{"id":5441,"date":"2024-12-08T17:35:58","date_gmt":"2024-12-08T16:35:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5441"},"modified":"2024-12-08T17:35:58","modified_gmt":"2024-12-08T16:35:58","slug":"rete-rateale-einaudi-finira-come-stellantis","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/12\/08\/rete-rateale-einaudi-finira-come-stellantis\/","title":{"rendered":"Rete rateale Einaudi. Finir\u00e0 come Stellantis?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marco Menato<\/p>\n\n\n\n<p>Con il primo gennaio 2025 la rete rateale Einaudi, inventata da Giulio Einaudi dopo la guerra proprio per consentire a tutti di costruirsi una propria biblioteca, chiude definitivamente (sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\">www.einaudi.it<\/a> non c\u2019\u00e8 ancora traccia della imminente chiusura). I \u2018Punto Einaudi\u2019, cos\u00ec negli ultimi anni sono state chiamate le agenzie Einaudi autorizzate alla vendita rateale (non sono quindi delle vere librerie, anche se molte con il tempo hanno assunto la natura di librerie), cesseranno la loro funzione e si convertiranno, ove possibile, in librerie indipendenti, mantenendo un rapporto privilegiato con il gruppo Mondadori, che, come \u00e8 noto, \u00e8 proprietario dell\u2019Einaudi. Molti lettori e collezionisti, a partire dal sottoscritto, hanno iniziato la loro carriera approfittando delle facilitazioni dell\u2019Einaudi, dato che con somme modeste (pari oggi a venti euro) versate mensilmente era, ed \u00e8 ancora per pochi giorni, possibile acquistare opere impegnative e mantenersi aggiornati sulle novit\u00e0 pubblicizzate e commentate sul quadrimestrale \u201cCfr:\u201d inviato a tutti i clienti e a disposizione gratuita nelle agenzie (foglio di informazione libraria inventato molti anni fa da Calvino, ma non \u00e8 dato sapere se continuer\u00e0 ad uscire oppure no).<\/p>\n\n\n\n<p>Che ne sar\u00e0 allora dei clienti che hanno fino al 31 dicembre hanno sottoscritto dei contratti a volte parecchio costosi? Potranno continuare fino al prossimo giugno a versare le rate alle agenzie con le quali erano in contatto, da luglio il versamento sar\u00e0 invece fatto direttamente all\u2019amministrazione dell\u2019Einaudi (che risiede, insieme alla redazione, ancora a Torino, ma chiss\u00e0 che per risparmiare tutto verr\u00e0 accentrato nella grande sede della Mondadori a Segrate\u2026). Non sar\u00e0 ovviamente pi\u00f9 possibile acquistare ancora a rate e godere degli omaggi. Perch\u00e9 questa rivoluzione, che ha seppellito l\u2019antica tradizione einaudiana, forse l\u2019unica rimasta nel settore del rateale librario, che ha conosciuto nel dopoguerra periodi di grande e meritato successo, sia nel campo librario che in quello del commercio in generale?<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto i numeri: le agenzie sono trentaquattro in tutta Italia, delle quali due in Friuli-Venezia Giulia (Udine e Pordenone), evidentemente troppo poche per assicurare una copertura ampia su tutto il territorio nazionale, ma a riscontro bisogna anche ammettere che negli ultimi anni \u00e8 sensibilmente diminuito il numero di nuovi sottoscrittori e soprattutto di giovani sottoscrittori. Errori di gestione contabile sicuramente sono imputabili all\u2019amministrazione einaudiana, che \u2013 per esempio \u2013 solo da un paio di anni ha messo in rete le agenzie con la sede centrale in modo che i pagamenti siano controllati in ogni momento. I vantaggi delle agenzie risiedono nell\u2019offerta libraria che mettono a disposizione dei lettori, incomparabilmente maggiore di quella proposta dalle librerie normali, che devono assicurare spazi di vendita a molte case editrici. Nelle agenzie \u00e8 possibile consultare tutte le collane dell\u2019Einaudi ed avere a disposizione, non ovviamente tutto il catalogo, ma certamente quello risalente agli ultimi anni oltre ad avere accesso ai molti libri ancora disponibili nel magazzino centrale e settimanalmente alle novit\u00e0 uscite. Insomma, per lo studioso e il semplice lettore era come avere sottomano una grande biblioteca, senza avere i lacci e gli impicci che le biblioteche pubbliche impongono, pi\u00f9 o meno volontariamente, ai lettori: ora tutto questo non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile se non altro perch\u00e9 i volumi che fino ad oggi erano sugli scaffali dei Punti Einaudi erano di propriet\u00e0 dell\u2019editore e non dell\u2019agente, che invece da gennaio dovr\u00e0 cambiare abito (diventare, cio\u00e8, libraio in proprio) e scegliere di volta in volta i volumi che possono interessare la sua clientela ed acquistarli di conseguenza dall\u2019editore (che \u00e8 Mondadori). Un cambio di passo non di poco conto per la mentalit\u00e0 di molti agenti e anche della clientela pi\u00f9 affezionata che quasi d\u2019improvviso non trover\u00e0 pi\u00f9 nella \u2018sua\u2019 libreria un patrimonio di ampio spettro: librerie quindi che necessariamente dovranno assomigliarsi l\u2019una con l\u2019altra e fare la guerra alle grandi catene di distribuzione on line, a cominciare da Amazon.