{"id":6141,"date":"2025-10-08T11:35:59","date_gmt":"2025-10-08T09:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6141"},"modified":"2025-10-08T12:15:43","modified_gmt":"2025-10-08T10:15:43","slug":"se-la-sinistra-vale-solo-agli-incroci","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/10\/08\/se-la-sinistra-vale-solo-agli-incroci\/","title":{"rendered":"Se la sinistra vale solo agli incroci"},"content":{"rendered":"\n<h4>Non campi ma opere di bene<\/h4>\n\n\n\n<p>Di Franco Belci.<br><br>Dunque, in Calabria ha vinto ancora il PdA: non il glorioso e purtroppo effimero Partito d\u2019Azione, ma il pi\u00f9 recente Partito dell\u2019Astensione, che ha avuto la maggioranza assoluta. Un\u2019organizzazione silenziosa, senza alcun bisogno di propaganda, priva di organismi dirigenti, di un segretario e di un cerchio magico, ma forse, proprio per questo, vincente. Anche perch\u00e9, per aderirvi, e sufficiente non fare nulla. Al secondo posto il centrodestra, ormai impermeabile anche alle vicende giudiziarie dei suoi esponenti: le accuse, anche quando confermate, non scalfiscono la corazza securitaria. All\u2019ultimo posto il centro sinistra, per il quale hanno pesato nelle Marche quelle vicende che il popolo perdona invece ai meloniani; e che \u00e8 stato staccato in Calabria gi\u00e0 alla prima boa per i suoi errori di strategia. La comunicazione ha sostituito la partecipazione e non puoi cercare di far precipitare all\u2019improvviso nel dibattito politico elementi che nulla c\u2019entrano con il governo delle Regioni, sperando che dalle piazze d\u2019Italia spiri il vento giusto. Quel vento non \u00e8 arrivato fino alle Marche e non ha neppure toccato la Calabria. O hanno sbagliato le previsioni, o gli skipper. Presi uno per uno, i componenti dell\u2019ormai defunto \u201ccampo largo\u201d dichiarano, pi\u00f9 o meno, che poteva andare peggio; cercano giustificazioni o conforto con giochi di prestigio matematici, oppure provano a ingarbugliare i riferimenti; sostengono che i conti si faranno alla fine, dando per scontata la vittoria in tre delle quattro Regioni che devono ancora votare. Sperano quindi nel pareggio, dopo aver adombrato una larga vittoria. Sperare \u00e8 lecito. Ma se viene a cadere anche l\u2019ultima delle virt\u00f9 teologali, resta solo terra bruciata. Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che non si pu\u00f2 pi\u00f9 vivere alla giornata, passare il tempo a scannarsi sui candidati (spesso nello stesso partito) per poi sperare nella lotteria di una candidatura vincente, ma continuare a giocare nel frattempo a chi \u00e8 pi\u00f9 puro (o pi\u00f9 \u201cdi sinistra\u201d, vecchio tormentone nazionale). Per disperazione si \u00e8 perfino cercato \u00a0improvvisare, utilizzando temi estranei al turno elettorale \u2013 come quello della Flotilla -, o di buttarsi nella mischia per ottenere il consenso da quelle piazze alle quali interessa il problema umanitario, non la politica. \u00a0Cos\u00ec si finir\u00e0 per nebulizzare anche l\u2019ultima speranza. Penso che l\u2019elettorato di centro sinistra, di cui faccio parte da quando ho votato per la prima volta, non ne possa pi\u00f9 di formule vaghe che hanno a che fare con la geometria pi\u00f9 che con la politica. Che definiscono luoghi, non progetti, che rimandano a un domani indefinito ogni discussione trovando, ogni tanto, un minimo comune denominatore per la forza di inerzia che, per fortuna, il ruolo di opposizione fornisce in automatico. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare. Se si vuole essere competitivi alle prossime amministrative, ma soprattutto alle politiche, occorre un confronto sincero e trasparente, che non si chiuda nelle conventicole; una capacit\u00e0 di ascolto dei cittadini, una visione del futuro. Non di quello di Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Renzi: di quello del Paese. E spetta ai cittadini, alle cittadine e alle associazioni organizzarsi, rispolverando l\u2019impegno civile, per proporre sedi e idee comuni: se Maometto non va alla montagna\u2026 A Trieste stiamo cercando di farlo, con la logica umile della sperimentazione, che procede per tentativi ed errori. Non siamo certi del risultato, ma abbiamo messo assieme una settantina di persone, non di amicizie su fb, e creato dei gruppi che lavoreranno collegialmente sui problemi della citt\u00e0. Ci riusciremo? Non lo so, ma non saremo stati con le mani in mano o, meglio, con le dita sulla tastiera. Stavolta i partiti cittadini hanno dimostrato un\u2019attenzione che ci ha incoraggiato. Il mio timore \u00e8 che, se non agiremo in tempo, il sostantivo \u201csinistra\u201d rimarr\u00e0 solo a indicare la direzione agli incroci. Perci\u00f2, chi lavora solo per s\u00e9 lo dica e se ne assuma tutte le responsabilit\u00e0. E, per favore, se ce la facciamo, non cerchiamo subito di battezzare il progetto: non si fa pi\u00f9 nemmeno coi bambini. Aspettiamo che prenda corpo dentro a un patto di reciproco ascolto, mettiamo per una volta in secondo piano le aspirazioni personali dei leader; raduniamo forze, competenze, energie nuove, modi di pensare pi\u00f9 giovani e inclusivi, espressioni di ideali che sono finiti in fondo ai cassetti, ma si possono recuperare. Il problema non \u00e8 contendersi i voti che ci sono gi\u00e0, ma dare ai cittadini un motivo per votare e per aspirare a un Paese che sia diverso dal trumpismo di importazione dell\u2019alleanza fratellista. Perch\u00e9 tra fratelli si litiga ma poi ci si mette d\u2019accordo in nome della spartizione del potere. A noi dovrebbe interessare invece che il Paese abbia una visone sul futuro che dia speranza ai ragazzi e alle ragazze di oggi che saranno la classe dirigente di domani. Sperabilmente migliore di quella che abbiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non campi ma opere di bene Di Franco Belci. Dunque, in Calabria ha vinto ancora il PdA: non il glorioso e purtroppo effimero Partito d\u2019Azione, ma il pi\u00f9 recente Partito dell\u2019Astensione, che ha avuto la maggioranza assoluta. Un\u2019organizzazione silenziosa, senza alcun bisogno di propaganda, priva di organismi dirigenti, di un segretario e di un cerchio magico, ma forse, proprio per questo, vincente. Anche perch\u00e9, per aderirvi, e sufficiente non fare nulla. 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