{"id":5259,"date":"2024-07-20T17:47:15","date_gmt":"2024-07-20T15:47:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5259"},"modified":"2024-07-20T17:47:17","modified_gmt":"2024-07-20T15:47:17","slug":"srebrenica-una-responsabilita-e-una-storia-europea","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/07\/20\/srebrenica-una-responsabilita-e-una-storia-europea\/","title":{"rendered":"Srebrenica, una responsabilit\u00e0 e una storia europea"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Ventinove anni dopo il genocidio di Srebrenica, continua il difficile percorso di elaborazione e assunzione di responsabilit\u00e0 per quanto accaduto allora: uno sforzo reso ancora pi\u00f9 urgente dal &#8220;virus della negazione&#8221; che ha colpito le societ\u00e0 dei Balcani e non solo<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Luglio 2024&nbsp; di&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/Nicole-Corritore\">Nicole Corritore<\/a> &#8211; Obct<\/p>\n\n\n\n<p>Alma Mustafi\u0107 aveva 14 anni quando&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Dossier\/Ricordare-Srebrenica\">nel luglio 1995 \u00e8 stato perpetrato il genocidio<\/a>&nbsp;a Srebrenica per mano delle truppe serbo-bosniache di Ratko Mladi\u0107, nonostante la cittadina della Bosnia orientale fosse stata dichiarata &#8220;zona protetta&#8221; con la Risoluzione 819 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dall&#8217;aprile 1993. Sopravvissuta, si \u00e8 rifugiata in Olanda con la madre e il fratellino, dove vive tutt\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i familiari di altri tre uccisi,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Mustafic-e-Nuhanovic-contro-l-Olanda-42078\">dal 2008 si \u00e8 battuta<\/a>&nbsp;per ottenere giustizia per suo padre Rizo Mustafi\u0107, elettricista impiegato dal battaglione olandese di stanza a Srebrenica, e mandato a morire insieme a decine di uomini il 13 luglio 1995. Nel 2011 la Corte d\u2019appello dell\u2019Aja&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2011\/07\/05\/lolanda-condannata-per-la-morte-di-tre-musulmani-dopo-il-massacro-di-srebrenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha emesso una sentenza di condanna&nbsp;&nbsp;<\/a>&nbsp;nei confronti dello stato olandese, perch\u00e9 i peacekeeper del Dutchbat non hanno impedito il massacro di 8mila ragazzi e uomini. La battaglia di Alma \u00e8 stata importante, perch\u00e9 ha aperto la possibilit\u00e0 alle famiglie di altri 350 uomini che si erano rifugiati nella base ONU, di fatto consegnati a&nbsp;Mladi\u0107 dai caschi blu, di intentare un procedimento penale. In questo caso, il risultato \u00e8 stato per\u00f2 amaro: la sentenza di condanna di primo grado \u00e8 stata poi ridimensionata&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Olanda-e-Srebrenica-responsabilita-limitata-195784\">dalla Corte suprema nel 2019<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPensavo che la sentenza su mio padre avrebbe inciso sulla conoscenza, in Olanda, di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel 1995\u201d, ha raccontato Alma&nbsp;<a href=\"https:\/\/balkans.aljazeera.net\/news\/culture\/2022\/5\/7\/alma-mustafic-srebrenica-je-evropska-odgovornost-i-historija%20\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ad Al Jazeera Balkans&nbsp;&nbsp;<\/a>, \u201cma non \u00e8 accaduto\u201d. Ha deciso quindi di impegnarsi nella promozione della memoria di ci\u00f2 che accadde: \u201cPerch\u00e9 Srebrenica \u00e8 una responsabilit\u00e0 europea e parte della nostra storia\u201d. Tra le sue iniziative, la realizzazione di una testimonianza storico-teatrale che ha fatto il giro dell&#8217;Olanda: \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cf-ZryZAsCs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dangerous Names&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d diretto da Boy Jonkergouw in cui Alma e Raymond Braat, allora casco blu del Dutchbat a Srebrenica, impersonano se stessi. Un lavoro toccante di confronto con dolore e trauma, a cui \u00e8 seguito il documentario \u201c<a href=\"https:\/\/www.15-l.com\/you-play-my-father-short-film\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">You play my father&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d, proiettato ieri nell\u2019ambito del 29\u00b0 programma di commemorazione a Srebrenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono ancora un migliaio, tra le ufficiali 8372, le vittime del genocidio che non hanno una tomba. Alcuni familiari scelgono di aspettare anche anni, nella speranza di ricostruire il pi\u00f9 possibile gli scheletri dei loro cari allora occultati in fosse comuni primarie, secondarie, terziarie&#8230; e di cui ancora non si conosce l&#8217;ubicazione. Mentre per altri o non si \u00e8 trovato alcun resto, oppure giacciono senza un nome nei centri di identificazione.