{"id":5732,"date":"2025-06-04T19:57:24","date_gmt":"2025-06-04T17:57:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5732"},"modified":"2025-06-04T19:57:25","modified_gmt":"2025-06-04T17:57:25","slug":"astensionismo-di-lotta-e-di-governo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/06\/04\/astensionismo-di-lotta-e-di-governo\/","title":{"rendered":"Astensionismo di lotta e di governo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci<\/p>\n\n\n\n<p>Ci aveva gi\u00e0 provato Craxi e pi\u00f9 di recente, con una pesante invasione di campo, il cardinal Ruini. Ci riprovano coi referendum troppi rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dalla seconda carica dello Stato: l\u2019appello all\u2019astensionismo come strumento di lotta politica rappresenta un evidente ossimoro quando \u00e8 interpretato da chi, per ruolo, dovrebbe sollecitare, come ha fatto il presidente Mattarella, la partecipazione. Del resto esiste gi\u00e0 il partito dell\u2019astensione, il pi\u00f9 grande d\u2019Italia: sfidarlo sul suo stesso terreno mi pare un atto di autolesionismo. Sorprende che a quell\u2019invito si sia aggiunta anche una grande Confederazione come la Cisl: comunque la si pensi i quesiti riguardano il lavoro e la cittadinanza, e l\u2019invito a disertare l\u2019appuntamento corrisponde a una forma di sfiducia nella capacit\u00e0 di scelta delle persone, sacrificandola a un collateralismo sempre pi\u00f9 esplicito rispetto al governo: se non fosse cos\u00ec si sarebbe potuta scegliere la libert\u00e0 di coscienza. Si \u00e8 detto che alcuni quesiti sono confusi e che rischiano di avere effetti opposti a quelli che si \u00e8 proposto chi la indetti. Mi sembra che la migliore prova del contrario sia la decisione di ritenerli ammissibili da parte della Corte Costituzionale che ha il dovere di verificare la coerenza tra le intenzioni dei proponenti e gli effetti della legislazione residuale. Il PD, come il M5S, hanno aderito all\u2019iniziativa. Ma i cosiddetti \u201criformisti\u201d del PD voteranno \u201cno\u201d, scordando probabilmente che era stato Enrico Letta a parlare, da segretario, di necessit\u00e0 di superamento del \u201cjobs act\u201d, senza suscitare allora grandi scandali. Il merito dei quesiti \u00e8 semplice. Viene innanzitutto proposto di abrogare la normativa che disapplica l\u2019art.18, ripristinando la versione varata dal governo Monti. Chi si scandalizza (o finge di farlo) ignora il fatto che la Corte Costituzionale ha gi\u00e0 cassato alcune norme della legge di Renzi e, in una sentenza abbastanza recente, ha stabilito che in caso di licenziamento nullo,\u00a0la reintegrazione nel posto di lavoro \u00e8 sempre obbligatoria, indipendentemente da quanto disposto dalle norme: un chiaro avvertimento sul piano dei principi, accompagnato dall\u2019invito al legislatore a rivedere, in un quadro di equilibrio e coerenza, tutta la materia, sulla quale \u00e8 intervenuta anche la Corte di giustizia Europea. L\u2019iniziativa della Cgil supplisce dunque a un\u2019inerzia del Parlamento. Sempre in questo contesto viene abolito il tetto massimo di indennizzo per i lavoratori licenziati illegittimamente nelle imprese sotto i 15 dipendenti, affidandone la quantificazione al giudice per superare limiti troppo rigidi: le singole situazioni non sono assimilabili e spesso, nel dibattimento, emergono elementi decisivi. In quanto ai contratti a tempo determinato, possono avere un senso nel caso di particolari esigenze temporanee delle imprese, non come surrogato del lavoro stabile che rende ricattabile il lavoratore e danneggia le imprese che applicano correttamente l\u2019istituto. Per questo, ma non solo, viene reinserito l\u2019obbligo di causale: si tratta di tutelare anche le imprese che applicano correttamente la normativa per tutelare il principio della concorrenza. Ancora, viene estesa all\u2019impresa committente la responsabilit\u00e0 civile e il conseguente obbligo di risarcimento in caso di incidenti sul lavoro che avvengano nei subappalti: una norma che intende porre un freno all\u2019aumento esponenziale degli incidenti in assenza di contromisure efficaci e rimediare alla jungla che si \u00e8 creata con una normativa lassista. Anche in questo caso si tutelano, oltre ai lavoratori, le imprese pi\u00f9\u00a0 corrette, quelle che applicano i contratti e si preoccupano della sicurezza dei propri dipendenti. Infine, il referendum \u201csulla cittadinanza\u201d ridurrebbe da 10 a 5 il numero di anni di residenza legale in Italia necessari per chiederla con gli stessi requisiti oggi esistenti. La modifica \u00e8 ovviamente volta a rendere meno rigida la normativa, non solo per motivi di sopravvivenza del nostro sistema pensionistico, non solo perch\u00e9 alle imprese serve manodopera, ma perch\u00e9 costituirebbe un passo in avanti per valorizzare la capacit\u00e0 di integrazione di bimbe e bimbi che parlano spesso l\u2019italiano meglio di quelli nati qui e sollecitare, attraverso di loro, quella dei