{"id":5594,"date":"2025-03-14T17:41:27","date_gmt":"2025-03-14T16:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5594"},"modified":"2025-03-14T17:41:28","modified_gmt":"2025-03-14T16:41:28","slug":"la-ragione-dellaltro-un-convegno-internazionale-sulla-pace-a-nova-gorica-e-gorizia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/03\/14\/la-ragione-dellaltro-un-convegno-internazionale-sulla-pace-a-nova-gorica-e-gorizia\/","title":{"rendered":"La ragione dell&#8217;altro: un convegno internazionale sulla pace a Nova Gorica e Gorizia?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue &#8220;Lettere dalla guerra&#8221;, Tiziano Terzani scriveva che per fermare un conflitto fosse necessario conoscere le &#8220;ragioni&#8221; dei contendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 ogni guerra porta con s\u00e9 delle motivazioni. Naturalmente ogni belligerante ritiene che le proprie siano le uniche e che quelle dell&#8217;altro debbano essere necessariamente talmente sbagliate da rendere necessario un intervento armato.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, una delle cause dello scoppiare di una guerra \u00e8 ritenere che da una parte ci sia la &#8220;Ragione&#8221; (con la R maiuscola) e dall&#8217;altra il &#8220;Torto&#8221; (con la T maiuscola). Soltanto approfondendo &#8211; senza condividere &#8211; i due (o pi\u00f9) punti di vista, si svela l&#8217;assurdit\u00e0 di voler risolvere le questioni con l&#8217;uso delle armi e si comprende come le vere questioni che stanno alla base di uno scontro non solo quelle dichiarate per creare consenso, bens\u00ec i traffici occulti che devono essere smascherati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"474\" height=\"316\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5596\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa.jpg 474w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa-219x146.jpg 219w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa-50x33.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/europa-113x75.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 vale anche per il dibattito in corso in Italia e in Europa sul possibile riarmo (o difesa, che dir si voglia, anche se effettivamente non si \u00e8 capito del tutto da chi o da che cosa). La semplificazione sta nel dividere i buoni dai cattivi: da una parte ci sarebbero i guerrafondai che non vedono l&#8217;ora di scatenare l&#8217;inferno, dall&#8217;altra i pacifisti che ingenuamente credono di fermare i carrarmati e i bombardieri mettendo dei fiori nei loro cannoni.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione non \u00e8 cos\u00ec semplice. E&#8217; vero che tanta gente, imbevuta di pseudoverit\u00e0 ampiamente diffuse dai media di potere, sta pericolosamente progredendo nell&#8217;accettazione della guerra come unica possibilit\u00e0 di risolvere le varie controversie attualmente in atto. Ed \u00e8 vero anche che un pacifismo &#8220;senza se e senza ma&#8221; \u00e8 contraddetto dall&#8217;analisi di alcune situazioni limite che in passato &#8211; e forse nel presente &#8211; hanno giustificato il doloroso uso della violenza, senza la quale difficilmente sarebbero stati estirpati il fascismo e il nazismo.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi? Quindi, in un momento cos\u00ec difficile \u00e8 con urgenza necessario dare spazio al dialogo e alla riflessione. Occorre uscire dalla logica radicalmente bipolare che crea lo schema europeista = guerrafondaio contro pacifista = putiniano. Proprio facendo lo sforzo di uscire per un istante dalle proprie &#8220;ragioni&#8221; per capire quelle dell&#8217;altro, si pu\u00f2 forse iniziare ad attuare nella per ora comoda realt\u00e0 di non belligeranza lo stesso metodo che si vorrebbe in quella dove la terra brucia. Tale sforzo non significa rinunciare al proprio punto di vista, al contrario rafforzarlo attraverso l&#8217;ascolto e la discussione con quello apparentemente opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>La manifestazione pro Europa del 15 marzo rischia per questo di essere un divisivo inno alla &#8220;sia pur triste&#8221; (cos\u00ec si dice) necessit\u00e0 del riarmo, cos\u00ec come le incertezze all&#8217;interno del pd sembrano pi\u00f9 un&#8217;incapacit\u00e0 di definire una posizione rispetto a un tema fondamentale per il futuro stesso del Pianeta che l&#8217;espressione di un autentico pluralismo di opinioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Che fare allora? Da una parte occorre ribadire, con sempre pi\u00f9 approfondite argomentazioni, la propria visione, dall&#8217;altra \u00e8 indispensabile creare luoghi di confronto democratico tra le diverse &#8220;ragioni&#8221;. Perch\u00e9 non proporre, in ambito EPK, un dibattito del genere? Nova Gorica e Gorizia, giustamente decantate come un nuovo modo di condividere le diversit\u00e0, non potrebbero essere la sede di un confronto serrato su questi temi. Si \u00e8 su un importante palco internazionale: perch\u00e9 non approfittarne per chiamare filosofi, storici, politici di livello planetario che possano aiutare a realizzare un messaggio decisivo? In altre parole, perch\u00e9 non organizzare proprio nelle due Gorica un&#8217;assemblea, una sorta di convegno internazionale sulla pace in Europa e nel Mondo che, procedendo dalla conoscenza della ragione dell&#8217;altro, possa portare un decisivo contributo al superamento del pericoloso stallo attuale? Stallo di chi vuole in diversi modi la pace, mentre i veri guerrafondai, quelli s\u00ec, sono purtroppo in rapidissimo movimento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite Nelle sue &#8220;Lettere dalla guerra&#8221;, Tiziano Terzani scriveva che per fermare un conflitto fosse necessario conoscere le &#8220;ragioni&#8221; dei contendenti. S\u00ec, perch\u00e9 ogni guerra porta con s\u00e9 delle motivazioni. Naturalmente ogni belligerante ritiene che le proprie siano le uniche e che quelle dell&#8217;altro debbano essere necessariamente talmente sbagliate da rendere necessario un intervento armato. 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