{"id":5988,"date":"2025-08-23T10:19:26","date_gmt":"2025-08-23T08:19:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5988"},"modified":"2025-08-31T10:08:46","modified_gmt":"2025-08-31T08:08:46","slug":"la-sanita-e-un-pensiero-lungo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/08\/23\/la-sanita-e-un-pensiero-lungo\/","title":{"rendered":"La Sanit\u00e0 e &#8220;un pensiero lungo&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Franco Perazza<br><br>Quando si ragiona di servizi sanitari, fosse anche in relazione ad un singolo servizio, bisogna aver chiaro che non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 complesso del mondo della sanit\u00e0. E&#8217; un mondo dove si intrecciano i bisogni delle singole persone con quelli delle comunit\u00e0, dove operano molteplici professionalit\u00e0 a volte in concorrenza tra loro, dove i luoghi e le&nbsp; strutture sono parti di un sistema articolato e interdipendente, dove premono interessi corporativi spesso anacronistici e si fanno sentire localismi esasperati, dove il pubblico si confronta e spesso si scontra con il privato, dove l&#8217;umana sofferenza deve fare i conti con&nbsp; le disumane regole dei bilanci aziendali. E dove passa un fiume di denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Questa complessit\u00e0 del sistema dei servizi sanitari in s\u00e9, si amplifica e ci interroga profondamente, se solo facciamo attenzione alle parole della nostra Costituzione che\u00a0 all&#8217;art. 32 cos\u00ec recita; \u201cLa Repubblica tutela la <strong>salute<\/strong> come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettivit\u00e0, e garantisce cure gratuite agli indigenti\u201d. I Costituenti\u00a0\u00a0 hanno usato opportunamente il termine\u00a0 \u201csalute\u201d e non sanit\u00e0 , perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 la salute, ma la salute non \u00e8 solo sanit\u00e0, come la sanit\u00e0 non \u00e8 solo ospedali.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Se si vuole veramente perseguire la salute dei cittadini in un dato territorio, e non solo gestire una medicina riparativa, bisogna agire sui \u201cdeterminanti sociali\u201d di salute: reddito prima di tutto, e poi istruzione, ambiente, stili di vita, accesso al cibo, solo per indicarne i principali. Accanto a questo bisogna garantire&nbsp; l&#8217;accesso a servizi sanitari di qualit\u00e0, tuttavia questo non significa solo ospedali per acuti, ma anche tutte quelle strutture e servizi che debbono garantire la presa in carico per le persone con patologie di lunga assistenza, che rappresentano un&#8217;utenza in grande crescita proprio grazie ai progressi della medicina. Si chiama medicina di territorio. Ma questa area di servizi, in forte crescita a causa dell&#8217;aumento della popolazione anziana fragile e del numero di persone con patologie cronico degenerative, rende indispensabile&nbsp; una forte integrazione tra sociale e sanitario. Fino a che il mondo della sanit\u00e0 rimarr\u00e0 altro rispetto al mondo del sociale non si potranno affrontare in modo efficace i problemi delle&nbsp; persone con patologie cronico-degenerative o di lunga assistenza, che richiedono prese in carico ben diverse da quelle attuate nei contesti di cura dedicati alle condizioni acute o quelle praticate in solitudine negli studi privati come si faceva nel 1978 alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dunque, se si volesse gestire in modo corretto il Servizio Sanitario Regionale, si dovrebbero considerare&nbsp; tutti questi aspetti,&nbsp; e ancora non sarebbe sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per governare la sanit\u00e0, pi\u00f9 che qualsiasi altro settore, serve un \u201cpensiero lungo\u201d, una visione, la capacit\u00e0 di anticipare il futuro. \u201cUn politico pensa alle elezioni. Uno statista alle prossime generazioni\u201d. Questo servirebbe: saper guardare al di l\u00e0 delle momentanee convenienze, ma purtroppo non sempre accade che un presidente di regione o un assessore regionale alla salute abbiano la statura dello statista.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eppure&nbsp; il richiamo alla frase di Alcide De Gasperi \u00e8 quanto mai opportuno.<\/p>\n\n\n\n<p>La conferma la troviamo nel recente animato dibattito politico che si \u00e8 acceso nel nostro territorio, a Gorizia in particolare, in queste torride giornate estive, attorno al tema dell&#8217; Unit\u00e0 di terapia intensiva cardiologica dei nostri due presidi ospedalieri, e che presumibilmente nei prossimi mesi si far\u00e0 ancora pi\u00f9 acceso e forse si allargher\u00e0 ad altri contenuti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5993\" width=\"454\" height=\"341\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-1536x1152.jpg 1536w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-2048x1536.jpg 2048w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-195x146.jpg 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-50x38.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/foto_gorizia-scaled-1-100x75.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><figcaption>Ospedale di Gorizia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il dibattito verteva su quante Unit\u00e0 di terapia intensiva cardiologica avrebbero dovuto essere previste&nbsp; nel nostro territorio in cui sono operativi due presidi ospedalieri, che integrati tra di loro costituiscono l&#8217;ospedale unico dell&#8217; Isontino.