genitori. L\u2019incognita \u00e8 il quorum: ma la battaglia per invitare all\u2019astensione appartiene alla retroguardia della democrazia.Ci aveva gi\u00e0 provato Craxi e pi\u00f9 di recente, con una pesante invasione di campo, il cardinal Ruini. Ci riprovano coi referendum troppi rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dalla seconda carica dello Stato: l\u2019appello all\u2019astensionismo come strumento di lotta politica rappresenta un evidente ossimoro quando \u00e8 interpretato da chi, per ruolo, dovrebbe sollecitare, come ha fatto il presidente Mattarella, la partecipazione. Del resto esiste gi\u00e0 il partito dell\u2019astensione, il pi\u00f9 grande d\u2019Italia: sfidarlo sul suo stesso terreno mi pare un atto di autolesionismo. Sorprende che a quell\u2019invito si sia aggiunta anche una grande Confederazione come la Cisl: comunque la si pensi i quesiti riguardano il lavoro e la cittadinanza, e l\u2019invito a disertare l\u2019appuntamento corrisponde a una forma di sfiducia nella capacit\u00e0 di scelta delle persone, sacrificandola a un collateralismo sempre pi\u00f9 esplicito rispetto al governo: se non fosse cos\u00ec si sarebbe potuta scegliere la libert\u00e0 di coscienza. Si \u00e8 detto che alcuni quesiti sono confusi e che rischiano di avere effetti opposti a quelli che si \u00e8 proposto chi la indetti. Mi sembra che la migliore prova del contrario sia la decisione di ritenerli ammissibili da parte della Corte Costituzionale che ha il dovere di verificare la coerenza tra le intenzioni dei proponenti e gli effetti della legislazione residuale. Il PD, come il M5S, hanno aderito all\u2019iniziativa. Ma i cosiddetti \u201criformisti\u201d del PD voteranno \u201cno\u201d, scordando probabilmente che era stato Enrico Letta a parlare, da segretario, di necessit\u00e0 di superamento del \u201cjobs act\u201d, senza suscitare allora grandi scandali. Il merito dei quesiti \u00e8 semplice. Viene innanzitutto proposto di abrogare la normativa che disapplica l\u2019art.18, ripristinando la versione varata dal governo Monti. Chi si scandalizza (o finge di farlo) ignora il fatto che la Corte Costituzionale ha gi\u00e0 cassato alcune norme della legge di Renzi e, in una sentenza abbastanza recente, ha stabilito che in caso di licenziamento nullo,\u00a0la reintegrazione nel posto di lavoro \u00e8 sempre obbligatoria, indipendentemente da quanto disposto dalle norme: un chiaro avvertimento sul piano dei principi, accompagnato dall\u2019invito al legislatore a rivedere, in un quadro di equilibrio e coerenza, tutta la materia, sulla quale \u00e8 intervenuta anche la Corte di giustizia Europea. L\u2019iniziativa della Cgil supplisce dunque a un\u2019inerzia del Parlamento. Sempre in questo contesto viene abolito il tetto massimo di indennizzo per i lavoratori licenziati illegittimamente nelle imprese sotto i 15 dipendenti, affidandone la quantificazione al giudice per superare limiti troppo rigidi: le singole situazioni non sono assimilabili e spesso, nel dibattimento, emergono elementi decisivi. In quanto ai contratti a tempo determinato, possono avere un senso nel caso di particolari esigenze temporanee delle imprese, non come surrogato del lavoro stabile che rende ricattabile il lavoratore e danneggia le imprese che applicano correttamente l\u2019istituto. Per questo, ma non solo, viene reinserito l\u2019obbligo di causale: si tratta di tutelare anche le imprese che applicano correttamente la normativa per tutelare il principio della concorrenza. Ancora, viene estesa all\u2019impresa committente la responsabilit\u00e0 civile e il conseguente obbligo di risarcimento in caso di incidenti sul lavoro che avvengano nei subappalti: una norma che intende porre un freno all\u2019aumento esponenziale degli incidenti in assenza di contromisure efficaci e rimediare alla jungla che si \u00e8 creata con una normativa lassista. Anche in questo caso si tutelano, oltre ai lavoratori, le imprese pi\u00f9\u00a0 corrette, quelle che applicano i contratti e si preoccupano della sicurezza dei propri dipendenti. Infine, il referendum \u201csulla cittadinanza\u201d ridurrebbe da 10 a 5 il numero di anni di residenza legale in Italia necessari per chiederla con gli stessi requisiti oggi esistenti. La modifica \u00e8 ovviamente volta a rendere meno rigida la normativa, non solo per motivi di sopravvivenza del nostro sistema pensionistico, non solo perch\u00e9 alle imprese serve manodopera, ma perch\u00e9 costituirebbe un passo in avanti per valorizzare la capacit\u00e0 di integrazione di bimbe e bimbi che parlano spesso l\u2019italiano meglio di quelli nati qui e sollecitare, attraverso di loro, quella dei genitori. L\u2019incognita \u00e8 il quorum: ma la battaglia per invitare all\u2019astensione appartiene alla retroguardia della democrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci Ci aveva gi\u00e0 provato Craxi e pi\u00f9 di recente, con una pesante invasione di campo, il cardinal Ruini. 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