{"id":5612,"date":"2025-03-27T12:06:50","date_gmt":"2025-03-27T11:06:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5612"},"modified":"2025-03-27T12:06:51","modified_gmt":"2025-03-27T11:06:51","slug":"la-pace-difficile-a-proposito-dei-diari-moscoviti-di-giorgio-starace","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/03\/27\/la-pace-difficile-a-proposito-dei-diari-moscoviti-di-giorgio-starace\/","title":{"rendered":"La pace difficile: a proposito dei Diari moscoviti di Giorgio Starace."},"content":{"rendered":"\n<p>Il diario dell\u2019ambasciatore che ha rappresentato l\u2019Italia a Mosca, in un periodo cruciale segnato dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte dell\u2019esercito di Putin, \u00e8 una storia fatta di intensi contatti diplomatici, sensazioni, vicende umane e personali. Ma ci\u00f2 che emerge \u00e8 soprattutto una lucida riflessione, da un punto di vista privilegiato, sulle reali possibilit\u00e0 di un percorso di pace duraturo. La fine delle ostilit\u00e0 non pu\u00f2 limitarsi alla cessazione delle operazioni belliche: \u00e8 necessaria una strategia di lungo periodo che affronti questioni spesso passate in secondo piano, come la difesa dell\u2019ambiente, l\u2019emergenza terrorismo, le migrazioni, le sfide delle nuove tecnologie e dello spazio. Tutto questo recuperando strumenti di multilateralismo efficace in ambito politico ed economico, in un progetto che non si limiti agli attori continentali, ma possa coinvolgere i grandi schieramenti dello scacchiere internazionale. Un percorso difficile, eppure obbligato: l\u2019unica strada da seguire per assicurare un futuro al nostro Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>La pace difficile: a proposito dei Diari moscoviti di Giorgio Starace.<\/p>\n\n\n\n<p>di Cosimo Risi<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio Starace, Ambasciatore a Mosca negli anni della guerra all\u2019Ucraina, ha l\u2019umilt\u00e0 intellettuale del diplomatico al servizio dei fatti. Il suo La pace difficile, Diari di un Ambasciatore a Mosca (Mauro Pagliai Editore, 2025) ne \u00e8 la testimonianza scritta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019irruzione di Donald Trump sulla scena, l\u2019espressione si attaglia allo spirito ruvido del personaggio che \u201cnon le manda a dire\u201d, produce un\u2019accelerazione nel processo negoziale. Il balletto dei veti da parte ucraina e da parte russa \u00e8 travolto dalla presa diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inviato di Trump, gi\u00e0 competente per il Medio Oriente, sostituisce pi\u00f9 che integrare la diplomazia ufficiale. Steve Witkoff \u00e8 un immobiliarista che bada al sodo: al business come chiave per la soluzione delle controversie. L\u2019intendenza, ovvero la diplomazia, seguir\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Starace riconosce all\u2019iniziativa di Trump il merito di avere portato alla luce il dato che veniva impudicamente taciuto: l\u2019insania del conflitto con il suo corredo di un milione di vittime e di immani distruzioni. La mediazione non pu\u00f2 che avere l\u2019autorevolezza degli Stati Uniti. La maniera americana per riconoscere all\u2019interlocutore russo il rispetto che ritiene di meritare per la propria statura strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa assiste alla trattativa con smarrimento. Il suo dogma, sostenere la causa ucraina a oltranza, subisce una frattura, ad opera per di pi\u00f9 dell\u2019alleato storico. Si moltiplicano i fuori onda dei dirigenti americani, in primis del Vicepresidente Vance, con gli sberleffi a danno degli Europei: pusillanimi e scrocconi. Se ne risentono persino i Britannici, gli eroi della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Starace chiude lo stantio dibattito italiano sul Manifesto di Ventotene: l\u2019europeismo non \u00e8 una scelta, \u00e8 una necessit\u00e0. Gli stati membri ben poco possono da soli, tengono botta solo se coalizzati fra loro e con il Regno Unito, nonostante Brexit.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione mondiale volge al \u201ccaos creativo\u201d, la definizione \u00e8 cara a Starace. L\u2019Europa eredita la grande tradizione diplomatica greco-romana, quella che ha la dignit\u00e0 filosofica di Aristotele: ha il dovere di aggiornarla all\u2019attuale temperie. La nostra azione deve combinare forza e diplomazia, affinch\u00e9 i giochi non si compiano a nostra insaputa o, peggio, a nostro danno. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La pace in Ucraina \u00e8 con gli Europei o non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta \u00e8 stretta. Starace lo riconosce alla luce dei rapporti con i Russi. Essi danno della situazione internazionale una lettura diversa dalla nostra. A cominciare dalle cause remote della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allargamento della NATO \u00e8 stato per i nuovi membri il frutto della libera scelta da stati indipendenti. Per i Russi ha significato la minaccia dell\u2019Occidente ai propri confini, con un anello potenzialmente offensivo. Con la fine dell\u2019Unione Sovietica era cessato il pericolo orientale. E allora perch\u00e9 tenere in vita e rafforzare la NATO quando non c\u2019era pi\u00f9 il bersaglio dall\u2019altra parte?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scriveva Mikhail Gorbachev: il patto fra gentiluomini che, da ultimo Presidente URSS, aveva concluso con il Segretario di Stato USA era basato sulla parola d\u2019onore. Quella parola l\u2019Occidente l\u2019ha tradita dichiarando la vittoria della Guerra Fredda. Quale vittoria? Per Gorbachev non c\u2019era vittoria perch\u00e9 non c\u2019era stata la guerra, era Mosca ad aver abolito la dottrina del confronto a favore di quella della cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande equivoco, secondo Starace, sarebbe alla base del crescendo di incomprensioni fra le Parti. Significativo \u00e8 il discorso di Vladimir Putin a Monaco (Conferenza sulla sicurezza, 2007): la Russia merita rispetto. Barack Obama non pu\u00f2 declassarla a potenza regionale. Il vero contendente mondiale \u00e8 la Cina. La Russia si goda le immense ricchezze dell\u2019immenso territorio e lasci lavorare chi comanda davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel \u201ccaos creativo\u201d di oggi, l\u2019Europa si sveglia bruscamente dal sonno della sicurezza garantita dagli Americani, deve badare a s\u00e9 stessa. \u00c8 il maturo adolescente che esce di casa a misurarsi con le fatiche del giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diario dell\u2019ambasciatore che ha rappresentato l\u2019Italia a Mosca, in un periodo cruciale segnato dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte dell\u2019esercito di Putin, \u00e8 una storia fatta di intensi contatti diplomatici, sensazioni, vicende umane e personali. Ma ci\u00f2 che emerge \u00e8 soprattutto una lucida riflessione, da un punto di vista privilegiato, sulle reali possibilit\u00e0 di un percorso di pace duraturo. 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