{"id":5273,"date":"2024-07-29T20:35:07","date_gmt":"2024-07-29T18:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5273"},"modified":"2024-07-31T21:30:51","modified_gmt":"2024-07-31T19:30:51","slug":"nessuno-scandalo-alla-cerimonia-di-apertura-delle-olimpiadi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/07\/29\/nessuno-scandalo-alla-cerimonia-di-apertura-delle-olimpiadi\/","title":{"rendered":"Nessuno scandalo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite<\/p>\n\n\n\n<p>Se non ci fosse stata la polemica sulla presunta parodia dell&#8217;Ultima Cena, non avrei dato alcuna importanza alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Parigi. Avendo letto un diluvio di opinioni e relativi commenti, ho cercato su you tube l&#8217;evento e l&#8217;ho trovato in forma integrale. Da quanto se ne \u00e8 scritto e parlato, ho pensato che quella scena fosse dominante, dall&#8217;inizio alla fine. Scorrendo avanti e indietro, alla fine sono riuscito a trovarla, neppure due minuti in una trasmissione durata oltre quattro ore. Mi sono fatto un&#8217;opinione del tutto personale, che (come sempre) non pretendo affatto sia condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;inaugurazione dei Giochi \u00e8 un rito che ha tante caratteristiche e che vuole essenzialmente rinverdire in parte il mito delle Olimpiadi antiche e moderne, in parte quello del Paese ospitante. Da questi punti di vista, sia pur con un sfarzo e un eccesso di &#8220;grandeur&#8221; difficili da evitare nella &#8220;ville lumiere&#8221;, lo spettacolo \u00e8 stato all&#8217;altezza della solennit\u00e0 del momento. Con un linguaggio scenografico e musicale, influenzato dalle correnti artistiche del momento, sono stati declinati al tempo presente i concetti fondamentali della Rivoluzione del 1789, libert\u00e9. egalit\u00e9 et fraternit\u00e9, opportunamente ampliata con sororit\u00e9. Non sono mancati i riferimenti alle tragedie dell&#8217;oggi, dalle guerre in atto alla constatazione dell&#8217;assenza di Nazioni importanti come la Russia. E&#8217; stato apprezzato e applaudito il passaggio della delegazione sportiva dei rifugiati e profughi di tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, fin qua tutto bene. C&#8217;\u00e8 chi si ingegna nel sostenere che si sia trattato di un&#8217;esaltazione della laicit\u00e0, che ha soltanto soffiato al cristianesimo i principi di umanit\u00e0 appena richiamati. Al di l\u00e0 del trascorrere di ogni rivoluzione nello scorrere ordinario e spesso drammatico della storia, che male ci sarebbe se effettivamente la presa della Bastille abbia effettivamente restaurato dei capisaldi etici che sicuramente il cristianesimo &#8211; almeno in parte &#8211; aveva da lungo tempo dimenticato?<\/p>\n\n\n\n<p>E ora, la pietra dello scandalo. Un cantante seminudo scaturisce da un piatto adornato con tinte e forme caravaggesche. Rappresenta l&#8217;inconfondibile Dioniso, il dio del vino, della danza, dell&#8217;ebbrezza, della gioia vissuta fino allo stordimento. Alle sue spalle si svolge un&#8217;ultima cena del tutto attualizzata, tesa a collegare la forza dionisiaca con la rivelazione cristiana dell&#8217;Amore universale. Il richiamo a Leonardo \u00e8 evidente, cos\u00ec come non \u00e8 altrettanto evidente ai critici che anche l&#8217;opera del grande artista aveva suscitato scandalo, in quanto del tutto eccedente rispetto ai canoni codificati del suo tempo. Personalmente, ritengo che la brevissima rappresentazione nell&#8217;ambito della chilometrica festa di Parigi, lungi dall&#8217;essere sacrilega o irrispettosa di chicchessia, sia stata la riproposizione di un delicato convincimento. Dalla mitologia greca, attraverso l&#8217;annuncio cristiano e il riconoscimento dell&#8217;impresa filosofica della post-modernit\u00e0, si uniscono misteriosamente la forza della vita e l&#8217;ineluttabilit\u00e0 della morte, riscoprendo come chiave di volta onnicomprensiva la divinizzazione dell&#8217;amore. Non \u00e8 anche&nbsp;&nbsp; &nbsp; questo un acquisto significativo dal cristianesimo delle origini che arriva a identificare la condivisione dell&#8217;esistere (in greco \u03b1\u03b3\u03b1\u03c0\u03b7) con il nome stesso di Dio (cfr.1Gv.4,16)?<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi nessuno scandalo! E non solo perch\u00e9 senza quella scenografia si sarebbe parlato per breve tempo delle spettacolari esibizioni di Axelle Saint-Cirelle o di Celine Dion, dell&#8217;opportunit\u00e0 di assegnare il fuoco olimpico a un calciatore come Zidane e di poco altro. E&#8217; stata proprio questa che alcuni hanno definito una provocazione a creare un&#8217;occasione inattesa di riaccendere i riflettori sul tema della fede, delle religioni e della spiritualit\u00e0. Esse hanno ancora un posto importante nella storia delle persone, come fondamento di una vita votata all&#8217;amicizia, alla bellezza, alla gioia e alla pace. Non \u00e8 un caso che a dar fuoco alle polveri sia stata soprattutto la destra politica europea, evidentemente ripiegata su posizioni di difesa di un&#8217;identit\u00e0 di fatto inesistente &#8211; a cominciare da Salvini e seguaci &#8211; quella destra cio\u00e8 che, contro la postmodernit\u00e0 e la valorizzazione delle diversit\u00e0 culturali, strumentalizza il cristianesimo, della realt\u00e0 del quale non conosce praticamente nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite Se non ci fosse stata la polemica sulla presunta parodia dell&#8217;Ultima Cena, non avrei dato alcuna importanza alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Parigi. Avendo letto un diluvio di opinioni e relativi commenti, ho cercato su you tube l&#8217;evento e l&#8217;ho trovato in forma integrale. Da quanto se ne \u00e8 scritto e parlato, ho pensato che quella scena fosse dominante, dall&#8217;inizio alla fine. 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