{"id":5358,"date":"2024-09-24T18:49:15","date_gmt":"2024-09-24T16:49:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5358"},"modified":"2024-09-24T18:50:04","modified_gmt":"2024-09-24T16:50:04","slug":"salvini-e-le-due-patrie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/09\/24\/salvini-e-le-due-patrie\/","title":{"rendered":"Salvini e le due patrie"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante dell\u2019autodifesa del ministro Salvini di fronte alla richiesta dei PM di Palermo \u00e8 il rifiuto pregiudiziale, in nome della superiorit\u00e0 gerarchica della politica sulla magistratura,\u00a0 di un atto dovuto dei PM nel percorso processuale. Insomma, una radicale contestazione del principio della separazione dei poteri, con la totale copertura da parte della premier. La politica avrebbe un suo circuito privilegiato non riconducibile al diritto comune. Eppure, \u00e8 stato proprio il Parlamento, con un voto, a dare ai giudici l\u2019autorizzazione a procedere. Inoltre, ministro e premier hanno reagito come se si trattasse gi\u00e0 di una condanna, prescindendo dal dibattimento, salvo poi convocare le truppe per condizionarlo. A me pare un passo esplicito verso uno scenario di democrazia illiberale: chi vince le elezioni non governa, comanda. Nelle parole del ministro non c\u2019\u00e8 un solo argomento di natura giuridica. Sono chiamati in causa principi considerati prioritari e prevalenti su ogni altro: patria, difesa, confini in mare, e, implicitamente un nemico da respingere, quasi si trattasse di una guerra. Ma la concezione di patria della quale il centro destra ritiene di avere l\u2019esclusiva pu\u00f2 essere intesa in tutt\u2019altro modo. Qualche anno fa (governo Gentiloni) scoppi\u00f2 una violenta polemica sul ruolo delle ONG nel soccorso in mare e fu chiamato a riferire alla Commissione Difesa del Senato il Comandante generale delle Capitanerie di porto. Egli spieg\u00f2 che l\u2019assistenza in mare \u201ccostituisce un obbligo per chiunque abbia conoscenza di una situazione di pericolo\u201d e richiam\u00f2 l\u2019art. 33 della Convenzione di Ginevra: tale obbligo deve prevalere \u201csu tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati. Le scelte politiche [\u2026] o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati che devono garantire nel modo pi\u00f9 sollecito il soccorso e lo sbarco in un luogo sicuro\u201d. Il concetto \u00e8 chiaro: prima di tutto vengono i diritti umani, e dunque occorre sottrarre i naviganti a situazioni di pericolo evitando rischi e privazioni. Purtroppo, come siamo costretti a vedere da molto tempo, il diritto internazionale \u00e8 quasi sempre inesigibile. Ma l\u2019 ammiraglio aveva a cuore la patria certamente non meno di Salvini: solo, interpretava i riferimenti in maniera opposta. Da un lato una patria arcigna, arroccata, che immagina confini anche nell\u2019unico elemento che, per definizione, li rifiuta, e vede nemici da combattere nei disperati che, spesso in mano agli scafisti, qualche volta abbandonati nelle mani inesperte di uno di loro, tentano la traversata verso la salvezza. Che \u00e8 indifferente alle condizioni di chi si \u00e8 trovato per giorni bloccato nella nave, ostaggio della strumentalizzazione politica, esempio da esibire per \u201ceducarne cento\u201d e per conquistare qualche badilata di (basso) consenso. Dall\u2019altro una patria sicura di s\u00e8, generosa, guidata dai principi del diritto internazionale (e dal Codice della Navigazione) e dalle prassi che quel mare ha imposto fin dall\u2019antichit\u00e0. Una patria che, come prescrive la Costituzione, ha quale riferimento la persona, chiunque essa sia, alla quale mostra il volto giusto e sereno di una solida civilt\u00e0 giuridica. In mare c\u2019\u00e8 in gioco il primo di quei diritti: la vita, che \u00e8 la stessa per italiani e stranieri. L\u2019Europa tace, o protesta debolmente: del resto anche lei ha la coscienza sporca ed \u00e8 priva di una posizione condivisa. Il breve sussulto di civilt\u00e0 (o neanche quello, come a Cutro) arriva assieme alla tragedia, si esaurisce in qualche giorno e si d\u00e0 appuntamento a quella successiva. Le questioni politiche, quelle vere, stanno qui. Il merito giuridico va affidato al dibattimento, al confronto tra difesa e accusa e alla decisione di una giuria, come in ogni democrazia costituzionale moderna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci\u00a0 L\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante dell\u2019autodifesa del ministro Salvini di fronte alla richiesta dei PM di Palermo \u00e8 il rifiuto pregiudiziale, in nome della superiorit\u00e0 gerarchica della politica sulla magistratura,\u00a0 di un atto dovuto dei PM nel percorso processuale. Insomma, una radicale contestazione del principio della separazione dei poteri, con la totale copertura da parte della premier. La politica avrebbe un suo circuito privilegiato non riconducibile al diritto comune. 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