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel titolo, un po\u2019 provocatoriamente, cito Stellantis, l\u2019azienda che ha polverizzato la produzione automobilistica italiana a favore di una visione solo finanziaria. Anche Einaudi non \u00e8 pi\u00f9 quella fondata e diretta da Giulio Einaudi (al quale pure si devono imputare errori di gestione), molte scelte successive guardano pi\u00f9 al mercato quotidiano che a una prospettiva di ricerca e studio, mi auguro che quest\u2019ultima transizione non sia foriera di incorporazioni e di svilimenti del glorioso marchio.<\/p>\n\n\n\n<p>A conclusione di un\u2019epoca, \u00e8 stato pubblicato un magnifico volume (per la qualit\u00e0 di stampa e per il notevole impegno redazionale, che lo pone fra le maggiori imprese bibliografiche italiane, senza che l\u2019amministrazione bibliotecaria l\u2019abbia mai saputo, e questo la dice lunga sull\u2019immagine delle biblioteche nel mondo di oggi [e detto da un bibliotecario \u00e8 ancora pi\u00f9 straziante]) intitolato \u201cLe edizioni Einaudi 1933-2023\u201d, a cura di Marco Bertoglio, Sara Latella, Stefania Pico, X-1777 p., ISBN 9788806833541. Si tratta del catalogo storico edito in occasione dei novant\u2019anni di attivit\u00e0 della prestigiosa casa editrice, aggiornato al primo semestre 2023, edizione fuori commercio, riservata ai maggiori clienti dei trentaquattro \u2018Punto Einaudi\u2019: per questo motivo \u00e8 destinata a diventare subito rara. Il catalogo, tecnicamente \u00e8 una bibliografia generale internazionale, \u00e8 cos\u00ec strutturato: breve introduzione tecnica (<em>Guida alla consultazione<\/em>, p. VII-VIII, e <em>Sigle delle collane<\/em>, p. IX-X, 113 in ordine alfabetico di sigla, non \u00e8 compresa \u2018Stile libero\u2019 come sigla, che invece \u00e8 considerata nel corrispettivo indice, p. 1433-53), quattro indici: bibliografico degli autori e collaboratori (p. 5-1154), cronistorico delle collane (p. 1157-1504, precede l\u2019indice alfabetico delle stesse), per argomento (p. 1507-1668, precede lo schema di classificazione), per titoli (p. 1671-1777). Nell\u2019indice degli autori sono compresi anche i titoli di opere con pi\u00f9 autori, i traduttori, gli illustratori, gli autori &#8211; cosiddetti secondari &#8211; di prefazioni, postfazioni, introduzioni, apparati, i redattori delle riviste e delle grandi opere; riguardo a queste ultime sono elencati i singoli contributi, ma senza la paginazione, che invece viene registrata negli altri casi, insieme alla presenza di illustrazioni, tavole, fotografie; utile l\u2019indicazione dell\u2019anno dell\u2019ultima ristampa e delle ristampe in totale; sono comprese le edizioni fuori commercio riservate ai clienti della rete rateale (per il 2024 la ristampa anastatica di <em>America<\/em> di Kafka edita nel 1945). Viene segnalata altres\u00ec la presenza dell\u2019eventuale edizione digitale (ebook) e se il volume sia \u2018rilegato\u2019 (intendendo quindi non una brossura) o contenuto in un \u2018astuccio\u2019, forse in questo caso si poteva utilizzare il termine \u2018cofanetto\u2019. Per autori importanti nella vita dell\u2019Einaudi, per es. Pavese, Ginzburg, Calvino, Bobbio le rispettive voci si presentano come minibibliografie. Le riviste, che non sono mai state il <em>core business<\/em> dell\u2019Einaudi, sono descritte in numero di 21 alle p. 1500-4, alla fine dell\u2019indice delle collane. Molti editori, grandi e piccoli, pubblicano i loro cataloghi storici, cercando di sottrarli alla tremenda fugacit\u00e0 del tempo e anche le biblioteche hanno imparato a conservarli e a descriverli (dopo i cataloghi di asta e di antiquariato), tuttavia resta ancora molto lavoro da fare, soprattutto per salvare i cataloghi di case editrici minori, quelli che ancora non possono essere classificati \u2018storici\u2019.&nbsp; Inutile aggiungere che Einaudi, tra le molte sue specialit\u00e0, ha anche una lunga tradizione catalografica realizzata, sia con agili cataloghi annuali delle edizioni in commercio (che difficilmente vengono conservati, l\u2019ultimo disponibile risale al settembre 2021: fa pensare che dopo non sia uscito pi\u00f9 nulla!) sia con sette grandi cataloghi generali (1933-1983, 1933-1993, 1933-1998, 1933-2003, 1933-2008,1933-2013) inseriti nella collana \u2018Piccola Biblioteca Einaudi\u2019 e da ultimo nella collana \u2018I Millenni\u2019 per il periodo 1933-2018 (\u20ac 60,00, in cofanetto), tuttavia anche per alcune problematiche merceologiche, quest\u2019ultimo non ha avuto il successo commerciale che avrebbe meritato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Menato Con il primo gennaio 2025 la rete rateale Einaudi, inventata da Giulio Einaudi dopo la guerra proprio per consentire a tutti di costruirsi una propria biblioteca, chiude definitivamente (sul sito ufficiale www.einaudi.it non c\u2019\u00e8 ancora traccia della imminente chiusura). 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