{"id":6326,"date":"2025-12-06T09:18:43","date_gmt":"2025-12-06T08:18:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6326"},"modified":"2025-12-06T09:18:43","modified_gmt":"2025-12-06T08:18:43","slug":"il-tempo-per-lucraina-si-accorcia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/12\/06\/il-tempo-per-lucraina-si-accorcia\/","title":{"rendered":"Il tempo per l&#8217;Ucraina si accorcia"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>Donald Trump si appresta a \u201ctradire\u201d l\u2019Ucraina. Il Presidente americano sta per mollare l\u2019Ucraina e la detestata Europa. Questa deve reagire con la faccia feroce a Mosca: non per proseguire la guerra, ma per chiuderla da una posizione di vantaggio. La prima dichiarazione \u00e8 attribuita a Emanuel Macron nel classico fuori onda della sua conversazione con Volodymyr Zelenskyy. La seconda \u00e8 di Friedrich Merz allo stesso Zelenskyy per metterlo in guardia dalle manovre contro il suo paese. A tramare sarebbe l\u2019insolita coppia Trump-Putin, avversari che si rispettano come i capi clan, non potendo combattersi, si spartiscono i territori d\u2019influenza. Nell\u2019anniversario della saga de Il Padrino, l\u2019immagine ci pu\u00f2 stare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ammiraglio italiano alla guida del Comitato Militare NATO ha l\u2019imprudenza di affermare che alla guerra ibrida di Mosca dobbiamo non solo reagire, quando siamo spesso in ritardo, dobbiamo prevenirla con attacchi parimenti mirati. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa di Francia ammonisce la Nazione a sacrificare i suoi giovani per la salvezza della Patria. Il Generale Charles de Gaulle non direbbe meglio, anche se il gollismo vive gli ultimi fuochi a Parigi a favore della destra lepenista pi\u00f9 vicina alla Russia che \u201c\u00e0 la France Insoumise\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il turbine delle esternazioni merita quel poco di chiarezza che merita una situazione sul terreno complessa per non dire caotica. La sorte della guerra non volge a favore dell\u2019Ucraina. Questo \u00e8 un fatto che neppure l\u2019ex Ministro degli Esteri di Kiev riesce a dissimulare. Permettere ai giovani di emigrare all\u2019estero malgrado le restrizioni della legge marziale favorisce la popolazione ed indebolisce la demografia del paese. Oggi mancano i soldati da mandare al fronte, domani mancheranno i giovani per ricostruire il disastro. Ma \u2013 sostiene Kuleba \u2013 anche con venti milioni di abitanti l\u2019Ucraina pu\u00f2 resistere altri due anni di conflitto fino a ribaltarne le sorti. Una posizione doverosamente ed eroicamente di parte,&nbsp; sottace alcuni elementi.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto la frenesia del Presidente americano nel chiudere la partita, nella convinzione, criticabile quanto si vuole ma ferma nella sua mente dalla campagna elettorale, che la partita era persa sin dall\u2019inizio. Anzi, per dirla tutta, con lui alla Casa Bianca nel 2022, la campagna militare neppure sarebbe iniziata. All\u2019epoca egli non avrebbe inseguito il miraggio del logoramento strategico della Russia via Ucraina (la dottrina Biden), avrebbe riconosciuto le ragioni di Putin nel volere rispristinare i resti dell\u2019impero sovietico. La novit\u00e0 di Trump \u00e8 di affidare le trattative non al corpo diplomatico facente capo al Dipartimento di Stato, ma a inviati di fiducia: il socio Steve Witkoff ed il genero Jared Kushner, gli stessi del cessate il fuoco a Gaza. Il negoziato \u00e8 un affare personale, l\u2019interesse statuale stinge.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi la stanchezza delle truppe al fronte. Dopo quasi quattro anni l\u2019armata ucraina \u00e8 allo stremo di uomini e mezzi, mentre la Russia continua a pescare nel bacino dell\u2019immenso territorio ed a riconvertire l\u2019economia in economia di guerra. Con la creazione di nuovi oligarchi, pari per arrogante ricchezza ai vecchi oligarchi degli idrocarburi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed infine la Russia. La si voleva isolata per l\u2019aggressione, continua a raccogliere la solidariet\u00e0 di amici che contano. Non basti la Cina, dove Macron in visita di stato cerca di persuadere Xi Jinping ad attenuare il sostegno, si aggiunge l\u2019India. Il Premier Modi accoglie Putin con un abbraccio, un gesto cordiale che poco si addice ad un uomo che si vorrebbe freddo come il russo. India e Russia hanno un\u2019intesa strategica che risale ai Settanta. Allora fu conclusa in chiave anticinese, oggi la si rinverdisce a favore del multipolarismo. Ovvero dell\u2019emergere, con pari dignit\u00e0, di nuovi attori globali sulla scena internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019India non raccoglie l\u2019invito americano a ridurre le importazioni di petrolio dalla Russia: sono a tariffa di favore, danno ossigeno all\u2019economia di New Delhi. Continua a comprare le armi dalla Russia per contenere l\u2019esuberanza cinese e la minaccia del Pakistan. La Russia ha bisogno dell\u2019India sul piano commerciale, la vendita di petrolio appunto, e perch\u00e9 l\u2019India \u00e8 la finestra verso l\u2019Occidente e verso quella anglosfera che molto ha da dire in Asia. La scelta euro-asiatica di Putin trova il suggello nell\u2019intesa con Cina e India.<\/p>\n\n\n\n<p>I militari europei mettono in guardia dai rischi cui siamo esposti: quelli attuali della guerra ibrida, quelli potenziali della guerra guerreggiata. La loro \u00e8 franchezza verbale. Della guerra ibrida fa parte la reazione gridata alle loro dichiarazioni. La Russia accusa l\u2019Europa di volerla attaccare e, nell\u2019immediato, di boicottare gli sforzi di pace dell\u2019America. Un ribaltamento della prospettiva: c\u2019\u00e8 l\u2019Occidente bellicoso che contrasta l\u2019Occidente pacifista, l\u2019aggressore diventa aggredito. Il racconto ha il suo fascino nella voluta ambiguit\u00e0. La cautela \u00e8 d\u2019obbligo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. Donald Trump si appresta a \u201ctradire\u201d l\u2019Ucraina. Il Presidente americano sta per mollare l\u2019Ucraina e la detestata Europa. Questa deve reagire con la faccia feroce a Mosca: non per proseguire la guerra, ma per chiuderla da una posizione di vantaggio. La prima dichiarazione \u00e8 attribuita a Emanuel Macron nel classico fuori onda della sua conversazione con Volodymyr Zelenskyy. 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