo potere verr\u00e0 poi usato lo decider\u00e0 il \u201ccapo\u201d. Il pubblico festeggia, senza la capacit\u00e0 critica per comprendere che questa \u00e8 una gara in cui perdiamo tutti, perch\u00e9 perdiamo pluralit\u00e0 e democrazia. L\u2019importante \u00e8 aver \u201cvinto\u201d e poter dire agli avversari \u2013 anzi, ai \u201cnemici\u201d \u2013 \u201cquanto vi brucia\u201d. Fine del pensiero critico, avanti i pop corn.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo episodio \u00e8 l\u2019attacco, costruito su un pretesto, al Presidente della Repubblica. \u00c8 l\u2019ennesima dimostrazione che per questo Governo nulla \u00e8 sacro: niente merita rispetto assoluto, niente merita etica o considerazione. Tutto pu\u00f2 essere messo in discussione. Ancora una volta si strizza l\u2019occhio all\u2019idea che le regole si possano anche non rispettare, che nessun ruolo sia davvero sacro, che chi \u00e8 stato eletto non \u201cgoverna\u201d ma \u201ccomanda\u201d. E tutto ci\u00f2 che si frappone tra i desideri del Governo e la loro realizzazione \u2013 Democrazia, Legge, Giustizia, Costituzione, e con essa il suo garante, il Presidente della Repubblica \u2013 deve essere spazzato via.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec i magistrati che fanno il loro lavoro diventano \u201czecche rosse\u201d, la magistratura deve essere messa al guinzaglio con una \u201criforma\u201d, la Costituzione diventa un fastidio. Il suo garante deve essere delegittimato. Le parti della Storia che mostrano le storture del percorso del Governo devono essere rimosse, riscritte o rese irrilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p>utto questo, tra l\u2019altro, non produce quel calo di consenso che si potrebbe immaginare, per due motivi. Il primo \u00e8 che, assumendo il ruolo dei \u201cmonellacci\u201d, i membri del Governo legittimano il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 e delle regole da parte di molti loro sostenitori, un antico vizio italiano. Il secondo \u00e8 che questi politicanti, pur essendo al Governo, si comportano come se fossero all\u2019opposizione, come se stessero combattendo contro un potere opprimente. Si presentano come \u201crivoluzionari\u201d, mentre in realt\u00e0 stanno combattendo contro le leggi dello Stato \u2013 tra cui la Costituzione \u2013 che rappresentano l\u2019ultimo argine a tutela dei diritti degli italiani di fronte alla nascente autocrazia della destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Svilire per rimuovere, distruggere i valori per imporne di nuovi, pi\u00f9 adatti alle proprie mire autoritarie. Valori magari travisati ed esasperati, come quello della \u201cdifesa della Patria\u201d, utile a giustificare il riarmo e la follia di una nuova guerra, non per reale necessit\u00e0 di difesa, ma per motivi economici o per asservimento a qualche grande potenza.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, questo imbarbarimento dei costumi serve a demolire i punti di riferimento faticosamente conquistati nel dopoguerra, per sostituirli con disvalori nei quali il popolino festante pu\u00f2 illudersi di aver trovato una forma di \u201clibert\u00e0\u201d. Un\u2019altra parola abusata dai nuovi barbari della destra, che in realt\u00e0 si tradurrebbe in un\u2019assenza sostanziale di regole \u2013 o meglio, di regole certe, universalmente accettate e applicate \u2013 in un contesto in cui l\u2019unica legge destinata a prevalere sarebbe quella del pi\u00f9 forte. Ovvero di chi, invece di governare, \u201ccomanda\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un percorso che porterebbe rapidamente il nostro Paese verso un baratro economico e sociale. A chi considera esagerate queste parole, suggerirei una riflessione: si sta ipotizzando la reintroduzione della leva obbligatoria proprio mentre soffiano forti venti di guerra. La naja dei nostri figli \u2013 e delle nostre figlie, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la parit\u00e0 dei sessi \u2013 potrebbe non essere quella maccheronica che abbiamo conosciuto noi. Potrebbero trovarsi in situazioni di vera guerra. Sarebbe un brusco risveglio, ma sarebbe tardivo. Non sarebbe il caso di cominciare a ragionarci adesso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Bulli. Che cosa lega tre episodi recentemente accaduti nel panorama politico italiano e finiti sulle prime pagine dei giornali, seppure con enfasi diverse? 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