{"id":5872,"date":"2025-07-21T09:39:56","date_gmt":"2025-07-21T07:39:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5872"},"modified":"2025-07-21T09:42:23","modified_gmt":"2025-07-21T07:42:23","slug":"netanyahu-alla-campagna-di-siria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/07\/21\/netanyahu-alla-campagna-di-siria\/","title":{"rendered":"Netanyahu alla campagna di Siria"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Di Cosimo Risi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non si capisce se quella di Benjamin Netanyahu in Siria sia una <em>cupio dissolvi<\/em> o una esibizione di potenza in una regione dove la media potenza iraniana si occulta dietro alle milizie alleate e la grande potenza americana si sfianca nelle mediazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La campagna di Gaza continua imperterrita con la contabilit\u00e0 delle vittime da aggiornare cos\u00ec costantemente che l\u2019impatto umano sparisce dietro alle cifre. Oggi sono pi\u00f9 o meno di ieri, domani quante saranno? Le domande poste cinicamente mostrano il grado di indifferenza che le IDF e la GHF (Gaza Humanitarian Foundation, la fondazione israelo-americana addetta all\u2019assistenza) mostrano nei confronti della popolazione lacera e bisognosa di tutto. Gelido \u00e8 il comunicato GHF: nessun incidente \u00e8 accaduto presso i siti di distribuzione del cibo. Ignora che migliaia di persone si muovono verso i siti, in marcia dall\u2019alba dal nord sprovvisto di aiuti al sud che li distribuisce, a piedi, nel caldo rovente, con scarsa acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acme si raggiunge con il bombardamento della chiesa cattolica ed il ferimento del parroco. Il Primo Ministro avverte l\u2019esigenza di chiamare Leone XIV per scusare \u201cl\u2019errore\u201d. Il Segretario di Stato della Santa Sede dubita dell\u2019errore conoscendo la precisione del tiro delle IDF. Pare invece verosimile che Israele voglia sgomberare il presidio cristiano per continuare ad agire senza l\u2019occhio politicamente vigile del Pontefice americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora aprire il fronte siriano. L\u2019IAF attacca alcuni edifici pubblici nel cuore di Damasco. Lancia l\u2019avvertimento al Governo di lasciare in pace la minoranza drusa di stanza a Sweida. Circa 500mila Drusi si trovano non lontano dal confine con Israele, collegati alla minoranza drusa residente nel Golan, le Alture conquistate e detenute da Israele dalla Guerra dei Sei Giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>I Drusi vivono principalmente in Siria, Israele, Libano. In Israele sono alquanto integrati, militano nei servizi di sicurezza e nelle forze armate. Si comprende perci\u00f2 la pretesa di Gerusalemme di tutelarli ovunque si trovino. \u00c8 un passaggio importante nella politica israeliana: il porre la sicurezza dello Stato al di sopra e al di l\u00e0 delle artificiali barriere imposte dagli effimeri confini del Medio Oriente. Si codifica cos\u00ec il diritto dello Stato ad intervenire a tutela, in via preventiva e fuori dal territorio nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fronte siriano apre una nuova falla nell\u2019intesa che si pretende perfetta fra il Governo Netanyahu e l\u2019Amministrazione Trump. L\u2019inviato presidenziale per la Siria incontra il Presidente provvisorio Ahmed al-Sharaa, gli assicura il sostegno al tentativo di unificare il paese dopo la lunga parentesi degli Assad e degli Alawiti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argomentare di Tom Barrack \u00e8 cos\u00ec convincente che al-Sharaa prospetta la normalizzazione dei rapporti con Israele, all\u2019insegna degli Accordi di Abramo. La messa in guardia che viene da Gerusalemme va nella direzione opposta: vi sono zone di Siria come Sweida che devono conservare l\u2019autonomia dal governo centrale, addirittura preservando la milizia armata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autonomia dei Drusi influenza la trattativa che al-Sharaa conduce a nord con i Curdi. Anch\u2019essi rivendicano l\u2019autonomia e la facolt\u00e0 di conservare le armi anzich\u00e9 consegnarle al Governo ed integrarsi nell\u2019armata nazionale. Il rapporto con i Curdi stinge sul rapporto con la Turchia. Ankara ha favorito la cacciata di Assad e la vittoria dell\u2019ex terrorista ISIS trasfigurato in leader moderato della nuova Siria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed infine il rapporto con l\u2019Iran. L\u2019ex Capo di Stato Maggiore IAF conta che 500 missili balistici e 1000 droni sono stati impegnati dall\u2019Iran contro Israele. Il pi\u00f9 massiccio attacco aereo subito dallo Stato nella sua storia, secondo per intensit\u00e0 solo ai bombardamenti della Germania sul Regno Unito nella Seconda Guerra Mondiale e della Russia sull\u2019Ucraina. Con la differenza fondamentale che Israele \u00e8 molto pi\u00f9 piccolo del Regno Unito e dell\u2019Ucraina e che i danni subiti sono di gran lunga inferiori.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esito deludente per l\u2019Iran si deve a vari fattori, non ultimo la disciplina con cui la popolazione israeliana si \u00e8 sistemata nei rifugi e la tenacia con cui subito dopo l\u2019allarme ha ripreso l\u2019attivit\u00e0 quotidiana. Fino alla famosa immagine dei giovani che giocano a pallavolo sulla spiaggia di Tel Aviv. Quasi irridente nei confronti di chi trema alla prima minaccia. L\u2019Iran conserva il potenziale nucleare, la minaccia nei confronti di Israele \u00e8 solo spostata in avanti. A meno che non intervenga una soluzione politica, considerato che l\u2019opzione militare ha prodotto effetti parziali.<\/p>\n\n\n\n<p>La campagna di Siria e soprattutto quella di Gaza consumano la credibilit\u00e0 del Governo Netanyahu sul piano esterno. Fino a mettere in dubbio l\u2019efficacia dell\u2019approccio personalistico di Donald Trump alle relazioni internazionali. Come se non bastassero le difficolt\u00e0 che egli incontra con Vladimir Putin sul fronte europeo.<br><em>Foto: Ansa<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non si capisce se quella di Benjamin Netanyahu in Siria sia una cupio dissolvi o una esibizione di potenza in una regione dove la media potenza iraniana si occulta dietro alle milizie alleate e la grande potenza americana si sfianca nelle mediazioni. 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