{"id":5659,"date":"2025-04-17T10:29:12","date_gmt":"2025-04-17T08:29:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5659"},"modified":"2025-04-17T10:29:37","modified_gmt":"2025-04-17T08:29:37","slug":"di-fulmini-e-tempesta-di-chiara-polita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/04\/17\/di-fulmini-e-tempesta-di-chiara-polita\/","title":{"rendered":"&#8220;Di fulmini e tempesta&#8221; di Chiara Polita"},"content":{"rendered":"\n<p>Autunno 1943, Veneto orientale. Maria, quarantotto anni, lavora come operaia nello iutificio di San Don\u00e0 di Piave. \u00c8 una donna pragmatica, di poche parole, una figlia di quell\u2019Italia rurale fatta di proverbi, vita pratica e rassegnazione. Grazie a una collega pi\u00f9 giovane, entra in contatto con i partigiani del Basso Piave e, dando una scossa alla propria vita, decide di unirsi alla brigata Eraclea, guidata dal comandante Attilio Rizzo. A poco a poco, la sua vita prende a scorrere su due vie parallele \u2013 quella dell\u2019apparenza e quella della segretezza \u2013 finch\u00e9, nel gennaio del 1944, le viene affidato Giacomo, un bambino ebreo sfuggito alla deportazione: dovr\u00e0 nasconderlo e proteggerlo. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"667\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-667x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5660\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-667x1024.jpg 667w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-768x1179.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-1001x1536.jpg 1001w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-1334x2048.jpg 1334w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-95x146.jpg 95w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-33x50.jpg 33w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara-49x75.jpg 49w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Chiara.jpg 1654w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla donna, per\u00f2, spetta anche un altro compito: custodire una mappa sulla quale un partigiano, prima di morire, ha annotato frasi enigmatiche, con due nomi da svelare. Una minaccia, o persone da salvare? Nel frattempo, sulle tracce del gruppo condotto da Rizzo, da Venezia arrivano Bufera e Vito, due giovani fascisti che \u2013 affiancati da Zanlevio, violento esponente delle Brigate nere \u2013 danno avvio a una caccia serrata che costringer\u00e0 Maria a imbracciare le armi per guardare in faccia non solo il futuro della sua gente, ma anche il proprio passato. Tra avventurose missioni condotte nelle terre di bonifica, arresti, rappresaglie, misteri da sbrogliare e perdite dolorose, ad accompagnare la protagonista di questo romanzo \u00e8 l\u2019acqua della Piave, con le sue sfumature di vita e di morte: mese dopo mese, anno dopo anno, Maria, proprio come il fiume, non si lascia imporre argini, facendo della libert\u00e0, del coraggio di rialzarsi e della capacit\u00e0 di amare la spinta che \u00e8 la sola in grado di tenerla in vita. Con uno stile carico di suggestione e della pietas che accomuna le migliori opere del Neorealismo italiano, Chiara Polita racconta la Resistenza attraverso le scelte e il corpo di una partigiana che, trovando la forza di reagire, esce dall\u2019anonimato e, in prima linea al fianco degli uomini, conquista la propria emancipazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autunno 1943, Veneto orientale. Maria, quarantotto anni, lavora come operaia nello iutificio di San Don\u00e0 di Piave. \u00c8 una donna pragmatica, di poche parole, una figlia di quell\u2019Italia rurale fatta di proverbi, vita pratica e rassegnazione. Grazie a una collega pi\u00f9 giovane, entra in contatto con i partigiani del Basso Piave e, dando una scossa alla propria vita, decide di unirsi alla brigata Eraclea, guidata dal comandante Attilio Rizzo. 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