{"id":5844,"date":"2025-07-18T15:46:14","date_gmt":"2025-07-18T13:46:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5844"},"modified":"2025-07-19T12:45:33","modified_gmt":"2025-07-19T10:45:33","slug":"a-furia-di-esami","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/07\/18\/a-furia-di-esami\/","title":{"rendered":"A furia di esami"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Fulvio Ervas<\/strong>*<br>Hanno avuto una grande risonanza mediatica i rifiuti, da parte di alcuni studenti, di sostenere la parte orale dell\u2019esame di stato.<br>La stampa riporta di cinque casi. Un\u2019inezia statistica rispetto alle migliaia di maturandi. Un paese serio non sarebbe rimasto turbato da un fenomeno cos\u00ec limitato; avrebbe sorriso e avrebbe detto agli studenti che, pur non condividendo la scelta, l\u2019esame rimaneva un loro momento e loro era la scelta di attraversarlo come meglio credevano assumendosene le responsabilit\u00e0.<br>Una scelta individuale, se non danneggia qualcuno, e se rientra nelle possibilit\u00e0 della situazione, va rispettata.<br>Invece molti si sono sentiti danneggiati e molti hanno attaccato la scelta di quegli studenti (per inciso la maggior parte veneti).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-899x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5845\" width=\"510\" height=\"580\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-899x1024.jpg 899w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-263x300.jpg 263w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-768x875.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-128x146.jpg 128w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-44x50.jpg 44w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013-66x75.jpg 66w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/IMG-20250717-WA0013.jpg 903w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><figcaption>Fulvio Ervas a &#8220;&#8221;Il libro delle 18.03&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Per fare chiarezza: l\u2019esame \u00e8 di stato, non c\u2019entra nulla con la maturit\u00e0 di una persona, sei maturo se ti infili in una macchina e sei sobrio e non hai assunto stupefacenti e non affronti una curva a 120 chilometri all\u2019ora, non se hai avuto cento all\u2019esame.<br>Tutti gli studenti, dopo gli scritti, sono informati sugli esiti prima della prova orale: le scuole hanno l\u2019obbligo di pubblicare i voti almeno un giorno prima dell\u2019inizio degli orali. Quei cinque studenti, come tutti i maturandi d\u2019Italia, avevano davanti a s\u00e9 l\u2019informazione degli scritti e sapendo di avere gi\u00e0 una valutazione che permetteva di superare l\u2019anno, hanno deciso di fermarsi a quel punto. Di scendere e di non proseguire nello spettacolo.<br>C\u2019\u00e8 chi avrebbe suggerito loro di fare l\u2019esame e di non accettare il voto: uno di questi infatti l\u2019ha fatto, chiedendo al Ministro di essere valutato solo con il sessanta, il minimo. Non dovrebbe essere possibile: una volta svolto l\u2019esame il voto viene trascritto.<br>In realt\u00e0 la norma vigente consente solo l\u2019opzione lo faccio o non lo faccio . I cinque protestatari hanno scelto quest\u2019ultima: hanno rinunciato a una votazione aggiuntiva, cio\u00e8 il voto dell\u2019orale, che avrebbe portato l\u2019esito dell\u2019esame a un punteggio maggiore. Cio\u00e8 hanno scelto di avere un danno.<br>Al massimo gli si pu\u00f2 imputare di essere masochisti.<br>Sono stati accusati di aver violato le regole; di essere dei vili; dei furbastri; degli immaturi; degli incapaci di assumersi responsabilit\u00e0 e poi infinite divagazioni sulla loro personalit\u00e0 e sulla loro struttura emotiva (senza conoscere una riga del loro vissuto).<br>Naturalmente ognuno pu\u00f2 dare all\u2019azione altrui una propria valutazione.<br>Ricordandosi per\u00f2 che si educa con l\u2019esempio e che il paese dell\u2019evasione fiscale, dei morti sul lavoro, delle nefandezze urbanistiche e ambientali, non \u00e8 proprio nelle migliori condizioni per chiedere a dei giovani il rispetto delle regole a prescindere.<br>Nonostante si obbietti che ci sono temi pi\u00f9 importanti, ad esempio la diffusione delle guerre, \u00e8 evidente che si sono toccati molti delicati tasti e qualcuno, al di l\u00e0 delle offese da bar, ha provato a ragionare sui temi che sono emersi dalla vicenda.<br>Un aspetto importante \u00e8 la riflessione sul ruolo dell\u2019esame di stato, se cio\u00e8 sia ancora uno strumento in grado di dare una valutazione significativa agli studenti a chiusura di un ciclo scolastico superiore.<br>Avendo passato quasi 40 anni nei Licei e attraversato molti esami di stato, mi viene da ricordare che \u00e8 stato, molte volte, modificato, proprio con lo spirito di renderlo pi\u00f9 efficace. Sono cambiate le commissioni (esterne, interne, miste),&nbsp; il numero di prove (c\u2019era la terza prova), le modalit\u00e0 stesse dell\u2019orale. Abbiamo toccato il ridicolo quando si facevano pescare le buste ai candidati; abbiamo tentato di far portar tesine all\u2019orale e oggi si cerca, con molta difficolt\u00e0, di far fare un percorso pluridisciplinare al candidato, magari partendo da una traccia. Naturalmente la pluridisciplinarit\u00e0 quotidiana \u00e8 ancora un miraggio collettivo, la si pretende per\u00f2 all\u2019orale!