{"id":5898,"date":"2025-07-29T16:42:06","date_gmt":"2025-07-29T14:42:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5898"},"modified":"2025-07-29T16:43:30","modified_gmt":"2025-07-29T14:43:30","slug":"la-morte-per-fame-ma-non-e-il-momento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/07\/29\/la-morte-per-fame-ma-non-e-il-momento\/","title":{"rendered":"La morte per FAME ma&#8230;non \u00e8 il momento"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019escalation della guerra in Palestina \u00e8 incontrollabile. Siamo arrivati al punto che la Francia, assieme a molti altri Stati che l\u2019hanno preceduta, ha riconosciuto lo Stato palestinese, mentre il nostro governo si \u00e8 arrampicato sugli specchi, affermando che \u201cnon \u00e8 il momento\u201d e che, anzi, un riconoscimento sarebbe controproducente.<br>Non commento neppure: <strong>siamo la retroguardia di un Europa gi\u00e0 di suo alla retroguardia del mondo che si ritiene pi\u00f9 avanzato<\/strong>. Non lo \u00e8 pi\u00f9 neppure economicamente: la vicenda dazi docet. Io credo che non abbia senso chiedersi se sia o meno genocidio.<br>Se l\u2019era chiesto papa Francesco un anno fa: la risposta \u00e8 nei fatti e non \u00e8 negativa. Netanyahu ha scelto la fame come arma di guerra, negando l\u2019evidenza. I bambini muoiono come mosche, nell\u2019indifferenza della nostra premier che non \u00e8 andata oltre, qualche tempo fa, a un generico \u201cnon siamo d\u2019accordo con tutte le decisioni di Israele\u201d: la fiera dell\u2019ipocrisia. Nel frattempo, i coloni israeliani (ultimo episodio 30 giugno) continuano ad assaltare villaggi, la Francia promuove una protesta ufficiale; l\u2019Italia zitta.<br>Quei coloni hanno pure aggredito tempo fa il loro stesso esercito, episodio sul quale il governo israeliano ha preferito soprassedere. Forse \u00e8 giunto il momento per un appello ai tanti amici israeliani che non si identificano nel premier e lo hanno pi\u00f9 volte pubblicamente contestato. Non dubito che, fossero stati in Israele, avrebbero fatto come quei ragazzi che hanno bruciato pubblicamente le cartoline per il servizio di leva.<br>Occorre ammettere per\u00f2 che troppe volte si sono sentiti in una condizione di oggettiva emarginazione, per l\u2019omissione, nei documenti e nelle manifestazioni, di una netta condanna di Hamas. Purtroppo le azioni di Netanyahu hanno fatto passare in secondo piano quei fatti che sono stati all\u2019origine della guerra, ma non per questo si pu\u00f2 scordarli.<br>Come non ci si pu\u00f2 dimenticare neppure che il premier israeliano \u00e8 stato uno dei principali finanziatori di chi ha poi utilizzato i fondi per il 7 ottobre: sarebbe dovuto bastare questo per farlo dimettere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/2025-05-19T125823Z_1592550993_RC2YKEAWAXP4_RTRMADP_3_ISRAEL-PALESTINIANS-GAZA-1-1-2048x1365-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5900\" width=\"581\" height=\"386\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Preciso, se mai ce ne fosse bisogno, che sono agli antipodi di coloro che pensano che quello di Hamas sia stato un atto legittimo di resistenza: resta, senza ombra di dubbio, terrorismo: uccisione di centinaia di vittime innocenti. Sarebbe per\u00f2 ora di avere coraggio, prima di tutto intellettuale. Di non farsi condizionare dal timore di essere considerato antisemita dai filogovernativi israeliani o filo israeliano se si pone la questione Hamas.<br>Solo cos\u00ec potremo radunare tutte le energie disponibili a cercare veramente non lo schieramento pro o contro, ma la pace. Occorre seguire la traccia di Alex Langer, che non fu un pacifista, ma un pacificatore, ag\u00ec concretamente con le azioni, si mescol\u00f2 alla guerra nel tentativo di portare le parti al negoziato, invocando perfino l\u2019intervento della Nato quando cap\u00ec che ci sarebbero state le stragi etniche.<br>Il mondo si gir\u00f2 dall\u2019altra parte, come fa oggi. &nbsp;Io spero che si possano ritrovare da qui a settembre, (in agosto met\u00e0 degli italiani, quelli che se lo possono permettere, vanno in ferie e le fabbriche chiudono) tutte le donne e gli uomini che condividono una piattaforma: spetter\u00e0 prima di tutto alle forze politiche e alle organizzazioni sociali lanciarla, se lo vorranno. Altrimenti ci sar\u00e0 la supplenza della societ\u00e0 civile.<br>Due, a mio giudizio, sono i possibili punti di partenza: il riconoscimento del fatto che la guerra \u00e8 stata originata da Hamas, senza avventurarsi nella ricerca di una catena infinita di cause ed effetti che ci farebbe scendere fino alla storia medievale; ma anche del fatto che il governo Netanyahu ha risposto distruggendo Gaza, compresi ospedali, rifugi, campi profughi, ha usato la fame come arma di guerra, ha ucciso, direttamente o indirettamente, migliaia di bambini.<br>Con un\u2019ultima avvertenza: \u00e8 antisemitismo l\u2019aggressione, violenta o verbale, agli ebrei in quanto tali; non lo \u00e8 la critica, ferma e decisa, al governo e all\u2019esercito di Israele. Se riusciremo a dirimere questi equivoci intellettuali, potremo continuare la strada con tante persone in pi\u00f9. Certo, \u00e8 difficile pensare che vi aderiranno i komheinisti dell\u2019una e dell\u2019altra parte. Ma si potr\u00e0 continuare con la grande maggioranza delle persone. Almeno lo spero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci. L\u2019escalation della guerra in Palestina \u00e8 incontrollabile. Siamo arrivati al punto che la Francia, assieme a molti altri Stati che l\u2019hanno preceduta, ha riconosciuto lo Stato palestinese, mentre il nostro governo si \u00e8 arrampicato sugli specchi, affermando che \u201cnon \u00e8 il momento\u201d e che, anzi, un riconoscimento sarebbe controproducente.Non commento neppure: siamo la retroguardia di un Europa gi\u00e0 di suo alla retroguardia del mondo che si ritiene pi\u00f9 avanzato. 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