{"id":5513,"date":"2025-01-17T17:53:18","date_gmt":"2025-01-17T16:53:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5513"},"modified":"2025-01-17T17:53:19","modified_gmt":"2025-01-17T16:53:19","slug":"per-non-dimenticare-irreconciliabili-essere-ebrei-nellitalia-fascista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2025\/01\/17\/per-non-dimenticare-irreconciliabili-essere-ebrei-nellitalia-fascista\/","title":{"rendered":"Per non dimenticare. Irreconciliabili: essere ebrei nell\u2019Italia fascista"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 27 gennaio 1945 le truppe russe varcarono il cancello del campo di sterminio di Auschwitz.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quanto gi\u00e0 visto al campo di Treblinka pochi mesi prima, la tragedia dello sterminio, della tortura, della privazione di ogni diritto umano, fu davanti agli occhi di tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>15 milioni sono state le vittime riconosciute della deportazione nazista, di cui 6 milioni appartenenti alla comunit\u00e0 ebraica. Un milione e mezzo furono i bambini che trovarono la morte in seguito alle persecuzioni: torturati come cavie da laboratorio, fucilati, bruciati vivi, uccisi dalla fame e dalle malattie, mandati nelle camere a gas.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per non dimenticare<\/strong>, affinch\u00e9 nessuno potesse pi\u00f9 dire \u201cio non sapevo\u201d o potesse negare quante e quali atrocit\u00e0 furono inflitte agli ebrei innanzitutto, ma anche alle minoranze etniche come i rom, ai prigionieri politici e militari, ai disabili, agli omosessuali, vennero raccolte testimonianze e documentati con filmati i luoghi dello sterminio, i forni crematori, le fosse comuni, i volti e i corpi martoriati dei sopravvissuti<strong>.<\/strong> Ufficializzata dalle Nazioni Unite nel 2005, in Italia questa giornata veniva celebrata gi\u00e0 da 5 anni, da quando cio\u00e8 venne approvata con la Legge 211 del 20 luglio del 2000 che recita, al primo punto, \u201cLa Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell\u2019abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonch\u00e9 coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati\u201d. Giustamente quella legge parla di italiani vittime di quella tragedia ma altrettanto <strong>doverosamente dobbiamo ricordare<\/strong> come l\u2019Italia e gli italiani abbiano assecondato la follia antiebraica nazista: proprio Trieste, il 18 settembre 1938, fu scelta da Mussolini per pronunciare pubblicamente, per la prima volta, la decisione di adottare una legislazione razziale tale da espellere dalla societ\u00e0 gli ebrei. \u00ab<em>La storia c\u2019insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorit\u00e0. Il problema ebraico non \u00e8 dunque che un aspetto di questo fenomeno<\/em>\u00bb. Cos\u00ec Mussolini, capo del fascismo, ancora cittadino onorario di tanti comuni italiani. Il clima di intolleranza per\u00f2 era gi\u00e0 stato preparato da tempo dalla propaganda antisemita fascista, oltre che dalla pubblicazione, il 14 luglio del \u201938 su Il Giornale d\u2019Italia, del Manifesto della razza.<\/p>\n\n\n\n<p>Apertamente, dalla sua fondazione, celebra ogni anno questo Giorno, appunto <strong>per non dimenticare<\/strong>; questo sar\u00e0 l\u2019undicesimo anno consecutivo che lo far\u00e0 a <strong>Staranzano<\/strong>, grazie alla collaborazione e al sostegno del Comune e di tanti amici che ci sostengono e supportano. Il 29 gennaio, al Teatro San Pio X, alle 18, avremo ospite <strong>Alessandro Cattunar, <\/strong>che si occupa di didattica della Shoah dopo essersi specializzato presso il Memorial della Shoah di Parigi. Cattunar, attualmente presidente dell\u2019Associazione Quarantasettezeroquattro, con cui si occupa di mostre, musei e progetti di public history, \u00e8 laureato a Bologna in Discipline delle arti della musica e dello spettacolo; successivamente consegue una laurea specialistica in Storia d\u2019Europa e un dottorato di ricerca in Storia Contemporanea. Ha collaborato con l\u2019Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste, con l\u2019Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine e con l\u2019Istituto storico di Torino (ISTORETO). Il suo ultimo libro pubblicato \u00e8 \u201cStoria di una linea bianca. Gorizia, il confine, il Novecento\u201d.&nbsp; Insegna storia e filosofia nei licei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cattunar ripercorrer\u00e0 il 18 settembre del 1938<\/strong>, quando Diamantina, Miriam, Izhak, Enrico e Mauro si ritrovano in Piazza dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia a Trieste ad ascoltare il discorso del Duce che annuncia l\u2019adozione delle leggi razziali in Italia. Cinque giovani, tra i 12 e i 20 anni, ebrei di Trieste, provenienti dalla Grecia o dalla Cecoslovacchia o residenti in Italia da generazioni. Cinque giovani che assistono, insieme a migliaia di altre persone, ad un evento epocale senza rendersi immediatamente conto della portata delle parole di Mussolini. Gli effetti concreti, le conseguenze di quell\u2019annuncio appariranno chiari nei giorni e nei mesi successivi: per gli ebrei di Trieste, e di tutta la penisola, nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Questa \u00e8 la storia di come cinque famiglie, accomunate dalla stessa origine, abbiano affrontato, in modi e con destini diversi, gli anni dell\u2019esclusione e delle persecuzioni, della guerra e della deportazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad accompagnare Alessandro Cattunar, con letture dal suo testo, ci sar\u00e0 <strong>Antonietta D\u2019Alessandro<\/strong>, attrice del Collettivo Terzo Teatro, mentre a introdurre ci sar\u00e0 <strong>Cinzia Benussi<\/strong>, abituale collaboratrice di Apertamente. A concludere la serata, come ormai da tradizione, il coro misto giovanile <strong>Audite Juvenes<\/strong> diretto dalla Maestra <strong>Gianna Visintin<\/strong>, che ha svolto e continua a svolgere un\u2019intensa attivit\u00e0 concertistica in ambito corale: ha tenuto pi\u00f9 di settecento concerti in Italia e all\u2019estero. \u00c8 stata docente presso i Conservatori di Vicenza, Trento, Mantova, Gallarate e presso la Scuola Comunale di Musica di Ruda. Il coro sar\u00e0 accompagnato, al pianoforte, dalla maestra <strong>Rossella Fracaros<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A portare il saluto del Comune di Staranzano il Sindaco <strong>Marco Fragiacomo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 gennaio 1945 le truppe russe varcarono il cancello del campo di sterminio di Auschwitz. Dopo quanto gi\u00e0 visto al campo di Treblinka pochi mesi prima, la tragedia dello sterminio, della tortura, della privazione di ogni diritto umano, fu davanti agli occhi di tutto il mondo. 15 milioni sono state le vittime riconosciute della deportazione nazista, di cui 6 milioni appartenenti alla comunit\u00e0 ebraica. 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