&nbsp; Per il momento si \u00e8 deciso di mantenere la situazione attuale che prevede due Utic: una a Gorizia e una a Monfalcone, precisando che a Gorizia rimarr\u00e0 operativa \u201cfino a quando le condizioni lo consentiranno\u201d. Dunque un prendere tempo, un posticipare la scelta definitiva, un evitare di mettere in difficolt\u00e0 qualche amministratore amico in attesa di una qualche tornata elettorale. Pur di non decidere si \u00e8 arrivati al punto di non prendere in considerazione e non divulgare il parere del gruppo di esperti costituito in fretta e furia appositamente per indicare quale fosse la scelta pi\u00f9 corretta e sostenibile dal punto di vista tecnico e scientifico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ebbene, la difficile situazione in cui ci troviamo, che oggi si pone per l&#8217;Utic ma domani si potrebbe riproporre per altre specialit\u00e0, \u00e8 dovuta alla mancanza di un \u201cpensiero lungo\u201d da parte degli amministratori regionali degli anni &#8216;8o, per cui noi ora paghiamo un prezzo salato. Infatti in quegli anni si poteva prevedere &#8211; e qualcuno lo aveva previsto &#8211; che, alla lunga, sarebbe stato difficile se non impossibile avere due ospedali perfettamente uguali per funzioni e specialit\u00e0, in un territorio di poco pi\u00f9 di140 mila abitanti. E tuttavia, avendo a cuore le prossime elezioni e non le prossime generazioni, quegli amministratori non hanno avuto la determinazione e il coraggio di realizzare un nuovo ospedale unico per l&#8217;Isontino, che sarebbe stata la soluzione pi\u00f9 corretta e allora auspicata dai tecnici. Ora ci troviamo con un ospedale unico, ma articolato su due sedi: San Giovanni di Dio a Gorizia e San Polo a Monfalcone, e dobbiamo avere l&#8217;intelligenza tecnica e l&#8217;abilit\u00e0 politica di confermare il loro funzionamento complementare e sinergico, per garantire l&#8217;operativit\u00e0 delle reciproche eccellenze,&nbsp; in una fase di razionalizzazione della rete ospedaliera regionale ricca di insidie per il nostro territorio.&nbsp; Se su questo tema dovesse riemergere, a guisa di&nbsp; fiume carsico,&nbsp; quella rivalit\u00e0 che per troppo tempo \u00e8 stata la cifra dei rapporti tra Gorizia e Monfalcone, possiamo stare certi che altri territori ben pi\u00f9 forti dei nostri&nbsp; sapranno cogliere l&#8217;occasione a loro favore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-1024x533.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5991\" width=\"460\" height=\"239\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-1024x533.png 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-300x156.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-768x400.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-260x135.png 260w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-50x26.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0-144x75.png 144w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Schermata-2020-11-02-alle-19.06.55_5fa04ad31deb0.png 1049w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><figcaption>Ospedale di Monfalcone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma l&#8217;attenzione deve sempre essere tenuta sul sistema complessivo perch\u00e8, come insegna la scuola della Gestalt : \u201cil tutto \u00e8 diverso dalla somma delle singole parti\u201d . Ospedale per acuti, Ospedale di Comunit\u00e0, Casa della Comunit\u00e0, Centrale Operativa Territoriale, Distretto sanitario, Dipartimento di prevenzione, Dipartimento di salute mentale e dipendenze sono tutte&nbsp; componenti essenziali del sistema, nessuna deve essere dimenticata, e non devono essere messe in concorrenza tra di loro: non ci sono servizi di seria A e di serie B. Sono tutte strutture e servizi indispensabili nelle diverse fasi della vita e della storia della malattia che le&nbsp; persone attraversano.&nbsp; Ma, quel che pi\u00f9 conta, tutti questi servizi e queste strutture devono avere le dotazioni di personale necessario al loro funzionamento: non ci vuol molto a capire che se mancano un centinaio di infermieri nelle strutture sanitarie isontine, il sistema non pu\u00f2 funzionare e le strutture fisiche, anche quelle nuove che tra pochi mesi saranno inaugurate, rischiano di essere vuoti&nbsp; simulacri. La risorsa pi\u00f9 preziosa in sanit\u00e0 sono gli operatori. Eppure sembra che sia proprio l&#8217;Assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi a non capirlo .<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Come pare non capire che per questo territorio, che ha sempre avuto una particolare sensibilit\u00e0 e vocazione transfrontaliera e che con GO! 2025 ha ricevuto il suo riconoscimento internazionale, aver cancellato nella propria riforma sanitaria ogni riferimento alla medicina transfrontaliera, presente invece nella precedente legge regionale, \u00e8 una grave trascuratezza. Cos\u00ec come \u00e8 incomprensibile la situazione di ostinato impoverimento dei servizi per la salute mentale e per le dipendenze &#8211; un fiore all&#8217;occhiello della nostra regione secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 &#8211; a fronte di un costante aumento della domanda di aiuto, che nella fascia di et\u00e0 giovanile assume ormai i contorni di una \u201cdrammatica epidemia\u201d . E come non rimanere sconcertati per l&#8217;assenza di proposte concrete per sostenere quelle centinaia di famiglie dell&#8217;isontino con un parente sofferente di malattia di Alzheimer o altra patologia dementigena che avrebbero bisogno immediato di servizi specialistici che non ci sono, e che di conseguenza si trovano soli anche nella ricerca di una badante&nbsp; per poter sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; C&#8217;\u00e8 molto da fare in difesa del nostro Servizio Sanitario Regionale: una volta indicato come un&#8217; eccellenza, ora un sistema da sottrarre da un lento declino.&nbsp; Il \u201cpensiero lungo\u201d non pu\u00f2 essere quello di andare verso una sanit\u00e0 a due punte: Trieste-Udine, e&nbsp; plasmarsi sul modello lombardo. La nostra regione \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata su saldi principi di solidariet\u00e0 tra territori. Dobbiamo impegnarci perch\u00e8 il nostro Servizio Sanitario Regionale mantenga questi principi, e non si alimentino disuguaglianze territoriali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Franco Perazza Quando si ragiona di servizi sanitari, fosse anche in relazione ad un singolo servizio, bisogna aver chiaro che non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 complesso del mondo della sanit\u00e0. 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