{"id":5929,"date":"2025-08-05T13:44:21","date_gmt":"2025-08-05T11:44:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5929"},"modified":"2026-02-27T13:27:17","modified_gmt":"2026-02-27T12:27:17","slug":"david-grossman-liliana-segre-e-anna-foa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/08\/05\/david-grossman-liliana-segre-e-anna-foa\/","title":{"rendered":"David Grossman, Liliana Segre e Anna Foa"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci.<\/p>\n\n\n\n<p>Le interviste a David Grossman, Liliana Segre e Anna Foa sono tra le cose migliori che ho letto sulla guerra a Gaza. lucide, coraggiose, sofferte. Grossman ha perso un figlio in guerra, tra le file dell\u2019esercito israeliano. La storia di Liliana Segre \u00e8 troppo nota per essere riproposta. Anna Foa fa parte di una famiglia ebrea che ha concorso a fare la storia della Repubblica. Sulle prime due posizioni si \u00e8 aperta una discussione asimmetrica perch\u00e9, come sempre, i titoli, per far sintesi, sbilanciano i contenuti: sembra quasi che uno si arrenda all\u2019evidenza del \u201cgenocidio\u201d da parte di Israele, l\u2019altra ne contesti la sensatezza. Occorre precisare che non \u00e8 cos\u00ec. Non a caso Liliana Segre si dice d\u2019accordo con Grossman, anche se diffida del termine perch\u00e9 teme che resusciti l\u2019antisemitismo. Un avvertenza del tutto comprensibile per chi \u00e8 stata vittima della Shoah e solo per caso si \u00e8 salvata. Dunque, \u00e8 necessario partire dalle parole di Grossman: \u201cPer anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: \u201cgenocidio\u201d. Ma adesso non posso trattenermi dall\u2019usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con le persone che sono state l\u00ec. Ma, questa parola serve principalmente per dare una definizione o per fini giuridici. Io invece voglio parlare come un essere umano che \u00e8 nato dentro questo conflitto, che ha avuto l\u2019intera esistenza devastata dall\u2019occupazione e dalla guerra. E ora, con immenso dolore e col cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. Genocidio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Segre , da parte sua, pur con l\u2019avvertenza di cui sopra, afferma: \u201cQuello di Grossman \u00e8 un ammonimento giusto. Perch\u00e9 quando si arriva ad affamare una popolazione &#8211; per quanto le responsabilit\u00e0 siano condivise con Hamas &#8211; il rischio di arrivare all\u2019indicibile esiste\u201d. Dunque, non esiste contrapposizione tra i due, che hanno avuto un bel coraggio, dopo essere stati contestati da chi semplifica le cose col bianco e nero. I colori danno riflessi e profondit\u00e0 di campo molto diversi. Del resto Segre su Netanyahu e il suo governo afferma: \u201cIsraele non \u00e8 l\u2019erede n\u00e8 il rappresentante degli ebrei europei vittime dell\u2019attentato Shoah: non deve usare quello scudo per giustificare qualunque suo eccesso, ma non deve neanche essere usato come pretesto per tornare a odiare il popolo ebraico e perfino le vittime di 80 anni fa\u201d. Chiarissimo, non ci sarebbe nulla da commentare, se le parole dei due grandi personaggi non avessero destato un\u2019inutile polemica. Va allora ricordato innanzitutto che ha avuto ragione papa Francesco: gi\u00e0 nel 2024 si \u00e8 posto il problema se si trattasse di genocidio o meno. Ma lui era il capo della cristianit\u00e0 e viveva in Vaticano, non in Israele. Ci\u00f2 nonostante ha dato una lezione di pace&nbsp; e ne ho personalmente condiviso l&#8217;interrogativo. E\u2019 vero, tuttavia, come dice Grossman, che acquisire quel termine non avvicina la pace. Concretamente, ha costretto un\u2019 Europa finora silente e oggettivamente connivente a svegliarsi, perfino in Inghilterra, Francia e Germania: in quest\u2019ultimo caso vincendo il secolare senso di colpa per i crimini di Hitler. Da noi silenzio: non si sa mai che Trump si arrabbi. Penso anche che in Israele molti siano d\u2019accordo con Grossman, ma, come lo scrittore stesso spiega, siano stati annichiliti dalla violenza del 7 ottobre. Va dunque tenuta ferma la distinzione tra Netanyahu, il suo esercito, i coloni, e chi si riconosce nelle posizioni di Grossman e Segre, ha chiesto le dimissioni del premier nelle piazze di Israele, ha bruciato la cartolina precetto: sono tutti ebrei, ma diversi come il giorno e la notte. Aggiungo, se ce ne fosse bisogno, che il premier di Israele (indagato per corruzione nel suo Paese e per crimini di guerra a livello internazionale) ha una terribile responsabilit\u00e0: aver resuscitato l\u2019antisemitismo estendendo deliberatamente il perimetro della condanna a chiunque non fosse d\u2019accordo con lui, ONU compresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, immaginando le argomentazioni delle schiere dei semplificatori, ritengo che sia un drammatico errore storico paragonare Gaza e Shoah. E penso che oggi sia quanto mai chiara la differenza tra \u201cpacifisti\u201d e \u201cpacificatori\u201d, pur rispettando entrambi. Il pacifismo \u00e8 una rispettabilissima posizione ideale; chi vuole invece unire le parti, creare un minimo di stabilit\u00e0, deve ispirarsi a Alex Langer, che in Bosnia ci and\u00f2 per negoziare e ci lasci\u00f2 il suo cuore quando vide che ogni sforzo era vano. Se ne and\u00f2 dalla vita prima di vedere Srebrenica. Lo ricorda, in un bellissimo pezzo, Federica Manzon, nei giorni scorsi sui quotidiani NEM. E Lucio Caracciolo su \u201cRepubblica\u201d, in un articolo perfino commovente, ci insegna che ogni pace \u00e8 \u201csporca\u201d per definizione. Ma ogni pace salva delle persone ed \u00e8 meglio della guerra, anche se raramente \u00e8 giusta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci. Le interviste a David Grossman, Liliana Segre e Anna Foa sono tra le cose migliori che ho letto sulla guerra a Gaza. lucide, coraggiose, sofferte. Grossman ha perso un figlio in guerra, tra le file dell\u2019esercito israeliano. La storia di Liliana Segre \u00e8 troppo nota per essere riproposta. Anna Foa fa parte di una famiglia ebrea che ha concorso a fare la storia della Repubblica. 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