{"id":6265,"date":"2025-11-11T19:00:00","date_gmt":"2025-11-11T18:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6265"},"modified":"2025-11-10T11:13:09","modified_gmt":"2025-11-10T10:13:09","slug":"il-muro-dellipocrisia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/11\/11\/il-muro-dellipocrisia\/","title":{"rendered":"Il muro dell&#8217;ipocrisia"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 9 novembre \u00e8 la data alla quale si fa risalire la caduta del muro di Berlino.<\/p>\n\n\n\n<p>Una data importante, sicuramente, che Francis Fukuyama volle far coincidere con la fine della storia\u2026 usando questa locuzione per l\u2019ennesima volta nella storia.<br>Sosteneva Fukuyama che la tendenza mondiale verso la democrazia liberale e il superamento degli altri modelli politici rappresentassero una sorta di punto di arrivo, un traguardo finale di un processo lineare a cui ormai si stava arrivando.<br>Con tutto il rispetto per Fukuyama, va detto che quelli che lo avevano preceduto, col concetto della fine della storia, ovvero Hegel e Kojeve, non erano certamente dei principianti, eppure dopo di loro la storia ha continuato a correre.<br>Ma lasciamo per un attimo i grandi pensatori e veniamo ai commenti di certi politicanti italici, che come spesso accade usano ogni spunto per fare propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli assi portanti della comunicazione politica sul 9 novembre sono stati:<br>&#8211; la caduta del muro fu la fine del comunismo (con la banalizzazione classica secondo la quale le dittature est-europee coincidono con la dottrina comunista);<br>&#8211; la fine del comunismo (cos\u00ec inteso) determin\u00f2 la fine delle dittature;<br>&#8211; la fine di quelle dittature port\u00f2 alla libert\u00e0 dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, a partire da questa sottostruttura, si dipanano i messaggi social dei leader e dei relativi partiti politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Fratelli d\u2019Italia (il partito con la fiamma tricolore nel simbolo) se ne esce con una Meloni armata di mazza che demolisce il muro dell\u2019\u201degemonia della sinistra\u201d.<br>Matteo Salvini romanticamente posta: \u201cricordo quei giorni e quella bellissima sensazione di libert\u00e0: giovani e anziani insieme, a demolire i muri della schiavit\u00f9 e del comunismo\u201d. Solo che dopo \u201cquei giorni\u201d ci mise 8 anni per capire, visto che nel 1997 si candid\u00f2 al \u201cparlamentino padano\u201d coi comunisti padani (una delle tante stupidaggini leghiste, che comunque lo videro immortalato con il simbolo della falce e martello).<br>Ignazio La Russa, seconda carica della Repubblica nata dalla Resistenza, che vive col busto del duce in soggiorno definendosi \u201cnon anti-fascista\u201d, posta: \u201crinnoviamo oggi il nostro impegno per custodire e difendere i valori di libert\u00e0 e democrazia\u201d &#8230; Quando si parla degli ossimori.<br>Galeazzo Bignami (nome e cognome che rappresentano una sintesi perfetta), per celebrare la data del 9 novembre, se ne esce con un \u201cviva la libert\u00e0\u201d&#8230; Che si sposa perfettamente con le sue foto vestito da SS.<br>Naturalmente potremmo continuare a lungo, citando e sgranando gli occhi\u2026 ma pu\u00f2 davvero bastare.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorremmo solo terminare con un paio di (banali) conclusioni.<br>Le dittature del cosiddetto \u201csocialismo reale\u201d avevano in realt\u00e0 ben poco a che vedere con gli ideali comunisti.<br>Esse si manifestarono, in verit\u00e0, come un tradimento di quegli stessi principi di uguaglianza e libert\u00e0 che pretendevano di incarnare, e si trasformarono presto in apparati autoritari mossi dal controllo e dalla paura. Confondere quelle esperienze con il pensiero marxista o con l\u2019idea stessa di giustizia sociale significa ignorare la complessit\u00e0 della storia, ma soprattutto strumentalizzarla per convenienza politica.<br>Le idee, infatti, non cadono con i muri. Le idee, anche quelle imperfette o superate, evolvono, si rinnovano, si confrontano con la realt\u00e0 e con la coscienza collettiva. Ci\u00f2 che cade come i muri sono le dittature, di ogni colore. E queste cadono, inevitabilmente, per l\u2019azione delle persone e per la loro Resistenza.<br>La libert\u00e0 non si conquista distruggendo un simbolo, ma rifiutando le semplificazioni che ci vengono offerte al posto della comprensione. Ogni conquista di civilt\u00e0 nasce da un processo, non da un atto iconico.<br>E infine, un principio elementare ma da tenere sempre presente: libert\u00e0 e fascismo sono concetti incompatibili. L\u2019idea stessa di libert\u00e0, se presa sul serio, nega ogni nostalgia per le ideologie fondate sull\u2019obbedienza cieca, sulla discriminazione e sulla violenza.<br>La destra nostalgica, se davvero vuole parlare di libert\u00e0, dovr\u00e0 prima fare i conti con la propria memoria, con i simboli che sceglie di venerare e con le parole che continua a travisare.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il muro pi\u00f9 duro da abbattere, oggi, non \u00e8 quello di Berlino. \u00c8 quello dell\u2019ipocrisia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj. Il 9 novembre \u00e8 la data alla quale si fa risalire la caduta del muro di Berlino. 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