{"id":5775,"date":"2025-06-24T17:16:45","date_gmt":"2025-06-24T15:16:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5775"},"modified":"2025-06-24T17:16:46","modified_gmt":"2025-06-24T15:16:46","slug":"migrazioni-dati-e-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/06\/24\/migrazioni-dati-e-propaganda\/","title":{"rendered":"Migrazioni: dati e propaganda"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Pizzin &#8211; Pochi giorni fa l\u2019Istat ha pubblicato una sintesi dell\u2019ultimo report sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente in Italia. Leggerlo sarebbe utile per tutti, soprattutto per chi amministra la cosa, pubblica per capire come le cose vanno veramente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel biennio 2023-24 gli&nbsp;espatri&nbsp;dei cittadini italiani (complessivamente 270mila, +39,3% rispetto al biennio precedente) e le&nbsp;immigrazioni&nbsp;dei cittadini stranieri (760mila, +31,1%) raggiungono valori mai osservati negli ultimi 10 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>I&nbsp;trasferimenti di residenza&nbsp;tra Comuni italiani hanno interessato un milione 424mila individui in media annua, in calo dell\u20191,6% rispetto al 2021-22.<\/p>\n\n\n\n<p>I trasferimenti dal&nbsp;Mezzogiorno&nbsp;al&nbsp;Centro-Nord&nbsp;nel biennio 2023-24 sono stati 241mila, quelli sulla rotta inversa 125mila, determinando una perdita di 116mila residenti nel Mezzogiorno<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, siamo di fronte a un fenomeno di forte migrazione interna, qualcosa che abbiamo gi\u00e0 conosciuto negli anni \u201860, all\u2019epoca del boom economico, e che oggi si ripresenta a dimostrazione del fatto che il sud del Paese vive ancora una situazione di arretratezza che ci stringe le persone, per cercare lavoro e servizi migliori, a spostarsi al nord.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aumentare della mobilit\u00e0 interna \u00e8 evidenziato anche dal fatto che nel biennio&nbsp;appena trascorso sono stati complessivamente registrati poco pi\u00f9 di 2 milioni 847mila trasferimenti tra Comuni (1 milione 434mila nel 2023 e 1 milione 413mila nel 2024), con una media annua lievemente in calo (-1,6%) rispetto ai valori osservati nel biennio precedente, a sua volta contraddistinto dalla vivace ripresa della mobilit\u00e0 interna successiva alla contrazione del periodo pandemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro trasferimenti interni su cinque hanno riguardato cittadini italiani. Tuttavia, in termini relativi, i tassi di mobilit\u00e0 interna mostrano una propensione dei cittadini stranieri a spostarsi significativamente maggiore rispetto a quella dei cittadini italiani: nel 2023-24 il tasso di mobilit\u00e0 interna medio \u00e8 pari al 21,7 per mille per i cittadini italiani, oltre il doppio per gli stranieri (49,0 per mille).<\/p>\n\n\n\n<p>Veniamo adesso ai dati sull\u2019immigrazione ed emigrazione. Le iscrizioni dall\u2019estero (immigrazioni) negli ultimi due anni aumentano sensibilmente: sono in media 437mila l\u2019anno (440mila nel 2023 e 435mila nel 2024), mediamente il 6,4% in pi\u00f9 rispetto al 2022 quando ammontarono a 411mila. Tale crescita si deve esclusivamente all\u2019aumento dell\u2019immigrazione straniera (+13% nel biennio rispetto al 2022), mentre le immigrazioni dei cittadini italiani (rimpatri) risultano in calo (-23,6%).<\/p>\n\n\n\n<p>Il consistente aumento dei flussi di immigrazione straniera degli ultimi anni \u00e8 anche il risultato di crisi e conflitti internazionali che hanno condizionato gli equilibri geopolitici provocando crisi umanitarie su larga scala. \u00c8 il caso dell\u2019eccezionale incremento dei flussi dall\u2019Ucraina causato del conflitto in corso dal&nbsp;2022, che l\u2019ha&nbsp;resa il principale Paese di provenienza. Rientrano nel novero anche altre situazioni di conflitto e instabilit\u00e0, specialmente in Medio Oriente e in Africa, che hanno contribuito a intensificare il numero di rifugiati e richiedenti asilo e ad aumentare la pressione migratoria.<\/p>\n\n\n\n<p>In deciso aumento le cancellazioni per l\u2019estero (emigrazioni) che si attestano mediamente a 175mila l\u2019anno nel corso del biennio 2023-2024 (158mila nel 2023 e 191mila nel 2024), registrando un aumento del 16,3% rispetto al 2022, quando ammontarono a 150mila. L\u2019aumento delle emigrazioni \u00e8 trainato esclusivamente dai flussi in uscita dei cittadini italiani (espatri) che ammontano a 114mila nel 2023 e 156mila nel 2024 (contro 99mila espatri nel 2022). Al contrario, le emigrazioni dei cittadini stranieri rimangono stabili e contenute e si attestano a poco meno di 40mila l\u2019anno nel biennio considerato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 da questi primi dati si possono trarre delle conclusioni: finita la fase pandemica ci troviamo davanti a un Paese dove aumenta l\u2019immigrazione dall\u2019estero e, parimenti, l\u2019emigrazione verso l\u2019estero. In pratica, importiamo mano d\u2019opera, spesso poco qualificata, ed esportiamo persone che il nostro sistema scolastico ha prostrato e formato. Da una parte, il nostro sistema produttivo fatica a rinnovarsi e ha sempre bisogno di lavori poco specializzati e a basso costo che sono cos\u00ec ad appannaggio di coloro che provengono da Paesi molto poveri, dall\u2019altra, non d\u00e0 sufficienti garanzie di continuit\u00e0 e sicurezza economica a coloro che sono maggiormente qualificati che, cos\u00ec, preferiscono andare all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bel lavoro, davvero. Un disastro economico e sociale verso il quale le classi dirigenti (governo e imprenditori in primis) fanno finta di niente, impegnati a strumentalizzare l\u2019immigrazione per scopi elettorali e a cercare il modo per pagare sempre meno il lavoro. La domanda \u00e8: pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec un Paese che ha fatto dell\u2019industria la sua maggiore fonte di reddito?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Monfalcone non \u00e8 certo esente da queste dinamiche, anzi. Il nostro territorio offre sempre meno opportunit\u00e0 ai lavoratori qualificati e richiama sempre pi\u00f9 lavoro mal pagato e precario, ma mentre ci\u00f2 accade nessuno pare occuparsene e si discute di moschee, presepi, santi e imam.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0, invece di ragionare, progettare il futuro, studiare, trovare strade innovative, ci toccher\u00e0 pregare e sperare in un miracolo. Nel frattempo chi ha studiato, italiano o straniero che sia, ci lascer\u00e0 da soli a vivere ancora nel secolo scorso. Auguri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Pizzin &#8211; Pochi giorni fa l\u2019Istat ha pubblicato una sintesi dell\u2019ultimo report sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente in Italia. Leggerlo sarebbe utile per tutti, soprattutto per chi amministra la cosa, pubblica per capire come le cose vanno veramente. Nel biennio 2023-24 gli&nbsp;espatri&nbsp;dei cittadini italiani (complessivamente 270mila, +39,3% rispetto al biennio precedente) e le&nbsp;immigrazioni&nbsp;dei cittadini stranieri (760mila, +31,1%) raggiungono valori mai osservati negli ultimi 10 anni. 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