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.ino.ba\/odnosi-s-javnoscu\/saopcenja-za-javnost\/default.aspx?id=2243&amp;langTag=bs-BA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tra chi oggi viene sepolto&nbsp;&nbsp;<\/a>c\u2019\u00e8 un minorenne: Beriz (Omera) Muji\u0107, nato a Zvornik nel 1978. I resti sono stati trovati l\u2019anno scorso, 28 anni dopo la sua uccisione a Su\u0107eska, pochi chilometri da Srebrenica. Trover\u00e0 \u201cpace\u201d accanto al fratello Hazim, inumato nel 2013. E ci sono due fratelli, Hasib e \u0106amil Efendi\u0107, nati rispettivamente nel 1931 e nel 1928, i cui resti sono stati trovati sparsi in fosse comuni a Kula e Poto\u010dari nel 2011 e nel 2006. Le loro tombe si aggiungeranno a quella del terzo fratello Edhem, sepolto nel 2007.<\/p>\n\n\n\n<p>Nomi e storie che presso il Memoriale si tengono in vita con ricerche, visite studio, convegni, mostre, un archivio documentale. Ad esempio, con la Scuola internazionale estiva per giovani, organizzata dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/p-crc.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Post-Conflict Research Center&nbsp;&nbsp;<\/a>, che si dedica alla promozione di una cultura di pace e alla prevenzione dei conflitti violenti nei Balcani occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>E, quest\u2019anno, la prima edizione della Summer school \u201cGenocide Studies\u201d. Per una settima, 25 studenti provenienti da 18 paesi &#8211; di facolt\u00e0 di scienze sociali, storia, diritto, politica internazionale, diritti umani e giornalismo \u2013 si sono confrontati con chi qui lavora. Ad esempio, con le ricercatrici Merima Muji\u010di\u0107, Zenaida Hod\u017ei\u0107 e Mirsada Mustafi\u0107 dell\u2019archivio del Museo della memoria inaugurato nel 2021, e con chi coordina il corposo progetto \u201c<a href=\"https:\/\/srebrenicamemorial.org\/en\/investigations\/oral-history-lives-behind-the-field-of-death\/7\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Oral History. Lives behind the field of death&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d che finora conta 600 video-testimonianze di sopravvissuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un lavoro di documentazione immenso, che nel 2022 ha visto anche l\u2019apertura dell\u2019archivio virtuale &#8220;<a href=\"https:\/\/www.srebrenica360.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Srebrenica360&nbsp;&nbsp;<\/a>&#8221; realizzato in collaborazione con Al Jazeera Balkans e in continuo aggiornamento. Il sito rende disponibili foto, documentari, reportage, interviste, la possibilit\u00e0 di visitare il Memoriale, scorrere la lista delle 8372 vittime, navigare la mappa delle fosse comuni, guardare le testimonianze.<\/p>\n\n\n\n<h3>Responsabilit\u00e0 e negazione<\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cDa due anni sto meglio, ma ero crollato. Stavamo guardando un film sui nazisti e ho detto a mia moglie &#8216;Vedi quello? Sono stato cos\u00ec anche io, come le SS&#8217;\u2026 sapevamo che quegli uomini (sarebbero morti)\u2026 A lungo ho provato vergogna, desideravo morire. Non posso ridarti tuo padre, Alma, ma dimmi che cosa posso fare per te ora\u201d. Raymond Braat, nel 1995 ventenne casco blu a Srebrenica, entra cos\u00ec in scena sul palco, iniziando il confronto con Alma Mustafi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto con il passato \u00e8 stato tentato anche da altri ex soldati del battaglione olandese. L&#8217;organizzazione olandese \u201c<a href=\"https:\/\/paxforpeace.nl\/what-we-do\/programmes\/bosnia-and-herzegovina-srebrenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">PAX for peace&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d ha riportato per la prima volta alcuni di loro sul luogo del genocidio nel 2007 e per incontrare associazioni di donne sopravvissute. E in seguito PAX e il&nbsp;<a href=\"https:\/\/kampwesterbork.nl\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Memoriale Kamp Westerbork&nbsp;&nbsp;<\/a>&nbsp;(nord-est dell\u2019Olanda, che fu campo di transito nazista per deportati nei lager) hanno continuato a sostenere il Memoriale. Persino la costruzione, nel 2017, del Museo del genocidio di Srebrenica &#8220;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Media\/Multimedia\/Srebrenica-inaugurato-il-museo-sul-fallimento-della-comunita-internazionale\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il fallimento della comunit\u00e0 internazionale&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una comunit\u00e0 internazionale che ha cercato di riconoscere giustizia alle vittime con il Tribunale per crimini di guerra per la ex Jugoslavia, dove&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Sentenza-d-appello-ergastolo-a-Radovan-Karadzic\">Radovan Karad\u017ei\u0107<\/a>&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Ratko-Mladic-confermato-l-ergastolo-211036\">Ratko Mladi\u0107<\/a>, oltre ad altri comandanti di altro grado dell\u2019esercito serbo-bosniaco, sono stati condannati anche per il genocidio. Condanne che, assieme alle sentenze emesse per i crimini perpetrati a Srebrenica dai tribunali locali, colpiscono finora 47 persone per un totale di 700 anni di carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono voluti 29 anni poi, per arrivare lo scorso 23 maggio all\u2019approvazione della Risoluzione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite