{"id":6002,"date":"2025-08-28T16:44:50","date_gmt":"2025-08-28T14:44:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=6002"},"modified":"2025-08-28T16:44:51","modified_gmt":"2025-08-28T14:44:51","slug":"al-confine-orientale-del-paese-inizia-la-lotta-di-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/08\/28\/al-confine-orientale-del-paese-inizia-la-lotta-di-liberazione\/","title":{"rendered":"Al confine orientale del Paese inizia la lotta di Liberazione"},"content":{"rendered":"\n<h4>Il distaccamento Garibaldi: la prima formazione partigiana della Resistenza italiana<\/h4>\n\n\n\n<p>di Luciano Patat<\/p>\n\n\n\n<p>La data dell\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943 segna in Italia l\u2019inizio della Resistenza e la nascita delle prime bande partigiane nelle regioni centrosettentrionali occupate dall\u2019esercito tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle province orientali del Paese la situazione \u00e8 per\u00f2 diversa in quanto da oltre due anni nella Venezia Giulia gi\u00e0 si combatte. Infatti a partire dalla seconda met\u00e0 del 1941, dopo l\u2019invasione italo tedesca della Jugoslavia, nei paesi sloveni del Goriziano e in quelli croati dell\u2019Istria si costituiscono le prime formazioni partigiane slovene e croate, che danno inizio alla lotta armata contro l\u2019esercito italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto storico particolare, nel marzo del 1943, alcuni mesi prima del crollo del regime fascista e della resa italiana agli alleati, al confine orientale del Paese si costituisce il primo reparto partigiano della Resistenza italiana: il distaccamento \u00abGaribaldi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella regione Giulia, infatti, maturano le condizioni che permettono di dar vita alla lotta armata: da un lato la consolidata presenza del movimento partigiano sloveno e dall\u2019altro l\u2019esistenza di un\u2019organizzazione clandestina comunista che dal cantiere di Monfalcone si estende ai comuni dell\u2019Isontino e della Bassa friulana e che, nonostante l\u2019attenta vigilanza del regime e le numerose condanne inflitte ai militanti, per l\u2019intero Ventennio riesce a mantenere viva una rete di cellule di partito e a svolgere attivit\u00e0 politica sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli appelli&nbsp; a sostenere la lotta del popolo sloveno e l\u2019invito ai militanti ad unirsi alle formazioni partigiane slovene per combattere il comune nemico nazifascista che il segretario del Pci Palmiro Togliatti rivolge da Radio Mosca ai lavoratori della Venezia Giulia e che vengono ripresi e diffusi sulla stampa clandestina di partito, trovano seguito nella base comunista e gi\u00e0 nel corso del 1942 i primi volontari raggiungono le formazioni partigiane slovene per combattere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6005\" width=\"245\" height=\"314\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo.png 292w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo-234x300.png 234w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo-114x146.png 114w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo-39x50.png 39w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/selz-cippo-58x75.png 58w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><figcaption>Cippo a Selz<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019invito ad intraprendere la lotta armata e la presenza di combattenti italiani nei reparti sloveni stimolano i dirigenti friulani e giuliani del partito ad intensificare i contatti con i comunisti ed i partigiani sloveni e ad avviare con loro rapporti di collaborazione. Cos\u00ec nell\u2019autunno del 1942 l\u2019esponente della federazione comunista friulana Mario Lizzero, dopo una serie di incontri con i partigiani sloveni nella zona di Caporetto, si accorda con i comandanti del battaglione \u00abSimon Gregorcic\u00bb per raggruppare gli italiani che combattono con le formazioni slovene in un unico reparto, a cui il partito si impegna ad inviare rifornimenti e nuovi volontari, per estendere la lotta armata contro il regime fascista anche nei territori abitati da popolazioni di lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce cos\u00ec, alla fine di marzo del 1943, il distaccamento \u00abGaribaldi\u00bb che, forte di una decina di combattenti e inquadrato nel battaglione \u00abSimon Gregorcic\u00bb, viene posto al comando del cantierino ed ex condannato politico comunista Mario Karis e inizia il proprio ciclo operativo come reparto del battaglione sloveno. Alla fine di aprile il \u00abGaribaldi\u00bb, giunto con il battaglione \u201cGregorcic\u201d nelle Valli del Natisone, si separa dalla formazione slovena e si stabilisce nella zona