<br>L\u2019esame ha sempre funzionato perch\u00e9 ci piace rattoppare: \u00e8 un rito collettivo dove i commissari interni se ne stanno seduti a sentire studenti che hanno gi\u00e0 testato per anni e gli esterni a provare a tirar fuori qualcosa a studenti che non conoscono.<br>Che oggettivit\u00e0 ha? Quella che, per autoreferenzialit\u00e0, le attribuiamo noi: siamo obbligati a farlo e speriamo che non ci siano casini. Alle volte \u00e8 noioso, alle volte divertente.<br>Ai cinque \u201ccriminali\u201d che hanno rifiutato l\u2019orale \u00e8 stato suggerito di contestare il sistema di valutazione non all\u2019ultimo istante, cio\u00e8 all\u2019esame, ma durante tutto l\u2019anno o nel corso di studi.<br>Ma se gli studenti contestano i voti insistentemente (magari appoggiati dai genitori) li si accusa di non accettare il giudizio, di essere fragili e che, al contrario, una bella insufficienza rafforza il carattere e spinge a migliorare.<br>Non se ne esce. &nbsp;Le istituzioni italiane non amano le contestazioni, mai.<br>Infatti il baricentro della faccenda non sta in quella porticina d\u2019uscita (dove, come ho vissuto, pu\u00f2 succedere di tutto), ma in tutta l\u2019attivit\u00e0 quotidiana della scuola. La valutazione che si accumula negli anni non dovrebbe essere, e non lo \u00e8, solo su conoscenze disciplinari, ma su capacit\u00e0 di stare nella comunit\u00e0 classe, nelle relazioni con gli adulti, che sono i docenti, nel percorso di conoscenza e affermazione di s\u00e9, che non \u00e8 di tipo competitivo, ma di esplorazione di competenze e visioni della vita e del mondo. La scuola non \u00e8 efficiente solo se ha un\u2019alta media di voti a chiusura dell\u2019anno, faccenda solo formale e alle volte furbesca: \u00e8 efficiente se ha segnato una crescita diffusa dei propri studenti sul piano personale e civile.<br>E\u2019 dalla mancanza di questa capacit\u00e0 che emerge poi la conflittualit\u00e0 attorno alle valutazioni, compreso l\u2019esame finale. <strong>Nessun studente confligge con la scuola se sente il contributo alla sua crescita<\/strong>: l\u2019ho sperimentato in decenni di insegnamento.<br><strong>Ma se sente di aver riconcorso, per una fetta importante della sua vita, solo la carota del voto, allora questo pu\u00f2 scatenare risposte, comprese quelle che abbiamo visto.<\/strong> &nbsp;<br>Attenzione: sono solo una piccola frazione dei mille disagi, alle volte anche gravi, che passano nelle aule e che solo i docenti migliori (e i presidi migliori) provano ad affrontare. La scuola \u00e8 l\u2019ultima struttura formativa che rimane: ma \u00e8 costretta ad inseguire la folle velocit\u00e0 della societ\u00e0 spesso con poche risorse, poca formazione e con una difficolt\u00e0 di pulizia di tanto vecchiume inerziale nei programmi, nelle metodologie di insegnamento, nelle modalit\u00e0 valutative.<br>Cos\u00ec, in assenza di un movimento collettivo ( docenti, studenti, cittadini) che richieda, con forza e ogni giorno, di investire nell\u2019istruzione e nella formazione dei docenti, quello che rimane \u00e8 un luogo strategico infiltrato da crescente conflittualit\u00e0 e, quel che \u00e8 peggio,&nbsp; affiora la tendenza a difendersi dalle difficolt\u00e0 con la semplice, e rassicurante, convinzione che tutta la colpa sia delle giovani generazioni incapaci di affrontare esami, prove, voti, insomma di affrontare la vita, la cui struttura, ricordiamocelo per\u00f2,&nbsp; \u00e8 stata costruita dalle generazioni precedenti.<br>Alla fine gli adulti, se non i vecchi, sanno dire ai giovani, come al solito, siete voi gli inadatti al mondo che vi consegniamo.<br>Niente di nuovo sotto il sole.<br>Per questo non miglioriamo realmente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>* Scrittore italiano, laureato in Scienze Agrarie, insegnante di Scienze naturali in una scuola superiore in provincia di Treviso.<br>Autore della fortunata serie dell\u2019ispettore Stucky, oggetto di trasposizioni televisive e film, ha raggiunta ampia notoriet\u00e0 con il romanzo&nbsp;Se ti abbraccio non aver paura&nbsp;(2012), che indaga con delicatezza e profondit\u00e0 il tema dell\u2019autismo. Ha confermato le sue doti di scrittore policentrico, in grado di spaziare agevolmente &nbsp;tra generi e registri comunicativi diversi, con i successivi&nbsp;Si fa presto a dire Adriatico&nbsp;(2013), Tu non tacere&nbsp;(2015),&nbsp;Pericolo giallo&nbsp;(2016), Nonnitudine&nbsp;(2017),C&#8217;era il mare&nbsp;(2018) e&nbsp;Piccolo libro di entomologia fantastica&nbsp;(2021).&nbsp;L\u2019ultimo romanzo di Fulvio Ervas, \u00e8&nbsp;<strong>Il tatuatore innamorato<\/strong>&nbsp;un nuovo caso della serie dell\u2019ispettore Stucky.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fulvio Ervas*Hanno avuto una grande risonanza mediatica i rifiuti, da parte di alcuni studenti, di sostenere la parte orale dell\u2019esame di stato.La stampa riporta di cinque casi. Un\u2019inezia statistica rispetto alle migliaia di maturandi. 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