che,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Serbia\/Risoluzione-ONU-su-Srebrenica-le-reazioni-in-Serbia-231639\">come ha scritto<\/a>&nbsp;il nostro corrispondente Massimo Moratti, istituisce l\u201911 luglio come giornata di riflessione e commemorazione sul genocidio di Srebrenica oltre ad altri obblighi collegati al crimine di genocidio. Ben nove anni dopo il primo tentativo, in sede di Consiglio di Sicurezza, fallito per il veto della Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una Risoluzione fortemente osteggiata in Serbia e in Republika Srpska (entit\u00e0 serba della Bosnia Erzegovina), proseguendo nella negazione di qualsiasi responsabilit\u00e0. Societ\u00e0 e autorit\u00e0 che non accettano, o tentano di impedire, ogni forma di confronto con il passato che singoli attivisti e associazioni portano avanti con coraggio da anni. Tra queste, le Donne in Nero (\u017dene U Crnom Srbija) e l\u2019Iniziativa dei giovani per i diritti umani (YIHR Srbija) di Belgrado, che hanno previsto due \u201c<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=882097770622309&amp;set=pcb.882098043955615\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Giorni in memoria del genocidio di Srebrenica&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d con un dibattito e una manifestazione davanti al palazzo del parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Societ\u00e0 civile che nemmeno in Italia \u00e8 stata a guardare e negli anni si \u00e8 impegnata nel difficile percorso post-conflitto della Bosnia Erzegovina. Oltre ai partecipanti italiani alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Transeuropa\/Srebrenica-Marcia-della-Pace-2024\">Marcia della Pace<\/a>, \u00e8 presente una delegazione di otto persone a nome di ARCI Bolzano. \u201cSiamo qui nel contesto del partenariato tra il Memoriale e ARCI nazionale. In particolare, per il terzo segmento del progetto \u2018<a href=\"https:\/\/arci.bz.it\/srebrenica-2-0\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Srebrenica 2.0&nbsp;&nbsp;<\/a>\u2019, app dedicata al percorso di memoria digitale sui luoghi della storia\u201d, ci racconta Andrea Rizza che accompagna la delegazione, \u201cche prevede la mappatura e la descrizione dei luoghi dei maggiori massacri nell\u2019ambito del genocidio di Srebrenica.\u201d Ma anche, aggiunge, per partecipare alla conferenza internazionale \u201cEmpowering through remembrance: upholding intergenerational responsibility\u201d tenutasi ieri e costruire collaborazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p>Conferenza aperta dal direttore Memoriale di Poto\u010dari, Emir Suljagi\u0107, con queste parole: \u201cLa parola chiave di questa conferenza \u00e8 \u2018responsabilit\u00e0\u2019, quella responsabilit\u00e0 che ancora non viene assunta a dovere\u201d. A cui poi sono seguiti gli interventi di importanti rappresentanti della societ\u00e0 civile e studiosi, che si sono confrontati sull\u2019importanza della responsabilit\u00e0 intergenerazionale nel preservare la memoria delle atrocit\u00e0 passate e nell\u2019educare le generazioni future a costruire un mondo pi\u00f9 giusto e di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 per il \u201cvirus della negazione\u201d,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Transeuropa\/Srebrenica-25-insieme-contro-il-virus-della-negazione\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal nome della campagna del SENSE&nbsp;&nbsp;<\/a>\u2013 Transitonal Justice Center che ha coinvolto la societ\u00e0 civile dei Balcani, non esiste un vaccino. Serve far conoscere le carte processuali, le testimonianze, si deve costruire nelle societ\u00e0 uno spazio di confronto ed elaborazione. Perch\u00e9, ha dichiarato Emir Suljagi\u0107 commentando la Risoluzione ONU, \u201cnon esiste l\u2019idea della riconciliazione senza il confronto con tutti i fatti del passato. Dubito ci riusciremo con questa generazione, ma lavoro per quella futura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da OBCT<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventinove anni dopo il genocidio di Srebrenica, continua il difficile percorso di elaborazione e assunzione di responsabilit\u00e0 per quanto accaduto allora: uno sforzo reso ancora pi\u00f9 urgente dal &#8220;virus della negazione&#8221; che ha colpito le societ\u00e0 dei Balcani e non solo Luglio 2024&nbsp; di&nbsp;&nbsp;Nicole Corritore &#8211; Obct Alma Mustafi\u0107 aveva 14 anni quando&nbsp;nel luglio 1995 \u00e8 stato perpetrato il genocidio&nbsp;a Srebrenica per mano delle truppe serbo-bosniache di Ratko Mladi\u0107, nonostante la cittadina della Bosnia orientale fosse stata dichiarata &#8220;zona protetta&#8221;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5259"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5259"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5259\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5260,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5259\/revisions\/5260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4672"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}