montana del comune di Faedis per costituire in quel posto una base partigiana stabile da cui dare avvio alle operazioni militari e iniziare l\u2019attivit\u00e0 di proselitismo verso le popolazioni locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall\u2019inizio, per\u00f2, il reparto deve affrontare non poche difficolt\u00e0 in quanto non \u00e8 in grado di provvedere autonomamente alle proprie necessit\u00e0 e, prima ancora di poter diventare operativo, viene individuato dai reparti militari che presidiano il territorio e che procedono al rastrellamento della zona. Per evitare l\u2019accerchiamento, il \u00abGaribaldi\u00bb \u00e8 costretto a ripiegare oltre Isonzo e a rientrare nei ranghi del battaglione \u00abGregorcic\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi giorni di luglio altri militanti comunisti, soprattutto lavoratori delle fabbriche monfalconesi, che erano stati fra i promotori degli scioperi in cantiere e delle manifestazioni antifasciste tenutesi a Monfalcone nei giorni successivi la caduta del regime, si aggregano sul Carso alle formazioni partigiane slovene.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi di loro, fra cui Mario Valcovich, Romano Grillo, Giovanni Fiori, Lucio Andrian e Luigi Floreani, vengono trasferiti al distaccamento \u00abGaribaldi\u00bb, la cui struttura di comando viene modificata con la nomina a comandante dell\u2019ex confinato comunista muggesano Pietro Mercandel e a commissario politico di Mario Karis.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6006\" width=\"386\" height=\"234\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz.jpg 320w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz-300x182.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz-241x146.jpg 241w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz-50x30.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-battaglia-partigiana-di-Gorizia-Selz-124x75.jpg 124w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><figcaption>Partigiani a Selz<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Alla fine di agosto il distaccamento \u00abGaribaldi\u00bb si trasferisce nuovamente nella pedemontana friulana orientale e si insedia nella zona montagnosa dell\u2019alta valle del Judrio nelle vicinanze del borgo di Podresca. Alla notizia della firma dell\u2019armistizio con gli alleati, il 9 settembre 1943 i partigiani del distaccamento scendono in paese e, dopo aver circondato la locale caserma dei carabinieri, costringono i militari alla resa e alla consegna delle armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni giorni dopo gli uomini del \u00abGaribaldi\u00bb raggiungono il villaggio di Nebola sul Collio dove, presso la locale scuola elementare, si sono radunati una ventina di comunisti cormonesi, molti dei quali ex condannati e confinati politici comunisti, che hanno trasferito nell\u2019edificio le armi recuperate nella caserma di Cormons dopo la fuga dei militari. Del gruppo dei cormonesi fanno parte anche alcuni futuri comandanti e commissari della divisione Garibaldi Natisone come Vincenzo Marini, Mario Zulian, Licinio Cucut, Ermenegildo e Mario Pollo, Odino Sottili e Sergio Visintin. A questi uomini si aggregano anche alcuni soldati sbandati e un gruppo di lavoratori monfalconesi guidati da Mario Modotti e Mario Fantini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni successivi i partigiani del distaccamento \u00abGaribaldi\u00bb, unitamente ai nuovi volontari giunti dalla pianura, costituiscono il battaglione \u00abGaribaldi\u00bb e nominano comandante il cantierino Mario Modotti \u00abTribuno\u00bb, vicecomandante Pietro Merkandel \u00abMark\u00bb, commissario politico Mario Karis \u00abMaks\u00bb e vicecommissario il combattente delle Brigate Internazionali di Spagna, da pochi giorni rientrato dal confino di Ventotene, Lino Marega \u00abLisi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 settembre 1943 il battaglione \u00abGaribaldi\u00bb presta giuramento sul monte Corada assieme ai partigiani sloveni della \u00abSoska Brigada\u00bb e pochi giorni dopo si trasferisce nella zona di Montefosca, nell\u2019alta valle del Natisone, e prende posizione a fianco dell\u2019altro battaglione garibaldino \u00abFriuli\u00bb, attestato fra le localit\u00e0 di Canebola e di Stremiz.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il distaccamento Garibaldi: la prima formazione partigiana della Resistenza italiana di Luciano Patat La data dell\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943 segna in Italia l\u2019inizio della Resistenza e la nascita delle prime bande partigiane nelle regioni centrosettentrionali occupate dall\u2019esercito tedesco. 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